LA MOBILITA' ARTICOLARE
Prisco Diego, Schito Donatella e Vergallo Alessia 4BGr
La 'pliabilità' è il segreto della longevità
Tom Brady (NFL - Football Americano)
Definizione e teoria
La mobilità articolare, anche flessibilità o articolabilità, è la capacità di un soggetto di eseguire movimenti di grande ampiezza (ROM - Range of Motion) con una o più articolazioni, con la massima escursione fisiologica consentita. Non è solo una dote fisica, ma una capacità coordinativa e condizionale complessa che permette di muoversi con fluidità, economia di sforzo e prevenzione degli infortuni.
I PILASTRI DELLA MOBILITA'
La mobilità non dipende solo dalle ossa, ma da un insieme di componenti che possiamo dividere in tre categorie: 1) Fattori Anatomici e Strutturali - Tipo di articolazione: La struttura ossea determina il limite del movimento (es. l'articolazione della spalla è molto più mobile di quella del gomito); - Componenti molli: L'elasticità di muscoli, tendini, legamenti e capsule articolari; - Massa muscolare: Un eccessivo sviluppo muscolare può fisicamente ostacolare il movimento.
2) Fattori fisiologici: - Età: La flessibilità è massima nell'infanzia e tende a diminuire con l'invecchiamento a causa della perdita di elastina e idratazione dei tessuti; - Genere: Generalmente le donne sono più mobili degli uomini per ragioni ormonali e strutturali; - Temperatura: Il riscaldamento aumenta la compliance dei tessuti; al contrario, il freddo li rende più rigidi.
3) Fattori psicologici e ambientali: - Rilassamento: Lo stress o la tensione muscolare limitano l'escursione. - Orario della giornata: Al mattino la mobilità è ridotta; migliora nel pomeriggio: 1)Fluidità articolare : Il liquido sinoviale passa da uno stato denso (effetto gel) a uno più fluido grazie al movimento, lubrificando meglio le articolazioni. Drenaggio infiammatorio: L'attività fisica aiuta a smaltire le molecole infiammatorie che si accumulano nei tessuti durante l'immobilità notturna. 2)Calore e Circolazione : Con l'aumento della temperatura corporea e del flusso sanguigno verso il pomeriggio, muscoli e legamenti diventano più elastici. 3)Riattivazione Muscolare : Il movimento costante "allunga" e risveglia le fibre muscolari, che al mattino risultano contratte e rigide dopo ore di inattività.
CLASSIFICAZIONE DELLE MOBILITA'
Mobilità Attiva: Quando il ROM massimo è raggiunto grazie alla contrazione dei muscoli agonisti (es. sollevare la gamba tesa verso l'alto).
Mobilità Passiva: Quando il ROM massimo è raggiunto grazie a forze esterne, come la gravità, un compagno o un attrezzo (es. fare la spaccata a terra)
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Disciplines like Visual Thinking facilitate visually rich note-taking through the use of images, graphics, infographics, and simple drawings. Go for it!
Visual content is a cross-cutting, universal language, like music. We are able to understand images from millions of years ago, even from other cultures.
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LA MOBILITA' ARTICOLARE
Donatella Schito
Created on March 29, 2026
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La 'pliabilità' è il segreto della longevità
Tom Brady (NFL - Football Americano)
Definizione e teoria
La mobilità articolare, anche flessibilità o articolabilità, è la capacità di un soggetto di eseguire movimenti di grande ampiezza (ROM - Range of Motion) con una o più articolazioni, con la massima escursione fisiologica consentita. Non è solo una dote fisica, ma una capacità coordinativa e condizionale complessa che permette di muoversi con fluidità, economia di sforzo e prevenzione degli infortuni.
I PILASTRI DELLA MOBILITA'
La mobilità non dipende solo dalle ossa, ma da un insieme di componenti che possiamo dividere in tre categorie: 1) Fattori Anatomici e Strutturali - Tipo di articolazione: La struttura ossea determina il limite del movimento (es. l'articolazione della spalla è molto più mobile di quella del gomito); - Componenti molli: L'elasticità di muscoli, tendini, legamenti e capsule articolari; - Massa muscolare: Un eccessivo sviluppo muscolare può fisicamente ostacolare il movimento.
2) Fattori fisiologici: - Età: La flessibilità è massima nell'infanzia e tende a diminuire con l'invecchiamento a causa della perdita di elastina e idratazione dei tessuti; - Genere: Generalmente le donne sono più mobili degli uomini per ragioni ormonali e strutturali; - Temperatura: Il riscaldamento aumenta la compliance dei tessuti; al contrario, il freddo li rende più rigidi.
3) Fattori psicologici e ambientali: - Rilassamento: Lo stress o la tensione muscolare limitano l'escursione. - Orario della giornata: Al mattino la mobilità è ridotta; migliora nel pomeriggio: 1)Fluidità articolare : Il liquido sinoviale passa da uno stato denso (effetto gel) a uno più fluido grazie al movimento, lubrificando meglio le articolazioni. Drenaggio infiammatorio: L'attività fisica aiuta a smaltire le molecole infiammatorie che si accumulano nei tessuti durante l'immobilità notturna. 2)Calore e Circolazione : Con l'aumento della temperatura corporea e del flusso sanguigno verso il pomeriggio, muscoli e legamenti diventano più elastici. 3)Riattivazione Muscolare : Il movimento costante "allunga" e risveglia le fibre muscolari, che al mattino risultano contratte e rigide dopo ore di inattività.
CLASSIFICAZIONE DELLE MOBILITA'
Mobilità Attiva: Quando il ROM massimo è raggiunto grazie alla contrazione dei muscoli agonisti (es. sollevare la gamba tesa verso l'alto).
Mobilità Passiva: Quando il ROM massimo è raggiunto grazie a forze esterne, come la gravità, un compagno o un attrezzo (es. fare la spaccata a terra)
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