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MEDEA

Lavinia Del Grosso

Created on March 25, 2026

PERCORSO SULLA TRAGEDIA

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Transcript

"La dimensione femminile del sacrificiodal mondo classico agli studi di genere"

MEDEA

5°CC

START

MEDEA LA DIVERSA (ED EROICA);L'INTEGRAZIONE IMPOSSIBILE

Ilaria Casali e Alessandro Ciceri

LA MEDEA DI EURIPIDE

MEDEA LA DIVERSA

La diversità

  • Medea, proveniente dalla Colchide, non è diversa per motivi razziali, per i tratti somatici o la pelle scura, ma per motivi culturali.
  • Ella incarna lo stereotipo del "barbaro" secondo i Greci: emotiva e dotata di una sensualità pericolosa (stereotipi che i Greci applicano anche alle donne del loro paese, che costituiscono l’altro rispetto al quale il
maschio greco definisce sé stesso).

L'alterità "al quadrato"

  • Medea è la figura dell'altro per eccellenza per la mentalità greca del V secolo a. C.
  • Riunisce in sé due categorie emarginate dal maschio greco: essere donna ed essere straniera.

MEDEA, VV. 214-255

MEDEA LA DIVERSA

  • Κορίνθιαι γυναῖκες, ἐξῆλθον δόμων,/μή μοί τι μέμψησθ' (vv. 214, 215)
Donne di Corinto, sono uscita dal palazzo perchè voi non mi biasimiate.
  • χρὴ δὲ ξένον μὲν κάρτα προσχωρεῖν πόλει (v. 222)
È necessario, per certo, che uno straniero si adegui ai costumi della città.
  • πάντων δ' ὅσ' ἔμψυχ' ἐστὶ καὶ γνώμην ἔχει / γυναῖκές ἐσμεν ἀθλιώτατον φυτόν·
(v. 230, 231) Fra gli esseri tutti, dotati di anima e di ragione, noi donne siamo la razza più sventurata.
  • γὼ δ' ἔρημος ἄπολις οὖσ' ὑβρίζομαι (v. 255)
Io invece, sola e senza patria, vengo oltraggiata.

MEDEA È σοφή

MEDEA LA DIVERSA

  • Creonte ammette di temerla perché sapiente, esperta di molti malefici; per questo decide di espellere Medea dalla città preventivamente, proprio perchè la sua intelligenza superiore spaventa il potere maschile.
  • Σοφή è termine che, applicato a Medea, perde l’accezione positiva: la sua sapienza è occulta e potenzialmente pericolosa.
  • L’esperta di φάρμακα (filtri e rimedi) ha caratteristiche che la predispongono a diventare ella stessa φαρμακός (capro espiatorio): individuo simbolo del male e perciò violentemente espulso.
  • Medea, in quanto straniera, donna e maga, è il candidato perfetto per essere allontanato da Corinto.

MEDEA È μῆτις

MEDEA LA DIVERSA

  • La sapienza (σοφία) di Medea è anche e soprattutto sagacia, capacità di prevedere azioni e reazioni del prossimo e di comportarsi in modo da trarre vantaggio (μῆτις).
  • Lo stesso nome Μήδεια deriva dal verbo μήδομαι (provvedere, ma anche ordire, tramare).
  • Medea è al contempo sapiente guaritrice e astuta avvelenatrice: i φάρμακα di cui è esperta possono essere veleni o rimedi; quelli usati su Egeo hanno effetto terapeutico, quelli usati su Creonte hanno effetto distruttivo.
  • Euripide non accentua però l’aspetto magico di Medea, mette invece in risalto la valenza tragica della donna alle prese con un mondo ostile, nel quale ella si muove con sicurezza, mostrando qualità che il maschio greco attribuisce a sé stesso: fierezza, coraggio, indipendenza … In questo senso Medea è greca quanto Giasone, quanto Achille.

IL DISCRIMINE

MEDEA LA DIVERSA

  • A difesa del suo onore offeso, Medea si appella al concetto di δίκη (giustizia coniugale).
  • Le donne corinzie del Coro solidarizzano con lei, fino al momento del figlicidio.
  • οὐκ ἔστιν ἥτις τοῦτ᾽ ἂν Ἑλληνὶς γυνὴ / ἔτλη ποθ᾽ (vv.1339, 1340)
Nessuna donna greca avrebbe mai osato tanto. Queste sono le parole che Giasone rivolge a Medea.
  • L’atto abominevole di Medea trova facile spiegazione nella sua origine straniera, ma il pubblico non ignora che tale ferocia sarebbe stata possibile anche da parte di una donna greca …
  • Si trovano infatti figlicidi anche in miti greci: Ino, Agave, Altea, Procne.

SCELTA CONSAPEVOLE

MEDEA LA DIVERSA

  • Mentre per altre figure mitologiche l'atto è dettato dalla follia divina, come Agave, o da una richiesta del codice familiare, in Medea è una scelta di αὐθάδεια (orgoglio estremo), una sfida consapevole ai propri limiti e alla propria condizione, che la porta ad accettare le terribili conseguenze pur di non piegarsi.
  • Medea ha una dimensione interna molto tormentata, che lei sacrifica sistematicamente a favore della sua proiezione esterna e della dignità eroica.
  • Medea dichiara infatti che il suo θυμός (la passione, l'ira, la forza vitale) è più forte dei suoi βουλεύματα (i suoi piani o la sua ragione).

SOCIETÁ DELLA VERGOGNA

MEDEA LA DIVERSA

  • Medea si inserisce nella "società della vergogna" non solo come partecipante, ma come una delle sue interpreti più rigorose e arcaiche, paradossalmente molto più di quanto lo sia il greco Giasone. Il suo comportamento segue la logica del "fare del bene agli amici e del male ai nemici", che era il precetto morale fondamentale dell'etica greca arcaica.
  • Il peggior destino non è la colpa interiore, ma il γέλως, il ridicolo e la derisione pubblica, e l’ἀτιμία, la perdita dell’onore. Medea viene paragonata a Aiace e Achille, eroi dell'Iliade e del mito, per la sua reazione all'offesa.
«οὐ γὰρ γελ.ᾶσθαι τλητὸν ἐξ ἐχθρῶν, φίλαι.» «Non è infatti tollerabile, amiche, essere derisi dai nemici.»
  • Nella società della vergogna, se qualcuno subisce un torto, la sua τιμή (valore/onore) diminuisce. L'unico modo per ripristinarla è la vendetta, che deve essere superiore o uguale all'offesa ricevuta. Il tradimento di Giasone non è solo un dolore sentimentale, ma un'offesa pubblica per riparare la quale giudica sia necessaria l'uccisione della sposa, di Creonte e dei propri figli.
  • Medea sceglie il figlicidio proprio per negare a Giasone qualsiasi futuro onore. Distruggendo la stirpe di Giasone, lei compie la vendetta definitiva all'interno di quella stessa logica: lo lascia solo, deriso e senza discendenza, ovvero l'annientamento totale nella società della vergogna.

EROE GRECO

MEDEA LA DIVERSA

  • ὡς τρὶς ἂν παρ᾽ ἀσπίδα / στῆναι θέλοιμ᾽ ἂν μᾶλλον ἢ τεκεῖν ἅπαξ
Preferirei stare tre volte dietro a uno scudo, piuttosto che partorire una volta sola. Medea rifiuta il ruolo biologico femminile e mostra qualità che il maschio greco ama attribuirsi: coraggio, indipendenza, intraprendenza, fierezza, senso dell’onore.
  • τοσοῦτον οὖν σου τυγχάνειν βουλήσομαι, / ἤν μοι πόρος τις μηχανή τ᾽ ἐξευρεθῇ / πόσιν δίκην τῶνδ᾽ ἀντιτείσασθαι κακῶν, / σιγᾶν.
Questo soltanto vorrei ottenere da te: che tu taccia, se io troverò la via e il mezzo per far pagare a mio marito il fio di questi mali.
  • Ragiona come un eroe dell’Iliade e cerca vendetta come atto di giustizia, chiedendo il silenzio complice del Coro. Sono infatti numerosi i termini greci che si possono attribuire a Medea che solitamente definiscono i grandi uomini, come la ​μεγαλοψυχία, ​il θράσος e il ​κλέος.

LA DIMENSIONE MASCHILE

MEDEA LA DIVERSA

Tradizionalmente, alla donna greca era riservata la dimensione interna, domestica οἶκος, mentre all'uomo spettava quella esterna, pubblica πόλις. ​ Medea invece agisce come un uomo: rifiuta la sfera dei sentimenti privati (l'amore materno) per trionfare nella sfera della reputazione pubblica. Uccidere i figli è il modo in cui lei annulla il suo ruolo "interno" di madre per affermare il suo ruolo "esterno" di vendicatrice implacabile. Nella Grecia del V secolo, la "buona" donna tragica (o reale) doveva gestire il dolore in modo privato. Se offesa, le opzioni socialmente accettabili erano:

  • ​La sopportazione silenziosa.
  • ​Il lamento e il pianto (chiusa in casa).
  • ​Il suicidio (come Fedra o Giocasta),
inteso come modo per preservare l'onore senza recare danno alla struttura sociale maschile.

LA DIMENSIONE MASCHILE

MEDEA LA DIVERSA

​Medea rifiuta tutto questo. Non vuole essere una vittima; vuole essere un agente di distruzione, un ruolo esclusivamente maschile nell'epica. Questo si esplica attraverso:

  • La scelta delle armi Medea non sceglie il cappio, strumento di morte femminile per eccellenza, ma lo xíphos (la spada). Impugnare la spada per uccidere i propri figli è l'appropriazione definitiva di uno strumento e di un gesto maschile.
  • ​Il linguaggio bellico Nel suo monologo interiore, lei esorta se stessa come un generale esorterebbe le truppe:
ἴθ᾽, ὦ τάλαινα χεὶρ ἐμή, λάβε ξίφος... μὴ κακισθῇς μηδ᾽ ἀναμνησθῇς τέκνων "Vieni, o mia mano sventurata, prendi la spada... non essere vile, non ricordarti dei figli".

Il tema del sacrificio e il culto dei figli di Medea a Corinto; Medea come mitologema cosmologico

Enrico Mariani e Matteo Mastroddi

IL SACRIFICIO DEI FIGLI

il sacrificio dei figli

LA FONDAZIONE DEL CULTO DEI FIGLI DI MEDEA A CORINTO: I PRESUPPOSTI TRAGICI E SIMBOLICI Le parole di Medea: “Se a qualcuno non è lecito assistere ai miei sacrifici, si regoli di conseguenza.” Il figlicidio: non delitto ma sacrificio rituale Duplice significato simbolico del sacrificio: purificazione attraverso morte e distruzione (mezzo attraverso il quale Medea si purifica dell'onta subita dal marito) Fine del sacrificio: ristabilire un nuovo ordine e una pacificazione.

IL SACRIFICIO NELL'ANTICHITA'

il sacrificio dei figli

ESISTENZA DEI SACRIFICI UMANI NELLA GRECIA ANTICA: molteplici testimonianze (scritti storici e letterari) ma nessuna certezza nuove testimonianze archeologiche sono continuamente trovate. Difficoltà di attestare il valore storico.

IL SACRIFICIO ANIMALE

il sacrificio dei figli

Connessione tra sacrificio animale e sacrificio umano: -evoluzione -sostituzione FONTE → Teofrasto sostiene che il sacrificio animale provochi forti emozioni proprio perché percepito come una "forma mitigata" di sacrificio umano, In età classica sacrificio umano collocato in un'epoca arcaica o in altre civiltà percepito come distante dal loro concetto di civiltà Abolizione mitica: - uccisione di Busiride da parte di Ercole -luoghi remoti (es. Scizia). -cannibalismo

IL PARADOSSO DELLE FONTI

il sacrificio dei figli

Il sacrificio umano: - relegato a tempi antichissimi e primitivi -testimonianza da parte delle fonti aumenta esponenzialmente in epoca classica/ellenistica Sacrificio umano come potente strumento drammatico in funzione letteraria Dunque questa pratica antica e primitiva viene fatta rinascere tramite il mito e la tragedia.

IL CULTO DEI FIGLI DI MEDEA A CORINTO

Il culto dei figli di medea a corinTo

Medea non porta i figli morti ad Atene per sepperli, ma annuncia a sorpresa che li seppellirà nel τέμενος (recinto sacro) del santuario di Ἥρα Ἀκραία a Corinto, la città da cui fugge. Dice infatti: "istituirò in questa terra di Sisifo una festa sacra e dei riti, in espiazione del sacrilego eccido". Secondo le versioni pre-euripidee, i figli di Medea erano quattordici (sette maschi e sette femmine) ed è probabile che la fondazione del culto corinzio si rifaccia a queste verisoni del mito. I Corinzi perciò rinchiudevano nel recinto della Ἥρα Ἀκραία per un anno per un anno sette ragazzi e sette ragazze, figli dei nobili più illustri, con delle vesti di colore nero. Alla fine dell'anno di segregazione, veniva sacrificata una capra nera, chiaramente come vittima che sostituiva i ragazzi, da quel momento liberi.

Santuario di Ἥρα Ἀκραία visto dall'alto

Il culto corinzio avrebbe un carattere di rito di inziazione perché si conterrebbe alle verioni pre-euripidee, come quelle di Eumelo e Creofilo.

Il culto dei figli di medea a corinTo

-Eumelo (VIII sec. a.C.): Medea tenta di rendere i figli immortali seppellendoli nel santuario, ma ne causa accidentalmente la morte e viene abbandonata da Giasone.

  • Significato del culto: espiazione per il pietoso errore materno e pacificazione delle anime dei bambini, venerati come figure eroiche mancate.
-Creofilo (VII/VII sec. a.C.): per vendicare l'assassinio del re Creonte da parte di Medea, i Corinzi lapidano i bambini rifugiati nel tempio, scatenando una pestilenza divina.
  • Significato del culto: funzione espiatoria e protettiva per purificare la città dal caos e dalla violenza commessa contro i bambini.

Medea come mitologema cosmologico

DAL SACRIFICIO ALL'APOTEOSI

La morte dei figli di Medea deve essere letto come un atto inserito in una cornice sacrale, sebbene ne rappresenti un sovvertimento. In Euripide, l'ingiusta uccisione dei bambini infatti diventa l'atto fondatore necessario affinché il rito successivo abbia efficacia. In questa prospettiva, la violenza sociale (la pestilenza) viene incanalata verso un "oggetto" (che funge da capro espiatorio) per proteggere la comunità.

Medea come mitologema cosmologico

DAL SACRIFICIO ALL'APOTEOSI

-L'Apoteosi e il ruolo di Deus ex machina: Medea abbandona la dimensione umana fuggendo sul carro del Sole. Assumendo il ruolo di divinità, chiude l'azione teatrale:

  • giustifica la vendetta;
  • dispone la sepoltura dei figli;
  • fonda il culto per espiare il sacrilegio.
-Il recupero della natura divina: il finale rivela la vera identità di Medea secondo la tradizione esiodea (nipote di Ἥλιος). -La vendetta personale viene trascesa: Medea si innalza a forza del sacro, trasformando il dolore umano in un'istituzione religiosa (culto).

COMPLESSO DI MEDEA

Alessia Rundo Sotera e Tecla Tacchini

DEFINIZIONE

Complesso di medea

Il "COMPLESSO DI MEDEA" identifica l''impulso distruttivo della madre nei confronti della prole, inteso non come espressione di odio diretto, ma come strumento di rivalsa contro il proprio partner, dal quale si ritiene di aver subito ingiustizia intollerabile.

Questo accade quando il fallimento del progetto di coppia inficia la buona riuscita di quello di famiglia.

In una famiglia funzionale il legame madre-figlio è autonomo, mentre nel complesso di Medea il figlio diventa un oggetto, perdendo la sua identità di persona.

DEFINIZIONE

Complesso di medea

L’azione della madre, non sfocia sempre “nel sangue”, ma rivela una stratificazione di azioni materne, che culminano solo raramente nell'atto estremo.

ALIENAZIONE PARENTALEla madre distrugge l'immagine del padre agli occhi del figlio, "uccidendo" il rapporto tra i due. Avviene solitamente nelle separazioni altamente conflittuali

ABUSO PSICOLOGICO comportamenti che mirano a boicottare la felicità del figlio per colpire indirettamente l'ex partner, o comunque che vanno a inficiare la felicità del figlio a favore del proprio tornaconto e della propria volontà di controllo

II

FIGLICIDIO

III

PROCESSI PSICOLOGICI

Complesso di medea

In caso di figlicidio o abusi, la madre spesso distorce psicologicamente la realtà per rendere tollerabile un gesto che lei stessa non riesce ad accettare.

La donna potrebbe presentare il rischio di suicidio, specialmente nell'immediato post delitto, successivamente all'arresto o nella fase post-processulae

Il comportamento non è uniforme, ma dipende da variabili specifiche di ogni soggetto

Il processo psicologico ha una fase pre-sentenza e una fase post-sentenza

Un ruolo fondamentale lo hanno anche i familiari, che spesso tendono a proteggere la madre e negarne la responsabilità dell'atto

ASPETTO GIURIDICO

Complesso di medea

Il codice penale italiano non contempla il figlicidio, cioè l’uccisione del figlio da parte di un genitore, sia il padre che la madre. Si considerano solo:

Infanticidio

Omicidio

Punito con la reclusione non inferiore ad anni ventuno (art. 575)

“La procurata morte del neonato immediatamente dopo il parto o del feto durante il parto da parte della propria madre, quando il fatto è determinato da condizioni di abbandono materiale e morale connessi al parto ed è punito con la reclusione da quattro a dodici anni” (art. 578)

EURES RICERCHE ECONOMICHE E SOCIALI

Complesso di medea

Dal 2010 ad oggi sono stati 268 i “figlicidi” commessi, 480 dal 2000. La media è di circa uno ogni due settimane.

64,2%

Percentuale bambini uccisi per fasce di età.

35,8%

Infanticidi commessi dal padre (sopra) e dalla madre (sotto).

Bisogna considerare anche il "Numero Oscuro"

IMPUTABILITÁ

Complesso di medea

Il concetto di "Vizio di Mente"

La distinzione tra "Intendere" e "Volere"

La "Sentenza Raso" e i Disturbi di Personalità

Art. 85
Art. 88 e 89
n. 9163/2005

Le sfide per il Perito

Stati emotivi e passionali

Il nesso di causalità

Art. 90

NEL MONDO ANIMALE

Complesso di medea

Fascino del cucciolo

Ma

  • forme di cannibalismo
causate da: - disturbi ansiosi, irritabilità e insicurezza - situazioni stressanti per la madre volte a: - garantire la continuità della specie - stabilire la supremazia di una specie
  • omissione e abbandono
  • scaricare la tensione intragruppale
  • catalizzatori sociali
  • ottenere favori dai maschi della specie

ASPETTO CULTURALE

Complesso di medea

Altre culture

La nostra cultura

  • rispetto dei diritti del minore d’età
  • sensibilità ad ogni tipo di abuso dell’infanzia
  • il diritto di vita o di morte sui figli
  • neonato come “non essere umano” in Africa e India
  • comportamenti di guerra
  • necessità di riduzione delle nascite
  • ottimizzazione dell’economia rurale
  • provvedimenti eugenetici postnatali
  • adesioni a valori edonistici
  • valori religiosi, mistici e settali

diminuzione dell’infanticidio

  • rivoluzione nella morale e nei costumi sessuali
  • diffusione delle pratiche anticoncezionali
  • facilità e liberalizzazione dell’aborto

TABU'

Complesso di medea

Ieri

Oggi

  • maternità come evento sociale condiviso
  • confronto e sostegno quotidiano
  • cura collettiva del neonato
  • sofferenza ascoltata
  • famiglia come nucleo atomico protetto (e isolato) dalle mura domestiche
  • impossibilità di ammettere paura o stanchezza
  • sacrificio totale e annullamento dell'identità
  • silenzio come abisso

MEDEA NELL'ICONOGRAFIA ANTICA, MODERNA E CONTEMPORANEA

Maddalena Cima e Lavinia del Grosso

ICONOGRAFIA

ICONOGRAFIA ANTICA

VII - VI secolo a.C.(Etruria): La Medea maga
VI-V secolo a.C.(Attica): La Medea assassina
431 a.C. (Atene): La Medea "euripidea"
III-I secolo a.C. (Magna Grecia): La Medea "ἀμήχανος"

LA MEDEA MAGA

ICONOGRAFIA

ICONOGRAFIA

Seconda metà del VII secolo a.C. Particolare interesse per la cultura corinzia Brocca di bucchero databile intorno al 630 a.C.(Cerveteri):

  • Iscrizione "Metaia" (forma etrusca per Medeia)
  • Ringiovanimento (o resurrezione) di Giasone
  • "Kanna" Simbolo di Giasone come paredro di Medea in trono
  • Riferimenti al mito degli Argonauti
Medea come maga dotata di poteri soprannaturali, con doti di curatrice e mediatrice della sfera ctonia

LA MEDEA ASSASSINA

ICONOGRAFIA

A partire dal VI secolo a.C. Episodio dell'uccisione di Pelia. Preludio del dramma in una lastra di marmo (440-441 a.C.):

  • Medea regge in mano il cofanetto dei pharmaka
  • Una delle figlie di Pelia esita, con la spada in mano
Medea come maga "esotica", che può anche procurare la morte

LA MEDEA "EURIPIDEA"

ICONOGRAFIA

"Medea" di Euripide Introduce invece nuovi temi e figure:

  • Introduzione della figura di Egeo e di Teseo
  • Polemica rapporti tra Pericle e Aspasia di Mileto (Medea come Aspasia)
Cratere a calice lucaneo (400 a.C.):
  • Fuga di Medea ( in abiti orientali)
  • Medea in un nimbo raggiante (intangibilità)
  • Coppia di demoni alati
  • Carattere sacrificale del figlicidio
  • Divergenze dal testo teatrale e composizione "sinottica"
Medea sovversiva Barbara, figlicida, dai tratti maschili

LA MEDEA "ἀμήχανος"

ICONOGRAFIA

ICONOGRAFIA

Tardo Ellenismo Medea e Aiace di Timomaco di Bisanzio (Plinio) Copia del quadro in una casa di Ercolano:

  • Mani intrecciate sulla spada inguainata = Gesto dell'amechania (irresolutezza)
  • Drammatico conflitto dei sentimenti
  • Contrasto tra la giovane età dei fanciulli e il loro destino
Altre copie di questa opera = Spesso come exemplum negativo accanto a Fedra e Elena Medea nell'amechania Potenza drammatica dell'opera

ICONOGRAFIA MODERNA

ICONOGRAFIA

Il Rinascimento tra Moralizzazione e Macabro:Jean Pichore (Inizi XVI sec.)
L'Ottocento, il Pathos Romantico e il Simbolismo: Medea furiosa di Eugène Delacroix (1838)
Il Medioevo e la Sintesi Narrativa: Il Codex Etruscus (XI sec.)

ICONOGRAFIA MODERNA E CONTEMPORANEA

ICONOGRAFIA

L'Ottocento, il Pathos Romantico e il Simbolismo: Medea di Aimé Morot (1876)
Il Novecento ela modernizzazione: Medea di Bernard Safran (1965)

ICONOGRAFIA

MEDEA NEL CODEX ETRUSCUS

Nell'Alto Medioevo, la figura di Medea subisce una drastica flessione iconografica, quasi scomparendo dal repertorio visivo. La sua ricomparsa avviene nell'XI secolo in coincidenza con la redazione del Codex Etruscus, un manoscritto fondamentale che riporta le tragedie di Seneca. Il capolettera della Medea è costituito da una "D" onciale (l'iniziale delle parole Dii coniugales, con cui si apre la tragedia senecana). All'interno del corpo della lettera, l'artista medievale opera una narrazione sinottica. Questo significa che gli eventi temporali sono uniti in un'unica immagine fissa: il tempo è annullato.

La Medea di Jean Pichore

ICONOGRAFIA

Nel volume Les Vies des Femmes Célèbres di Antoine Du Four, l'illustratore Jean Pichore introduce un dettaglio di una violenza inaudita per l'epoca. Medea è intenta a scrivere una lettera a Giasone (riferimento alle Heroides). La penna però non è intinta nell'inchiostro, ma nel sangue che sgorga dal petto di uno dei suoi figli uccisi, disteso davanti a lei. Qui il sangue diventa letteralmente il "mezzo di comunicazione" tra la madre tradita e il padre dei bambini. È una torsione iconografica che enfatizza il carattere drammatico e orrorifico del mito.

La Medea di Delacroix

ICONOGRAFIA

Delacroix mette in scena la violenza contro natura. Medea stringe i figli al seno nudo, simbolo di maternità rinnegata, con un gesto che oscilla tra protezione materna e ferocia omicida. Il pugnale è ancora nascosto nell'ombra, ma il dramma è già tutto nel suo sguardo e nel contrasto cromatico. Qui Medea è un'eroina tragica dominata dal furor, colta nell'istante esatto in cui la passione vince sulla ragione. L’ambientazione: Una grotta oscura e rocciosa. Le rocce sono una metafora visiva del "cuore indurito" della protagonista. La luce e il colore: Sul manto nero spicca un panno rosso, una chiara premonizione del sangue.

La Medea di Aimé Morot

ICONOGRAFIA

Rispetto a Delacroix, l'opera di Morot si concentra sulla patologia mentale.

  • Medea non è più un’eroina tragica che urla il suo dolore, ma una figura alienata, quasi un caso clinico tipico della cultura positivista di fine Ottocento.
  • Il fulcro dell'intera composizione risiede nello sguardo: gli occhi di Medea sono allucinati, vitrei e totalmente assenti non guardano i figli ma sono persi nel vuoto
= Questo distacco è reso visivamente dal contrasto fisico: nonostante Medea stia toccando i figli, sembra non percepire affatto il calore dei loro corpi o il contatto della loro pelle.

La Medea di Bernard Safran

ICONOGRAFIA

Quest'opera rappresenta la de-mitizzazione definitiva di Medea.

  • L’estetica: Safran la dipinge come una normale casalinga americana di classe media. Non ci sono i vestiti sontuosi dei Carracci né la furia di Delacroix.
  • La tensione invisibile: La tragedia non è esplicita (non ci sono armi o sangue), ma è racchiusa in dettagli millimetrici:
    • I corpi dei figli: i ragazzi sono rigidi e tesi, mostrando un disagio profondo.
    • Il messaggio dello sguardo: Medea fissa lo spettatore, è una rivendicazione di proprietà assoluta che sfocia nel delitto.

GRAZIE

Stati emotivi e passionali

Nella cronaca giudiziaria, la difesa cerca spesso di dimostrare che quel momento di "ira" o "disperazione" non era solo un'emozione, ma la manifestazione di una patologia sottostante (come una depressione post-partum non diagnosticata), trasformando lo stato emotivo in un vizio di mente.

Adesso

Prima

Anche i disturbi di personalità (come il disturbo Borderline o Narcisistico) possono escludere l'imputabilità, a patto che siano di gravità tale da incidere sulla capacità di intendere e di volere e che vi sia un nesso causale diretto tra il disturbo e il delitto.

Solo le psicosi gravi (come la schizofrenia) portavano alla non imputabilità.

VS

Alla fine della tragedia, Medea non viene punita, come ci si aspetterebbe in un dramma sulla "colpa", ma fugge sul carro del Sole. Questo finale "divino" è la sanzione definitiva della sua natura eroica: avendo agito secondo i canoni della forza e dell'onore maschili eroici, Medea trascende la condizione di donna comune per diventare quasi un'entità sovrumana che sta al di sopra delle leggi della polis

All'interno del testo emergono tre momenti principali: la consegna della veste avvelenata (l'inganno), il desiderio di uccisione dei figli (il culmine) e la fuga sul carro (il trionfo). Medea è qui un exemplum negativo: il suo male è racchiuso e catalogato in una struttura geometrica e grammaticale.

  1. L'invocazione solenne: il matrimonio tradito e la preparazione dei veleni. ("Dii coniugales" v. 1 a "Lucina" v. 2.)
  1. L'appello alle Furie: l'odio diventa desiderio di sterminio (lo Scelus). ("Nunc, nunc adeste" v. 13 a "pessimum hoc votum" v. 19)
  2. La vendetta è concepita: la proiezione verso il volo finale sul carro del Sole. ("parta iam ultio est" v. 25 e oltre.)

Articolo 85

Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se, al momento in cui lo ha commesso, non era imputabile. È imputabile chi ha la capacità d'intendere e di volere.

Volere

Intendere

VS

La capacità di autodeterminarsi, ovvero di resistere agli impulsi.

La capacità del soggetto di rendersi conto del valore sociale e morale delle proprie azioni

Le sfide per il perito

  • Anamnesi: Storia psichiatrica precedente.
  • Test psicodiagnostici: per valutare la struttura di personalità.
  • Analisi dell'atto: Com'è stato compiuto? C'è stata organizzazione (lucidità) o è stato un caos totale (dissociazione)?
Sentenza n. 9163/2005 delle Sezioni Unite

“Anche i disturbi della personalità, come quelli da nevrosi e psicopatie, possono costituire causa idonea ad escludere o scemare grandemente, in via autonoma e specifica, la capacità di intendere e di volere di un soggetto agente ai fini degli artt. 88 e 89 c.p., sempre che siano di consistenza, rilevanza, gravità e intensità tali da concretamente incidere sulla stessa; per converso, non assumono rilievo ai fini della imputabilità le altre “anomalie caratteriali” e gli “stati emotivi e passionali”, che non rivestano i suddetti connotati di incisività sulla capacità di autodeterminazione del soggetto agente; è inoltre necessario che tra il disturbo mentale ed il fatto di reato sussista un nesso eziologico, che consenta di ritenere il secondo causalmente determinato dal primo”.

Parziale

Totale

L'infermità è tale da escludere completamente la capacità di intendere o di volere. La madre viene dichiarata non imputabile, non va in carcere ma possono essere applicate misure di sicurezza (REMS).

VS

La capacità era "grandemente scemata" ma non esclusa. In questo caso la pena è ridotta.

Il nesso di causalità

Il perito non deve solo dire "la madre è malata", ma deve dimostrare che quello specifico delitto è il prodotto diretto della malattia.

Esempio: Se una madre uccide il figlio a causa di un "delirio di salvazione" (pensa che il diavolo lo stia per rapire), il nesso è evidente. Se lo uccide per un momento di rabbia comune, anche se ha un disturbo di personalità, il nesso potrebbe essere negato.

Grandezza d'animo È la disposizione di chi, essendo degno di grandi cose, rivendica per se stesso grandi onori. Medea non accetta compromessi meschini. Mentre Giasone le suggerisce di accettare l'esilio con qualche aiuto economico,una soluzione pragmatica e diplomatica, lei rifiuta perché lo considera umiliante

Μεγαλοψυχία

Temerità Giasone gliela rinfaccia come un difetto, mentre per un uomo sarebbe un pregio. Medea agisce con una forza decisionale che si può definire eroica. Non si nasconde, ma affronta la situazione con una determinazione che ricorda Achille o Aiace.

Θράσος

Fama gloriosa Per l'eroe omerico, il kléos è l'unico modo per sconfiggere la morte. Se le tue imprese vengono cantate dai poeti, il tuo nome continuerà a "vivere" nelle orecchie delle generazioni future. Medea cerca la gloria tipica degli eroi.

Κλέος

Articolo 90

Gli stati emotivi o passionali non escludono né diminuiscono l'imputabilità.

Articolo 89

Articolo 88

Non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, era, per infermità, in tale stato di mente da escludere la capacità d'intendere o di volere.

Chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, era, per infermità, in tale stato di mente da scemare grandemente, senza escluderla, la capacità d'intendere o di volere, risponde del reato commesso; ma la pena è diminuita.

CONFRONTO

La Medea del pittore francese Henri Klagmann presenta alcune analogie con la Medea assente ed alienata di Morot:

  • lo sguardo fisso
  • il ruolo dei figli
  • la rappresentazione "virile" e l'aspetto "barbarico"
  • il contatto fisico
  • la distanza emotiva

1868, Nancy, Musée des Beaux Arts

Infanticidio

articolo 578 del Codice Penale
  • reato proprio - può essere commesso solo dalla madre naturale
  • fondamentale che sia commesso dopo il parto (perturbamento psichico)
  • condizioni di abbandono materiale e morale, anche intese come assenza di assistenza pubblica o privata, devono esistere congiuntamente al parto e assumono rilievo oggettivo