FIRENZE
LA SUA STORIA
Start
Firenze
7. Rinascimento
8. il Granducato
9. Ottocento-Inizi Novecento
1. Romani
2. Epoca Paleocristiana
3. Alto Medioevo
4. XII Secolo
5. Duecento
6. Trecento
I ROMANI-FLORENTIA
- 59 a.C. -> Colonia per veterani dell'esercito
- Pianta quadrangolare con due strade principali che si incrociavano nel Foro (Piazza della Repubblica
- 285 d.C. sede del comandate della Tucsia da parte di Diocleazione
ETà paleocristiana
- Cristianesimo attraverso mercanti dell'oriente
- Prime prove ufficiali di presenza cristiana (Felice e Sant'Ambrogio)
- vescovo San Zanobi difese Firenze dall’assedio di Radagaiso -> chiesa dedicata a Santa Reparata, che divenne la prima cattedrale.
- Diffusione definitiva cristiana IV-V secolo
BASILICA DI SAN LORENZO
ALTO MEDIEVO
CADUTA IMPERO ROMANO
LONGOBARDI
RIPRESA TRA VII E IX SECOLO
PERIODO CAROLINGIO E RINASCITA
Reggenza di Matilde di Canossa e nascita del Comune
XI SECOLO
Espansione territoriale e controllo del contado
Economia
Mura, conflitti e espansione politica di Firenze nel XII secolo
IL 200
Governo del Popolo e il fiorino (1250‑1252)
Espansione militare e controllo del contado (1197‑1203)
Riforma del governo e organizzazione delle Arti (1207‑metà Duecento)
Conflitti e Ordinamenti di Giustizia (1259‑1295)
Crescita demografica, economia e urbanistica (inizio‑metà Duecento)
Divisioni interne, arte e urbanistica (fine Duecento)
Lotta agli eretici e contese guelfi‑ghibellini (1216‑1248)
IL 300
-Fioritura economica e culturaleNel primo Trecento Firenze conobbe grande prosperità grazie a cantieri prestigiosi, al commercio della lana e alle attività bancarie di famiglie come Spini, Bardi e Peruzzi, che prestavano denaro a papi e sovrani europei.La ricchezza rimaneva concentrata nelle élite, mentre la città, pur economicamente forte, era militarmente debole e si affermava come guida regionale su Chianti, Valdelsa, Prato, Pistoia e Arezzo.-Crisi finanziaria e disastri La Guerra dei Cent’Anni e l’insolvenza di Edoardo III causarono fallimenti bancari e crisi economica, aggravata dall’alluvione del 1333. Nel 1342 Gualtieri di Brienne fu nominato governatore e favorì i ceti subalterni, ma fu cacciato l’anno dopo; i tentativi di rivolta, come quello di Ciuto Brandini nel 1345, furono repressi. -Popolo Grasso e Minuto Il Popolo Grasso consolidò il potere escludendo il Popolo Minuto dalla politica e dalle Arti, mentre la peste nera del 1348 ridusse la popolazione e paralizzò l’economia, accentuando il malcontento dei ceti subalterni.
IL 300
-Guerre e SommosseTra il 1375 e il 1378 Firenze combatté la Santa Sede nella Guerra degli Otto Santi, mediata da Caterina da Siena, e subito dopo il Tumulto dei Ciompi vide gli artigiani della lana rivendicare migliori salari e riconoscimento giuridico, riforme poi annullate entro il 1382. -Oligarchia e politica estera Il potere tornò alle famiglie banchiere, in particolare gli Albizi, che governarono oligarchicamente fino al 1434 contrastando i Medici, mentre Firenze rilanciava economia e politica estera conquistando Pisa e ampliando il dominio a nord dell’Appennino, mantenendo la libertas dai poteri esterni ma escludendo i ceti subalterni dalla politica interna.
RINASCIMENTO
granducato
Restaurazione dei Medici
Contesto politico e sociale
Ascesa dei Medici
Economia e sviluppo
Crisi politica e culturale
Periodo Lorena
Economia
Dopo la caduta dell’Impero romano, Teodorico il Grande conquistò Firenze senza conflitti, ma durante la Guerra gotica la città fu prima occupata dai bizantini di Belisario, poi devastata da Totila e infine riconquistata da Narsete, rimanendo gravemente danneggiata e spopolata.
Durante la reggenza di Matilde di Canossa Firenze mantenne l’equilibrio tra le fazioni e rafforzò le mura con il Castello d’Altafronte; alla sua morte e con l’estinzione dei Cadolingi, la città divenne Comune autonomo, dominato dalle grandi famiglie feudali mentre emergeva la borghesia mercantile.
Il XII secolo vide una forte crescita dell’artigianato e del commercio. Firenze sviluppò il porto fluviale, il commercio con Fiandre, Francia e Levante, e le prime attività bancarie. Nel 1182 nacquero le prime corporazioni di mercanti e artigiani, come l’Arte di Calimala, segnando l’ingresso del ceto borghese nella vita economica e politica della città.
Nel 570 Firenze passò ai Longobardi, ma con Lucca come centro principale e l’apertura della Via Francigena la città fu isolata dai traffici principali, entrando in un periodo di decadenza.
Tra la fine dell’VIII e l’inizio del IX secolo iniziò una lenta rinascita: crescita della popolazione e ripresa economica.
Tra il 1171 e il 1177 Firenze ampliò le mura fino a triplicare la superficie cittadina, inclusa l’Oltrarno, crebbe fino a circa 25.000 abitanti, affrontò disuguaglianze sociali e guerre civili come quella guidata dagli Uberti, nacquero le fazioni di guelfi e ghibellini, e la città consolidò la propria influenza regionale tramite alleanze strategiche, come quella con Pisa, e scontri con lucchesi e senesi.
Il Comune consolidò il controllo sul contado, conquistando castelli come Fiesole nel 1125 e imponendo residenza dentro le mura agli aristocratici, assicurando a Firenze una base territoriale stabile e favorendo l’inurbamento della popolazione.
Durante l’epoca carolingia, Firenze fu governata da un conte franco, ricevette nel 825 una scuola imperiale di diritto e arti liberali da Lotario I e nel 854, con l’unione dei territori di Fiesole, divenne residenza del conte, accrescendo la sua importanza.
Do you have an idea?
With Genially templates you can include visual resources to leave your audience speechless. Also highlight a specific phrase or data that will be engraved in the memory of your audience and even embed surprising external content: videos, photos, audios... Whatever you want! Need more reasons to create dynamic content? Well: 90% of the information we assimilate comes through our sight and, furthermore, we retain 42% more information when thecontent moves.
FINE PERIODO DI CRISI
Nel 978 Firenze vide la fondazione della Badia Fiorentina e, sotto Ugo II di Tuscia, divenne residenza del margraviato di Toscana, superando Lucca come centro politico regionale.
Tra il 1197 e il 1203 Firenze consolidò il controllo sul contado con azioni militari nel basso Valdarno e in Valdelsa. 1202: la conquista di Semifonte sconfisse gli Alberti e assicurò il predominio fiorentino sul territorio.
1207: Firenze passò dai consoli al podestà, un cavaliere forestiero imparziale; il primo fu Gualfredotto da Milano. Le Arti si organizzarono in consigli collegiali e oligarchici, assumendo sempre maggiore peso nel governo.
1250: un’insurrezione popolare contro i ghibellini portò alla nascita del Popolo Vecchio, con il capitano del Popolo e i consigli popolari affiancanti il podestà. 1252: fu coniato il fiorino d’oro, prima moneta aurea stabile in Europa, fondamentale per commercio e prestiti.
Tra il 1260 e il 1289 le battaglie di Montaperti, Benevento e Campaldino segnarono l’alternanza di potere tra guelfi e ghibellini, con la vittoria finale dei guelfi. 1293: gli Ordinamenti di Giustizia limitarono il potere dei magnati e rafforzarono il Popolo, guidato dal Gonfaloniere di Giustizia, con Giano della Bella come figura centrale, esiliato nel 1295.
La scissione guelfa in Bianchi e Neri causò disordini e la cacciata dei Bianchi, tra cui Dante Alighieri. Contemporaneamente, Firenze visse un periodo di splendore artistico e urbanistico con la nuova cerchia muraria, Santa Maria del Fiore, il Palazzo dei Priori, le opere di Arnolfo di Cambio, Cimabue e Giotto, e la diffusione del dolce stil novo, mentre la città cresceva fino a 90‑100.000 abitanti.
Firenze divenne un centro economico attrattivo, popolato da magnati e immigrati, con nuovi borghi intorno alle mura. Gli ordini mendicanti si insediarono a raggiera, creando piazze e basiliche e trasformando il tessuto urbano.
La diffusione del catarismo, sostenuta da famiglie ghibelline come gli Uberti, fu repressa da domenicani e francescani, con Pietro da Verona che nel 1244 guidò la "Società di Santa Maria" contro i catari. Contemporaneamente, Federico d’Antiochia come podestà ghibellino reprimeva i guelfi, mentre gli esiliati mantenevano capitale e legami con la curia.
Durante il Rinascimento, Firenze fu un importante centro culturale europeo grazie al grande sviluppo artistico e architettonico, ma affrontò anche difficoltà politiche ed economiche, aggravate dalla sconfitta nella battaglia di Zagonara (1424) e dalle spese per la cupola del Duomo. Nel 1427 fu introdotto il catasto, un sistema fiscale che tassava le famiglie in base alla ricchezza e che evidenziò il potere economico di famiglie come gli Strozzi e l’ascesa politica dei Medici.
La famiglia Medici conquistò il potere a Firenze mantenendo formalmente la repubblica: Cosimo de’ Medici governò di fatto la città dal 1434 favorendo stabilità politica e sviluppo culturale. Il periodo di massimo splendore arrivò con Lorenzo il Magnifico (1469-1492), che rafforzò le alleanze politiche e superò crisi interne come la Congiura dei Pazzi (1478).
L’economia del Granducato si basava soprattutto su agricoltura, produzione di seta e attività come cave di marmo, estrazione del ferro e artigianato di lusso. Il commercio internazionale e il sistema bancario persero importanza, anche se il porto di Livorno divenne un importante centro commerciale mediterraneo grazie al porto franco.
Con la Pace di Barcellona (1529) e l’assedio di Firenze (1530) i Medici tornarono al potere: Alessandro de’ Medici divenne duca ereditario e dal 1569 la famiglia governò come granduchi di Toscana per circa due secoli. Durante questo periodo Firenze consolidò il proprio dominio territoriale, conquistando Siena nel 1555, mantenendo stabilità politica ma con un declino rispetto allo splendore del Rinascimento.
Con la fine dei Medici nel 1737 salì al potere la dinastia dei Lorena, che governò la Toscana promuovendo riforme illuminate, come quelle di Pietro Leopoldo che abolì tortura e pena di morte nel 1786. La Toscana rimase autonoma ma sotto influenza austriaca, fino all’arrivo dell’occupazione napoleonica.
Dopo la morte di Lorenzo il Magnifico, Firenze attraversò un periodo di instabilità politica e nel 1494 tornò temporaneamente alla repubblica. In questo contesto emersero figure come Girolamo Savonarola e Niccolò Machiavelli, che influenzarono il dibattito politico e religioso dell’epoca.
L’economia fiorentina del Rinascimento si basava soprattutto sulla produzione di lana e seta e su un forte sistema bancario che sosteneva il commercio internazionale. Con il tempo però la concorrenza dei tessuti inglesi e olandesi provocò il declino della lana e ridusse l’importanza del sistema bancario, spingendo Firenze verso attività locali e artigianali.
FIRENZE
Hans _0911
Created on March 12, 2026
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Memories Presentation
View
Animated Chalkboard Presentation
View
Chalkboard Presentation
View
Witchcraft Presentation
View
Sketchbook Presentation
View
Vaporwave presentation
View
Animated Sketch Presentation
Explore all templates
Transcript
FIRENZE
LA SUA STORIA
Start
Firenze
7. Rinascimento
8. il Granducato
9. Ottocento-Inizi Novecento
1. Romani
2. Epoca Paleocristiana
3. Alto Medioevo
4. XII Secolo
5. Duecento
6. Trecento
I ROMANI-FLORENTIA
ETà paleocristiana
BASILICA DI SAN LORENZO
ALTO MEDIEVO
CADUTA IMPERO ROMANO
LONGOBARDI
RIPRESA TRA VII E IX SECOLO
PERIODO CAROLINGIO E RINASCITA
Reggenza di Matilde di Canossa e nascita del Comune
XI SECOLO
Espansione territoriale e controllo del contado
Economia
Mura, conflitti e espansione politica di Firenze nel XII secolo
IL 200
Governo del Popolo e il fiorino (1250‑1252)
Espansione militare e controllo del contado (1197‑1203)
Riforma del governo e organizzazione delle Arti (1207‑metà Duecento)
Conflitti e Ordinamenti di Giustizia (1259‑1295)
Crescita demografica, economia e urbanistica (inizio‑metà Duecento)
Divisioni interne, arte e urbanistica (fine Duecento)
Lotta agli eretici e contese guelfi‑ghibellini (1216‑1248)
IL 300
-Fioritura economica e culturaleNel primo Trecento Firenze conobbe grande prosperità grazie a cantieri prestigiosi, al commercio della lana e alle attività bancarie di famiglie come Spini, Bardi e Peruzzi, che prestavano denaro a papi e sovrani europei.La ricchezza rimaneva concentrata nelle élite, mentre la città, pur economicamente forte, era militarmente debole e si affermava come guida regionale su Chianti, Valdelsa, Prato, Pistoia e Arezzo.-Crisi finanziaria e disastri La Guerra dei Cent’Anni e l’insolvenza di Edoardo III causarono fallimenti bancari e crisi economica, aggravata dall’alluvione del 1333. Nel 1342 Gualtieri di Brienne fu nominato governatore e favorì i ceti subalterni, ma fu cacciato l’anno dopo; i tentativi di rivolta, come quello di Ciuto Brandini nel 1345, furono repressi. -Popolo Grasso e Minuto Il Popolo Grasso consolidò il potere escludendo il Popolo Minuto dalla politica e dalle Arti, mentre la peste nera del 1348 ridusse la popolazione e paralizzò l’economia, accentuando il malcontento dei ceti subalterni.
IL 300
-Guerre e SommosseTra il 1375 e il 1378 Firenze combatté la Santa Sede nella Guerra degli Otto Santi, mediata da Caterina da Siena, e subito dopo il Tumulto dei Ciompi vide gli artigiani della lana rivendicare migliori salari e riconoscimento giuridico, riforme poi annullate entro il 1382. -Oligarchia e politica estera Il potere tornò alle famiglie banchiere, in particolare gli Albizi, che governarono oligarchicamente fino al 1434 contrastando i Medici, mentre Firenze rilanciava economia e politica estera conquistando Pisa e ampliando il dominio a nord dell’Appennino, mantenendo la libertas dai poteri esterni ma escludendo i ceti subalterni dalla politica interna.
RINASCIMENTO
granducato
Restaurazione dei Medici
Contesto politico e sociale
Ascesa dei Medici
Economia e sviluppo
Crisi politica e culturale
Periodo Lorena
Economia
Dopo la caduta dell’Impero romano, Teodorico il Grande conquistò Firenze senza conflitti, ma durante la Guerra gotica la città fu prima occupata dai bizantini di Belisario, poi devastata da Totila e infine riconquistata da Narsete, rimanendo gravemente danneggiata e spopolata.
Durante la reggenza di Matilde di Canossa Firenze mantenne l’equilibrio tra le fazioni e rafforzò le mura con il Castello d’Altafronte; alla sua morte e con l’estinzione dei Cadolingi, la città divenne Comune autonomo, dominato dalle grandi famiglie feudali mentre emergeva la borghesia mercantile.
Il XII secolo vide una forte crescita dell’artigianato e del commercio. Firenze sviluppò il porto fluviale, il commercio con Fiandre, Francia e Levante, e le prime attività bancarie. Nel 1182 nacquero le prime corporazioni di mercanti e artigiani, come l’Arte di Calimala, segnando l’ingresso del ceto borghese nella vita economica e politica della città.
Nel 570 Firenze passò ai Longobardi, ma con Lucca come centro principale e l’apertura della Via Francigena la città fu isolata dai traffici principali, entrando in un periodo di decadenza.
Tra la fine dell’VIII e l’inizio del IX secolo iniziò una lenta rinascita: crescita della popolazione e ripresa economica.
Tra il 1171 e il 1177 Firenze ampliò le mura fino a triplicare la superficie cittadina, inclusa l’Oltrarno, crebbe fino a circa 25.000 abitanti, affrontò disuguaglianze sociali e guerre civili come quella guidata dagli Uberti, nacquero le fazioni di guelfi e ghibellini, e la città consolidò la propria influenza regionale tramite alleanze strategiche, come quella con Pisa, e scontri con lucchesi e senesi.
Il Comune consolidò il controllo sul contado, conquistando castelli come Fiesole nel 1125 e imponendo residenza dentro le mura agli aristocratici, assicurando a Firenze una base territoriale stabile e favorendo l’inurbamento della popolazione.
Durante l’epoca carolingia, Firenze fu governata da un conte franco, ricevette nel 825 una scuola imperiale di diritto e arti liberali da Lotario I e nel 854, con l’unione dei territori di Fiesole, divenne residenza del conte, accrescendo la sua importanza.
Do you have an idea?
With Genially templates you can include visual resources to leave your audience speechless. Also highlight a specific phrase or data that will be engraved in the memory of your audience and even embed surprising external content: videos, photos, audios... Whatever you want! Need more reasons to create dynamic content? Well: 90% of the information we assimilate comes through our sight and, furthermore, we retain 42% more information when thecontent moves.
FINE PERIODO DI CRISI
Nel 978 Firenze vide la fondazione della Badia Fiorentina e, sotto Ugo II di Tuscia, divenne residenza del margraviato di Toscana, superando Lucca come centro politico regionale.
Tra il 1197 e il 1203 Firenze consolidò il controllo sul contado con azioni militari nel basso Valdarno e in Valdelsa. 1202: la conquista di Semifonte sconfisse gli Alberti e assicurò il predominio fiorentino sul territorio.
1207: Firenze passò dai consoli al podestà, un cavaliere forestiero imparziale; il primo fu Gualfredotto da Milano. Le Arti si organizzarono in consigli collegiali e oligarchici, assumendo sempre maggiore peso nel governo.
1250: un’insurrezione popolare contro i ghibellini portò alla nascita del Popolo Vecchio, con il capitano del Popolo e i consigli popolari affiancanti il podestà. 1252: fu coniato il fiorino d’oro, prima moneta aurea stabile in Europa, fondamentale per commercio e prestiti.
Tra il 1260 e il 1289 le battaglie di Montaperti, Benevento e Campaldino segnarono l’alternanza di potere tra guelfi e ghibellini, con la vittoria finale dei guelfi. 1293: gli Ordinamenti di Giustizia limitarono il potere dei magnati e rafforzarono il Popolo, guidato dal Gonfaloniere di Giustizia, con Giano della Bella come figura centrale, esiliato nel 1295.
La scissione guelfa in Bianchi e Neri causò disordini e la cacciata dei Bianchi, tra cui Dante Alighieri. Contemporaneamente, Firenze visse un periodo di splendore artistico e urbanistico con la nuova cerchia muraria, Santa Maria del Fiore, il Palazzo dei Priori, le opere di Arnolfo di Cambio, Cimabue e Giotto, e la diffusione del dolce stil novo, mentre la città cresceva fino a 90‑100.000 abitanti.
Firenze divenne un centro economico attrattivo, popolato da magnati e immigrati, con nuovi borghi intorno alle mura. Gli ordini mendicanti si insediarono a raggiera, creando piazze e basiliche e trasformando il tessuto urbano.
La diffusione del catarismo, sostenuta da famiglie ghibelline come gli Uberti, fu repressa da domenicani e francescani, con Pietro da Verona che nel 1244 guidò la "Società di Santa Maria" contro i catari. Contemporaneamente, Federico d’Antiochia come podestà ghibellino reprimeva i guelfi, mentre gli esiliati mantenevano capitale e legami con la curia.
Durante il Rinascimento, Firenze fu un importante centro culturale europeo grazie al grande sviluppo artistico e architettonico, ma affrontò anche difficoltà politiche ed economiche, aggravate dalla sconfitta nella battaglia di Zagonara (1424) e dalle spese per la cupola del Duomo. Nel 1427 fu introdotto il catasto, un sistema fiscale che tassava le famiglie in base alla ricchezza e che evidenziò il potere economico di famiglie come gli Strozzi e l’ascesa politica dei Medici.
La famiglia Medici conquistò il potere a Firenze mantenendo formalmente la repubblica: Cosimo de’ Medici governò di fatto la città dal 1434 favorendo stabilità politica e sviluppo culturale. Il periodo di massimo splendore arrivò con Lorenzo il Magnifico (1469-1492), che rafforzò le alleanze politiche e superò crisi interne come la Congiura dei Pazzi (1478).
L’economia del Granducato si basava soprattutto su agricoltura, produzione di seta e attività come cave di marmo, estrazione del ferro e artigianato di lusso. Il commercio internazionale e il sistema bancario persero importanza, anche se il porto di Livorno divenne un importante centro commerciale mediterraneo grazie al porto franco.
Con la Pace di Barcellona (1529) e l’assedio di Firenze (1530) i Medici tornarono al potere: Alessandro de’ Medici divenne duca ereditario e dal 1569 la famiglia governò come granduchi di Toscana per circa due secoli. Durante questo periodo Firenze consolidò il proprio dominio territoriale, conquistando Siena nel 1555, mantenendo stabilità politica ma con un declino rispetto allo splendore del Rinascimento.
Con la fine dei Medici nel 1737 salì al potere la dinastia dei Lorena, che governò la Toscana promuovendo riforme illuminate, come quelle di Pietro Leopoldo che abolì tortura e pena di morte nel 1786. La Toscana rimase autonoma ma sotto influenza austriaca, fino all’arrivo dell’occupazione napoleonica.
Dopo la morte di Lorenzo il Magnifico, Firenze attraversò un periodo di instabilità politica e nel 1494 tornò temporaneamente alla repubblica. In questo contesto emersero figure come Girolamo Savonarola e Niccolò Machiavelli, che influenzarono il dibattito politico e religioso dell’epoca.
L’economia fiorentina del Rinascimento si basava soprattutto sulla produzione di lana e seta e su un forte sistema bancario che sosteneva il commercio internazionale. Con il tempo però la concorrenza dei tessuti inglesi e olandesi provocò il declino della lana e ridusse l’importanza del sistema bancario, spingendo Firenze verso attività locali e artigianali.