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Le poesie di Giacomo Leopardi

Giovina Vennitti

Created on March 20, 2026

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Transcript

GIACOMO LEOPARDI

Le poesie

ANALISI
Giovina Vennitti

Indice

LINEA DEL TEMPO

A SILVIA

L'INFINITO

Il sabato DELvillaggio

Viaggio nella poesia di leopardi - quiz finale

ALLA LUNA

LINEA DEL TEMPO

1818-1819

1828

L'Infinito

A Silvia

1818-1819

1829

Il sabato nelvillaggio

Alla Luna

L'infinito

Lettura

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,E questa siepe, che da tanta parte Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e mirando, interminati Spazi di là da quella, e sovrumani Silenzi, e profondissima quiete Io nel pensier mi fingo; ove per poco Il cor non si spaura. E come il vento Odo stormir tra queste piante, io quello Infinito silenzio a questa voce Vo comparando: e mi sovvien l’eterno, E le morte stagioni, e la presente E viva, e il suon di lei. Così tra questa Immensità s’annega il pensier mio: E il naufragar m’è dolce in questo mare.

Lettura

ALLA LUNA

O graziosa luna, io mi rammentoChe, or volge l’anno, sovra questo colle Io venia pien d’angoscia a rimirarti: E tu pendevi allor su quella selva Siccome or fai, che tutta la rischiari. Ma nebuloso e tremulo dal pianto Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci Il tuo volto apparia, che travagliosa Era mia vita: ed è, nè cangia stile, O mia diletta luna. E pur mi giova La ricordanza, e il noverar l’etate Del mio dolore. Oh come grato occorre Nel tempo giovanil, quando ancor lungo La speme e breve ha la memoria il corso, Il rimembrar delle passate cose, Ancor che triste, e che l’affanno duri!

A SILVIA

Lettura

Silvia, rimembri ancoraQuel tempo della tua vita mortale, Quando beltà splendea Negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi, E tu, lieta e pensosa, il limitare Di gioventù salivi? Sonavan le quiete Stanze, e le vie dintorno, Al tuo perpetuo canto, Allor che all’opre femminili intenta Sedevi, assai contenta Di quel vago avvenir che in mente avevi. Era il maggio odoroso: e tu solevi Così menare il giorno.

A SILVIA

Io gli studi leggiadriTalor lasciando e le sudate carte, Ove il tempo mio primo E di me si spendea la miglior parte, D’in su i veroni del paterno ostello Porgea gli orecchi al suon della tua voce, Ed alla man veloce Che percorrea la faticosa tela. Mirava il ciel sereno, Le vie dorate e gli orti, E quinci il mar da lungi, e quindi il monte. Lingua mortal non dice Quel ch’io sentiva in seno.

A SILVIA

Che pensieri soavi,Che speranze, che cori, o Silvia mia! Quale allor ci apparia La vita umana e il fato! Quando sovviemmi di cotanta speme, Un affetto mi preme Acerbo e sconsolato, E tornami a doler di mia sventura. O natura, o natura, Perchè non rendi poi Quel che prometti allor? perchè di tanto Inganni i figli tuoi?

La casa di Silvia a Recanati

A SILVIA

Tu pria che l’erbe inaridisse il verno,Da chiuso morbo combattuta e vinta, Perivi, o tenerella. E non vedevi Il fior degli anni tuoi; Non ti molceva il core La dolce lode or delle negre chiome, Or degli sguardi innamorati e schivi; Nè teco le compagne ai dì festivi Ragionavan d’amore

A SILVIA

Anche peria fra pocoLa speranza mia dolce: agli anni miei Anche negaro i fati La giovanezza. Ahi come, Come passata sei, Cara compagna dell’età mia nova, Mia lacrimata speme! Questo è quel mondo? questi I diletti, l’amor, l’opre, gli eventi Onde cotanto ragionammo insieme? Questa la sorte dell’umane genti? All’apparir del vero Tu, misera, cadesti: e con la mano La fredda morte ed una tomba ignuda Mostravi di lontano.

IL SABATO DEL VILLAGGIO

Lettura

La donzelletta vien dalla campagna,In sul calar del sole, Col suo fascio dell’erba; e reca in mano Un mazzolin di rose e di viole, Onde, siccome suole, Ornare ella si appresta Dimani, al dì di festa, il petto e il crine. Siede con le vicine Su la scala a filar la vecchierella, Incontro là dove si perde il giorno; E novellando vien del suo buon tempo, Quando ai dì della festa ella si ornava, Ed ancor sana e snella Solea danzar la sera intra di quei Ch’ebbe compagni dell’età più bella.

La piazza del sabato del villaggio

IL SABATO DEL VILLAGGIO

Già tutta l’aria imbruna,Torna azzurro il sereno, e tornan l’ombre Giù da’ colli e da’ tetti, Al biancheggiar della recente luna. Or la squilla dà segno Della festa che viene; Ed a quel suon diresti Che il cor si riconforta. I fanciulli gridando Su la piazzuola in frotta, E qua e là saltando, Fanno un lieto romore: E intanto riede alla sua parca mensa, Fischiando, il zappatore, E seco pensa al dì del suo riposo.

IL SABATO DEL VILLAGGIO

Poi quando intorno è spenta ogni altra face,E tutto l’altro tace, Odi il martel picchiare, odi la sega Del legnaiuol, che veglia Nella chiusa bottega alla lucerna, E s’affretta, e s’adopra Di fornir l’opra anzi il chiarir dell’alba. Questo di sette è il più gradito giorno, Pien di speme e di gioia: Diman tristezza e noia Recheran l’ore, ed al travaglio usato Ciascuno in suo pensier farà ritorno.

IL SABATO DEL VILLAGGIO

Garzoncello scherzoso,Cotesta età fiorita E’ come un giorno d’allegrezza pieno, Giorno chiaro, sereno, Che precorre alla festa di tua vita. Godi, fanciullo mio; stato soave, Stagion lieta è cotesta. Altro dirti non vo’; ma la tua festa Ch’anco tardi a venir non ti sia grave.

VIAGGIO NELLA POESIA DI LEOPARDI

QUIZ FINALE

START

DOMANDA 1

DOMANDA 2

DOMANDA 3

DOMANDA 4

DOMANDA 5

Fine

Lettura espressiva de L’infinito di Giacomo Leopardi affidata alla voce di Vittorio Gassman, capace di restituire tutta la forza evocativa e la musicalità della poesia.

Il colle dell'Infinito

Il luogo raffigurato è legato al Monte Tabor di Recanati, tradizionalmente identificato con il “colle” evocato da Leopardi ne L’infinito. Oggi questo spazio è conosciuto anche come Colle dell’Infinito e rappresenta uno dei luoghi più simbolici della memoria leopardiana.

Il video propone una lettura espressiva de Il sabato del villaggio di Giacomo Leopardi interpretata da Arnoldo Foà. La recitazione mette in risalto il valore simbolico del sabato come tempo dell’attesa, centrale nella riflessione leopardiana sul piacere e sull’illusione.

La piazza del sabato del villaggio

Antistante la casa natale del Poeta, prende il nome da una delle sue più celebri poesie. Sulla piazza si affaccia la Chiesa di Santa Maria di Montemorello ove Giacomo Leopardi venne battezzato, e la casa di Teresa Fattorini, la famosa “Silvia”.

Il video propone una lettura di Alla luna di Giacomo Leopardi interpretata da Arnoldo Foà, una poesia intima e meditativa in cui il poeta affida alla luna il ricordo del passato e una malinconica riflessione sul dolore umano.

Sequenza del film Il giovane favoloso (2014) con la voce di Vittorio Gassman, che restituisce in modo intenso e suggestivo il mondo di A Silvia.