IL MARXISMO GRAMSCI
Ludovica Scarpetta, Sofia Tardini, Margherita Borroni, Tamara Schiavoni
PRESENTATION
LA VITA
Antonio Gramsci, nato ad Ales (Cagliari) nel 1891, è una figura centrale del marxismo italiano. Il marxismo italiano, nato alla fine dell'Ottocento, è stato caratterizzato da un'elaborazione teorica complessa e frammentaria, influenzata dalle idee di Antonio Labriola e sviluppatasi in un contesto di contrasti tra forze sindacali e liberali.
Gramsci si trasferisce a Torino, dove si iscrive alla Facoltà di Lettere e inizia la sua attività politica e giornalistica. Fonda il settimanale "L'Ordine Nuovo", che diventa un punto di riferimento per la classe operaia. Nel 1921 è tra i fondatori del Partito Comunista d'Italia. Dopo un periodo in Unione Sovietica, dove conosce Lenin, viene arrestato nel 1926 e condannato a vent'anni di carcere. Scarcerato nel 1937, muore poco dopo.
Le sue opere principali, i "Quaderni del carcere" e le "Lettere dal carcere", sono state pubblicate postume e costituiscono un fondamentale contributo al pensiero marxista.
Le linee di fondo del pensiero di Gramsci
LA PROSPETTIVA UMANISTICO-STORICA
La riflessione di Gramsci si svolge in 2 direttrici fondamentali:
-ripensamento teorico del marxismo: non accetta il marxismo come dogma religioso, ma lo evolve. - strategia politica: analizza i modi e le forme in cui può avvenire la conquista del potere in Italia; in particolare l’obbiettivo è come il socialismo possa realizzarsi in Italia “via italiana al socialismo”
Nell’elaborazione di questi problemi Gramsci ha raggiunto grande originalità, è uno dei rappresentanti del marxismo teorico del 900 e il maggior stratega per il socialismo.
La polemica filosofica contro Croce
Gramsci vuole definire che cos’è il Marxismo, che lui chiama “filosofia della prassi”. Per farlo deve spiegare perchè è meglio delle altre due filosofie dominanti in Italia: il Positivismo e l’Idealismo di Croce.
- Il filosofo critica il Positivismo (la società funziona come una macchina, con leggi fisse e prevedibili) facendo valere il principio di dialettica e irriducibilità del sapere sociale e naturale. - critica in particolare l'idealismo e il crocianesimo facendo riferimento all'umanesimo assoluto e l'immanentismo storicistico
Tuttavia Gramsci critica Croce perché
- gli rinfaccia di essere “speculativo” ovvero di perdersi in teorie astratte. Il problema è che Croce dice di aver eliminato Dio, ma al suo posto ha messo lo spirito, è solo una versione moderna e laica di Dio. - critica di aver isolato il momento sovrastrutturale dalla storia etico politica e culturale. Il problema è che Croce studia la storia come se le grandi idee(la libertà, la bellezza,il diritto) nascessero da sole nella testa dei filosofi, per lui la cultura è indipendente. PerGramsci la cultura non vola nel vuoto, poggia sulla base economica.
Benedetto Croce era un grande intellettuale dell’epoca, Gramsci lo stima perchè
- prima di Croce gli uomini pensavano che esistevano dei valori eterni, invece lui ha insistito sulla storicità del reale,“tutto è storia”, nulla è eterno. - Inoltre Croce va contro la metafisica e la religione. Queste ultime cercano risposte fuori dal mondo, in Dio ad esempio, Croce sostiene l’immanentismo, secondo cui la verità e il senso della vita si trovano solo dentro questo mondo, nei fatti concreti, non occorre invocare il soprannaturale per spiegare la realtà.
Info
Dialettica
It is the essential ingredient to maintain the audience's attention.
La prassi
IL CONCETTO DI EGEMONIA
L'egemonia è la supremazia di un gruppo sociale che va oltre la semplice forza coercitiva del dominio politico, esercitato tramite gli apparati della società politica come lo Stato. Si basa invece sul consenso culturale, ottenuto con la persuasione e l'influenza psicologica attraverso gli apparati della società civile, come scuola, Chiesa, partiti, stampa e cinema. In questo modo, i valori del gruppo dominante diventano "normali" per tutti.
Info
Per Gramsci, l'egemonia è un obiettivo strategico per le classi in ascesa: il proletariato, ad esempio, deve prima diventare "dirigente" culturalmente, strappando alla borghesia il controllo delle idee e dei valori, e solo dopo conquistare il potere politico ed economico per essere davvero dominante. Così si crea un consenso stabile nelle masse, trasformando i rapporti di forza nella società.
Interactivity
Chi controlla il passato controlla il futuro.Chi controlla il presente controlla il passato
1984,George Orwell
LA VIA ITALIANA AL SOCIALISMO
Antonio Gramsci sosteneva che in Occidente la rivoluzione non potesse essere un attacco rapido, ma una guerra di posizione. Questo significava attaccare gradualmente le "fortezze" e le "casematte" del nemico, che non erano caserme militari, ma le istituzioni della società civile come scuole, sindacati e stampa.Il compito del Partito Comunista, secondo Gramsci, era quello di logorare progressivamente la supremazia borghese. Il Partito Comunista Italiano (PCI) ha applicato questa strategia. Nelle rielaborazioni della "via italiana al socialismo", il PCI ha cercato di costruire la propria egemonia attraverso una peculiare battaglia delle idee.
Gramsci in Italia ha notato che la questione contadina è legata a due fattori principali: la questione vaticana, cioè l'influenza della Chiesa, e la questione meridionale.
Questo deriva da una situazione socio-politica basata su un blocco storico. Questo blocco è un'alleanza tra i capitalisti del Nord e i proprietari terrieri del Sud.
Questo blocco storico è nato dall'unificazione italiana, che è stata gestita dalle classi moderate e non dalle classi popolari. Se il Risorgimento fosse stato guidato "dal basso", l'Italia si sarebbe sviluppata in modo più democratico, evitando la disparità economica tra Nord e Sud.
Per distruggere questo blocco storico, è necessario superare la divisione tra la classe operaia del Nord e i contadini del Sud.
La sfida per creare questa "saldatura" implica lo sforzo di allontanare le masse rurali dall'egemonia della borghesia e della Chiesa. In questo contesto, assume un ruolo centrale la questione degli "intellettuali", intesi come quel ceto che fa da collegamento tra il proletariato e i contadini.
Antonio Gramsci considera gli intellettuali fondamentali per capire come una classe sociale conquista e mantiene il potere tramite l'egemonia culturale. Distingue due tipi principali di intellettuali: quelli organici e quelli tradizionali.
Gli intellettuali organici sono strettamente legati a una classe sociale in ascesa, come la borghesia o il proletariato. Il loro ruolo non è solo teorico, ma anche pratico e organizzativo. Servono a dare coesione e consapevolezza alla propria classe, aiutandola a creare una visione del mondo che possa convincere l'intera società. In pratica, sono i "tecnici" del consenso che lavorano in partiti, sindacati e istituzioni per costruire il progetto politico della loro classe.
Gli intellettuali tradizionali, invece, si vedono come una categoria autonoma e indipendente dai cambiamenti sociali e politici, come filosofi, letterati o il clero. Si sentono legati a una continuità storica che sembra andare oltre le classi sociali. Tuttavia, Gramsci critica questa presunta neutralità: anche se si credono liberi, gli intellettuali tradizionali finiscono spesso per rappresentare i valori del passato o per legittimare l'ordine esistente, diventando così un ostacolo per le nuove classi che cercano di trasformare la società.
la salute
Fin da piccolissimo, la vita di Gramsci fu segnata dal dolore fisico. A causa del morbo di Pott, una forma di tubercolosi che colpisce le ossa, la sua colonna vertebrale subì una deformazione permanente.
Il Ruolo dei "Semplici" (Il Popolo)
Per Gramsci, la filosofia non deve restare chiusa nelle università o nei salotti degli intellettuali (come faceva il filosofo Benedetto Croce).L'obiettivo: Gli intellettuali hanno il compito di aiutare il popolo a trasformare questo "senso comune" in una coscienza critica, per permettere alle persone di liberarsi e cambiare la società.
Il "Codice" del Carcere
Mentre era rinchiuso dai fascisti, Gramsci doveva scrivere sotto l'occhio vigile della censura. Se avesse usato termini troppo esplicitamente politici, i suoi quaderni sarebbero stati sequestrati.
Il trucco: Sostituì le parole "pericolose" con espressioni filosofiche. Ad esempio, il Marxismo diventò la "Filosofia della prassi".
La psiCAnalisi
Gramsci, nei suoi scritti dal carcere, si interessa alle idee di Sigmund Freud perché capisce che le persone non si muovono solo con la logica, ma anche per via di spinte inconsce. Voleva capire come funziona la "testa" delle persone per spiegare perché spesso accettano l'autorità o hanno pregiudizi profondi.
GramSci contro stalin
Gramsci scrisse a Stalin per avvertirlo che soffocare il dissenso e imporre il potere con la forza avrebbe trasformato il Partito in una fredda burocrazia senza più autorità morale. Per lui, un vero leader deve saper educare e ottenere il consenso dei cittadini, altrimenti finisce per dominare sudditi passivi invece di guidare persone consapevoli.
QUESTION
RIESCI AD IDENTIFICARE UN'IDEA CHE OGGI TUTTI CONSIDERANO "NORMALE" MA CHE IN REALTÀ SERVE A MANTENERE IL POTERE DI UN GRUPPO SPECIFICO?
GrAZIE PER L'attenzione
La filosofia della prassi di Gramsci definisce l’unione inscindibile tra teoria e azione: un’idea è vera solo se messa in pratica per trasformare la realtà. Superando il determinismo storico, Gramsci affida il cambiamento alla volontà umana cosciente e organizzata, che deve agire su economia, cultura ed educazione. Tale azione diventa efficace tramite l’egemonia, ovvero la conquista del consenso morale e intellettuale prima ancora del potere politico. Ogni gesto quotidiano è dunque un atto politico: la trasformazione rivoluzionaria consiste nell'impegno costante per sostituire logiche di sfruttamento con nuovi modelli di solidarietà sociale.
La dialettica per Gramsci non è uno schema fisso, ma il ritmo del cambiamento storico che unisce teoria e azione pratica per liberare i lavoratori. Non è l'economia a decidere tutto: tra economia e cultura c'è uno scambio reciproco in cui le idee possono cambiare la realtà materiale. La verità non è eterna, ma si realizza nella storia attraverso l'attività degli uomini, che non sono spettatori ma protagonisti del cambiamento. Gramsci rifiuta l'idea che la storia segua leggi naturali fisse come la fisica: la società si trasforma solo grazie alla volontà e alle scelte umane, non per un destino già scritto.
IL CONTROLLO DELLA MENTE
Il romanzo 1984 porta all’estremo l’idea che chi detiene il potere debba controllare il modo in cui pensi e il modo in cui ricordi.
1) Controllo del linguaggio: Novalingua Se riduci le parole disponibili, diventa più difficile:formulare dubbi,esprimere concetti complessi (es. libertà, giustizia),capire le contraddizioni del sistema. 2) Controllo della verità: riscrivere il passato. Il regime non controlla solo il presente: riscrive la memoria.La “Verità” è ciò che il potere dichiara oggi. Se i fatti del passato non combaciano, si cambia il passato.
Gramsci risponde quindi con 2 concetti:
Umanesimo Assoluto: Per Gramsci, l'uomo è l'unico creatore della propria storia, l’uomo non è vittima del destino o delle leggi, con la politica l’uomo costruisce la sua realtà(non esiste un Dio, ma non esiste neppure lo "Spirito" di Croce). "assoluto" significa che l'umanità non deve rispondere a nient'altro che a se stessa.
Immanentismo Storicistico: * Immanentismo: Significa che tutto ciò che accade resta "dentro" (in-manet) la storia umana. Non c'è un "aldilà" e non ci sono verità che valgono per sempre; la verità si trova demntro questo mondo.*Storicistico: Ogni idea o valore ha senso solo nel suo periodo storico.
Il pensiero di Antonio Gramsci offre una chiave di lettura fondamentale per comprendere come i mass media e, ancor più oggi, i social network influenzino la società attraverso la costruzione del consenso e la diffusione di un'ideologia dominante.Con l'avvento dei social media, le dinamiche descritte da Gramsci si sono intensificate e trasformate in un contesto digitale. Gli algoritmi dei social media creano "echo chambers" (stanze dell'eco), dove l'utente riceve solo contenuti in linea con le proprie convinzioni, rafforzando un senso comune parziale e spesso polarizzato.
IL MARXISMO GRAMSCI
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Created on March 20, 2026
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IL MARXISMO GRAMSCI
Ludovica Scarpetta, Sofia Tardini, Margherita Borroni, Tamara Schiavoni
PRESENTATION
LA VITA
Antonio Gramsci, nato ad Ales (Cagliari) nel 1891, è una figura centrale del marxismo italiano. Il marxismo italiano, nato alla fine dell'Ottocento, è stato caratterizzato da un'elaborazione teorica complessa e frammentaria, influenzata dalle idee di Antonio Labriola e sviluppatasi in un contesto di contrasti tra forze sindacali e liberali. Gramsci si trasferisce a Torino, dove si iscrive alla Facoltà di Lettere e inizia la sua attività politica e giornalistica. Fonda il settimanale "L'Ordine Nuovo", che diventa un punto di riferimento per la classe operaia. Nel 1921 è tra i fondatori del Partito Comunista d'Italia. Dopo un periodo in Unione Sovietica, dove conosce Lenin, viene arrestato nel 1926 e condannato a vent'anni di carcere. Scarcerato nel 1937, muore poco dopo. Le sue opere principali, i "Quaderni del carcere" e le "Lettere dal carcere", sono state pubblicate postume e costituiscono un fondamentale contributo al pensiero marxista.
Le linee di fondo del pensiero di Gramsci
LA PROSPETTIVA UMANISTICO-STORICA
La riflessione di Gramsci si svolge in 2 direttrici fondamentali: -ripensamento teorico del marxismo: non accetta il marxismo come dogma religioso, ma lo evolve. - strategia politica: analizza i modi e le forme in cui può avvenire la conquista del potere in Italia; in particolare l’obbiettivo è come il socialismo possa realizzarsi in Italia “via italiana al socialismo” Nell’elaborazione di questi problemi Gramsci ha raggiunto grande originalità, è uno dei rappresentanti del marxismo teorico del 900 e il maggior stratega per il socialismo.
La polemica filosofica contro Croce
Gramsci vuole definire che cos’è il Marxismo, che lui chiama “filosofia della prassi”. Per farlo deve spiegare perchè è meglio delle altre due filosofie dominanti in Italia: il Positivismo e l’Idealismo di Croce. - Il filosofo critica il Positivismo (la società funziona come una macchina, con leggi fisse e prevedibili) facendo valere il principio di dialettica e irriducibilità del sapere sociale e naturale. - critica in particolare l'idealismo e il crocianesimo facendo riferimento all'umanesimo assoluto e l'immanentismo storicistico
Tuttavia Gramsci critica Croce perché - gli rinfaccia di essere “speculativo” ovvero di perdersi in teorie astratte. Il problema è che Croce dice di aver eliminato Dio, ma al suo posto ha messo lo spirito, è solo una versione moderna e laica di Dio. - critica di aver isolato il momento sovrastrutturale dalla storia etico politica e culturale. Il problema è che Croce studia la storia come se le grandi idee(la libertà, la bellezza,il diritto) nascessero da sole nella testa dei filosofi, per lui la cultura è indipendente. PerGramsci la cultura non vola nel vuoto, poggia sulla base economica.
Benedetto Croce era un grande intellettuale dell’epoca, Gramsci lo stima perchè - prima di Croce gli uomini pensavano che esistevano dei valori eterni, invece lui ha insistito sulla storicità del reale,“tutto è storia”, nulla è eterno. - Inoltre Croce va contro la metafisica e la religione. Queste ultime cercano risposte fuori dal mondo, in Dio ad esempio, Croce sostiene l’immanentismo, secondo cui la verità e il senso della vita si trovano solo dentro questo mondo, nei fatti concreti, non occorre invocare il soprannaturale per spiegare la realtà.
Info
Dialettica
It is the essential ingredient to maintain the audience's attention.
La prassi
IL CONCETTO DI EGEMONIA
L'egemonia è la supremazia di un gruppo sociale che va oltre la semplice forza coercitiva del dominio politico, esercitato tramite gli apparati della società politica come lo Stato. Si basa invece sul consenso culturale, ottenuto con la persuasione e l'influenza psicologica attraverso gli apparati della società civile, come scuola, Chiesa, partiti, stampa e cinema. In questo modo, i valori del gruppo dominante diventano "normali" per tutti.
Info
Per Gramsci, l'egemonia è un obiettivo strategico per le classi in ascesa: il proletariato, ad esempio, deve prima diventare "dirigente" culturalmente, strappando alla borghesia il controllo delle idee e dei valori, e solo dopo conquistare il potere politico ed economico per essere davvero dominante. Così si crea un consenso stabile nelle masse, trasformando i rapporti di forza nella società.
Interactivity
Chi controlla il passato controlla il futuro.Chi controlla il presente controlla il passato
1984,George Orwell
LA VIA ITALIANA AL SOCIALISMO
Antonio Gramsci sosteneva che in Occidente la rivoluzione non potesse essere un attacco rapido, ma una guerra di posizione. Questo significava attaccare gradualmente le "fortezze" e le "casematte" del nemico, che non erano caserme militari, ma le istituzioni della società civile come scuole, sindacati e stampa.Il compito del Partito Comunista, secondo Gramsci, era quello di logorare progressivamente la supremazia borghese. Il Partito Comunista Italiano (PCI) ha applicato questa strategia. Nelle rielaborazioni della "via italiana al socialismo", il PCI ha cercato di costruire la propria egemonia attraverso una peculiare battaglia delle idee.
Gramsci in Italia ha notato che la questione contadina è legata a due fattori principali: la questione vaticana, cioè l'influenza della Chiesa, e la questione meridionale. Questo deriva da una situazione socio-politica basata su un blocco storico. Questo blocco è un'alleanza tra i capitalisti del Nord e i proprietari terrieri del Sud. Questo blocco storico è nato dall'unificazione italiana, che è stata gestita dalle classi moderate e non dalle classi popolari. Se il Risorgimento fosse stato guidato "dal basso", l'Italia si sarebbe sviluppata in modo più democratico, evitando la disparità economica tra Nord e Sud. Per distruggere questo blocco storico, è necessario superare la divisione tra la classe operaia del Nord e i contadini del Sud. La sfida per creare questa "saldatura" implica lo sforzo di allontanare le masse rurali dall'egemonia della borghesia e della Chiesa. In questo contesto, assume un ruolo centrale la questione degli "intellettuali", intesi come quel ceto che fa da collegamento tra il proletariato e i contadini.
Antonio Gramsci considera gli intellettuali fondamentali per capire come una classe sociale conquista e mantiene il potere tramite l'egemonia culturale. Distingue due tipi principali di intellettuali: quelli organici e quelli tradizionali. Gli intellettuali organici sono strettamente legati a una classe sociale in ascesa, come la borghesia o il proletariato. Il loro ruolo non è solo teorico, ma anche pratico e organizzativo. Servono a dare coesione e consapevolezza alla propria classe, aiutandola a creare una visione del mondo che possa convincere l'intera società. In pratica, sono i "tecnici" del consenso che lavorano in partiti, sindacati e istituzioni per costruire il progetto politico della loro classe. Gli intellettuali tradizionali, invece, si vedono come una categoria autonoma e indipendente dai cambiamenti sociali e politici, come filosofi, letterati o il clero. Si sentono legati a una continuità storica che sembra andare oltre le classi sociali. Tuttavia, Gramsci critica questa presunta neutralità: anche se si credono liberi, gli intellettuali tradizionali finiscono spesso per rappresentare i valori del passato o per legittimare l'ordine esistente, diventando così un ostacolo per le nuove classi che cercano di trasformare la società.
la salute
Fin da piccolissimo, la vita di Gramsci fu segnata dal dolore fisico. A causa del morbo di Pott, una forma di tubercolosi che colpisce le ossa, la sua colonna vertebrale subì una deformazione permanente.
Il Ruolo dei "Semplici" (Il Popolo)
Per Gramsci, la filosofia non deve restare chiusa nelle università o nei salotti degli intellettuali (come faceva il filosofo Benedetto Croce).L'obiettivo: Gli intellettuali hanno il compito di aiutare il popolo a trasformare questo "senso comune" in una coscienza critica, per permettere alle persone di liberarsi e cambiare la società.
Il "Codice" del Carcere
Mentre era rinchiuso dai fascisti, Gramsci doveva scrivere sotto l'occhio vigile della censura. Se avesse usato termini troppo esplicitamente politici, i suoi quaderni sarebbero stati sequestrati. Il trucco: Sostituì le parole "pericolose" con espressioni filosofiche. Ad esempio, il Marxismo diventò la "Filosofia della prassi".
La psiCAnalisi
Gramsci, nei suoi scritti dal carcere, si interessa alle idee di Sigmund Freud perché capisce che le persone non si muovono solo con la logica, ma anche per via di spinte inconsce. Voleva capire come funziona la "testa" delle persone per spiegare perché spesso accettano l'autorità o hanno pregiudizi profondi.
GramSci contro stalin
Gramsci scrisse a Stalin per avvertirlo che soffocare il dissenso e imporre il potere con la forza avrebbe trasformato il Partito in una fredda burocrazia senza più autorità morale. Per lui, un vero leader deve saper educare e ottenere il consenso dei cittadini, altrimenti finisce per dominare sudditi passivi invece di guidare persone consapevoli.
QUESTION
RIESCI AD IDENTIFICARE UN'IDEA CHE OGGI TUTTI CONSIDERANO "NORMALE" MA CHE IN REALTÀ SERVE A MANTENERE IL POTERE DI UN GRUPPO SPECIFICO?
GrAZIE PER L'attenzione
La filosofia della prassi di Gramsci definisce l’unione inscindibile tra teoria e azione: un’idea è vera solo se messa in pratica per trasformare la realtà. Superando il determinismo storico, Gramsci affida il cambiamento alla volontà umana cosciente e organizzata, che deve agire su economia, cultura ed educazione. Tale azione diventa efficace tramite l’egemonia, ovvero la conquista del consenso morale e intellettuale prima ancora del potere politico. Ogni gesto quotidiano è dunque un atto politico: la trasformazione rivoluzionaria consiste nell'impegno costante per sostituire logiche di sfruttamento con nuovi modelli di solidarietà sociale.
La dialettica per Gramsci non è uno schema fisso, ma il ritmo del cambiamento storico che unisce teoria e azione pratica per liberare i lavoratori. Non è l'economia a decidere tutto: tra economia e cultura c'è uno scambio reciproco in cui le idee possono cambiare la realtà materiale. La verità non è eterna, ma si realizza nella storia attraverso l'attività degli uomini, che non sono spettatori ma protagonisti del cambiamento. Gramsci rifiuta l'idea che la storia segua leggi naturali fisse come la fisica: la società si trasforma solo grazie alla volontà e alle scelte umane, non per un destino già scritto.
IL CONTROLLO DELLA MENTE
Il romanzo 1984 porta all’estremo l’idea che chi detiene il potere debba controllare il modo in cui pensi e il modo in cui ricordi. 1) Controllo del linguaggio: Novalingua Se riduci le parole disponibili, diventa più difficile:formulare dubbi,esprimere concetti complessi (es. libertà, giustizia),capire le contraddizioni del sistema. 2) Controllo della verità: riscrivere il passato. Il regime non controlla solo il presente: riscrive la memoria.La “Verità” è ciò che il potere dichiara oggi. Se i fatti del passato non combaciano, si cambia il passato.
Gramsci risponde quindi con 2 concetti:
Umanesimo Assoluto: Per Gramsci, l'uomo è l'unico creatore della propria storia, l’uomo non è vittima del destino o delle leggi, con la politica l’uomo costruisce la sua realtà(non esiste un Dio, ma non esiste neppure lo "Spirito" di Croce). "assoluto" significa che l'umanità non deve rispondere a nient'altro che a se stessa.
Immanentismo Storicistico: * Immanentismo: Significa che tutto ciò che accade resta "dentro" (in-manet) la storia umana. Non c'è un "aldilà" e non ci sono verità che valgono per sempre; la verità si trova demntro questo mondo.*Storicistico: Ogni idea o valore ha senso solo nel suo periodo storico.
Il pensiero di Antonio Gramsci offre una chiave di lettura fondamentale per comprendere come i mass media e, ancor più oggi, i social network influenzino la società attraverso la costruzione del consenso e la diffusione di un'ideologia dominante.Con l'avvento dei social media, le dinamiche descritte da Gramsci si sono intensificate e trasformate in un contesto digitale. Gli algoritmi dei social media creano "echo chambers" (stanze dell'eco), dove l'utente riceve solo contenuti in linea con le proprie convinzioni, rafforzando un senso comune parziale e spesso polarizzato.