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Lorenzo il Magnifico

SERAFINI SARA

Created on March 14, 2026

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presentazione di storia

Lorenzo il Magnifico

sara serafini 3a
La storia di Firenze

Il magnifico

Lorenzo de' Medici, detto il magnifico per la sua grande abilità in campo politico, fu uno dei protagonisti del Rinascimento Italiano a Firenze. Figlio di Piero de' Medici e Lucrezia Tornabuoni e nipote di Cosimo il vecchio,vissuto nella seconda metà del XV secolo. Nato a Firenze il 1 gennaio1449 dalla potente famiglia dei Medici, terzo della sua dinastia, fin da giovane riceve una educazione umanistica di altissimo livello studiando le figure del calibro di Marsilio Ficino il filosofo neoplatonico che influenzerà profondamente le correnti di pensiero di quel periodo . Signore della sua città a partire dal 1469 fino all'anno della sua morte nel 1492.

LORENZO IL MAGNIFICO

L’investitura del giovane erede dei Medici

Lorenzo de' Medici è ritratto in giovane età da Benozzo Gozzoli nell’affresco della Cavalcata dei Magi (1459-1462), realizzato da Benozzo Gozzoli per il palazzo mediceo voluto da Cosimo de' Medici per celebrare il prestigio della famiglia. Nell’opera Lorenzo appare due volte: nella cavalcata centrale come Gaspare, il più giovane dei Re Magi, su un cavallo bianco e con abiti cavallereschi, e in una posizione più defilata come giovane membro della famiglia. Preoccupato per la salute cagionevole del figlio Piero di Cosimo de' Medici, afflitto dalla gotta, Cosimo punta sul nipote Lorenzo che nel 1459, a soli dieci anni, viene presentato pubblicamente ai cittadini di Firenze con gli stessi abiti sfarzosi dell’affresco, in una sorta di investitura simbolica come futuro capo della famiglia e guida della città.

LORENZO IL MAGNIFICO

Ingresso in politica e matrimonio con Clarice Orsini

Nel 1466 Piero de’ Medici presenta Lorenzo come suo legittimo successore alla guida della famiglia facendolo sedere alla giovane età di diciassette anni al proprio posto nella Balìa e nel Consiglio dei Cento. Con lo scopo di rafforzare ulteriormente la posizione della famiglia Medici, Piero e la moglie Lucrezia Tornabuoni si attivano per combinare il matrimonio del figlio con la nobile romana Clarice Orsini, figlia principesca di feudatari del papa e del re di Napoli.La ragazza viene esaminata direttamente da Lucrezia nel corso di un suo soggiorno a Roma del 1468, durante il quale la donna invia un resoconto positivo e assai dettagliato dell’incontro a Piero. Il progetto matrimoniale viene, così, avallato da entrambe le famiglie e si concretizza con il rito religioso celebrato a Firenze il 4 giugno del 1468, al quale seguono sfarzose feste patrocinate dallo stesso Piero.

Lorenzo il magnifico

Lorenzo il magnifico e il potere

Nel 1469 Lorenzo de' Medici partecipò con successo a una giostra pubblica, segnando simbolicamente il suo passaggio all’età adulta. Nello stesso anno morì suo padre Piero di Cosimo de' Medici e Lorenzo, appena ventenne, assunse insieme al fratello Giuliano de' Medici la guida della famiglia. Nonostante la giovane età, i sostenitori dei Medici li appoggiarono per mantenere la posizione dominante della famiglia a Firenze. Come il padre e il nonno, Lorenzo esercitò un potere informale: pur dichiarandosi rispettoso delle istituzioni repubblicane, governò grazie al sostegno dei suoi alleati e di potenze esterne come il Ducato di Milano e la Francia, riuscendo nei primi anni a consolidare ulteriormente il dominio dei Medici e a garantire stabilità alla città.

LORENZO IL MAGNIFICO

Lorenzo de' Medici ed i contrasti con la chiesa

Le radici dello scontro risalgono al 1471 con l’ascesa di Sisto IV. Il rapporto con Lorenzo s'incrinò definitivamente quando il Banco Medici rifiutò di finanziare l’acquisto papale di Imola, favorendo invece l'ascesa dei Pazzi, che concessero il prestito. Questo strappo costò a Giuliano il cardinalato e spinse Lorenzo a ritorsioni politiche, come il blocco dei rifornimenti papali durante l'assedio di Città di Castello nel 1474. La tensione degenerò in scontro aperto sulla nomina di Francesco Salviati ad arcivescovo di Pisa — osteggiata dai Medici — e su leggi restrittive che colpirono il patrimonio dei Pazzi. Sentendosi isolata e minacciata economicamente, la famiglia rivale, con il beneplacito del Papa, scelse la via della cospirazione per abbattere il primato mediceo.

LORENZO IL MAGNIFICO

La congiura dei pazzi

La Congiura dei Pazzi, scoppiata il 26 aprile 1478 nel Duomo di Firenze, trasformò la messa di Pasqua in un sanguinoso attentato contro i Medici. Mentre Giuliano cadde sotto i colpi dei sicari davanti all'altare, Lorenzo il Magnifico riuscì a salvarsi rifugiandosi nella Sagrestia Nuova grazie al sacrificio dell'amico Francesco Nori. Il piano dei Pazzi e del vescovo Salviati di scatenare una rivolta popolare fallì miseramente: il popolo fiorentino scelse di difendere i Medici, linciando i congiurati e assistendo alle loro esecuzioni sommarie da Palazzo Vecchio. Nonostante la sopravvivenza di Lorenzo, l'evento scatenò una gravissima crisi diplomatica, portando alla scomunica della città da parte di Papa Sisto IV e all'invasione delle truppe napoletane, mettendo seriamente a rischio il futuro della Signoria.

LORENZO IL MAGNIFICO

L'ascesa del Magnifico: tra sangue, diplomazia e potere

Dopo l'eccidio della Congiura, la vendetta di Lorenzo fu implacabile: i responsabili, tra cui l'arcivescovo Salviati, furono impiccati a Palazzo Vecchio e l'intera famiglia Pazzi fu esiliata. Per salvare Firenze dall'assedio papale e napoletano, Lorenzo intraprese nel 1479 una rischiosa missione diplomatica a Napoli, convincendo re Ferdinando I a sciogliere l'alleanza con il Vaticano e ottenendo il ritiro della scomunica nel 1480. Rientrato in città, blindò il proprio potere attraverso il Consiglio dei Settanta, trasformando la Signoria in un governo quasi autocratico supportato da una scorta armata. Nonostante il declino finanziario del Banco Medici e una gestione spregiudicata delle casse pubbliche, Lorenzo consacrò Firenze come fulcro culturale del Rinascimento. Il suo capolavoro politico finale fu l'ottenimento del cardinalato per il figlio tredicenne Giovanni (futuro Papa Leone X), assicurando alla dinastia un'influenza religiosa e politica senza precedenti.

LORENZO IL MAGNIFICO

Il tramonto del magnifico e l'equilibrio precario

Nonostante le tensioni residue, Lorenzo riuscì a imporsi come l'arbitro della politica italiana, mediando con successo durante la Guerra di Ferrara (1482-1484) per preservare l'indipendenza del Ducato di Ercole d'Este contro le mire di Venezia e di Sisto IV. La morte del Papa nel 1484 e la solida alleanza con Napoli trasformarono Firenze nel fulcro diplomatico della penisola, ma questi trionfi pubblici furono oscurati da una crisi privata e fisica: la perdita della madre Lucrezia Tornabuoni e della moglie Clarice Orsini, unita all'insorgere della gotta, segnarono l'inizio di un declino inesorabile. Bersagliato dalle critiche per la gestione autoritaria e il dissesto finanziario post-bellico, Lorenzo dovette affrontare anche l'opposizione religiosa di Girolamo Savonarola, che infiammò le masse contro l'ostentazione medicea. Sebbene il Magnifico riuscisse a garantire il futuro della dinastia ottenendo il cardinalato per il figlio Giovanni (futuro Leone X) poco prima di morire nel 1492, la sua eredità politica crollò rapidamente nelle mani dell'incapace successore Piero, portando alla cacciata dei Medici da Firenze sotto la pressione del fervore repubblicano di Savonarola.

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LORENZO IL MAGNIFICO

Il tramonto del Magnifico: tra fede, mistero e filosofia

Il declino di Lorenzo fu segnato dall'aggravarsi della gotta, piaga ereditaria dei Medici, e da un'ulcera trascurata che degenerò in gangrena, minandone irrimediabilmente il fisico. In questo clima di sofferenza, il Magnifico dovette fronteggiare l'opposizione di Girolamo Savonarola: chiamato a Firenze proprio da Lorenzo, il frate divenne il suo più feroce critico, accusandolo di aver corrotto i costumi cittadini. La morte del signore di Firenze, avvenuta a soli 43 anni nella notte dell’8 aprile 1492, fu accompagnata da presagi inquietanti che scossero la città, come il fulmine che colpì la lanterna del Duomo e la morte di un leone nel serraglio cittadino. Al suo capezzale nella villa di Careggi non c'erano solo i parenti, ma anche i grandi filosofi Marsilio Ficino e Pico della Mirandola, a testimoniare il suo legame indissolubile con la cultura. L'atto finale fu il controverso incontro con Savonarola: nonostante la confessione, la leggenda vuole che il frate negò l'assoluzione finale quando Lorenzo si rifiutò di restituire la libertà repubblicana a Firenze, segnando la fine di un'epoca con un ultimo, orgoglioso atto di potere. .

LEARNING EXPERIENCE

Bibliography

Studenti.it

Storica National Geographic

Fatti per la Storia

Treccani

Wikipedia

Lorenzo il magnifico

Grazie per l'attenzione

Girolamo Savonarola

Girolamo Savonarola Il frate che divenne l'oppositore principale dei Medici, criticando la loro ricchezza e il loro stile di vita.

La morte di Lorenzo a Careggi nella villa medicea dove trascorse le sue ultime ore circondato dagli affetti e dai suoi consiglieri

Savonarola al capezzale del Magnifico L'incontro drammatico e leggendario tra il frate predicatore e il signore di Firenze morente.

Il fulmine sul Duomo è la rappresentazione chiara della fine di un'era rappresentata dalll' ago della bilancia cioè Lorenzo de' Medici.

Lucrezia Tornabuoni

La madre di Lorenzo, sua consigliera più fidata, la cui morte nel 1482 segnò profondamente il Magnifico.

Il rapporto coniugale

I due sposi sono caratterialmente molto diversi: Lorenzo è un giovane gaudente, intriso di cultura neoplatonica e amante della vita, oltre a ciò si deve aggiungere il fatto che ha portato avanti fino a quel momento una relazione clandestina con Lucrezia Donati, moglie del mercante Niccolò Ardinghelli; Clarice è, invece, di educazione rigida e austera, profondamente religiosa e poco istruita in letteratura e cultura umanistica. Nonostante le varie differenze entrambi adempiono ai propri doveri coniugali; dall’unione, infatti, nasceranno ben dieci figli.

Fu un grande mecenate, politico e umanista promosse la cultura la letteratura e le arti sostenendo fortemente gli artisti fiorentini come ad esempio Leonardo da Vinci, Botticelli e Michelangelo. oltre al dedicarsi fortemente all'attività politica fu un poeta e uno scrittore rappresentando una delle fasi più brillanti di Firenze

Ritratto di Leone X con i cardinali Giulio de' Medici e Luigi de' Rossi

Ritratto di Leone X con i cardinali Giulio de' Medici e Luigi de' Rossi