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Sara Russo

Created on March 27, 2026

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EDUCAZIONE CIVICA: il Dantedì e il progetto RICH

IL DANTEDì: 25 MARZO

Il 25 marzo si celebra il Dantedì, la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri; questa data non è casuale: secondo molti studiosi, infatti, coincide con l’inizio del viaggio narrato nella Divina Commedia, l’opera più celebre dell’autore, in cui il poeta attraversa Inferno, Purgatorio e Paradiso.!

Oggi, lo studio di Dante non si limita più ai libri tradizionali, ma si arricchisce grazie all’utilizzo di tecnologie digitali che permettono un approccio più dinamico, interattivo e coinvolgente. Durante una diretta a cui ho partecipato in occasione del Dantedì, sono state presentate diverse risorse digitali utili per approfondire la conoscenza dell’opera dantesca. Tra queste, mi ha colpito in particolare il sito “Camera Nebbia”, che rappresenta un esempio concreto di come la tecnologia possa rendere lo studio più accessibile e stimolante, soprattutto per le nuove generazioni.

RICH

Un aspetto particolarmente interessante riguarda il progetto RICH (Reflectance Imaging for Cultural Heritage), che introduce tecnologie avanzate per l’analisi e la valorizzazione dei beni culturali. Questo progetto si basa sull’utilizzo di strumenti innovativi come il Multispectral Microdome, una particolare apparecchiatura a forma di cupola progettata per acquisire immagini ad altissima precisione. Il suo funzionamento si basa sull’uso di numerose fonti di luce direzionate e su diverse lunghezze d’onda, che permettono di fotografare un oggetto molte volte da angolazioni differenti

Alla base di questo sistema vi è la tecnica RTI (Reflectance Transformation Imaging), una metodologia che consente di combinare digitalmente tutte le immagini ottenute per creare una rappresentazione interattiva. In questo modo, l’utente può modificare virtualmente la direzione della luce sull’oggetto osservato, mettendo in evidenza dettagli che normalmente sarebbero invisibili a occhio nudo. Grazie a questa tecnologia, è possibile studiare con estrema precisione la superficie di manoscritti antichi, rilievi, incisioni e materiali artistici, senza entrare in contatto diretto con essi e quindi senza rischiare di danneggiarli.

Uno degli aspetti più innovativi di questo processo è la trasformazione delle immagini da bidimensionali a tridimensionali. Anche se non si tratta di un vero e proprio modello 3D, il sistema permette comunque di percepire la profondità e la struttura della superficie, simulando l’effetto della tridimensionalità. Questo avviene perché il software analizza il modo in cui la luce si riflette su ogni punto dell’oggetto e ricostruisce digitalmente le sue caratteristiche fisiche. Di conseguenza, l’osservatore ha l’impressione di poter “toccare con gli occhi” l’oggetto, esplorandolo in maniera molto più dettagliata rispetto a una semplice fotografia.

In conclusione, il Dantedì non è soltanto un momento di celebrazione della figura di Dante Alighieri, ma anche un’occasione per riflettere su come il modo di studiare e trasmettere la cultura stia cambiando. Grazie a progetti come RICH e a strumenti innovativi come il Multispectral Microdome, è possibile approfondire la conoscenza delle opere del passato in maniera più efficace e coinvolgente. La tecnologia, quindi, non sostituisce lo studio tradizionale, ma lo arricchisce, permettendo di scoprire nuovi dettagli e di avvicinarsi ai grandi classici in modo più moderno e consapevole.