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L'Illusione dello Sguardo

maria teresa volpi

Created on March 18, 2026

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L'Illusione dello Sguardo

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La memoria

Benvenuti!

Come funziona
Funzionamento della memoria
Ebbinghaus
L'oblio e le teorie
Le scoperte di Freud
Gourmet Room
Le aree cerebrali
Le patologie

Video sulla memoria

I che cos'è e come funziona

La memoria di lavoro:

Tipologie di memoria:

Il modello modale e la memoria di lavoro

Modelli e teorie sul funzionamento della memoria

Memoria e apprendimento

Teorie dell'oblio

"la psicologia ha un lungo passato, ma solo una breve storia"

-Ebbinghaus

Ebbinghaus e l'oblio

La memoria è una funzione complessa che coinvolge diverse aree cerebrali, connettendo reti di neuroni anche distanti tra loro. Le principali aree coinvolte sono

Sigmund Freud e la memoria

Le principali patologie che colpiscono la memoria includono: • Malattia di Alzheimer: una forma di demenza degenerativa che compromette progressivamente le funzioni cognitive, causando disturbi della memoria, del linguaggio, disorientamento e problemi comportamentali. Colpisce prevalentemente dopo i 65 anni e attualmente non ha una cura definitiva. • Sindrome di Korsakoff: una malattia del sistema nervoso legata all’alcolismo cronico, caratterizzata da apatia, confusione, confabulazione e grave deterioramento della memoria. • Amnesia: un deficit di memoria episodica dovuto a lesioni cerebrali o traumi psicologici. Chi ne soffre può perdere il ricordo di episodi passati ma mantenere la capacità di apprendere nuove abilità

Patalogie della memoria

Patologie della memoria

Memoria e apprendimento:

3. Apprendimento distribuito: distribuire lo studio su più sessioni è più efficace rispetto allo studio massivo (tutto in una volta). Questo approccio facilita la memorizzazione, mentre studiare tutto in un solo periodo, come un pomeriggio, risulta più difficile. Questi concetti suggeriscono che una buona tecnica di studio prevede ripetizioni frequenti e distribuite nel tempo, piuttosto che tentativi intensivi di memorizzazione

Ebbinghaus scoprì vari fenomeni utili all’apprendimento: 1. Effetto seriale: le informazioni vengono memorizzate meglio all’inizio e alla fine di una lista, grazie all’effetto primacy (memorizzazione dei primi elementi) e all’effetto recency (memorizzazione degli ultimi elementi), mentre gli elementi centrali sono più difficili da ricordare. 2. Effetto del superapprendimento: maggiore è il numero di ripetizioni, migliore è la memorizzazione, con una riduzione della possibilità di dimenticare

La memoria: che cos'è

La memoria è una funzione essenziale della mente umana, che permette di conservare e recuperare informazioni. In passato, gli studenti dovevano esercitarla costantemente poiché non avevano strumenti per prendere appunti. Oggi, grazie alla tecnologia, possiamo affidarci a supporti esterni come libri e computer.

  • Attiva, poiché richiede il coinvolgimento della persona.
  • complessa, perché comprende diverse fasi e interagisce con altre funzioni mentali come pensiero, attenzione e percezione.
Il modello modale:

modello modale di Atkinson e Shiffrin (1968) descrive la memoria come un processo in tre fasi: 1. Memoria sensoriale: registra per pochi istanti gli stimoli esterni. 2. Memoria a breve termine: conserva temporaneamente un numero limitato di informazioni (circa 7 elementi) per 20-30 secondi, a meno che non vengano ripetute. 3. Memoria a lungo termine: immagazzina le informazioni in modo permanente. Questo modello è stato successivamente ampliato con la teoria della memoria di lavoro, che spiega meglio come le informazioni vengano manipolate attivamente

cioè la riattivazione e il recupero dell’informazione dai magazzini della memoria

Recupero

cioè la registrazione di un’informazione sotto forma di rappresentazione mentale

Codifica

ovvero l’assimilazione e la ritenzione dell’informazione per un certo lasso di tempo

Immagazzinamento

La memoria di lavoro:

Nel 1974, Alan Baddeley e Graham Hitch proposero il concetto di memoria di lavoro, che coordina l’attenzione, la memoria a breve termine e quella a lungo termine per gestire attivamente le informazioni durante un’attività. Funziona come un “motore di ricerca” della mente, permettendo di mantenere e manipolare le informazioni in tempo reale. Un esempio pratico: quando si prepara lo zaino per il giorno successivo, la memoria di lavoro aiuta a organizzare e completare l’attività. Per chi ha disturbi dell’apprendimento, alcune strategie come scrivere liste, usare frasi brevi o mappe concettuali possono migliorare l’efficacia della memoria di lavoro

Sigmund Freud, all’inizio del Novecento, propose la teoria della rimozione, secondo cui non dimentichiamo le cose solo perché non riusciamo a recuperarle, ma perché una parte della mente, l’inconscio, impedisce che alcuni ricordi riaffiorino. Questi ricordi, spesso imbarazzanti o legati a desideri inaccettabili, vengono “archiviati” nell’inconscio per proteggerci da sensi di colpa o disturbi emotivi. Freud suggeriva che questi ricordi non vengano dimenticati definitivamente, ma cerchino di emergere, specialmente durante il sonno, attraverso i sogni, i lapsus o la dimenticanza di parole e appuntamenti. Quando questi ricordi riaffiorano, spesso sono trasformati, e non corrispondono esattamente agli eventi originali. La Teoria Psicoanalitica Oggi, oggi la teoria freudiana della rimozione è vista come meno letterale. La memoria è considerata una costruzione che cambia nel tempo, influenzata dalle esperienze e dal contesto attuale. La mente rielabora i ricordi, attribuendo loro nuovi significati. Le neuroscienze moderne supportano l’idea che i ricordi possano essere modificati nel tempo, anche se non esiste una “fortezza” psichica come postulato da Freud

Le scoperte di Freud:

È il primo livello della memoria, che registra per pochi secondi le informazioni sensoriali (visive, uditive, tattili, olfattive, gustative). Queste tracce svaniscono rapidamente, a meno che non vengano elaborate dalla memoria a breve termine

Memoria sensoriale:

È un magazzino temporaneo che conserva un numero limitato di informazioni per circa 20-30 secondi. Secondo George Miller (1956), la capacità della memoria a breve termine è di circa 7 elementi (±2). Un metodo per migliorarne l’efficacia è il chunking, ovvero raggruppare le informazioni in unità più grandi

Memoria a breve termine:

Contiene informazioni in modo potenzialmente infinito e permanente. Si divide in: • Memoria esplicita (dichiarativa): riguarda informazioni richiamabili in modo volontario (nomi, luoghi, concetti). • Memoria implicita (procedurale): comprende abilità apprese inconsciamente, come nuotare o andare in bicicletta

Memoria a lungo termine:

Gourmet Room

Teorie dell'oblio

L’oblio è l’incapacità di ricordare ciò che si è appreso, ed è un fenomeno duraturo. Non si tratta di dimenticare momentaneamente un’informazione “sulla punta della lingua”, ma di una perdita irreversibile delle informazioni. Nonostante la frustrazione che causa, l’oblio è utile, poiché “fa spazio” per nuove informazioni, evitando il sovraccarico mentale. Teorie dell’Oblio 1. Teoria del decadimento: suggerisce che con il tempo, gli eventi lontani vengano dimenticati, ma non spiega come alcuni ricordi importanti possano rimanere vividi, anche a distanza di anni. 2. Teoria dell’interferenza: l’oblio è causato da altre informazioni che interferiscono con il recupero di un ricordo: • Interferenza proattiva: i ricordi precedenti ostacolano quelli nuovi (esempio: errori nella nuova lingua dovuti alla lingua madre). • Interferenza retroattiva: i ricordi recenti ostacolano quelli passati (esempio: gli studenti che memorizzano una lista di sillabe al mattino dimenticano più facilmente rispetto a quelli che lo fanno la sera prima di dormire)

Grazie mille per l'attenzione

Ebbinghaus

E la curva dell'oblio

Hermann Ebbinghaus studiò la memoria utilizzando liste di sillabe prive di significato, che memorizzava in due sedute separate. Notò che nella seconda seduta era più facile ricordarle, richiedendo meno ripetizioni

  • Da questi esperimenti derivò la curva dell’oblio, che mostra come la memoria diminuisca rapidamente nelle prime ore dopo l’apprendimento, stabilizzandosi poi nel tempo. Per contrastare l’oblio, è utile ripassare le informazioni poco dopo averle studiate

La memoria:

• Memoria semantica: riguarda conoscenze generali e astratte (es. informazioni apprese a scuola) ed è localizzata nella corteccia associativa posteriore. • Memoria procedurale: permette di ricordare abilità motorie inconsce (es. andare in bicicletta) ed è situata nei gangli della base e nel cervelletto. Un danno in queste aree può compromettere tali abilità, pur mantenendo la conoscenza teorica. • Memoria episodica: consente di ricordare eventi specifici con il loro contesto temporale e spaziale, ed è legata all’ippocampo e al sistema limbico. Danni all’ippocampo possono causare difficoltà nel formare nuovi ricordi