LA PROPAGANDA DEL FASCISMO ATTRAVERSO I MONUMENTI DELLA NOSTRA CITTA'
Fontana in Piazza delle Erbe
Nel 1930, al centro della piazza, venne inaugurata una fontana monumentale in trachite. Questa sostituì un antico pozzo che, a causa di preoccupazioni igieniche e critiche sull'uso delle secchie per attingere l'acqua, fu definitivamente chiuso e coperto nello stesso anno. La fontana, con la sua forma sobria e lineare, rispecchia lo stile architettonico dell'epoca fascista, caratterizzato da un'estetica purista e razionalista.
LA TAVOLA DELLE COLONIE ITALIANE
Situata in Piazza delle Erbe, questa mappa dell'epoca fascista raffigura i territori dell'ex Impero italiano, come Libia, Eritrea, Somalia ed Etiopia. All'epoca, l'opera non era solo una decorazione, ma un potente strumento di propaganda. Il regime la utilizzava per: Esaltare le conquiste militari e la proclamazione dell'Impero (1936). Istruire i cittadini sull'estensione delle nuove terre. Diffondere l'ideologia fascista attraverso l'arte pubblica. Oggi La mappa è una testimonianza storica che ci ricorda come il colonialismo e la propaganda politica abbiano influenzato l'architettura e lo spazio delle nostre città.
PALAZZO DEL BO
Durante il fascismo, la sede storica dell'Università di Padova fu rinnovata dall'architetto Gio Ponti, che progettò il Cortile Nuovo e l'Aula Magna. Lo stile scelto fu il razionalismo: linee semplici, materiali moderni ma legati alla tradizione. Curiosità e Storia Affreschi nascosti: Le pareti dell'Aula Magna ospitavano scene che celebravano il regime, poi coperte dopo la guerra.
PALAZZO DELLA RAGIONE
Nonostante le origini medievali, durante il ventennio il palazzo fu usato per le manifestazioni del regime. In quel periodo venne realizzato un affresco con simboli fascisti, che fu poi coperto dopo la guerra.
Curiosità: Proprio qui, nel 1943, gli studenti di Padova diedero vita ad alcune delle prime proteste contro il fascismo.
GHETTO EBRAICO
Situato nel centro storico tra Via San Martino e Solferino, questo quartiere fu il luogo di residenza coatta per la comunità ebraica dal 1603 fino all'epoca napoleonica. Secoli dopo, durante il fascismo, l’area fu segnata dalle persecuzioni e dalle deportazioni dei cittadini ebrei padovani.
PIAZZA DELL'INSURREZIONE
Durante il fascismo, la piazza si chiamava Piazza Spalato per celebrare l'espansione italiana in Dalmazia. Dopo la guerra, fu ribattezzata per onorare la Resistenza.
La statua abbattuta
Nella piazza si trovava un’imponente statua di Mussolini a cavallo. Nel 1943, alla caduta del regime, la folla inferocita cercò di distruggerla: poiché era troppo pesante per essere abbattuta subito, i cittadini riuscirono inizialmente solo a decapitarla, prima della rimozione definitiva.
LA PROPAGANDA DEL FASCISMO ATTRAVERSO I MONUMENTI DELLA NOSTRA CITTA'
Maria Nolè
Created on March 18, 2026
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Interactive Image with Information
View
Interactive Human Body Image
View
Interactive Artwork Image
View
Interactive Product Image
View
Essential Square Interactive Image
View
Akihabara Vertical Interactive Image
View
Interactive Nature Image
Explore all templates
Transcript
LA PROPAGANDA DEL FASCISMO ATTRAVERSO I MONUMENTI DELLA NOSTRA CITTA'
Fontana in Piazza delle Erbe
Nel 1930, al centro della piazza, venne inaugurata una fontana monumentale in trachite. Questa sostituì un antico pozzo che, a causa di preoccupazioni igieniche e critiche sull'uso delle secchie per attingere l'acqua, fu definitivamente chiuso e coperto nello stesso anno. La fontana, con la sua forma sobria e lineare, rispecchia lo stile architettonico dell'epoca fascista, caratterizzato da un'estetica purista e razionalista.
LA TAVOLA DELLE COLONIE ITALIANE
Situata in Piazza delle Erbe, questa mappa dell'epoca fascista raffigura i territori dell'ex Impero italiano, come Libia, Eritrea, Somalia ed Etiopia. All'epoca, l'opera non era solo una decorazione, ma un potente strumento di propaganda. Il regime la utilizzava per: Esaltare le conquiste militari e la proclamazione dell'Impero (1936). Istruire i cittadini sull'estensione delle nuove terre. Diffondere l'ideologia fascista attraverso l'arte pubblica. Oggi La mappa è una testimonianza storica che ci ricorda come il colonialismo e la propaganda politica abbiano influenzato l'architettura e lo spazio delle nostre città.
PALAZZO DEL BO
Durante il fascismo, la sede storica dell'Università di Padova fu rinnovata dall'architetto Gio Ponti, che progettò il Cortile Nuovo e l'Aula Magna. Lo stile scelto fu il razionalismo: linee semplici, materiali moderni ma legati alla tradizione. Curiosità e Storia Affreschi nascosti: Le pareti dell'Aula Magna ospitavano scene che celebravano il regime, poi coperte dopo la guerra.
PALAZZO DELLA RAGIONE
Nonostante le origini medievali, durante il ventennio il palazzo fu usato per le manifestazioni del regime. In quel periodo venne realizzato un affresco con simboli fascisti, che fu poi coperto dopo la guerra. Curiosità: Proprio qui, nel 1943, gli studenti di Padova diedero vita ad alcune delle prime proteste contro il fascismo.
GHETTO EBRAICO
Situato nel centro storico tra Via San Martino e Solferino, questo quartiere fu il luogo di residenza coatta per la comunità ebraica dal 1603 fino all'epoca napoleonica. Secoli dopo, durante il fascismo, l’area fu segnata dalle persecuzioni e dalle deportazioni dei cittadini ebrei padovani.
PIAZZA DELL'INSURREZIONE
Durante il fascismo, la piazza si chiamava Piazza Spalato per celebrare l'espansione italiana in Dalmazia. Dopo la guerra, fu ribattezzata per onorare la Resistenza. La statua abbattuta Nella piazza si trovava un’imponente statua di Mussolini a cavallo. Nel 1943, alla caduta del regime, la folla inferocita cercò di distruggerla: poiché era troppo pesante per essere abbattuta subito, i cittadini riuscirono inizialmente solo a decapitarla, prima della rimozione definitiva.