Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

Carlo Alberto dalla Chiesa

Enrico Pich

Created on March 26, 2026

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Human Rights Presentation

Memphis Presentation

Blackboard Presentation

Florida Neon Presentation

Genial Storytale Presentation

Historical Presentation

Psychedelic Presentation

Transcript

Carlo Alberto dalla Chiesa

INDICE

6. Impegno antimafia
1. Introduzione Biografica
7. Attentato e tragica fine
2. Contesto storico
8. Memorie storiche
3. Formazione
4. Lotta al terrorismo
5. Impegno antimafia

INTRODUZIONE BIOGRAFICA

Carlo Alberto Dalla Chiesa nasce a Saluzzo nel 1920. Suo padre Romano fu un generale dei Carabinieri, professione che segnò il suo destino. Già da giovanissimo Carlo Alberto entra nell'esercito, partecipa alla Seconda guerra mondiale e dopo si unì alla Resistenza dei partigiani nelle Marche, un'esperienza che consolidò il suo rigore morale e il suo attaccamento alla democrazia. Nel dopoguerra inizia la sua ascesa nell'Arma, prestando servizio prima in Campania e poi in Sicilia, dove già negli anni '40 dimostrò un'eccezionale capacità investigativa. La sua vita fu un susseguirsi di incarichi di massima responsabilità e lutti personali, come la perdita improvvisa della prima moglie, fino alla nomina a Vice Comandante Generale dell'Arma.

Contesto storico

Dalla Chiesa opera principalmente tra gli anni '70 e l'inizio degli anni '80, un periodo cruciale definito "Anni di Piombo". L'Italia era stretta in una morsa di violenza politica (terrorismo nero e rosso) e, contemporaneamente, assisteva all'ascesa della sfida mafiosa al cuore dello Stato. Era un'epoca di forti tensioni sociali, instabilità politica e della cosiddetta "strategia della tensione".

Formazione

Suo padre Romano era un generale dei Carabinieri, quindi fin da piccolo Carlo Alberto si appassionò a questo lavoro ed entrò nell'Arma giovanissimo. Durante la Seconda Guerra Mondiale partecipò alla Resistenza Partigiana. Prima di partire per la guerra si laureò in Giurisprudenza e in Scienze Politiche, unendo alla pratica operativa una profonda preparazione giuridica.

Lotta al terrorismo

Il Metodo "Dalla Chiesa”: Introdusse tecniche innovative come l'infiltrazione e l'uso dei "collaboratori di giustizia" (i pentiti). Il suo metodo si basava sulla pazienza, sulla conoscenza della sociologia criminale e, soprattutto, sulla convinzione che contro un'organizzazione complessa servisse uno Stato ancora più organizzato. Se prima di lui la polizia interveniva a "delitto avvenuto", con Dalla Chiesa si passò alla polizia di prevenzione dei crimini. Questo approccio fu alla base per il Nucleo Speciale Antiterrorismo per evitare il collasso della democrazia.

Impegno antimafia

La nomina di Carlo Alberto dalla Chiesa a Prefetto di Palermo (30 aprile 1982) rappresentò il tentativo estremo di uno Stato in affanno di rispondere alla "guerra di mafia". un conflitto sanguinario che vedeva i Corleonesi di Totò Riina sterminare i clan rivali e i servitori delle istituzioni. Il Generale si ritrovò limitato dalle competenze ordinarie di un Prefetto, ovvero compiti amministrativi e di ordine pubblico locale, del tutto insufficienti per contrastare una mafia che controllava appalti, banche e politica. Questa missione si trasformò in una cronaca personale denunciata da lui stesso in diverse interviste.

Impegno antimafia

Nei suoi soli 100 giorni a Palermo, Dalla Chiesa applicò il suo metodo con una lungimiranza straordinaria, costruendo le basi per la moderna legislazione antimafia:

  • Mappatura del Potere: studiò i flussi finanziari e gli intrecci tra le famiglie mafiose e le grandi imprese edili, intuendo che il vero cuore di Cosa Nostra non erano i killer, ma i "colletti bianchi" che gestivano i miliardi degli appalti pubblici.
  • Rapporto 162: Firmò un rapporto che denunciava l'esistenza di un'unica associazione criminale (la Cupola), collegando nomi e affari che fino ad allora erano stati considerati episodi isolati.
  • Appello ai Giovani: In un gesto di rottura con la tradizione prefettizia, andò nelle scuole. Voleva dimostrare che lo Stato era presente e che la mafia si nutriva della mancanza di cultura

L'attentato

La sera del 3 settembre 1982, in via Isidoro Carini a Palermo, un commando mafioso affiancò l'auto su cui viaggiava il Generale insieme alla moglie. Entrambi furono uccisi a colpi di Kalashnikov (fucile d'assalto più diffuso). Nell'agguato perse la vita anche l'agente di scorta. La rapidità dell'esecuzione e la ferocia dell'atto scossero l'Italia intera. Celebre rimase il cartello apparso sul luogo del delitto: "Qui è morta la speranza dei palermitani onesti".

Memorie storiche

Oggi Dalla Chiesa è ricordato come un martire della giustizia. La sua eredità morale è immensa:

  • Evoluzione Legislativa: Pochi giorni dopo la sua morte, il Parlamento approvò la legge Rognoni-La Torre, che introduceva il reato di associazione mafiosa (416-bis) e il sequestro dei beni che divenne il pilastro su cui, pochi anni dopo, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino avrebbero costruito il Maxiprocesso.
  • Esempio Etico: Viene celebrato ogni anno come esempio di coraggio nell’essere pienamente convinto delle sue azioni anche se non appoggiate da uno Stato che sarebbe dovuto essere il primo a difendere chi come il generale intraprese una vita dedicata a azioni antimafia.

Grazie dell' attenzione