Le emozioni nella relazione educativa
Corpi che ascoltano e raccontano
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Grembo emotivo
Farsi grembo, grembo emotivo è ricavare uno spazio dentro di sé affinché l’Altro vi possa abitare. È uno stato diffuso, un cambiamento radicale mentre ci si sta preparando all’incontro.
Verrebbe da pensare che la diade genitore-figlio, insegnante-alunno, sia un’unione perfetta che non ammette errori e si calibra e si autoregola generando un rapporto equilibrato e duraturo. Naturalmente non è così, ma è proprio dall’imperfezione, dall’errore, dall’inesperienza che nasce il desiderio di migliorare, di crescere, di osare…è solo nella sofferenza delle doglie emozionali che si può generare qualcosa di bello e appagante.
Sperimentiamo la nostra memoria corporea
È complicità di sguardi non guardati, di volti accarezzati, di corpi combaciati, di respiri sussurrati, di odori sparpagliati. Farsi grembo è permettere che ogni lacrima sia raccolta e donata, ogni protuberanza sia smussata, ogni concavità colmata, è un sussultare gioioso in un abbraccio circolare che genera vita e si rinnova donando.
Farsi grembo emotivo ha anche un aspetto sacro, importante, esclusivo, generativo. È quell’essenza evanescente di cui si percepisce la consistenza anche a distanza…è un esserci senza fisicità, una consapevolezza nell’impalpabilità, una certezza di presenza che dona sicurezza anche nella solitudine.
È una coperta che avvolge, riscalda, rincuora.
Farsi grembo emotivo è per sempre, nonostante le mancanze, le inadeguatezze, gli sbagli, gli ostacoli…è un rapporto che va anche oltre la vita, indipendentemente dalla sintonia che si instaura nel corso del tempo. È un rapporto che si innesta reciprocamente e lascia radici e cicatrici, aperture e sconfitte, paure e scoperte, delusioni e gioie, aspettative e rinunce e sulle cui mani cammina il mondo.
La relazione educativa è accogliere la vita dell'Altro che ci viene affidata, è lasciare uno spazio, è condividere i sogni, è scavare nel proprio io per sradicare l’egoismo, è arginare emozioni travolgenti, è incanalare la propria energia.
Il grembo emotivo
È un grembo che si allunga a dismisura per contenere senza imprigionare, che si allontana o si avvicina rispettando il ritmo dell'Altro. È un grembo che trasmette la vita e la vita non è mai statica, ma avanza, supera, si inerpica…e a sua volta genera.
Clara Sardella Pedagogista Vice Presidente ANPE Lazio-Abruzzo-Marche Esperta nei processi dell'apprendimento
clarasardella56@gmail.com
Corpi che ascoltano e raccontano
Clara Sardella
Created on March 7, 2026
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Le emozioni nella relazione educativa
Corpi che ascoltano e raccontano
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Grembo emotivo
Farsi grembo, grembo emotivo è ricavare uno spazio dentro di sé affinché l’Altro vi possa abitare. È uno stato diffuso, un cambiamento radicale mentre ci si sta preparando all’incontro.
Verrebbe da pensare che la diade genitore-figlio, insegnante-alunno, sia un’unione perfetta che non ammette errori e si calibra e si autoregola generando un rapporto equilibrato e duraturo. Naturalmente non è così, ma è proprio dall’imperfezione, dall’errore, dall’inesperienza che nasce il desiderio di migliorare, di crescere, di osare…è solo nella sofferenza delle doglie emozionali che si può generare qualcosa di bello e appagante.
Sperimentiamo la nostra memoria corporea
È complicità di sguardi non guardati, di volti accarezzati, di corpi combaciati, di respiri sussurrati, di odori sparpagliati. Farsi grembo è permettere che ogni lacrima sia raccolta e donata, ogni protuberanza sia smussata, ogni concavità colmata, è un sussultare gioioso in un abbraccio circolare che genera vita e si rinnova donando.
Farsi grembo emotivo ha anche un aspetto sacro, importante, esclusivo, generativo. È quell’essenza evanescente di cui si percepisce la consistenza anche a distanza…è un esserci senza fisicità, una consapevolezza nell’impalpabilità, una certezza di presenza che dona sicurezza anche nella solitudine. È una coperta che avvolge, riscalda, rincuora.
Farsi grembo emotivo è per sempre, nonostante le mancanze, le inadeguatezze, gli sbagli, gli ostacoli…è un rapporto che va anche oltre la vita, indipendentemente dalla sintonia che si instaura nel corso del tempo. È un rapporto che si innesta reciprocamente e lascia radici e cicatrici, aperture e sconfitte, paure e scoperte, delusioni e gioie, aspettative e rinunce e sulle cui mani cammina il mondo.
La relazione educativa è accogliere la vita dell'Altro che ci viene affidata, è lasciare uno spazio, è condividere i sogni, è scavare nel proprio io per sradicare l’egoismo, è arginare emozioni travolgenti, è incanalare la propria energia.
Il grembo emotivo
È un grembo che si allunga a dismisura per contenere senza imprigionare, che si allontana o si avvicina rispettando il ritmo dell'Altro. È un grembo che trasmette la vita e la vita non è mai statica, ma avanza, supera, si inerpica…e a sua volta genera.
Clara Sardella Pedagogista Vice Presidente ANPE Lazio-Abruzzo-Marche Esperta nei processi dell'apprendimento
clarasardella56@gmail.com