La scelta di SARA
Non ci sono risposte giuste o sbagliate. Ogni scelta che farete aprirà una scena diversa e alla fine scoprirete quale modello di decisione ha guidato il percorso di Sara .....e forse anche il vostro.
Sara torna a casa con un altro 4 in matematica. È arrabbiata. Manda un messaggio al suo gruppo: "Questa scuola fa schifo, sto cercando dove trasferirmi".
Tu sei Sara. Cosa senti dentro in questo momento?
Sara inizia subito a cercare nuove scuole su internet. Trova due scuole che sembrano interessanti. Suo padre le chiede di aspettare almeno una settimana prima di decidere.
Come risponde Sara alla richiesta del padre?
Sara si iscrive a una nuova scuola senza approfondire molto. Solo dopo scopre che i programmi sono molto diversi e che non ha pensato ai suoi veri interessi...
Nel suo percorso, Sara ha lasciato che le emozioni immediate guidassero l'azione senza attivare il ragionamento lento. Le decisioni prese così sono spesso rapide ma poco vicine ai valori reali della persona.
Sara si siede e scrive su un foglio come si sente. Capisce che è arrabbiata con la professoressa, non con tutta la scuola. Però l'idea di cambiare continua a girarle in testa..
Sara si chiede: "Cosa voglio davvero?"
Sara ha raccolto informazioni, ma solo quelle che confermavano la decisione già presa. Non è pigrizia E' come funziona il cervello quando è sotto pressione emotiva.
Sara raccoglie informazioni, ma nota che cerca soprattutto articoli e opinioni negative sulla sua scuola attuale. Le cose positive le sembra non contino.
Sara si accorge di questo meccanismo. Come reagisce?
Le amiche di Sara confermano tutto: "Sì, anche noi la odiamo." Una di loro dice che sta già valutando il Liceo Artistico. Sara sente che cambiare è la cosa giusta da fare.
Il giorno dopo Sara è ancora convinta. Cosa fa?
Sara ha scelto seguendo il gruppo invece di chiedersi cosa volesse lei.
Sara ha raccolto informazioni equilibrate e ha usato il ragionamento per calmare l'impatto emotivo iniziale. Questo modello non nega le emozioni, le usa come punto di partenza, non come punto di arrivo.
Sara ha preso una decisione impulsiva, ma ha riconosciuto il meccanismo e ha deciso di cambiare approccio per il futuro.
Sara parla con il padre. Lui le fa notare che l'anno scorso adorava la scuola, e che la professoressa di matematica era il problema, non l'istituto.
Sara ascolta davvero il padre?
Sara fa un elenco: cosa le piace della scuola attuale, cosa non la soddisfa, cosa vorrebbe in una scuola diversa.
Dall'elenco emerge che il problema principale è la professoressa di matematica, non la scuola. Cosa fa Sara con questa scoperta?
Sara ha ascoltato la ragione ma ha dato peso anche alla propria sensazione emotiva. Le emozioni non sono ostacoli. Decidere bene significa integrare emozione e ragione, non eliminare una delle due!
Sara ha ascoltato le emozioni senza lasciarsi dominare da esse, ha riconosciuto i possibili tranelli del proprio ragionamento. Questo è il modello di decisione più completo non perché elimina l'errore, ma perché lo rende più consapevole.
In quali momenti della tua vita hai riconosciuto questo meccanismo?
La scelta di SARA
Valentina Langiu
Created on March 20, 2026
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La scelta di SARA
Non ci sono risposte giuste o sbagliate. Ogni scelta che farete aprirà una scena diversa e alla fine scoprirete quale modello di decisione ha guidato il percorso di Sara .....e forse anche il vostro.
Sara torna a casa con un altro 4 in matematica. È arrabbiata. Manda un messaggio al suo gruppo: "Questa scuola fa schifo, sto cercando dove trasferirmi".
Tu sei Sara. Cosa senti dentro in questo momento?
Sara inizia subito a cercare nuove scuole su internet. Trova due scuole che sembrano interessanti. Suo padre le chiede di aspettare almeno una settimana prima di decidere.
Come risponde Sara alla richiesta del padre?
Sara si iscrive a una nuova scuola senza approfondire molto. Solo dopo scopre che i programmi sono molto diversi e che non ha pensato ai suoi veri interessi...
Nel suo percorso, Sara ha lasciato che le emozioni immediate guidassero l'azione senza attivare il ragionamento lento. Le decisioni prese così sono spesso rapide ma poco vicine ai valori reali della persona.
Sara si siede e scrive su un foglio come si sente. Capisce che è arrabbiata con la professoressa, non con tutta la scuola. Però l'idea di cambiare continua a girarle in testa..
Sara si chiede: "Cosa voglio davvero?"
Sara ha raccolto informazioni, ma solo quelle che confermavano la decisione già presa. Non è pigrizia E' come funziona il cervello quando è sotto pressione emotiva.
Sara raccoglie informazioni, ma nota che cerca soprattutto articoli e opinioni negative sulla sua scuola attuale. Le cose positive le sembra non contino.
Sara si accorge di questo meccanismo. Come reagisce?
Le amiche di Sara confermano tutto: "Sì, anche noi la odiamo." Una di loro dice che sta già valutando il Liceo Artistico. Sara sente che cambiare è la cosa giusta da fare.
Il giorno dopo Sara è ancora convinta. Cosa fa?
Sara ha scelto seguendo il gruppo invece di chiedersi cosa volesse lei.
Sara ha raccolto informazioni equilibrate e ha usato il ragionamento per calmare l'impatto emotivo iniziale. Questo modello non nega le emozioni, le usa come punto di partenza, non come punto di arrivo.
Sara ha preso una decisione impulsiva, ma ha riconosciuto il meccanismo e ha deciso di cambiare approccio per il futuro.
Sara parla con il padre. Lui le fa notare che l'anno scorso adorava la scuola, e che la professoressa di matematica era il problema, non l'istituto.
Sara ascolta davvero il padre?
Sara fa un elenco: cosa le piace della scuola attuale, cosa non la soddisfa, cosa vorrebbe in una scuola diversa.
Dall'elenco emerge che il problema principale è la professoressa di matematica, non la scuola. Cosa fa Sara con questa scoperta?
Sara ha ascoltato la ragione ma ha dato peso anche alla propria sensazione emotiva. Le emozioni non sono ostacoli. Decidere bene significa integrare emozione e ragione, non eliminare una delle due!
Sara ha ascoltato le emozioni senza lasciarsi dominare da esse, ha riconosciuto i possibili tranelli del proprio ragionamento. Questo è il modello di decisione più completo non perché elimina l'errore, ma perché lo rende più consapevole.
In quali momenti della tua vita hai riconosciuto questo meccanismo?