Realizzazione del blu egizio
Pelizzeni, Dieci, Navarini
Il blu egizio è il primo pigmento sintetico della storia, sviluppato nell’antico Egitto. È un composto a base di rame, silice e calcio ottenuto ad alte temperature, usato nell’arte per il suo colore intenso e riconoscibile oggi grazie alla sua fluorescenza.
Introduzione
l 16/02 abbiamo partecipato a un’attività di laboratorio presso il Dipartimento di Chimica del Politecnico di Milano. Durante questa esperienza abbiamo lavorato in gruppo per sintetizzare il blu egizio, seguendo una procedura sperimentale precisa. Abbiamo pesato i reagenti solidi, preparato le soluzioni,
svolto la reazione chimica con formazione di un precipitato, effettuato diversi riscaldamenti sia su piastra che in forno e infine analizzato il prodotto ottenuto tramite fluorescenza. Questa attività ci ha permesso di comprendere concretamente tutte le fasi di una sintesi chimica e di verificare il risultato con metodi scientifici.
Materiali e strumenti
Reagenti: solfato di rame pentaidrato (CuSO₄·5H₂O), carbonato di sodio (Na₂CO₃), silice (SiO₂), carbonato di calcio (CaCO₃), sciolti o mescolati con acqua distillata. Strumenti: spatole, barchette di pesata, bilancia analitica, becher, piastra riscaldante con agitatore magnetico, sistema di filtrazione sotto vuoto, stufa, crogiolo e forno muffola.
Fasi di realizzazione
Pesata dei reagenti
Preparazione delle soluzioni
Reazione chimica
Essiccazione e preparazione della miscela
Trattamento termico finale e analisi
Riscaldamento e filtrazione
Pesata dei reagenti
I reagenti solidi, in particolare solfato di rame pentaidrato (CuSO₄·5H₂O) e carbonato di sodio (Na₂CO₃), sono stati pesati con precisione utilizzando spatole e barchette di pesata. La pesata è stata effettuata con una bilancia analitica dotata di sportelli in vetro, per evitare interferenze esterne e garantire misurazioni accurate.
Preparazione delle soluzioni
I reagenti pesati sono stati trasferiti in becher e sciolti in acqua distillata. Le soluzioni sono state poste su una piastra riscaldante con agitatore magnetico, che ha permesso una miscelazione continua e uniforme grazie all’ancoretta magnetica.
Reazione chimica
- Soluzione di CuSO₄ in agitazione
- Aggiunta lenta di Na₂CO₃
- Formazione precipitato azzurro
- Sviluppo di CO₂
- Evidenza della reazione
Filtrazione
Riscaldamento
- Piastra con agitatore magnetico
- Temperatura: 50 → 70 °C
- Agitazione continua
- Filtrazione sottovuoto
- Separazione solido/liquido con Imbuto Büchner e Beuta Kitasato
Essiccazione e preparazione miscela
Il prodotto ottenuto è stato essiccato in stufa a circa 80 °C. Successivamente, circa 1 g del materiale è stato pesato e mescolato con silice (SiO₂) e un composto a base di calcio (CaCO₃), necessari per la formazione del blu egizio.
Trattamento termico finale e analisi
Infine, è stato analizzato tramite fluorescenza nel vicino infrarosso, confermando la presenza del blu egizio.
Dopo il raffreddamento, il materiale è stato rimosso dal crogiolo e si presentava come un solido blu scuro.
Il miscuglio è stato inserito in un crogiolo e sottoposto a trattamento termico in forno muffola ad alta temperatura (circa 800–900 °C) per circa un giorno o un giorno e mezzo.
Realizzazione del blu egizio
ALBERTO PELIZZENI
Created on March 23, 2026
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Smart Presentation
View
Practical Presentation
View
Essential Presentation
View
Akihabara Presentation
View
Flow Presentation
View
Dynamic Visual Presentation
View
Pastel Color Presentation
Explore all templates
Transcript
Realizzazione del blu egizio
Pelizzeni, Dieci, Navarini
Il blu egizio è il primo pigmento sintetico della storia, sviluppato nell’antico Egitto. È un composto a base di rame, silice e calcio ottenuto ad alte temperature, usato nell’arte per il suo colore intenso e riconoscibile oggi grazie alla sua fluorescenza.
Introduzione
l 16/02 abbiamo partecipato a un’attività di laboratorio presso il Dipartimento di Chimica del Politecnico di Milano. Durante questa esperienza abbiamo lavorato in gruppo per sintetizzare il blu egizio, seguendo una procedura sperimentale precisa. Abbiamo pesato i reagenti solidi, preparato le soluzioni,
svolto la reazione chimica con formazione di un precipitato, effettuato diversi riscaldamenti sia su piastra che in forno e infine analizzato il prodotto ottenuto tramite fluorescenza. Questa attività ci ha permesso di comprendere concretamente tutte le fasi di una sintesi chimica e di verificare il risultato con metodi scientifici.
Materiali e strumenti
Reagenti: solfato di rame pentaidrato (CuSO₄·5H₂O), carbonato di sodio (Na₂CO₃), silice (SiO₂), carbonato di calcio (CaCO₃), sciolti o mescolati con acqua distillata. Strumenti: spatole, barchette di pesata, bilancia analitica, becher, piastra riscaldante con agitatore magnetico, sistema di filtrazione sotto vuoto, stufa, crogiolo e forno muffola.
Fasi di realizzazione
Pesata dei reagenti
Preparazione delle soluzioni
Reazione chimica
Essiccazione e preparazione della miscela
Trattamento termico finale e analisi
Riscaldamento e filtrazione
Pesata dei reagenti
I reagenti solidi, in particolare solfato di rame pentaidrato (CuSO₄·5H₂O) e carbonato di sodio (Na₂CO₃), sono stati pesati con precisione utilizzando spatole e barchette di pesata. La pesata è stata effettuata con una bilancia analitica dotata di sportelli in vetro, per evitare interferenze esterne e garantire misurazioni accurate.
Preparazione delle soluzioni
I reagenti pesati sono stati trasferiti in becher e sciolti in acqua distillata. Le soluzioni sono state poste su una piastra riscaldante con agitatore magnetico, che ha permesso una miscelazione continua e uniforme grazie all’ancoretta magnetica.
Reazione chimica
Filtrazione
Riscaldamento
Essiccazione e preparazione miscela
Il prodotto ottenuto è stato essiccato in stufa a circa 80 °C. Successivamente, circa 1 g del materiale è stato pesato e mescolato con silice (SiO₂) e un composto a base di calcio (CaCO₃), necessari per la formazione del blu egizio.
Trattamento termico finale e analisi
Infine, è stato analizzato tramite fluorescenza nel vicino infrarosso, confermando la presenza del blu egizio.
Dopo il raffreddamento, il materiale è stato rimosso dal crogiolo e si presentava come un solido blu scuro.
Il miscuglio è stato inserito in un crogiolo e sottoposto a trattamento termico in forno muffola ad alta temperatura (circa 800–900 °C) per circa un giorno o un giorno e mezzo.