storia della
moda
a.a. 2025/2026
Alessandra Carducci Corso di Moda e CostumeAccademia di Belle Arti di L'Aquila.
Start
verso la semplificazione dell'abito
Text
Nell'abbigliamento Liberty la silhouette era allungata e vagamente somigliante allo stelo ondulato di un fiore. La donna era stretta in un corpetto attillato che spinge ventre indietro, seno e posteriore in fuori.
busto
Busti così attillati sollevarono preoccupazioni sulla salute della donna, al punto che venivano organizzati dei convegni per parlare di questo argomento.
Inès Gaches-Sarraute
Realizzò corsetti che oltre a stringere la vita scendevano più in basso costringendo la donna ad assumere la linea del corpo ad S.
suffraggette
Movimento nato per invocare la parità dei sessi e diritti politici delle donne. Mise in discussione anche l’abbigliamento delle donne che falsificava il corpo delle donne.
Primi impulsi alla liberazione del corpo femminile. L’emancipazione della donna passava anche attraverso l’abito. I movimenti femministi rivendicavano un abbigliamento funzionale e che tenesse conto della salute delle donne.
Jacque Doucet
Jacque Doucet
Lady Duff-Gordon
"LUCILE" insegnò che l'eleganza non è un abito ma un modo di muoversi. Era convinta che l'abito doveva adattarsi alla personalità di chi lo indossava.
Mary Phelps Jacob
Inizia a diffondersi in Europa e negli Stati Uniti un abbigliamento semplificato, più pratico e comodo. La silhouette a S viene sostituita con una più morbida e dritta. Sono i primi passi verso un abbigliamento moderno della donna. Nel 1913 Mary Phelps Jacob inventa il primo reggiseno.
Vengono introdotte nell’abbigliamento femminile le calze color carne che vanno a sostituire quelle di colore nero.
Mariano Fortuny
«…dicono che un’artista di Venezia, fortuny, abbia ritrovato il segreto della loro fabbricazione e che, fra qualche anno, le dame potranno passeggiare, e soprattutto stare a casa loro, in broccati splendidi come quelli che Venezia ornava, per le sue patrizie, con i disegni dell’oriente».
- Marcel Proust
«Aveva indosso una di quelle tuniche tenui a minutissime pieghe stampate da un rinnovatore ingegnoso coi motivi marini dell’arte micenea».
- Gabriele D’Annunzio
Nato a Granada l’11 maggio 1871, Mariano Fortuny era figlio di un celebre pittore e pianista, discendente da un’importante famiglia di artisti. In seguito alla morte del padre, avvenuta nel 1874, Mariano si trasferì con la madre e la sorella Maria Luisa a Parigi, dove rimase fino al 1889, anno in cui andarono a vivere Venezia.
Knossos
Scialli stampati con motivi ispirati all’arte cretese.
abito Knossos
abito Knossos
Mariano Fortuny ritrae la moglie Henriette con indosso l’abito Knossos.
Abito Delphos
La creazione più iconica, massima espressione del suo talento, è Delphos, un abito dalle linee essenziali che rievoca i pepli dell’antica Grecia.
Auriga di Delfi
Mariano Fortuny si ispira ancora all'arte greca in particolare all'opera scultoruea "Auriga di Delfi".
Realizzato in seta lavorato in finissima plissettatura e impreziosito da murrine veneziane, divenne ben presto un capo imprescindibile. Realizzato in diverse versioni, con manica corta o lunga, con o senza cintura decorata, in uno o due pezzi, l'abito Delphos, ha dominato tutto il primo Novecento ed è entrato nella storia della moda.
abito delphos
«Nei romanzi di Balzac, certe eroine indossano di proposito un certo vestito, quando devono ricevere un certo visitatore. I vestiti di oggi non hanno altrettanto carattere, eccettuati quelli di Fortuny. Nulla di vago può restare nella descrizione del romanziere, giacché quel vestito esiste realmente, e i suoi disegni sono altrettanto naturalmente precisi di quelli di un’opera d’arte. Prima di indossarne uno, la donna ha dovuto scegliere tra due vestiti, tutt’altro che simili, ciascuno dei quali è anzi profondamente individuale e potrebbe portare un nome».
- Marcel Proust
roberto capucci
nanni strada
Issey Miyake
Palazzo Fortuny
Dopo la morte di Mariano Fortuny avvenuta il 2 maggio 1949, all’età di settantotto anni, nel 1956, Palazzo Fortuny fu donato al Comune di Venezia per essere utilizzato perpetuamente come centro di cultura in rapporto con l’arte. Ancora oggi Palazzo Fortuny rappresenta un meraviglioso esempio di casa-museo.
Pier Paolo Piccioli, nel 2016, realizza una sfilata per Valentino ispirata a Mariano Fortuny.
Valentino Haute Couture ss 2016
paul poiret
Il Leonardo da Vinci della moda
+ info
dior uomo fw 2026/27
"Le Magnifique"
Nel 1903 aprì la sua prima sartoria con una vetrina su strada. Fu il primo ad unire design del prodotto, comunicazione e marketing.
«I parigini di quei tempi si ricorderanno di essersi fermati davanti alle mie vetrine».
- paul poiret
ABITO CONFUCIUS
Abito realizzato intorno al 1905 dove Poiret reinterpreta il kimono.
Denise Boulet
Moglie e musa di Paul Poiret.
ABITO LOLA MONTES
L'abito Lola Montes del 1906 è primo abito senza corsetto.
ABITO JOSEPHINE
L'abito del 1907.
Text
Periodo «tubolare» nelle arti decorative come anche nella moda dove la linea verticale che iniziò a diffondersi determinò l’addio a corsetti, busti e tournure.
Silhouette Direttorio
La silhouette "Direttorio" riproposta da Paul Poiret tra il 1906-1910 è stata una rivoluzione fondamentale nella moda, segnando il passaggio definitivo dal busto rigido a forme più libere e naturali.
JUPE ENTRAVÉE
Gonna lunga e aderente. La forma dell’icona è snella e colonnare, ma è tutt’altro che rigida, malgrado qualche difficoltà di movimento, Poiret restituisce alla silhouette una nuova scioltezza.
«Costringeva le sue vittime a indossare fili di perle alti fino al mento, gettò sulle loro spalle volpi bianche, le infilzò con piume, le imprigionò in abiti da harem».
- Cecil Beaton
«Si, avrei liberato il busto, ma avrei impastoiato le gambe. Tutti ricordano ancora i pianti, le grida e il digrignare di denti provocati da quell’atto d’imperio della moda. Le donne si lamentavano di non riuscire più a camminare o a salire in carrozza».
- paul poiret
L’orientalismo
balletti russi
Compagnia di danza fondata da Sergej Djagilev. Musica atonale, tendenze sensuali e erotiche, stili di danza anticonformistici, la compagnia portava avanti idee di sperimentazione, di sconfinamento dell’arte.
Leon Bakst
Poiret era interessato all’Oriente e rimase affascinato dai Balletti russi. Nel 1911 lancia i pantaloni «harem» e nel 1913 la «tunica a paralume». Divenne famoso anche per l’introduzione del turbante.
la rosa come logo
La rosa realizzata dall'illustratore Paule Irbe divenne il logo della maison Poiret.
ABITO PARIS
Nel 1919, Poiret genera le sue asimmetrie con la tortuosità di un pezzo di stoffa intero avvolto attorno al corpo.
ABITO PRÉ CATELAN
Abito del 1919, pezzo unico taglio asimmetrico.
Text
Paul Poiret è stato il primo ad entrare nel mondo dei profumi e della cosmetica, introduce nel 1913 Le Minaret by Rosine. Poiret amava organizzare feste a tema e molto dispendiose che diventavano occasioni di incontro e di comunicazione, nella storia della moda si ricorda la festa con tema "Milleduesiama notte".
bancarotta
Nel 1929 Poiret dichiara la bancarotta. Morirà quasi dimenticato nel 1944 ma la sua moda sarà d’ispirazione a Elsa Schiaparelli, Gianni Versace, Walter Albini e John Galliano.
Versace
john galliano
Rei Kawakubo
Thanks
Here you can put a highlighted title
With Genially templates, you can include visual resources to leave your audience speechless. You can also highlight a particular phrase or concrete fact that will be etched in your audience's memory, and even embed external content that surprises: videos, photos, audios... Whatever you want!
Storia della moda1_I primi creativi_novecento
Alessandra Carducci
Created on March 14, 2026
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Urban Illustrated Presentation
View
KPOP Presentation
View
Snow Presentation
View
Corporate Christmas Presentation
View
Historical Presentation
View
Scary Eighties Presentation
View
Memories Presentation
Explore all templates
Transcript
storia della
moda
a.a. 2025/2026
Alessandra Carducci Corso di Moda e CostumeAccademia di Belle Arti di L'Aquila.
Start
verso la semplificazione dell'abito
Text
Nell'abbigliamento Liberty la silhouette era allungata e vagamente somigliante allo stelo ondulato di un fiore. La donna era stretta in un corpetto attillato che spinge ventre indietro, seno e posteriore in fuori.
busto
Busti così attillati sollevarono preoccupazioni sulla salute della donna, al punto che venivano organizzati dei convegni per parlare di questo argomento.
Inès Gaches-Sarraute
Realizzò corsetti che oltre a stringere la vita scendevano più in basso costringendo la donna ad assumere la linea del corpo ad S.
suffraggette
Movimento nato per invocare la parità dei sessi e diritti politici delle donne. Mise in discussione anche l’abbigliamento delle donne che falsificava il corpo delle donne. Primi impulsi alla liberazione del corpo femminile. L’emancipazione della donna passava anche attraverso l’abito. I movimenti femministi rivendicavano un abbigliamento funzionale e che tenesse conto della salute delle donne.
Jacque Doucet
Jacque Doucet
Lady Duff-Gordon
"LUCILE" insegnò che l'eleganza non è un abito ma un modo di muoversi. Era convinta che l'abito doveva adattarsi alla personalità di chi lo indossava.
Mary Phelps Jacob
Inizia a diffondersi in Europa e negli Stati Uniti un abbigliamento semplificato, più pratico e comodo. La silhouette a S viene sostituita con una più morbida e dritta. Sono i primi passi verso un abbigliamento moderno della donna. Nel 1913 Mary Phelps Jacob inventa il primo reggiseno.
Vengono introdotte nell’abbigliamento femminile le calze color carne che vanno a sostituire quelle di colore nero.
Mariano Fortuny
«…dicono che un’artista di Venezia, fortuny, abbia ritrovato il segreto della loro fabbricazione e che, fra qualche anno, le dame potranno passeggiare, e soprattutto stare a casa loro, in broccati splendidi come quelli che Venezia ornava, per le sue patrizie, con i disegni dell’oriente».
- Marcel Proust
«Aveva indosso una di quelle tuniche tenui a minutissime pieghe stampate da un rinnovatore ingegnoso coi motivi marini dell’arte micenea».
- Gabriele D’Annunzio
Nato a Granada l’11 maggio 1871, Mariano Fortuny era figlio di un celebre pittore e pianista, discendente da un’importante famiglia di artisti. In seguito alla morte del padre, avvenuta nel 1874, Mariano si trasferì con la madre e la sorella Maria Luisa a Parigi, dove rimase fino al 1889, anno in cui andarono a vivere Venezia.
Knossos
Scialli stampati con motivi ispirati all’arte cretese.
abito Knossos
abito Knossos
Mariano Fortuny ritrae la moglie Henriette con indosso l’abito Knossos.
Abito Delphos
La creazione più iconica, massima espressione del suo talento, è Delphos, un abito dalle linee essenziali che rievoca i pepli dell’antica Grecia.
Auriga di Delfi
Mariano Fortuny si ispira ancora all'arte greca in particolare all'opera scultoruea "Auriga di Delfi".
Realizzato in seta lavorato in finissima plissettatura e impreziosito da murrine veneziane, divenne ben presto un capo imprescindibile. Realizzato in diverse versioni, con manica corta o lunga, con o senza cintura decorata, in uno o due pezzi, l'abito Delphos, ha dominato tutto il primo Novecento ed è entrato nella storia della moda.
abito delphos
«Nei romanzi di Balzac, certe eroine indossano di proposito un certo vestito, quando devono ricevere un certo visitatore. I vestiti di oggi non hanno altrettanto carattere, eccettuati quelli di Fortuny. Nulla di vago può restare nella descrizione del romanziere, giacché quel vestito esiste realmente, e i suoi disegni sono altrettanto naturalmente precisi di quelli di un’opera d’arte. Prima di indossarne uno, la donna ha dovuto scegliere tra due vestiti, tutt’altro che simili, ciascuno dei quali è anzi profondamente individuale e potrebbe portare un nome».
- Marcel Proust
roberto capucci
nanni strada
Issey Miyake
Palazzo Fortuny
Dopo la morte di Mariano Fortuny avvenuta il 2 maggio 1949, all’età di settantotto anni, nel 1956, Palazzo Fortuny fu donato al Comune di Venezia per essere utilizzato perpetuamente come centro di cultura in rapporto con l’arte. Ancora oggi Palazzo Fortuny rappresenta un meraviglioso esempio di casa-museo.
Pier Paolo Piccioli, nel 2016, realizza una sfilata per Valentino ispirata a Mariano Fortuny.
Valentino Haute Couture ss 2016
paul poiret
Il Leonardo da Vinci della moda
+ info
dior uomo fw 2026/27
"Le Magnifique"
Nel 1903 aprì la sua prima sartoria con una vetrina su strada. Fu il primo ad unire design del prodotto, comunicazione e marketing.
«I parigini di quei tempi si ricorderanno di essersi fermati davanti alle mie vetrine».
- paul poiret
ABITO CONFUCIUS
Abito realizzato intorno al 1905 dove Poiret reinterpreta il kimono.
Denise Boulet
Moglie e musa di Paul Poiret.
ABITO LOLA MONTES
L'abito Lola Montes del 1906 è primo abito senza corsetto.
ABITO JOSEPHINE
L'abito del 1907.
Text
Periodo «tubolare» nelle arti decorative come anche nella moda dove la linea verticale che iniziò a diffondersi determinò l’addio a corsetti, busti e tournure.
Silhouette Direttorio
La silhouette "Direttorio" riproposta da Paul Poiret tra il 1906-1910 è stata una rivoluzione fondamentale nella moda, segnando il passaggio definitivo dal busto rigido a forme più libere e naturali.
JUPE ENTRAVÉE
Gonna lunga e aderente. La forma dell’icona è snella e colonnare, ma è tutt’altro che rigida, malgrado qualche difficoltà di movimento, Poiret restituisce alla silhouette una nuova scioltezza.
«Costringeva le sue vittime a indossare fili di perle alti fino al mento, gettò sulle loro spalle volpi bianche, le infilzò con piume, le imprigionò in abiti da harem».
- Cecil Beaton
«Si, avrei liberato il busto, ma avrei impastoiato le gambe. Tutti ricordano ancora i pianti, le grida e il digrignare di denti provocati da quell’atto d’imperio della moda. Le donne si lamentavano di non riuscire più a camminare o a salire in carrozza».
- paul poiret
L’orientalismo
balletti russi
Compagnia di danza fondata da Sergej Djagilev. Musica atonale, tendenze sensuali e erotiche, stili di danza anticonformistici, la compagnia portava avanti idee di sperimentazione, di sconfinamento dell’arte.
Leon Bakst
Poiret era interessato all’Oriente e rimase affascinato dai Balletti russi. Nel 1911 lancia i pantaloni «harem» e nel 1913 la «tunica a paralume». Divenne famoso anche per l’introduzione del turbante.
la rosa come logo
La rosa realizzata dall'illustratore Paule Irbe divenne il logo della maison Poiret.
ABITO PARIS
Nel 1919, Poiret genera le sue asimmetrie con la tortuosità di un pezzo di stoffa intero avvolto attorno al corpo.
ABITO PRÉ CATELAN
Abito del 1919, pezzo unico taglio asimmetrico.
Text
Paul Poiret è stato il primo ad entrare nel mondo dei profumi e della cosmetica, introduce nel 1913 Le Minaret by Rosine. Poiret amava organizzare feste a tema e molto dispendiose che diventavano occasioni di incontro e di comunicazione, nella storia della moda si ricorda la festa con tema "Milleduesiama notte".
bancarotta
Nel 1929 Poiret dichiara la bancarotta. Morirà quasi dimenticato nel 1944 ma la sua moda sarà d’ispirazione a Elsa Schiaparelli, Gianni Versace, Walter Albini e John Galliano.
Versace
john galliano
Rei Kawakubo
Thanks
Here you can put a highlighted title
With Genially templates, you can include visual resources to leave your audience speechless. You can also highlight a particular phrase or concrete fact that will be etched in your audience's memory, and even embed external content that surprises: videos, photos, audios... Whatever you want!