UNO, NESSUNO, CENTOMILA
L'autore:
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Il protagonista del romanzo "Uno, nessuno e centomila" conduce una vita tranquilla fino a quando una semplice osservazione della moglie sul suo naso lo mette profondamente in crisi. Da quel momento inizia a interrogare le persone a lui vicine per comprendere come venga percepito dagli altri.Emergono ritratti diversi e a volte contrastanti, in molti dei quali non riesce a riconoscersi; per questo agisce spinto dal desiderio di affermare la propria identità che però, sembra sfuggire agli altri.
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Alla fine “abbraccia” TUTTE le sue identità — una, nessuna e centomila — come il risultato di tutte le relazioni instaurate con le persone che incontra.
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Ognuno di noi è il risultato delle esperienze vissute ma soprattutto dell'insieme degli incontri di "altri sè", diversi da noi, che in uno scambio reciproco modificano ciò che siamo, mettendo in luce o oscurando alcune parti di noi.
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Il libro ci spinge a liberarci dal giudizio altrui, dalle definizioni e dalle etichette che ci vengono attribuite, esortandoci a vivere in modo più libero, svincolati dai condizionamenti esterni.
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«Non mi sono più guardato in uno specchio, e non mi passa neppure per il capo di voler sapere che cosa sia avvenuto della mia faccia e di tutto il mio aspetto. .... Eppure mi vollero tutti chiamare ancora Moscarda, benché il dire Moscarda avesse ormai certo per ciascuno un significato così diverso da quello di prima, che avrebbero potuto risparmiare a quel povero svanito là, barbuto e sorridente, con gli zoccoli e il camiciotto turchino, la pena d’obbligarlo a voltarsi ancora a quel nome, come se realmente gli appartenesse....Io sono vivo e non concludo. La vita non conclude. E non sa di nomi, la vita. Quest’albero, respiro trèmulo di foglie nuove. Sono quest’albero. Albero, nuvola; domani libro o vento: il libro che leggo, il vento che bevo. Tutto fuori, vagabondo.»
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Luigi Pirandello
Luigi Pirandello (1867-1936), drammaturgo e scrittore siciliano, è uno dei massimi esponenti del Novecento, Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Nato ad Agrigento, la sua vita fu segnata dal dissesto economico familiare (1903) e dalla malattia mentale della moglie, che influenzarono i temi della pazzia, della maschera e la scomposizione .
UNO, NESSUNO, CENTOMILA
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Created on March 19, 2026
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UNO, NESSUNO, CENTOMILA
L'autore:
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Il protagonista del romanzo "Uno, nessuno e centomila" conduce una vita tranquilla fino a quando una semplice osservazione della moglie sul suo naso lo mette profondamente in crisi. Da quel momento inizia a interrogare le persone a lui vicine per comprendere come venga percepito dagli altri.Emergono ritratti diversi e a volte contrastanti, in molti dei quali non riesce a riconoscersi; per questo agisce spinto dal desiderio di affermare la propria identità che però, sembra sfuggire agli altri.
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Alla fine “abbraccia” TUTTE le sue identità — una, nessuna e centomila — come il risultato di tutte le relazioni instaurate con le persone che incontra.
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Il libro ci spinge a liberarci dal giudizio altrui, dalle definizioni e dalle etichette che ci vengono attribuite, esortandoci a vivere in modo più libero, svincolati dai condizionamenti esterni.
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«Non mi sono più guardato in uno specchio, e non mi passa neppure per il capo di voler sapere che cosa sia avvenuto della mia faccia e di tutto il mio aspetto. .... Eppure mi vollero tutti chiamare ancora Moscarda, benché il dire Moscarda avesse ormai certo per ciascuno un significato così diverso da quello di prima, che avrebbero potuto risparmiare a quel povero svanito là, barbuto e sorridente, con gli zoccoli e il camiciotto turchino, la pena d’obbligarlo a voltarsi ancora a quel nome, come se realmente gli appartenesse....Io sono vivo e non concludo. La vita non conclude. E non sa di nomi, la vita. Quest’albero, respiro trèmulo di foglie nuove. Sono quest’albero. Albero, nuvola; domani libro o vento: il libro che leggo, il vento che bevo. Tutto fuori, vagabondo.»
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Luigi Pirandello
Luigi Pirandello (1867-1936), drammaturgo e scrittore siciliano, è uno dei massimi esponenti del Novecento, Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Nato ad Agrigento, la sua vita fu segnata dal dissesto economico familiare (1903) e dalla malattia mentale della moglie, che influenzarono i temi della pazzia, della maschera e la scomposizione .