Aurora Campanella, Mia Costa, Asia Morganti
CAPITOLO 10
I VIAGGI DI ESPLORAZIONE E LE CONQUISTE
indice
3. L'arrivo dei conquistadores
1. Una nuova strada verso l'Oriente
4. L'inizio di una nuova era
2. 1492, gli europei sbarcano in America
ETA' DELLE SCOPERTE
UNA nuova strada verso l'oriente
L'Asia aveva da sempre rappresentato per gli europei un paese fantastico e ricchissimo, da cui provengono merci pregiatissime, rare ed esotiche. Dall'VIII al XII secolo, i traffici tra l'Asia e il Mediterraneo erano gestiti dai mercati arabi. L'Impero mongolo controllava le vie
carovaniere tra il mar Mediterraneo e l'Estremo Oriente. Con l'arrivo dei Turchi in Asia Minore le vie carovaniere divennero molto più insicure; quindi gli europei arrivarono in Oriente via mare. Vi erano ben 4 motivazioni per le quali gli europei cercarono nuovi itinerari verso l'Oriente:
dopo caduta di Costantinopoli le vie che portavano in Asia si chiusero definitivamente;
l'Europa della metà del quattrocento era scesa molto al livello economico;
la volontà delle monarchie europee di aumentare la propria ricchezza e potenza;
l'attivismo delle monarchie della penisola iberica.
I PORTOGHESI VERSO L’AFRICA
I portoghesi furono i primi a rendersi conto delle ricche possibilità offerte dalle esplorazioni geografiche. Enrico, detto il Navigatore, incoraggiò l'esplorazione delle coste dell'Africa partendo dall'attuale Marocco e procedendo sempre più verso sud,verso il Senegal e la Guinea. I portoghesi giunsero così sull'isola di Maideira (1429) e sulle isole Azzorre (1427). Ma lo scopo dei portoghesi era circumnavigare l'Africa in modo da raggiungere l'India via mare.
Nel 1488,Bartolomeo Diaz giunse a Capo di Buona Speranza, aprendo così la via di accesso per l'Oceano Indiano; dieci anni dopo , nel 1498, Vasco da Gama raggiunse l'India. Si trattava di viaggi lunghi, costosi e pericolosi, probabilmente senza un ritorno. Tuttavia però, non mancavano uomini disposti a correre simili rischi. Le tensioni tra portoghesi e indiani erano alimentate dalle difficoltà di comunicazione, da reciproche differenze e dalla superiorità militare ovvero le armi da fuoco. I portoghesi avevano stabilito numerosi insediamenti fortificati lungo le coste dell'Africa Orientale, Cina e Giappone
Il navigatore genovese Cristoforo Colombo da tempo cercava una via per raggiungere le Indie senza dover compiere il lungo e rischioso viaggio intorno all'Africa. Colombo credeva nella sfericità della terra e confidando nei calcoli del matematico fiorentino Paolo dal Pozzo Toscanelli navigando verso ovest sarebbe arrivato in Oriente in un viaggio relativamente breve. Colombo era spinto anche da un profondo spirito religioso: egli infatti voleva diffondere la religione cristiana nelle nuove terre e procurare fonti di ricchezza ai sovrani europei per la preparazione di una grande crociata, che potesse definitivamente liberare il Mediterraneo e Gerusalemme dai turchi. Colombo illustrò i suoi progetti ai rappresentanti della Repubblica di Genova e poi al re del Portogallo, che però non gli diedero credito. Si recò quindi in Spagna, dove dopo 8 anni riuscì a farsi presentare alla regina Isabella di Castiglia, la quale intervienne a suo favore presso il marito Ferdinando d'Aragona. Questi concessero a Colombo tre piccole navi e circa 90 uomini d’equipaggio, con i quali,il 3 agosto 1492, Colombo salpò dal porto di Palos, nella Spagna meridionale.
1492: gli europei sbarcano in america
Le spedizioni di colombo e cabràl
Il viaggio si concluse il 12 ottobre 1492, quando Colombo sbarcò su una piccola isola che battezzò San Salvador. In realtà egli non sbarcò in Asia ma nell’arcipelago delle Bahamas: ai Caraibi. Proseguì poi nel suo viaggio raggiungendo le grandi isole di Cuba e di Haiti. Dopo altre tre spedizioni nel 1493 e nel 1504 comunque non capì che si trovava in un nuova terra. I territori raggiunti da Colombo furono chiamate Indie occidentali e i suoi abitanti indios. Nel frattempo i portoghesi mandarono un'altra spedizione guidata dal capitano Pedro Alvares Cabràl, il quale partì con l’intenzione di ripercorrere la rotta di Vasco da Gama però si imbatté in una tempesta che allontanò le sue navi dalle coste africane, giungendo nell’odierno Brasile nel 1500. Cabràl chiamò quella nuova regione Terra di Vera Cruz.
La spartizione del nuovo mondo
La consapevolezza di aver raggiunto nuove terre scatenò la brama di conquista della Spagna e del Portogallo al punto che si rese necessario procedere alla spartizione delle zone sotto influenza della navigazione. Nel 1494, con il trattato di Tordesillas, spagnoli e portoghesi stabilirono di tracciare lungo l'Atlantico una linea immaginaria (raya): a destra verso est si sarebbe sviluppata la colonizzazione portoghese a sinistra verso ovest quella spagnola. Il trattato diede origine ai primi due imperi coloniali della storia. La colonizzazione portoghese si concentrò sulle coste dell'Africa, Asia e nella porzione sudamericana. La Spagna invece arrivò a conquistare parte occidentale del Sud America, centro America e gli attuali stati meridionali degli Stati Uniti e in Asia l’arcipelago delle Filippine.
circumnavigazione del globo
Il fiorentino Amerigo Vespucci dopo due anni di esplorazione per conto del re di Portogallo fu il primo a comprendere pienamente che quelle terre erano un nuovo continente diverso da quello asiatico. La sua relazione di viaggio intitola appunto Mundus Novus ebbe immediata risonanza in Europa e fece sì che il continente in questione venne chiamato terra Americi (“terra di Amerigo”) ovvero America. Nel 1519 il portoghese Ferdinando Magellano per conto del re di Spagna partì alla ricerca di un passaggio marittimo tra l'Atlantico e il nuovo mare, per arrivare alle Indie orientali. Egli costeggiò l'America meridionale superò a sud lo stretto (che ancora oggi si chiama stretto di Magellano) e si avventurò nel nuovo oceano che denominò Pacifico per l'eccezionale tranquillità delle acque. Qui Magellano perse la vita con uno scontro con le popolazioni indigene ma uno tra i pochi superstiti, Antonio Pigafetta, scrisse un diario sul primo viaggio di circumnavigazione del globo. Poco dopo il francese Jacques Cartier scoprì il Canada.
L'ARRIVO DEI CONQUISTADORES
L'incontro tra gli europei e gli abitanti delle nuove terre si trasformò ben presto in uno scontro. A spingere gli europei sulle rotte atlantiche fu il desiderio di ricchezze di cui le Indie Orientali si ritenevano prospere. Furono quindi organizzate delle spedizioni alle quali si unirono marinai, agricoltori e avventurieri provenienti dalla Spagna, ma si unirono anche moltissimi uomini d’arme. Tra cui i conquistadores, che si recarono nelle nuove terre alla ricerca di un leggendario “paese ricco di oro”: l’ Eldorado e il famoso Hernan Cortés, che nel 1519 ricevette l'incarico di esplorare i territori dell'impero azteco, allora governato da Montezuma III. Dopo aver superato parecchi ostacoli, lui e i suoi uomini raggiunsero la capitale Tenochtitlàn. Poco dopo però, gli invasori furono costretti alla ritirata a causa di una violenta ribellione, ma nel 1521 Cortés riconquista la capitale e pone fine al grande Impero.
LA CONQUISTA DEI TERRITORI MAYA E DELL’IMPERO INCA
In seguito, tra il 1524 e il 1546, gli spagnoli sottomisero i territori dei Maya, per ordine di Francisco de Montejo e, nello stesso periodo, altri due conquistadores, Francisco Pizarro e Diego de Almagro, sottomisero l'Impero Inca.
Pizarro sbarcò con 180 uomini sulla costa del Perù e riuscì a conquistare la capitale Cuzco approfittandosi delle rivalità interne. Diego de Almagro provò a ripetere in Cile l'impresa peruviana, ma non ebbe successo, la spedizione fu portata a termine su ordine di Pizarro da Pedro de Valdivia. La sete d'oro fece sorgere delle rivalità violente fra i due capi e Pizarro uccise il suo ex compagno, ma alcuni anni dopo anche egli morì a causa di intrighi e vendette.
LA SPAGNA LEGALIZZA LO SFRUTTAMENTO DEI TERRITORI CONQUISTATI
Dato che c'era la necessità di regolamentare la conquista e il governo dei possedimenti oltreoceano la monarchia spagnola corse ai ripari.Nel 1503 fu creata la Real Casa della Contratacion de Indias per gestire i traffici commerciali con il nuovo continente. Nel 1524 fu istituito il Consiglio supremo delle Indie che avrebbe rappresentato nel nuovo mondo la massima autorità amministrativa, giudiziaria ed ecclesiastica. Nonostante ciò il colonialismo spagnolo si caratterizzò per lo sfruttamento delle popolazioni e delle risorse. I conquistadores erano giustificati giuridicamente poiché erano stati autorizzati dalla Corona a esercitare alcuni diritti sui territori conquistati secondo abitudini di tipo feudale.Tramite il sistema delle encomiendas infatti, i territori venivano affidati a un encomendero. Si avviò così un meccanismo di brutale sfruttamento delle risorse e delle popolazioni del Nuovo Mondo. Dopo una prima fase di saccheggio iniziò uno sfruttamento sistematico delle risorse delle nuove terre: prima di tutto delle miniere d'oro e d'argento; quindi delle terre coltivabili, dove sorsero piantagioni di canna da zucchero a vantaggio dei conquistatori europei. Tutte attività di manodopera per le quali gli indigeni furono costretti a lavorare.
LO STERMINIO DEGLI INDIOS
A incrementare ancora di più la manodopera fu l'importazione in America degli schiavi provenienti dall'Africa, ma questo ricorso agli schiavi africani fu dovuto al fatto che la popolazione indigena si stava riducendo spaventosamente. L'altissima mortalità tra gli indios era causata non solo dalle guerre di conquista e dal terribile sfruttamento, ma anche dal fatto che gli europei avevano portato malattie sconosciute in America, come il colera, il morbillo, la peste bubbonica, la malaria e in particolare il vaiolo. Ma in realtà le popolazioni indigene furono sopraffatte anche da un senso di spaesamento, dovuto al fatto che, nel giro di pochi anni, avevano visto finire il loro mondo e avevano perso tutti i punti di riferimento, sociali e culturali.
Le violenze dei conquistadores però non passarono inosservate, infatti alcuni missionari spagnoli denunciarono al sovrano di Spagna i gravi abusi compiuti sulle popolazioni indigene. E dopo poco la Corona decise di agire attraverso funzionari alle sue dirette dipendenze e creò due vicereami: quello della Nuova Spagna e quello del Perù, con lo scopo di accentrare l'amministrazione dei territori conquistati e sottrarli ai conquistadores e agli encomenderos. Nel 1542 furono emanate le Nuove Leggi contro lo sfruttamento degli indigeni e fu abolita l'ereditarietà dell’encomienda e proibita la schiavitù per gli indigeni; inoltre furono anche creati degli speciali tribunali presieduti dal viceré per giudicare e punire ogni forma di abuso. Le condizioni degli indios, nonostante tutto, non migliorarono affatto, dal momento che le leggi emanate in loro difesa non furono mai rispettate.
Nel frattempo anche i portoghesi organizzarono l'occupazione del Brasile. I principi furono gli stessi utilizzati dagli spagnoli: il sovrano concedeva lo sfruttamento di nuove terre a uomini fidati o che si erano impegnati nell'esplorazione e nella conquista.
Nel 1533 la costa brasiliana fu divisa in 12 capitanie affidate ciascuna a un donatario sull'esempio dell'encomiendas spagnole.
In meno di cinquant'anni Spagna e Portogallo costruirono così i primi due imperi coloniali europei, ma non mantennero a lungo il primato sui mari del mondo dato che già verso la fine del XVI secolo dovettero far fronte a nuove aggressioni concorrenti, in particolare dall'Inghilterra, dall'Olanda e dalla Francia, che si inserirono nei traffici con l'India; l'estremo Oriente e l'America.
I PORTOGHESI ORGANIZZANO IL LORO IMPERO
L’INIZIO DI UNA NUOVA ERA
Nel giro di pochi decenni il mondo conosciuto dagli europei si ampliò enormemente, infatti si scoprì l'esistenza di nuovi mari e del continente americano e si intensificarono i rapporti con le regioni già note, cioè l'Africa e l'Asia. La scoperta dell’America e la colonizzazione causarono diverse trasformazioni in Europa ed ebbero conseguenze economiche politiche e sociali. Dal punto di vista economico si verificarono fenomeni quali: - il progressivo spostamento del traffico commerciale dal Mediterraneo all'Atlantico; - l'arricchimento degli Stati affacciati sull'oceano Atlantico; - lo sviluppo delle marine mercantili dei vari paesi; - l'afflusso in Europa di ingenti quantità di oro e di argento dalle miniere del Messico e del Perù. L'incontro tra il Vecchio e il Nuovo Mondo portò anche trasformazioni nell'agricoltura, infatti, in Europa arrivarono piante e animali fino a quel momento sconosciuti, mentre in America arrivarono prodotti già conosciuti nel Vecchio Mondo.
La scoperta dell’America segnò l'inizio di una nuova fase della storia europea, tanto che la tradizione storiografica individua nel 1492 l'inizio dell' Età moderna e la fine del Medioevo. Con il viaggio di Colombo, gli europei cambiarono la prospettiva con cui guardavano il mondo, ma allo stesso tempo iniziarono ad assumere il predominio su buona parte di esso. Dalle spedizioni di Colombo in poi l'Europa si apprestò a diventare il centro economico del nostro pianeta e ad assumere una posizione di predominio mondiale, perciò è lecito affermare che la fine del XV secolo segnò la svolta fondamentale nella vicenda economica e politica europea.
Aurora Campanella, Mia Costa, Asia Morganti
Francy
Created on March 13, 2026
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Aurora Campanella, Mia Costa, Asia Morganti
CAPITOLO 10
I VIAGGI DI ESPLORAZIONE E LE CONQUISTE
indice
3. L'arrivo dei conquistadores
1. Una nuova strada verso l'Oriente
4. L'inizio di una nuova era
2. 1492, gli europei sbarcano in America
ETA' DELLE SCOPERTE
UNA nuova strada verso l'oriente
L'Asia aveva da sempre rappresentato per gli europei un paese fantastico e ricchissimo, da cui provengono merci pregiatissime, rare ed esotiche. Dall'VIII al XII secolo, i traffici tra l'Asia e il Mediterraneo erano gestiti dai mercati arabi. L'Impero mongolo controllava le vie
carovaniere tra il mar Mediterraneo e l'Estremo Oriente. Con l'arrivo dei Turchi in Asia Minore le vie carovaniere divennero molto più insicure; quindi gli europei arrivarono in Oriente via mare. Vi erano ben 4 motivazioni per le quali gli europei cercarono nuovi itinerari verso l'Oriente:
dopo caduta di Costantinopoli le vie che portavano in Asia si chiusero definitivamente;
l'Europa della metà del quattrocento era scesa molto al livello economico;
la volontà delle monarchie europee di aumentare la propria ricchezza e potenza;
l'attivismo delle monarchie della penisola iberica.
I PORTOGHESI VERSO L’AFRICA
I portoghesi furono i primi a rendersi conto delle ricche possibilità offerte dalle esplorazioni geografiche. Enrico, detto il Navigatore, incoraggiò l'esplorazione delle coste dell'Africa partendo dall'attuale Marocco e procedendo sempre più verso sud,verso il Senegal e la Guinea. I portoghesi giunsero così sull'isola di Maideira (1429) e sulle isole Azzorre (1427). Ma lo scopo dei portoghesi era circumnavigare l'Africa in modo da raggiungere l'India via mare.
Nel 1488,Bartolomeo Diaz giunse a Capo di Buona Speranza, aprendo così la via di accesso per l'Oceano Indiano; dieci anni dopo , nel 1498, Vasco da Gama raggiunse l'India. Si trattava di viaggi lunghi, costosi e pericolosi, probabilmente senza un ritorno. Tuttavia però, non mancavano uomini disposti a correre simili rischi. Le tensioni tra portoghesi e indiani erano alimentate dalle difficoltà di comunicazione, da reciproche differenze e dalla superiorità militare ovvero le armi da fuoco. I portoghesi avevano stabilito numerosi insediamenti fortificati lungo le coste dell'Africa Orientale, Cina e Giappone
Il navigatore genovese Cristoforo Colombo da tempo cercava una via per raggiungere le Indie senza dover compiere il lungo e rischioso viaggio intorno all'Africa. Colombo credeva nella sfericità della terra e confidando nei calcoli del matematico fiorentino Paolo dal Pozzo Toscanelli navigando verso ovest sarebbe arrivato in Oriente in un viaggio relativamente breve. Colombo era spinto anche da un profondo spirito religioso: egli infatti voleva diffondere la religione cristiana nelle nuove terre e procurare fonti di ricchezza ai sovrani europei per la preparazione di una grande crociata, che potesse definitivamente liberare il Mediterraneo e Gerusalemme dai turchi. Colombo illustrò i suoi progetti ai rappresentanti della Repubblica di Genova e poi al re del Portogallo, che però non gli diedero credito. Si recò quindi in Spagna, dove dopo 8 anni riuscì a farsi presentare alla regina Isabella di Castiglia, la quale intervienne a suo favore presso il marito Ferdinando d'Aragona. Questi concessero a Colombo tre piccole navi e circa 90 uomini d’equipaggio, con i quali,il 3 agosto 1492, Colombo salpò dal porto di Palos, nella Spagna meridionale.
1492: gli europei sbarcano in america
Le spedizioni di colombo e cabràl
Il viaggio si concluse il 12 ottobre 1492, quando Colombo sbarcò su una piccola isola che battezzò San Salvador. In realtà egli non sbarcò in Asia ma nell’arcipelago delle Bahamas: ai Caraibi. Proseguì poi nel suo viaggio raggiungendo le grandi isole di Cuba e di Haiti. Dopo altre tre spedizioni nel 1493 e nel 1504 comunque non capì che si trovava in un nuova terra. I territori raggiunti da Colombo furono chiamate Indie occidentali e i suoi abitanti indios. Nel frattempo i portoghesi mandarono un'altra spedizione guidata dal capitano Pedro Alvares Cabràl, il quale partì con l’intenzione di ripercorrere la rotta di Vasco da Gama però si imbatté in una tempesta che allontanò le sue navi dalle coste africane, giungendo nell’odierno Brasile nel 1500. Cabràl chiamò quella nuova regione Terra di Vera Cruz.
La spartizione del nuovo mondo
La consapevolezza di aver raggiunto nuove terre scatenò la brama di conquista della Spagna e del Portogallo al punto che si rese necessario procedere alla spartizione delle zone sotto influenza della navigazione. Nel 1494, con il trattato di Tordesillas, spagnoli e portoghesi stabilirono di tracciare lungo l'Atlantico una linea immaginaria (raya): a destra verso est si sarebbe sviluppata la colonizzazione portoghese a sinistra verso ovest quella spagnola. Il trattato diede origine ai primi due imperi coloniali della storia. La colonizzazione portoghese si concentrò sulle coste dell'Africa, Asia e nella porzione sudamericana. La Spagna invece arrivò a conquistare parte occidentale del Sud America, centro America e gli attuali stati meridionali degli Stati Uniti e in Asia l’arcipelago delle Filippine.
circumnavigazione del globo
Il fiorentino Amerigo Vespucci dopo due anni di esplorazione per conto del re di Portogallo fu il primo a comprendere pienamente che quelle terre erano un nuovo continente diverso da quello asiatico. La sua relazione di viaggio intitola appunto Mundus Novus ebbe immediata risonanza in Europa e fece sì che il continente in questione venne chiamato terra Americi (“terra di Amerigo”) ovvero America. Nel 1519 il portoghese Ferdinando Magellano per conto del re di Spagna partì alla ricerca di un passaggio marittimo tra l'Atlantico e il nuovo mare, per arrivare alle Indie orientali. Egli costeggiò l'America meridionale superò a sud lo stretto (che ancora oggi si chiama stretto di Magellano) e si avventurò nel nuovo oceano che denominò Pacifico per l'eccezionale tranquillità delle acque. Qui Magellano perse la vita con uno scontro con le popolazioni indigene ma uno tra i pochi superstiti, Antonio Pigafetta, scrisse un diario sul primo viaggio di circumnavigazione del globo. Poco dopo il francese Jacques Cartier scoprì il Canada.
L'ARRIVO DEI CONQUISTADORES
L'incontro tra gli europei e gli abitanti delle nuove terre si trasformò ben presto in uno scontro. A spingere gli europei sulle rotte atlantiche fu il desiderio di ricchezze di cui le Indie Orientali si ritenevano prospere. Furono quindi organizzate delle spedizioni alle quali si unirono marinai, agricoltori e avventurieri provenienti dalla Spagna, ma si unirono anche moltissimi uomini d’arme. Tra cui i conquistadores, che si recarono nelle nuove terre alla ricerca di un leggendario “paese ricco di oro”: l’ Eldorado e il famoso Hernan Cortés, che nel 1519 ricevette l'incarico di esplorare i territori dell'impero azteco, allora governato da Montezuma III. Dopo aver superato parecchi ostacoli, lui e i suoi uomini raggiunsero la capitale Tenochtitlàn. Poco dopo però, gli invasori furono costretti alla ritirata a causa di una violenta ribellione, ma nel 1521 Cortés riconquista la capitale e pone fine al grande Impero.
LA CONQUISTA DEI TERRITORI MAYA E DELL’IMPERO INCA
In seguito, tra il 1524 e il 1546, gli spagnoli sottomisero i territori dei Maya, per ordine di Francisco de Montejo e, nello stesso periodo, altri due conquistadores, Francisco Pizarro e Diego de Almagro, sottomisero l'Impero Inca. Pizarro sbarcò con 180 uomini sulla costa del Perù e riuscì a conquistare la capitale Cuzco approfittandosi delle rivalità interne. Diego de Almagro provò a ripetere in Cile l'impresa peruviana, ma non ebbe successo, la spedizione fu portata a termine su ordine di Pizarro da Pedro de Valdivia. La sete d'oro fece sorgere delle rivalità violente fra i due capi e Pizarro uccise il suo ex compagno, ma alcuni anni dopo anche egli morì a causa di intrighi e vendette.
LA SPAGNA LEGALIZZA LO SFRUTTAMENTO DEI TERRITORI CONQUISTATI
Dato che c'era la necessità di regolamentare la conquista e il governo dei possedimenti oltreoceano la monarchia spagnola corse ai ripari.Nel 1503 fu creata la Real Casa della Contratacion de Indias per gestire i traffici commerciali con il nuovo continente. Nel 1524 fu istituito il Consiglio supremo delle Indie che avrebbe rappresentato nel nuovo mondo la massima autorità amministrativa, giudiziaria ed ecclesiastica. Nonostante ciò il colonialismo spagnolo si caratterizzò per lo sfruttamento delle popolazioni e delle risorse. I conquistadores erano giustificati giuridicamente poiché erano stati autorizzati dalla Corona a esercitare alcuni diritti sui territori conquistati secondo abitudini di tipo feudale.Tramite il sistema delle encomiendas infatti, i territori venivano affidati a un encomendero. Si avviò così un meccanismo di brutale sfruttamento delle risorse e delle popolazioni del Nuovo Mondo. Dopo una prima fase di saccheggio iniziò uno sfruttamento sistematico delle risorse delle nuove terre: prima di tutto delle miniere d'oro e d'argento; quindi delle terre coltivabili, dove sorsero piantagioni di canna da zucchero a vantaggio dei conquistatori europei. Tutte attività di manodopera per le quali gli indigeni furono costretti a lavorare.
LO STERMINIO DEGLI INDIOS
A incrementare ancora di più la manodopera fu l'importazione in America degli schiavi provenienti dall'Africa, ma questo ricorso agli schiavi africani fu dovuto al fatto che la popolazione indigena si stava riducendo spaventosamente. L'altissima mortalità tra gli indios era causata non solo dalle guerre di conquista e dal terribile sfruttamento, ma anche dal fatto che gli europei avevano portato malattie sconosciute in America, come il colera, il morbillo, la peste bubbonica, la malaria e in particolare il vaiolo. Ma in realtà le popolazioni indigene furono sopraffatte anche da un senso di spaesamento, dovuto al fatto che, nel giro di pochi anni, avevano visto finire il loro mondo e avevano perso tutti i punti di riferimento, sociali e culturali.
Le violenze dei conquistadores però non passarono inosservate, infatti alcuni missionari spagnoli denunciarono al sovrano di Spagna i gravi abusi compiuti sulle popolazioni indigene. E dopo poco la Corona decise di agire attraverso funzionari alle sue dirette dipendenze e creò due vicereami: quello della Nuova Spagna e quello del Perù, con lo scopo di accentrare l'amministrazione dei territori conquistati e sottrarli ai conquistadores e agli encomenderos. Nel 1542 furono emanate le Nuove Leggi contro lo sfruttamento degli indigeni e fu abolita l'ereditarietà dell’encomienda e proibita la schiavitù per gli indigeni; inoltre furono anche creati degli speciali tribunali presieduti dal viceré per giudicare e punire ogni forma di abuso. Le condizioni degli indios, nonostante tutto, non migliorarono affatto, dal momento che le leggi emanate in loro difesa non furono mai rispettate.
Nel frattempo anche i portoghesi organizzarono l'occupazione del Brasile. I principi furono gli stessi utilizzati dagli spagnoli: il sovrano concedeva lo sfruttamento di nuove terre a uomini fidati o che si erano impegnati nell'esplorazione e nella conquista. Nel 1533 la costa brasiliana fu divisa in 12 capitanie affidate ciascuna a un donatario sull'esempio dell'encomiendas spagnole. In meno di cinquant'anni Spagna e Portogallo costruirono così i primi due imperi coloniali europei, ma non mantennero a lungo il primato sui mari del mondo dato che già verso la fine del XVI secolo dovettero far fronte a nuove aggressioni concorrenti, in particolare dall'Inghilterra, dall'Olanda e dalla Francia, che si inserirono nei traffici con l'India; l'estremo Oriente e l'America.
I PORTOGHESI ORGANIZZANO IL LORO IMPERO
L’INIZIO DI UNA NUOVA ERA
Nel giro di pochi decenni il mondo conosciuto dagli europei si ampliò enormemente, infatti si scoprì l'esistenza di nuovi mari e del continente americano e si intensificarono i rapporti con le regioni già note, cioè l'Africa e l'Asia. La scoperta dell’America e la colonizzazione causarono diverse trasformazioni in Europa ed ebbero conseguenze economiche politiche e sociali. Dal punto di vista economico si verificarono fenomeni quali: - il progressivo spostamento del traffico commerciale dal Mediterraneo all'Atlantico; - l'arricchimento degli Stati affacciati sull'oceano Atlantico; - lo sviluppo delle marine mercantili dei vari paesi; - l'afflusso in Europa di ingenti quantità di oro e di argento dalle miniere del Messico e del Perù. L'incontro tra il Vecchio e il Nuovo Mondo portò anche trasformazioni nell'agricoltura, infatti, in Europa arrivarono piante e animali fino a quel momento sconosciuti, mentre in America arrivarono prodotti già conosciuti nel Vecchio Mondo.
La scoperta dell’America segnò l'inizio di una nuova fase della storia europea, tanto che la tradizione storiografica individua nel 1492 l'inizio dell' Età moderna e la fine del Medioevo. Con il viaggio di Colombo, gli europei cambiarono la prospettiva con cui guardavano il mondo, ma allo stesso tempo iniziarono ad assumere il predominio su buona parte di esso. Dalle spedizioni di Colombo in poi l'Europa si apprestò a diventare il centro economico del nostro pianeta e ad assumere una posizione di predominio mondiale, perciò è lecito affermare che la fine del XV secolo segnò la svolta fondamentale nella vicenda economica e politica europea.