Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

ANNI '70

sofialudovicoricca

Created on March 7, 2026

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Urban Illustrated Presentation

KPOP Presentation

Snow Presentation

Corporate Christmas Presentation

Historical Presentation

Scary Eighties Presentation

Memories Presentation

Transcript

ANNI '70

presentazione di: Giacomo Cappelletti, Sofia Ricca e Annika Latella

un decennio di crisi e cambiamenti

Politica interna

Il contesto sociale e politico italiano degli anni 70, è cosiderato come uno dei momenti più complessi e contraddittori della repubblica. Il governo nato dopo la caduta del fascismo e consolidato durante la fase della ricostruzione economica e istituzionale, entrò infatti in una fase di profonda tensione e trasformazione. Questo mutamneto si notò pure in un lessico tutto nuovo che descrive a pieno la situazione strettamnte legata ad cambiemnti che vedevano come protanisnti la societa civile. Nel volacbolario del tessuto poplare incominciarono ad entrare aggettivi e suffissi del tutto nuovi come:

  • "Libero", aggettivo associato a sotantivi come radio libere, universita libere e informazione libera.
  • "- Di Base" come esemplificazione di ciò che stava nascendo dal basso come comitatai di base e organizzazioni di base
  • "-Auto" in un ottica di autogestione, autonomia e autoriduzione.
Questo mutamnto, ci fa capire come gli anni 70 siano stati un vero e prorio decennio di innovazione, alcune volte scaturitesi in violeze.

Tra le principal conquiste traiovaimo: legge Fortuna-Baslini, legge 194 e la riforma sul diritto di famiglia

Il sistema politico italiano

Il quadro governativo di questi anni fu caratterizzato da un forte pluralismo e instabilità ministeriale. La Democrazia Cristiana (DC) mantenne il ruolo centrale, spesso in coalizione con il Partito Socialista Italiano (PSI) e altri partiti minori (centro-sinistra), mettendo la repubblica in balia di contarsti pertitici delle maggioranzaIn aggiunta, si manifiesto un nuovo motivo di tensione, nel marzo del 1971. Il ministro degli interni svelò alla camere, che nel dicembre precedente era stato svevanto un tentativo di colpo di stato guidato da Borghese, comandante della decima mas durante la repubblica di salò. Questo aumentò i sospetti di una vera e propria strategia di destabilizzazione delle istituzioni democratiche, evidenziate anche da una serie di attentati dinamitardi in luoghi pubblici. Oltre a ciò in italia si cominciò a sentire i contraccolpi di un contesto di recessioni, dati da un inconvertibilità del dollaro, un innalzamento dei prezzi petroliferi e un scandali politico finanziari dovuti anche alla disavanzo del bilancio statale.

Junio Valerio Borghese

Il compromesso storico

IlIn questo momento in cui il sistema politico italiano appariva sempre più fragile e minacciato da tensioni interne, instabilità economica e il rischio di un'involuzione autoritaria, Il segretario del PCI, Enrico Berlinguer, avanzò la proposta del “compromesso storico”, ossia un accordo di lunga durata principalemnte tar DC e PCI. Questa rifoma doveva garantire una stabilita politica, attraverso una grande alleanza democratica, al fine di difendere l'istituzione repubblicana. Il principale sostenitore di queata innovazione fu Aldo Moro, il quale si mostrò come figura interlocutrice tra i due partiti.

Enrico Berlinguer

IL GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA Nel giugno del 1976, si manifesta il massimo storico del consensi verso il Partito Comunista Italiano (raggiungendo il 34,4%). Nonostante il successo del PCI, non c'è una maggioranza di sinistra, allora la DC resta il perno necessario. Cosi nel 1976, si forma un monocolore democratico, guidato da Andreotti, basato sulla non sfiducia e sull'astensione di tutti i partiti.

IL GOVERNO DELLA SOLIDARIETÀ NAZIONALE Questa linea politica portò, a partire dalla metà degli anni Settanta, alla fase della cosiddetta solidarietà nazionale, che si sviluppò tra il 1978 e il 1979. In questo periodo il PCI, ma offrì il proprio sostegno parlamentare ai governi guidati da Adreotti. Siffatta una possibile entrata dei comunisti nell’area di governo, fu definita inaccettabile dalle Brigate Rosse a causa della graduele del PCI nel sistema capitalistico.

Andreotti (DC)

GLI ANNI DI PIOMBO

LA STRATEGIA DELLE TENSIONI

Nella fine degli anni 60, in particolare nel 69, si incominciò ad assistere alla poi denominata strategia della tensione. L’espressione nata in riferimento alla bomba esplosa nel 12 dicembre 1969 a Piazza Fonatana, nel contesto giornalistico britannico, andava a reffigurare lo scenario copioso si stargi ed evnti dinamitardi contro i civili.Questo termine subí uno slittamento semantico per cui la stampa e la pubblicistica, generalmente con una forte accentuazione polemica. L'utilizzo di quesat va a indicare quei comportamenti politici violenti organizzati, dediti ad un ridimensionamento del potere democratico, azionato dall'estrema destara neofascista e da apparati deviati dello Stato quali polizia, carabinieri, servizi segreti, che tentavano di legittimizare e favorire una svolta sutoritaria.

LA STRATEGIA DELLE TENSIONI

Strage della Loggia, 1974

Stage dell'Itacus. 1974

le brigate rosse

La nascita delle Brigate rosse si colloca nell’agosto del 1970, ad un convegno di Reggio Emilio, quando la maggioranza dell'estreama sinsitara operaia delibera il passaggio alla lotta armata, distaccandosi dalle posizioni dei compagni che sostengono invece la centralità della "violenza di massa". La prima stagione di attività delle BR è caratterizzata dalla «propaganda armata», cioè atti dimostrativi di valore simbolico che devono fare da cassa di risonanza per la linea politica. Succesivamnte diventaro sempre più violente e aggressive, arrivando addiritura a seguestare e assisinare uno degli esponnti principali del "compormesso stroico", Aldo Moro.

aldo moro

Aldo Moro

L’apice azionistico dei BR fu il sequestro e assasinio di Aldo Moro presidente del DC accaduto nel 16 marzo 1978, quando l'auto che lo trasportava dalla sua abitazione alla Camera dei deputati, nel giorno del voto di fiducia al governo Andreotti, fu intercettata e bloccata in via Mario Fani a Roma da un nucleo armato delle Brigate Rosse. Il politico fu sequestarato e nell'atto morirono 5 membri della sua scorta. Dopo una prigionia di 55 giorni, durante la quale le BR richiesero invano uno scambio di prigionieri con lo Stato italiano, Moro fu sottoposto a un processo politico da parte del cosiddetto «tribunale del popolo», istituito dalle stesse, e quindi ucciso il 9 maggio. Il suo cadavere fu ritrovato quello stesso giorno nel bagagliaio di una Renault 4 rossa parcheggiata a Roma in via Michelangelo Caetani

crisi e inflazione

Gli anni ’70 furono segnati anche da una grave crisi economica internazionale. La causa principale fu la Crisi petrolifera del 1973. in aggiunta in Italia era pervasa da una spirale inflazionistica, dove trovandoci in un stagflazione e l'addebolimento della lira come moneta, comporto una serie di crisi interne. Uno dei settori più colpiti fu quello automobilistico, che rappresentava uno dei principali motori dello sviluppo economico italiano. La diminuzione della disponibilità di energia e l’aumento dei costi del petrolio rallentarono infatti la produzione e misero in difficoltà un settore che era stato centrale durante il periodo del “miracolo economico”. Di fronte a questa situazione, il governo italiano introdusse una serie di misure di austerità per ridurre i consumi energetici e affrontare l’emergenza, tra cui le "domeniche a piedi", il limite di velocità in autostrada, la riduzione dell'illuminazione pubblica e la chiusura anticipata dei negozi.

Conflitto arabo-israeliano

Crisi economica in USAFine del sistema di Bretton Woods Costo della guerra in Vietnam

I paesi arabi produttori di petrolio nel 1969 iniziano a nazionalizzare gli impianti di estrazione

Guerra del Kippur (1973)

L'OPEC aumenta il prezzo del petrolio del 70% e decreta embargo petrolifero

Crisi economica ed energetica

Il momento più significativo e rilevante è stata la dichiarazione del presidente statunitense Nixon del 15 agosto 1971 sulla fine della convertibilità del dollaro in oro, mettendo così fine agli accordi monetari siglati nel 1944 a Bretton Woods e che avevano regolato le relazioni economiche nel mondo capitalista fino a quel momento. La necessità di rompere in modo unilaterale nel 1971 gli accordi del ’44 veniva in primis dalla crisi statunitense prodotta dal conflitto in Vietnam e da motivi strutturali legati alla crisi da sovrapproduzione di merci.

L'intervento diretto degli USA in Vitenam iniziò nel 1964 dopo lo scontro navale nel golfo di Tonchino contro i nord vietnamiti, che furono bombardati dagli americani nel 1965. Nel 1968 Richard Nixon venne eletto presidente e nel gennaio del 1973 firmò un armistizio a Parigi con il Vietnam del Nord che prevedeva il ritiro dell'esercito statunitense dalla penisola indocinese, ma il conflitto continuò.

Il momento più significativo e rilevante è stata la dichiarazione del presidente statunitense Nixon del 15 agosto 1971 sulla fine della convertibilità del dollaro in oro, mettendo così fine agli accordi monetari siglati nel 1944 a Bretton Woods e che avevano regolato le relazioni economiche nel mondo capitalista fino a quel momento. La necessità di rompere in modo unilaterale nel 1971 gli accordi del ’44 veniva in primis dalla crisi statunitense prodotta dal conflitto in Vietnam e da motivi strutturali legati alla crisi da sovrapproduzione di merci.

L'intervento diretto degli USA in Vitenam iniziò nel 1964 dopo lo scontro navale nel golfo di Tonchino contro i nord vietnamiti, che furono bombardati dagli americani nel 1965. Nel 1968 Richard Nixon venne eletto presidente e nel gennaio del 1973 firmò un armistizio a Parigi con il Vietnam del Nord che prevedeva il ritiro dell'esercito statunitense dalla penisola indocinese, ma il conflitto continuò.

Nel 1975 il paese si riunificò sotto la denominazione di Repubblica socialista del Vietnam e gli USA ne uscirono sconfitti sia dal punto di vista politico (poiché si erano impegnati per evitare che l’intera regione diventasse comunista) che militare. La fine della guerra portò diversi risultati: il rispetto dei diritti fondamentali del popolo vietnamita; l’autodeterminazione del popolo sud-vietnamita; la cessazione dell'attività militare USA e il ritiro di tutte le forze militari americane; la riunificazione pacifica del Vietnam e l’Impegno americano alla ricostruzione del Vietnam del Nord.Nel 1978 il Vietnam, volendo inoltre porre fine alla dominazione in Cambogia dei khmer rossi di Pol Pot, invase la Cambogia, dove instaurò un governo amico.

Contextualize your topic with a subtitle

GUERRA DEL KIPPUR

Il 6 Ottobre 1973 gli eserciti egiziano e siriano attaccarono le linee israeliane invadendo il Sinai e le Alture del Golan, durante la festività ebraica del perdono. Dopo una fase iniziale favorevole agli arabi, Israele, grazie al supporto degli USA, contrattaccò duramente, fermando l'avanzata siriana e circondando la Terza Armata egiziana. La guerra del Kippur ebbe importanti risvolti geopolitici: l’Egitto abbandonò l’alleanza con l’URSS e nel 1978 firmò gli accordi di Camp David con Israele, con cui l’Egitto ottenne la restituzione dei territori perduti nel 1967, a eccezione della Striscia di Gaza, e in cambio riconobbe ufficialmente l’esistenza dello Stato d’Israele.

I LATI POSITIVILa crisi del 1973, con le sue ripercussioni sulle abitudini delle persone, ebbe però anche lati positivi: innescò una riflessione sul tema del risparmio energetico e persino sulla possibilità di ricorrere a fonti di energia alternative al petrolio. In Italia e in Europa furono imposte misure di austerity come la limitazione del riscaldamento, il divieto di circolazione domenicale e la riduzione dell'illuminazione pubblica, che modificarono le abitudini di consumo. L'industria automobilistica fu costretta a ripensare i propri modelli, producendo auto a minor consumo per rispondere alla scarsità di carburante e nazioni come la Norvegia accelerarono le ricerche nel Mare del Nord, mentre si iniziò a diversificare i fornitori di energia per limitare il potere dell'OPEC.

Per solidarietà con Siria ed Egitto e per esercitare una forte pressione sui paesi occidentali, dato che USA avevano aiutato e sostenuto il contrattacco israeliano, il 17 Ottobre i Paesi dell’OPEC decisero di aumentare del 70% il prezzo del petrolio e di ridurre la produzione, provocando così uno shock petrolifero che si tramutò in una grave crisi energetica.Il cospicuo aumento delle spese per l’approvvigionamento petrolifero causò una repentina esplosione dei prezzi in ogni settore di attività. Alla stagnazione economica si aggiunse quindi un’elevata inflazione, dando origine così al fenomeno della stagflazione, che derivò dalla sovrapposizione delle due.

ACCORDI SALT I

Nel 1970 entra in vigore il Trattato di non proliferazione nucleare, il quale vietava a URSS, USA, Gran Bretagna, Francia e Cina di trasferire armi atomiche a quei paesi che non ne fossero ancora in possesso. Nel maggio 1972 il presidente americano venne invitato a Mosca dove firmò l’accordo SALT I, che limitava la fabbricazione di missili intercontinentali. Si trattava del primo negoziato che prevedeva una riduzione e regolamentazione degli armamenti nucleari. I colloqui tra USA e URSS subirono una battuta d’arresto a causa della crisi che si abbatté sulla presidenza statunitense quando la stampa americana rivelò che alcuni collaboratori di Nixon, durante la campagna elettorale, avevano sottoposto a spionaggio il comitato del candidato democratico. Il Congresso, a seguito di questo scandalo, avanzò la richiesta della procedura di impeachment nei confronti di Nixon, che venne così costretto alle dimissioni nell’agosto del 1974.

ACCORDI SALT II

Nel 1979 venne firmato un secondo trattato SALT II, in base al quale le due superpotenze si accordavano per un ulteriore ridimensionamento dei loro arsenali atomici. Ma l’invasione sovietica dell’Afghanistan spinge il Senato americano a non ratificare l’accordo.

INVASIONE SOVIETICA DELL'AGHANISTAN

L’Afghanistan aveva visto crescere la propria importanza strategica dopo la scoperta dei giacimenti di petrolio in Medio Oriente, dato che era situato in una posizione chiave per il passaggio degli oleodotti nel suo territorio. Agli inizi del 1970 la monarchia afghana venne rovesciata e sostituita da una serie di governi filosovietici, che introdussero libertà di culto e uguaglianza delle donne. La popolazione delle campagne si oppose, quindi temendo un rovesciamento del regime nel 1979 i dirigenti sovietici decisero l’invio di circa 100 mila uomini in Afghanistan per occuparlo. I guerriglieri musulmani, detti ‘mujaheddin’ e ai quali i servizi segreti americani assicurarono il loro aiuto attraverso il Pakistan, fecero resistenza. Il conflitto durò a lungo e le truppe sovietiche si ritireranno solo tra il 1986 e il 1989.

L’Assemblea generale dell’ONU condannò l’iniziativa di Mosca, ritenendola un ammissibile atto di ingerenza negli affari interni di un paese sovrano. Il presidente americano Carter decretò dunque un embargo sulle vendite dell’URSS di cereali e macchinari ad alta tecnologia e decise di non ratificare l’accordo SALT II.

CADUTA DELLE DITTATURE IN EUROPA MERIDIONALE

In Spagna, infine, la morte del dittatore Francisco Franco il 20 novembre 1975 ha segnato la fine di una dittatura di quasi 40 anni. Iniziò così la fase di transizione che avrebbe portato la Spagna verso una monarchia parlamentare.

In Grecia, è chiamato Caduta dei Colonnelli (luglio 1974) il crollo della dittatura militare instaurata nel 1967 a seguito della crisi di Cipro e del fallito colpo di Stato nell'isola, che hanno reso il regime insostenibile. Il passaggio di potere ha permesso il ritorno alla democrazia con Konstantinos Karamanlis.

In Portogallo, conosciuta come rivoluzione dei Garofani (25 aprile 1974), un colpo di Stato militare, organizzato dal Movimento delle Forze Armate (MFA), pose fine all'Estado Novo. La rivoluzione è stata quasi pacifica, con la popolazione che sosteneva i militari, offrendo loro garofani rossi.

ATTO FINALE DI HELSINKI

Nell’agosto del 1975 venne firmato l’Atto finale di Helsinki, momento conclusivo della Csce. L’Atto coinvolse 35 Paesi: gli Stati Uniti, l’Unione Sovietica, il Canada e tutti gli Stati europei, con l’eccezione dell’Albania.In Occidente si comprese che la tutela dei diritti umani era una leva con cui si poteva cambiare la situazione dell’Europa orientale. L’Atto finale rappresentò una svolta determinante nella storia della Guerra fredda e favorì la centralità, nelle relazioni internazionali, dei diritti e della sicurezza dei popoli piuttosto che delle prerogative degli Stati. Va però detto che una conclusione non violenta del confronto Est-Ovest non era affatto scontata. Le dinamiche avviate dall’Atto finale contribuirono a renderla possibile.

Tutto questo oggi appare un ricordo lontano. I tempi che stiamo vivendo sembrano rendere anacronistico lo “spirito di Helsinki”. L’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione russa nel febbraio 2022 ha messo definitivamente in crisi l’idea di un sistema di sicurezza condiviso, basato su strumenti e principi comuni.

LA RIVOLUZIONE IRANIANA

In Iran la secolarizzazione della società e la modernizzazione del paese vantaggiosa solo per le classi dirigenti suscitarono l'opposizione di molti iraniani contro il regime dello scià. Questa duplice avversione sfociò in un diffuso moto di ribellione popolare che lo scià non riuscì’ a frenare. Così Reza Pahlavi abbandonò il paese nel 1979 e un referendum sancì la nascita della Repubblica islamica, di cui Khomeini assunse la presidenza e fondata sul clero sciita. Gli Stati Uniti appoggiarono lo scià e lo ospitarono in esilio, così un gruppo di militanti islamici assalì l’ambasciata statunitense di Teheran per ottenere l’estradizione dello scià, sequestrando per oltre un anno il personale americano.

L’ayatollah sfruttò la crisi degli ostaggi e fece leva sull’orgoglio nazionale, riaffermando inoltre la preminenza della tradizione religiosa, tanto da reintrodurre l'imposizione del velo islamico. Furono inoltre imposte severe restrizioni alla libertà delle donne.

il femminismo negli anni 70

Negli anni ’70 in Italia nasce e si sviluppa il movimento femminista, che lotta per ottenere più diritti e maggiore uguaglianza tra uomini e donne. In questo periodo molte donne iniziano a contestare i ruoli tradizionali che lasocietà assegnava loro, come quello di moglie e madre dipendente dal marito. Il femminismo chiede pari diritti nel lavoro, nella famiglia e nella vita pubblica. Attraverso manifestazioni, proteste e movimenti politici, le donne iniziano a far sentire la propria voce e a chiedere cambiamenti nelle leggi e nella mentalità della società.

Negli anni ’70 in Italia nasce e si sviluppa il movimento femminista, che lotta per ottenere più diritti e maggiore uguaglianza tra uomini e donne. In questo periodo molte donne iniziano a contestare i ruoli tradizionali che lasocietà assegnava loro, come quello di moglie e madre dipendente dal marito. Il femminismo chiede pari diritti nel lavoro, nella famiglia e nella vita pubblica. Attraverso manifestazioni, proteste e movimenti politici, le donne iniziano a far sentire la propria voce e a chiedere cambiamenti nelle leggi e nella mentalità della società.

il movimento femminista

Il movimento femminista si diffonde soprattutto nelle grandi città e nelleuniversità. Nascono molti collettivi femministi, gruppi di donne che si incontrano per discutere dei problemi legati alla discriminazione e alla condizione femminile. Un’attività molto importante era quella dei gruppi di autocoscienza, dove le donne parlavano delle proprie esperienze personali per capire meglio le ingiustizie vissute nella vita quotidiana. Il movimento non si occupava solo di diritti legali, ma anche di cambiare la cultura della società, mettendo in discussione stereotipi e disuguaglianze tra uomini e donne.

LA LEGGE SUL DIVORZIO

Una delle conquiste più importanti di questo periodo è la legge sul divorzio, approvata in Italia nel 1970. Prima di questa legge il matrimonio non poteva essere sciolto legalmente.La legge, chiamata Fortuna-Baslini, introduce la possibilità di divorziare quando il matrimonio non funziona più. Questa novità provoca molte polemiche e una forte opposizione da parte dei gruppi conservatori e della Chiesa. Nel 1974 viene organizzato un referendum per abolire la legge, ma la maggioranza degli italiani vota per mantenerla. Questo risultato rappresenta una grande vittoria per i diritti civili e per il movimento femminista.

LA RIFORMA DEL DIRITTO DI FAMIGLIA

Nel 1975 viene approvata una importante riforma del diritto di famiglia. Prima di questa riforma il marito era considerato il capo della famiglia e aveva più potere decisionale rispetto alla moglie. La riforma stabilisce invece la piena uguaglianza tra marito e moglie all’interno della famiglia. Entrambi hanno gli stessi diritti e doveri nella gestione della casa, nell’educazione dei figli e nelle decisioni familiari. Questa legge rappresenta un passo fondamentale verso la parità tra uomini e donne nella vita privata.

LA LEGGE SULL'ABORTO

Un’altra conquista molto importante arriva nel 1978 con la legge 194, che legalizza l’interruzione volontaria di gravidanza.Prima di questa legge l’aborto era illegale e molte donne erano costrette a ricorrere ad aborti clandestini, spesso pericolosi per la loro salute. Con la legge 194 le donne possono interrompere la gravidanza in strutture sanitarie pubbliche e con assistenza medica. Questa legge viene vista come una grande conquista per il diritto delle donne di decidere sul proprio corpo e sulla propria vita.

CONCLUSIONI

Gli anni ’70 sono un periodo molto importante per la storia dei diritti delle donne in Italia. Grazie alle lotte del movimento femminista vengono approvate leggi fondamentali come il divorzio, la riforma del diritto di famiglia e la legalizzazione dell’aborto. Questi cambiamenti non riguardano solo le leggi, ma anche la mentalità della società, che inizia lentamente a riconoscere una maggiore uguaglianza tra uomini e donne. Le battaglie di quegli anni hanno aperto la strada a nuove lotte per i diritti e l’emancipazione femminile.

THANK YOU!