L'UNIVERSO
Le osservazioni antiche e moderne del cielo
Fin dall’antichità l’uomo ha rivolto lo sguardo al cielo, affascinato dal moto delle stelle, dall’alternarsi del giorno e della notte e dai misteri che sembravano nascondersi oltre la volta celeste. Per secoli l’unico strumento disponibile è stato l’occhio umano, limitato alla sola luce visibile. Con l’invenzione del cannocchiale nel Seicento, Galileo Galilei riuscì a osservare dettagli mai visti prima, aprendo una nuova era dell’astronomia. Tuttavia, anche il cannocchiale non poteva rivelare tutto: solo nel Novecento, grazie a strumenti capaci di captare onde radio, infrarossi, ultravioletti e raggi X, l’Universo ha iniziato a mostrarsi in tutta la sua complessità.
La luce delle stelle
Le osservazioni moderne hanno rivelato che le stelle non sono oggetti eterni: nascono, evolvono e muoiono. La luce che ci raggiunge racconta il loro passato, non il loro presente. Alcune stelle che brillano nel cielo potrebbero essersi spente milioni di anni fa. Guardare il cielo significa quindi osservare una fotografia antica dell’Universo, un’immagine che ci arriva con un ritardo immenso.
Misure delle distanze astronomiche
Le distanze nello spazio sono così grandi che i chilometri non bastano. Per questo si usano l’unità astronomica, pari alla distanza Terra‑Sole, e l’anno‑luce, cioè quanto percorre la luce in un anno. Dire che una stella dista cento anni‑luce significa che la sua luce è partita cento anni fa. Queste unità permettono di descrivere un Universo enorme, in cui ogni distanza corrisponde anche a un viaggio nel tempo.
teoria geocentrica
teoria eliocentrica
Modelli astronomici antichi e moderni
Per secoli si è creduto che la Terra fosse immobile al centro dell’Universo, come sosteneva Tolomeo. Questa visione sembrava confermata dall’apparente movimento del Sole e delle stelle. Nel Cinquecento Copernico propose una teoria rivoluzionaria: il Sole si trova al centro e i pianeti gli orbitano attorno. Galileo, osservando le fasi di Venere e i satelliti di Giove, fornì prove decisive a favore dell’eliocentrismo, entrando però in conflitto con la Chiesa del suo tempo.
Luminosità delle stelle
A occhio nudo alcune stelle sembrano più luminose di altre, ma questa impressione può essere ingannevole. Una stella può apparire brillante semplicemente perché è più vicina, non perché emette più luce. Sirio, per esempio, è la stella più luminosa del cielo notturno, ma non è la più potente dell’Universo. Per distinguere tra luminosità apparente e reale, gli astronomi usano la magnitudine, che permette di calcolare quanta energia una stella emette davvero.
Origine dell’Universo
All’inizio del Novecento Edwin Hubble scoprì che le galassie si allontanano tra loro: l’Universo è in espansione. Da questa osservazione nasce la teoria del Big Bang, secondo cui tutto ciò che esiste ha avuto origine da un punto minuscolo, densissimo e caldissimo, esploso circa 13,8 miliardi di anni fa. Nei primi istanti si formarono protoni, neutroni ed elettroni; dopo tre minuti nacquero i primi nuclei di idrogeno ed elio; solo centinaia di migliaia di anni dopo si formarono gli atomi.
Approfondimento – La formazione dell’Universo primordiale
Nei primi istanti dopo il Big Bang, l’Universo era così caldo che nessuna forma di materia stabile poteva esistere. Era un “brodo” di particelle elementari che si muovevano a velocità altissime. Questa fase è fondamentale perché determina tutto ciò che verrà dopo
- All’inizio, le forze fondamentali (gravità, elettromagnetismo, forze nucleari) erano unite. Con l’espansione, si separarono una dopo l’altra. Questo processo ha deciso come sarebbe stato il nostro Universo.
Radiazione cosmica di fondo
- Quando la temperatura scese abbastanza, protoni e neutroni iniziarono a unirsi formando i primi nuclei di idrogeno ed elio. È la fase chiamata nucleosintesi primordiale.
- Gli elettroni si legano ai nuclei formando i primi atomi. La luce, finalmente, può viaggiare libera.
Quella luce è ancora oggi osservabile come radiazione cosmica di fondo, una delle prove più importanti del Big Bang.
- Minuscole variazioni di densità nella materia primordiale diventeranno, miliardi di anni dopo, stelle, galassie e pianeti.
Senza queste “imperfezioni”, l’Universo sarebbe rimasto un gas uniforme e non sarebbe mai nata la vita.
universo primordiale
Formazione di stelle e galassie
La materia non era distribuita in modo uniforme: piccole zone più dense iniziarono ad attirare altra materia grazie alla gravità. Così nacquero le prime stelle, che con le loro reazioni nucleari produssero elementi più pesanti come carbonio, ossigeno e ferro. Questi elementi, espulsi nello spazio dalle esplosioni stellari, formarono nuove nebulose, pianeti e sistemi stellari. Le galassie si organizzarono in giganteschi ammassi, diventando le “città” dell’Universo
Evoluzione futura dell'Universo
Gli scienziati hanno proposto diversi scenari per il destino dell’Universo:
- Big Crunch: l’espansione potrebbe rallentare fino a fermarsi e invertire la rotta, portando l’Universo a collassare su se stesso.
- Big Rip: se l’espansione accelerata continua ad aumentare, l’energia oscura potrebbe diventare così forte da separare galassie, stelle e persino gli atomi.
- Universo aperto o Big Freeze: l’espansione continua per sempre, portando l’Universo a diventare sempre più freddo e vuoto.
- Universo oscillante: cicli alternati di espansione e contrazione.
Approfondimento – La fine dell’Universo
Il destino dell’Universo è una delle domande più affascinanti della cosmologia moderna, e le risposte dipendono dal comportamento dell’energia oscura, una forma misteriosa di energia che costituisce circa il 70% del cosmo.
Secondo lo scenario più probabile, il Big Freeze, l’espansione continuerà per sempre: le galassie si allontaneranno così tanto da diventare invisibili le une alle altre, le stelle si spegneranno e l’Universo diventerà un luogo freddo e buio.
In tempi ancora più lunghi, anche i buchi neri evaporeranno lentamente attraverso la radiazione di Hawking, lasciando un cosmo quasi vuoto.
Un’ipotesi più estrema è il Big Rip: se l’energia oscura aumentasse nel tempo, l’espansione diventerebbe così violenta da strappare prima le galassie, poi le stelle, poi i pianeti e infine gli atomi stessi.
Esiste anche la possibilità di un Universo ciclico, in cui l’espansione si arresta, l’Universo collassa e poi rinasce in un nuovo Big Bang, in un ciclo infinito di morti e rinascite cosmiche.
Alcuni modelli moderni suggeriscono che il nostro Universo potrebbe essere solo una “bolla” all’interno di un multiverso, dove ogni Universo ha leggi fisiche diverse e destini differenti.
In questo scenario, la fine del nostro Universo non sarebbe un evento unico, ma solo un episodio in un panorama molto più vasto.
Il vero mistero è che non sappiamo ancora cosa sia davvero l’energia oscura: capire la sua natura potrebbe cambiare completamente ciò che immaginiamo sul futuro del cosmo.
Effetto Doppler nella luce
Quando una sorgente luminosa si avvicina, la sua luce si sposta verso il blu; quando si allontana, verso il rosso. Questo fenomeno, chiamato effetto Doppler, è lo stesso che percepiamo nel cambio di suono di un’ambulanza in movimento. Hubble osservò che la luce delle galassie è spostata verso il rosso: prova che si stanno allontanando. Da qui nacque la legge di Hubble, che lega la velocità di fuga delle galassie alla loro distanza.
Gravitazione universale
Newton scoprì che tutti i corpi dell’Universo si attraggono con una forza chiamata gravità. Questa forza aumenta con la massa dei corpi e diminuisce con il quadrato della distanza. La stessa legge spiega perché la Terra attira una mela e perché i pianeti orbitano intorno al Sole. La gravità è il filo invisibile che tiene insieme l’Universo, dalle galassie ai granelli di polvere.
Onde gravitazionali
Einstein aveva previsto che eventi estremi, come la fusione di due buchi neri, potessero generare increspature nello spazio-tempo: le onde gravitazionali. Per un secolo nessuno riuscì a rilevarle, finché nel 2015 due osservatori negli Stati Uniti registrarono il primo segnale. Da allora le onde gravitazionali sono diventate un nuovo modo di “ascoltare” l’Universo, capace di rivelare fenomeni invisibili alla luce.
Le galassie
Le galassie sono enormi sistemi di stelle, pianeti, gas e polveri tenuti insieme dalla gravità. La nostra galassia, la Via Lattea, è una spirale barrata che contiene centinaia di miliardi di stelle. Per attraversarla alla velocità della luce servirebbero centomila anni. Le galassie possono essere a spirale, ellittiche o irregolari, e spesso si raggruppano in ammassi giganteschi.
I pianeti del Sistema Solare
Il Sistema Solare è formato da otto pianeti che orbitano attorno al Sole. Ogni pianeta ha caratteristiche fisiche e ambientali molto diverse, determinate dalla distanza dal Sole, dalla composizione e dalla storia della sua formazione. I pianeti interni sono rocciosi e più piccoli, mentre quelli esterni sono giganti gassosi o ghiacciati. Studiare i pianeti ci aiuta a capire come si è formato il Sistema Solare e quali condizioni permettono la vita.
- Mercurio: piccolo, roccioso, con forti sbalzi di temperatura.
- Venere: atmosfera densa e caldissima, effetto serra estremo.
- Terra: unico pianeta noto con acqua liquida e vita.
- Marte: freddo e desertico, con tracce di acqua passata.
- Giove: gigante gassoso, il più grande del Sistema Solare.
- Saturno: famoso per gli anelli composti da ghiaccio e polveri.
- Urano: gigante ghiacciato, ruota “sdraiato” su un fianco.
- Nettuno: venti potentissimi e atmosfera ricca di metano.
Plutone
Plutone è un pianeta nano della fascia di Kuiper, una regione ricca di oggetti ghiacciati oltre Nettuno. Ha una superficie composta da ghiaccio di azoto e metano, e un’atmosfera molto sottile che compare solo quando si avvicina al Sole. La sonda New Horizons ha mostrato che Plutone ha montagne di ghiaccio e pianure lisce, segno di attività geologica. Nonostante le sue piccole dimensioni, è uno degli oggetti più complessi del Sistema Solare esterno.
Asteroidi
Gli asteroidi sono corpi rocciosi che orbitano principalmente nella fascia tra Marte e Giove. Sono i resti della formazione del Sistema Solare, troppo piccoli per diventare pianeti. Alcuni sono metallici, altri ricchi di carbonio o silicati. Possono avere forme irregolari e ruotare velocemente. Alcuni asteroidi possono avvicinarsi alla Terra, e per questo vengono monitorati costantemente.
Comete
Le comete sono corpi composti da ghiaccio, polveri e rocce che provengono dalle regioni più lontane del Sistema Solare. Quando si avvicinano al Sole, il calore fa evaporare il ghiaccio e si forma la coda luminosa, sempre diretta dalla parte opposta al Sole. La cometa più famosa è Halley, osservata fin dall’antichità e riconosciuta come periodica da Edmond Halley nel 1705.
La sua ultima apparizione è stata nel 1986, quando è stata studiata da diverse sonde spaziali. La sua orbita molto allungata la porta a tornare vicino alla Terra ogni 76 anni circa.
Per questo motivo la rivedremo nel 2061, quando sarà molto più luminosa rispetto al passaggio del 1986, perché si troverà più vicina al Sole e alla Terra. Le comete come Halley sono preziose perché conservano materiali antichissimi, risalenti alla nascita del Sistema Solare.
Meteore o meteoriti?
Le meteore sono piccoli frammenti di roccia o polvere che bruciano entrando nell’atmosfera, producendo una scia luminosa. Se un frammento sopravvive all’ingresso e raggiunge il suolo, prende il nome di meteorite. Le “stelle cadenti” sono meteore molto piccole, spesso residui di comete. I meteoriti permettono di studiare materiali antichissimi.
Le leggi di Keplero
Keplero descrisse il moto dei pianeti attorno al Sole con tre leggi fondamentali. La prima afferma che le orbite sono ellittiche, con il Sole in uno dei fuochi. La seconda dice che i pianeti si muovono più velocemente quando sono più vicini al Sole. La terza lega la distanza di un pianeta al tempo che impiega a compiere un’orbita. Queste leggi hanno permesso di capire il funzionamento del Sistema Solare con grande precisione.
Il Sole
Il Sole è una stella di tipo medio (nana gialla), composta soprattutto da idrogeno ed elio, e contiene da solo circa il 99,8% della massa dell’intero Sistema Solare. Nel suo nucleo avviene la fusione nucleare, che trasforma idrogeno in elio liberando enormi quantità di energia sotto forma di luce e particelle. Questa energia impiega migliaia di anni per attraversare l’interno del Sole e solo pochi minuti per raggiungere la Terra.
La superficie visibile si chiama fotosfera, sopra di essa troviamo cromosfera e corona, che durante l'eclissi appare come un alone luminoso. Il sole presenta macchie solari, regioni più fredde legate al suo campo magnetico, e fenomeni magnetici come brillamenti ed espulsioni di massa coronale, che possono influenzare le comunicazioni e le aurore sulla Terra. Senza la stabilità energetica del Sole, il nostro pianeta non avrebbe nè temperatura adatta nè luce sufficiente per ospitare la vita.
La nascita del Sole e dei pianeti
Il Sistema Solare si è formato circa 4,6 miliardi di anni fa dal collasso di una nube di gas e polveri. Al centro si formò il Sole, mentre il materiale residuo iniziò a orbitare attorno a esso. Le particelle si unirono formando corpi sempre più grandi, chiamati planetesimi. Questi si fusero fino a creare i pianeti. I pianeti interni divennero rocciosi, mentre quelli esterni accumularono gas e ghiacci. Questo processo è chiamato accrezione ed è alla base della formazione dei sistemi planetari.
BIG BANG
- Origine dell’universo
- Espansione rapidissima
- Temperatura estremamente alta
PRIMI ISTANTI (0–10 secondi)
- Formazione particelle fondamentali
- protoni
- neutroni
- elettroni
- Separazione e stabilizzazione delle forze fondamentali
- gravità
- forza elettromagnetica
- forza nucleare forte
- forza nucleare debole
A 1 MINUTO
- Temperatura ancora altissima ma in calo
- Inizio della nucleosintesi primordiale
- formazione dei primi nuclei leggeri
- idrogeno
- elio
- tracce di litio
- Universo = plasma caldo e opaco
- particelle che collidono
- luce intrappolata
ASPETTO DELL’UNIVERSO
- Nessuna stella, galassia o pianeta
- Ambiente luminoso, caotico, denso
- Radiazione diffusa ovunque
EVOLUZIONE SUCCESSIVA
- Raffreddamento graduale
380.000 anni dopo: formazione dei primi atomi
La luce si libera → radiazione cosmica di fondo
L'UNIVERSO
Sara Falangone
Created on March 20, 2026
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L'UNIVERSO
Le osservazioni antiche e moderne del cielo
Fin dall’antichità l’uomo ha rivolto lo sguardo al cielo, affascinato dal moto delle stelle, dall’alternarsi del giorno e della notte e dai misteri che sembravano nascondersi oltre la volta celeste. Per secoli l’unico strumento disponibile è stato l’occhio umano, limitato alla sola luce visibile. Con l’invenzione del cannocchiale nel Seicento, Galileo Galilei riuscì a osservare dettagli mai visti prima, aprendo una nuova era dell’astronomia. Tuttavia, anche il cannocchiale non poteva rivelare tutto: solo nel Novecento, grazie a strumenti capaci di captare onde radio, infrarossi, ultravioletti e raggi X, l’Universo ha iniziato a mostrarsi in tutta la sua complessità.
La luce delle stelle
Le osservazioni moderne hanno rivelato che le stelle non sono oggetti eterni: nascono, evolvono e muoiono. La luce che ci raggiunge racconta il loro passato, non il loro presente. Alcune stelle che brillano nel cielo potrebbero essersi spente milioni di anni fa. Guardare il cielo significa quindi osservare una fotografia antica dell’Universo, un’immagine che ci arriva con un ritardo immenso.
Misure delle distanze astronomiche
Le distanze nello spazio sono così grandi che i chilometri non bastano. Per questo si usano l’unità astronomica, pari alla distanza Terra‑Sole, e l’anno‑luce, cioè quanto percorre la luce in un anno. Dire che una stella dista cento anni‑luce significa che la sua luce è partita cento anni fa. Queste unità permettono di descrivere un Universo enorme, in cui ogni distanza corrisponde anche a un viaggio nel tempo.
teoria geocentrica
teoria eliocentrica
Modelli astronomici antichi e moderni
Per secoli si è creduto che la Terra fosse immobile al centro dell’Universo, come sosteneva Tolomeo. Questa visione sembrava confermata dall’apparente movimento del Sole e delle stelle. Nel Cinquecento Copernico propose una teoria rivoluzionaria: il Sole si trova al centro e i pianeti gli orbitano attorno. Galileo, osservando le fasi di Venere e i satelliti di Giove, fornì prove decisive a favore dell’eliocentrismo, entrando però in conflitto con la Chiesa del suo tempo.
Luminosità delle stelle
A occhio nudo alcune stelle sembrano più luminose di altre, ma questa impressione può essere ingannevole. Una stella può apparire brillante semplicemente perché è più vicina, non perché emette più luce. Sirio, per esempio, è la stella più luminosa del cielo notturno, ma non è la più potente dell’Universo. Per distinguere tra luminosità apparente e reale, gli astronomi usano la magnitudine, che permette di calcolare quanta energia una stella emette davvero.
Origine dell’Universo
All’inizio del Novecento Edwin Hubble scoprì che le galassie si allontanano tra loro: l’Universo è in espansione. Da questa osservazione nasce la teoria del Big Bang, secondo cui tutto ciò che esiste ha avuto origine da un punto minuscolo, densissimo e caldissimo, esploso circa 13,8 miliardi di anni fa. Nei primi istanti si formarono protoni, neutroni ed elettroni; dopo tre minuti nacquero i primi nuclei di idrogeno ed elio; solo centinaia di migliaia di anni dopo si formarono gli atomi.
Approfondimento – La formazione dell’Universo primordiale
Nei primi istanti dopo il Big Bang, l’Universo era così caldo che nessuna forma di materia stabile poteva esistere. Era un “brodo” di particelle elementari che si muovevano a velocità altissime. Questa fase è fondamentale perché determina tutto ciò che verrà dopo
Radiazione cosmica di fondo
universo primordiale
Formazione di stelle e galassie
La materia non era distribuita in modo uniforme: piccole zone più dense iniziarono ad attirare altra materia grazie alla gravità. Così nacquero le prime stelle, che con le loro reazioni nucleari produssero elementi più pesanti come carbonio, ossigeno e ferro. Questi elementi, espulsi nello spazio dalle esplosioni stellari, formarono nuove nebulose, pianeti e sistemi stellari. Le galassie si organizzarono in giganteschi ammassi, diventando le “città” dell’Universo
Evoluzione futura dell'Universo
Gli scienziati hanno proposto diversi scenari per il destino dell’Universo:
Approfondimento – La fine dell’Universo
Il destino dell’Universo è una delle domande più affascinanti della cosmologia moderna, e le risposte dipendono dal comportamento dell’energia oscura, una forma misteriosa di energia che costituisce circa il 70% del cosmo. Secondo lo scenario più probabile, il Big Freeze, l’espansione continuerà per sempre: le galassie si allontaneranno così tanto da diventare invisibili le une alle altre, le stelle si spegneranno e l’Universo diventerà un luogo freddo e buio. In tempi ancora più lunghi, anche i buchi neri evaporeranno lentamente attraverso la radiazione di Hawking, lasciando un cosmo quasi vuoto. Un’ipotesi più estrema è il Big Rip: se l’energia oscura aumentasse nel tempo, l’espansione diventerebbe così violenta da strappare prima le galassie, poi le stelle, poi i pianeti e infine gli atomi stessi. Esiste anche la possibilità di un Universo ciclico, in cui l’espansione si arresta, l’Universo collassa e poi rinasce in un nuovo Big Bang, in un ciclo infinito di morti e rinascite cosmiche. Alcuni modelli moderni suggeriscono che il nostro Universo potrebbe essere solo una “bolla” all’interno di un multiverso, dove ogni Universo ha leggi fisiche diverse e destini differenti. In questo scenario, la fine del nostro Universo non sarebbe un evento unico, ma solo un episodio in un panorama molto più vasto. Il vero mistero è che non sappiamo ancora cosa sia davvero l’energia oscura: capire la sua natura potrebbe cambiare completamente ciò che immaginiamo sul futuro del cosmo.
Effetto Doppler nella luce
Quando una sorgente luminosa si avvicina, la sua luce si sposta verso il blu; quando si allontana, verso il rosso. Questo fenomeno, chiamato effetto Doppler, è lo stesso che percepiamo nel cambio di suono di un’ambulanza in movimento. Hubble osservò che la luce delle galassie è spostata verso il rosso: prova che si stanno allontanando. Da qui nacque la legge di Hubble, che lega la velocità di fuga delle galassie alla loro distanza.
Gravitazione universale
Newton scoprì che tutti i corpi dell’Universo si attraggono con una forza chiamata gravità. Questa forza aumenta con la massa dei corpi e diminuisce con il quadrato della distanza. La stessa legge spiega perché la Terra attira una mela e perché i pianeti orbitano intorno al Sole. La gravità è il filo invisibile che tiene insieme l’Universo, dalle galassie ai granelli di polvere.
Onde gravitazionali
Einstein aveva previsto che eventi estremi, come la fusione di due buchi neri, potessero generare increspature nello spazio-tempo: le onde gravitazionali. Per un secolo nessuno riuscì a rilevarle, finché nel 2015 due osservatori negli Stati Uniti registrarono il primo segnale. Da allora le onde gravitazionali sono diventate un nuovo modo di “ascoltare” l’Universo, capace di rivelare fenomeni invisibili alla luce.
Le galassie
Le galassie sono enormi sistemi di stelle, pianeti, gas e polveri tenuti insieme dalla gravità. La nostra galassia, la Via Lattea, è una spirale barrata che contiene centinaia di miliardi di stelle. Per attraversarla alla velocità della luce servirebbero centomila anni. Le galassie possono essere a spirale, ellittiche o irregolari, e spesso si raggruppano in ammassi giganteschi.
I pianeti del Sistema Solare
Il Sistema Solare è formato da otto pianeti che orbitano attorno al Sole. Ogni pianeta ha caratteristiche fisiche e ambientali molto diverse, determinate dalla distanza dal Sole, dalla composizione e dalla storia della sua formazione. I pianeti interni sono rocciosi e più piccoli, mentre quelli esterni sono giganti gassosi o ghiacciati. Studiare i pianeti ci aiuta a capire come si è formato il Sistema Solare e quali condizioni permettono la vita.
Plutone
Plutone è un pianeta nano della fascia di Kuiper, una regione ricca di oggetti ghiacciati oltre Nettuno. Ha una superficie composta da ghiaccio di azoto e metano, e un’atmosfera molto sottile che compare solo quando si avvicina al Sole. La sonda New Horizons ha mostrato che Plutone ha montagne di ghiaccio e pianure lisce, segno di attività geologica. Nonostante le sue piccole dimensioni, è uno degli oggetti più complessi del Sistema Solare esterno.
Asteroidi
Gli asteroidi sono corpi rocciosi che orbitano principalmente nella fascia tra Marte e Giove. Sono i resti della formazione del Sistema Solare, troppo piccoli per diventare pianeti. Alcuni sono metallici, altri ricchi di carbonio o silicati. Possono avere forme irregolari e ruotare velocemente. Alcuni asteroidi possono avvicinarsi alla Terra, e per questo vengono monitorati costantemente.
Comete
Le comete sono corpi composti da ghiaccio, polveri e rocce che provengono dalle regioni più lontane del Sistema Solare. Quando si avvicinano al Sole, il calore fa evaporare il ghiaccio e si forma la coda luminosa, sempre diretta dalla parte opposta al Sole. La cometa più famosa è Halley, osservata fin dall’antichità e riconosciuta come periodica da Edmond Halley nel 1705. La sua ultima apparizione è stata nel 1986, quando è stata studiata da diverse sonde spaziali. La sua orbita molto allungata la porta a tornare vicino alla Terra ogni 76 anni circa. Per questo motivo la rivedremo nel 2061, quando sarà molto più luminosa rispetto al passaggio del 1986, perché si troverà più vicina al Sole e alla Terra. Le comete come Halley sono preziose perché conservano materiali antichissimi, risalenti alla nascita del Sistema Solare.
Meteore o meteoriti?
Le meteore sono piccoli frammenti di roccia o polvere che bruciano entrando nell’atmosfera, producendo una scia luminosa. Se un frammento sopravvive all’ingresso e raggiunge il suolo, prende il nome di meteorite. Le “stelle cadenti” sono meteore molto piccole, spesso residui di comete. I meteoriti permettono di studiare materiali antichissimi.
Le leggi di Keplero
Keplero descrisse il moto dei pianeti attorno al Sole con tre leggi fondamentali. La prima afferma che le orbite sono ellittiche, con il Sole in uno dei fuochi. La seconda dice che i pianeti si muovono più velocemente quando sono più vicini al Sole. La terza lega la distanza di un pianeta al tempo che impiega a compiere un’orbita. Queste leggi hanno permesso di capire il funzionamento del Sistema Solare con grande precisione.
Il Sole
Il Sole è una stella di tipo medio (nana gialla), composta soprattutto da idrogeno ed elio, e contiene da solo circa il 99,8% della massa dell’intero Sistema Solare. Nel suo nucleo avviene la fusione nucleare, che trasforma idrogeno in elio liberando enormi quantità di energia sotto forma di luce e particelle. Questa energia impiega migliaia di anni per attraversare l’interno del Sole e solo pochi minuti per raggiungere la Terra.
La superficie visibile si chiama fotosfera, sopra di essa troviamo cromosfera e corona, che durante l'eclissi appare come un alone luminoso. Il sole presenta macchie solari, regioni più fredde legate al suo campo magnetico, e fenomeni magnetici come brillamenti ed espulsioni di massa coronale, che possono influenzare le comunicazioni e le aurore sulla Terra. Senza la stabilità energetica del Sole, il nostro pianeta non avrebbe nè temperatura adatta nè luce sufficiente per ospitare la vita.
La nascita del Sole e dei pianeti
Il Sistema Solare si è formato circa 4,6 miliardi di anni fa dal collasso di una nube di gas e polveri. Al centro si formò il Sole, mentre il materiale residuo iniziò a orbitare attorno a esso. Le particelle si unirono formando corpi sempre più grandi, chiamati planetesimi. Questi si fusero fino a creare i pianeti. I pianeti interni divennero rocciosi, mentre quelli esterni accumularono gas e ghiacci. Questo processo è chiamato accrezione ed è alla base della formazione dei sistemi planetari.
BIG BANG
- Origine dell’universo
- Espansione rapidissima
- Temperatura estremamente alta
PRIMI ISTANTI (0–10 secondi)- Formazione particelle fondamentali
- protoni
- neutroni
- elettroni
- Separazione e stabilizzazione delle forze fondamentali
- gravità
- forza elettromagnetica
- forza nucleare forte
- forza nucleare debole
A 1 MINUTO- Temperatura ancora altissima ma in calo
- Inizio della nucleosintesi primordiale
- formazione dei primi nuclei leggeri
- idrogeno
- elio
- tracce di litio
- Universo = plasma caldo e opaco
- particelle che collidono
- luce intrappolata
ASPETTO DELL’UNIVERSO- Nessuna stella, galassia o pianeta
- Ambiente luminoso, caotico, denso
- Radiazione diffusa ovunque
EVOLUZIONE SUCCESSIVA