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Le dipendenze:gli hikikomori

Tonia Scarelli

Created on March 25, 2026

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Transcript

Le dipendenze:gli hikikomori

Tonia Scarelli, Sofia Ferraro, Tonia Gasparro

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Cosa sono le dipendenze?

Le dipendenze sono, in generale, situazioni in cui qualcosa o qualcuno ha bisogno di qualcos’altro per funzionare, esistere o stare bene. Il significato cambia un po’ a seconda del contesto:

Dipendenze da sostanze Alcol Nicotina (sigarette) Droghe (come cocaina o eroina) Farmaci usati in modo scorretto Queste agiscono sul cervello, spesso coinvolgendo la dopamina
Dipendenze comportamentali Smartphone Social media Videogiochi Gioco d’azzardo Shopping compulsivo Non c’è una sostanza, ma il comportamento diventa difficile da controllare.
Dipendenze nella vita quotidiana Dipendere da qualcuno per supporto emotivo Dipendere da un lavoro per il reddito Dipendere dalla tecnologia per comunicare
Dipendenza da cibo Non significa semplicemente “mi piace mangiare”, ma: senti un bisogno forte di mangiare, anche senza fame fai fatica a fermarti usi il cibo per gestire emozioni (stress, tristezza, noia) dopo aver mangiato puoi sentirti in colpa. Anche qui entra in gioco la dopamina, perché alcuni cibi (soprattutto zuccheri e grassi) danno piacere immediato.

Gli hikikomori

storia del fenomeno:

Gli hikikomori sono persone (spesso giovani) che scelgono di ritirarsi dalla vita sociale, restando per mesi o anni quasi sempre chiusi in casa, evitando scuola, lavoro e relazioni. Il termine viene dal giapponese: "hiku” = tirarsi indietro “komoru” = ritirarsi, stare chiusi “Hikikomori” significa quindi “chi si ritira, chi si isola”. Il termine è stato reso famoso dallo psichiatra giapponese Tamaki Saitō negli anni ’90. È considerato “giapponese” soprattutto per dove e come è stato osservato per la prima volta, non perché esista solo lì.
Il fenomeno emerge in modo evidente in Giappone tra gli anni ’80 e ’90: forte crescita economica → società molto competitiva aumento della pressione su scuola e lavoro primi casi di giovani che smettono completamente di uscire. Nel 1998, Saitō pubblica un libro che descrive il problema e lo porta all’attenzione pubblica. Da allora, gli hikikomori sono diventati un tema sociale importante in Giappone, ma oggi esistono casi anche in Europa e in Italia.

Le cause del fenomeno

Le cause degli hikikomori non sono una sola, ma una combinazione di fattori psicologici, sociali e familiari che insieme portano una persona a isolarsi.

3. Famiglia genitori molto esigenti → pressione oppure troppo protettivi → poca autonomia difficoltà nel dialogo Avvolte la famiglia, senza volerlo, mantiene la situazione (es. permettendo l’isolamento totale).

1. Fattori psicologici Molti ragazzi che diventano hikikomori vivono:ansia sociale (paura del giudizio degli altri),bassaautostima,senso di fallimento o inadeguatezza,difficoltà a gestire emozioni forti

2. Pressione scolastica e sociale aspettative molto alte (voti, carriera),paura di sbagliare,competizione forte. Se una persona si sente “indietro”, può preferire ritirarsi invece di affrontare il confronto.

5. Fattori culturali (soprattutto in Giappone) forte importanza del successo paura di deludere difficoltà a esprimere disagio. In questo contesto, ritirarsi diventa una “via di fuga”.

4.

Esperienze negative,bullismo, rifiuto sociale, fallimenti scolastici o lavorativi. Un evento del genere può essere la “scintilla” che porta al ritiro.

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