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ARTE GRECA

Lucia Magnifico

Created on March 4, 2026

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ARTE GRECA

EXCURSUS SULL'ARTE CLASSICA, TARDOCLASSICA ED ELLENISTICA

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INDICE

ETA' CLASSICA

ETA' ELLENISTICA

ARCHITETTURA

ARCHITETTURA

STATUARIA

STATUARIA

ETA' CLASSICA

Età classica L’età classica inizia con la vittoria di Atene sui Persiani a Salamina e termina nel 323 a. C. con la morte del re macedone Alessandro Magno. In questa fase il tempio raggiunge un perfetto equilibrio, la scultura si indirizza verso il naturalismo e verso la naturalezza delle posa e si sviluppa la tecnica a cera persa nel bronzo. Tutto grazie alla presenza di Pericle che avvia le opere più importanti dell’età classica: la costruzione dell’Acropoli, del Partenone, il tempio dedicato ad Athena. Con la sconfitta di Atene e la relativa sottomissione della Grecia alla Macedonia inizia un periodo di crisi dei valori di razionalità e della perfezione. Con gli scultori Skopas, Prassitele e Lisippo viene messo in luce il lato umano degli dei e un’arte che tende al realismo e all’intimismo.

ACROPOLI

L’Acropoli di Atene venne progressivamente fortificata e arricchita di edifici sacri man mano che cresceva l’importanza della città. Sotto il governo di Pericle, Atene raggiunse il momento più alto della sua storia e il mondo ateniese si aprì sempre di più alle arti.Pericle affidò la carica di **episcopos** (cioè sovrintendente) allo scultore Fidia, che aveva il compito di dirigere e coordinare il lavoro degli architetti, scultori e pittori incaricati di realizzare le opere sull’Acropoli. Pericle fece lavorare alla costruzione dei monumenti anche i cittadini che non andavano in guerra e trasformò i templi, che prima erano costruiti in legno, in edifici di pietra, perché pensava che la pietra potesse conservare più a lungo la memoria della città. In questo periodo furono costruiti i principali edifici dell’Acropoli: il Partenone tra il 447 e il 438 a.C., i Propilei tra il 437 e il 432 a.C., il Tempio di Atena Nike tra il 430 e il 421 a.C. e l’Eretteo tra il 421 e il 406 a.C.. Quando l’Eretteo venne completato, Pericle e Fidia erano già morti, ma l’ideazione generale del complesso dell’Acropoli risaliva comunque al loro progetto.

PARTENONE
PROPILEI
ERETTEO

STATUARIA

In questo periodo la figura assume in pieno il pathos maggiore dinamicità legata ai sentimenti. Cambia la prospettiva delle cose . il ragazzo prima era coraggioso, ora fragile. Non c'è la struttura assiale e si usa il bronzo per le sculture.

ETA' TARDO CLASSICA

Verso la fine dell’età classica l’arte greca assume un carattere più espressivo e umano. Le divinità vengono rappresentate con sentimenti più intensi e con atteggiamenti più vicini alla vita degli uomini. Cambia anche il modo di vedere la figura del giovane: se prima il ragazzo era considerato soprattutto simbolo di forza e perfezione fisica, ora viene rappresentato anche nella sua fragilità. Nasce così un linguaggio artistico più sofferente e carico di emozioni. Questo cambiamento è legato anche agli eventi storici, in particolare alla Guerra del Peloponneso combattuta tra Atene e Sparta. Durante questo periodo di crisi e difficoltà gli uomini invocavano l’aiuto degli dei ma, non vedendo alcun intervento divino, iniziarono a rappresentare le divinità in modo più umano, spesso colte in momenti della vita quotidiana. In questo contesto si affermano importanti scultori come Prassitele, Skopas e Lisippo, che contribuiscono a rinnovare profondamente l’arte della scultura greca.

PRASSITELE

SKOPAS

LISIPPO

ETA' ELLENISTICA

L’arte ellenistica inizia con la morte del re Alessandro Magno 323 a. C. e termina nel 31 a. C. con la battaglia di Azio. In questo periodo Atene perde il suo primato di centro artistico e culturale a favore di Alessandria d’Egitto, Pergamo e Rodi. L’ellenismo allessandrino sceglie soggetti nella loro quotidianità, vecchie donne fino alla personificazione del fiume Nilo rifacendosi ad Isippo. L’ellenismo pergameneo esprime un forte pathos, si rifà a Scopas, mentre quello Rodeo predilige il dinamismo senza rinunciare alla ricerca della bellezza come Fidia. Nasce un nuovo linguaggio frutto dell’incontro di culture diverse. Segno dell’esuberanza ellenistica è la creazione di templi dipteri, in particolare l’Artemision di Efeso , ritenuto una delle sette meraviglie del mondo antico. I templi ellenistici vengono classificati in base all’ordine a cui appartenevano: il tempio di Apollo a Didime ionico diptero decastilo ,mai ultimato per problemi economici. Delle colonne realizzate restano solo tre, mentre dello spirito classico resta la ricerca di chiarezza matematica ottenuta con la griglia e un blocco quadrangolare sotto le basi che evidenzia l’allineamento delle colonne. Antioco 4 promuove la costruzione nel 175 a. C. del tempio diptero octastilo di Zeus Olimpio ad Atene. L’ordine scelto è quello corinzio, ma resta incompiuto alla morte di Antioco. Subentra Silla che asporta alcune colonne a Roma per il tempio di Giove Capitolino, definendo il trionfo dell’ordine corinzio nell’arte romana. Solo con l’imperatore Adriano nel 130 a. C. l’Olympieion sarà terminato con l’uso di 15500 tonnellate di marmo pentelico.

ALTARE DI PERGAMO

L'Altare di Zeus è uno degli edifici più famosi del II sec ed è uno dei capolavori dell'arte ellenistica. Fu fatto edificare da Eumene II e da suo fratello Attalo II in onore di Zeus Sotér e Atena Nikephòros (Zeus salvatore e Atena portatrice di vittoria) per celebrare la vittoria sui Galati. Nell’8 sec. d. C. viene definito per la sua forma “Trono di Satana” dall’evangelista Giovanni. Si diversifica dal Partenone, perché l’Olimpo non è più irraggiungibile, infatti il fregio è posto sotto il colonnato. Composto da un cortile rettangolare con due ali aggettanti le quali racchiudono una profonda scalinata,sorge su podio avvolto da un fregio in altorilievo con episodi di gigantomachia. Il fregio mostra corpi in torsione con espressioni cariche di pathos in modo da coinvolgere lo spettatore con uno spiccato senso teatrale e con un fasto orientale per cui si parla di “barocco pergameneo”. La presenza dell’arte ellenistica è presente nel rapporto squilibrato tra figure e sfondo:lo spazio è riempito dai corpi che sono accomunati dallo stesso destino drammatico. Il fregio viene collocato sotto la peristasi e non sopra come nei templi; la sua altezza è pari a quella del colonnato.

STATUARIA

Un tema centrale diventa la raffigurazione dei sconfitti, dei vinti e di coloro che subiscono punizioni, non con l’intento di deriderli, ma per mettere in luce la loro dignità e umanità.

GRAZIE E A PRESTO!

Mattia La Rana IIIBClassico

ERETTEO

L’Eretteo (421-406 a.C.), situato sull’Acropoli di Atene, è uno degli edifici più complessi del complesso sacro perché presenta varie celle dedicate a diverse divinità. Il tempio, di ordine ionico e attribuito all’architetto Filocle, è un tempio duplice con due celle interne dedicate ad Atena nella forma di Atena Polias e a Poseidone nella forma di Poseidone Eretteo. Qui erano conservate alcune delle memorie sacre della città, tra cui l’ulivo donato da Atena e le tracce del colpo di tridente con cui Poseidone aveva fatto scaturire una fonte d’acqua durante la gara con Atena per il predominio sull’Attica. Il tempio ricorda infatti la contesa tra Atena e Poseidone per il dominio su Atene. Il corpo principale dell’edificio è un tempio ionico con sei colonne sulla fronte orientale. Sul lato sud, chiuso da un semplice muro rettilineo, al posto di un pronao fu collocata una loggetta chiamata Loggetta delle Cariatidi. In questo spazio le tradizionali colonne ioniche sono sostituite da figure femminili scolpite che sostengono l’architrave. Queste statue, note come Cariatidi, sono caratterizzate da grande eleganza e morbidezza: l’atteggiamento è di riposo e il movimento delle pieghe del peplo crea effetti chiaroscurali che rendono le figure armoniose e dinamiche. Le Cariatidi rappresentano simbolicamente le donne della Caria, città che aveva tradito Atene durante le guerre persiane; per questo motivo esse sono raffigurate mentre sostengono il peso della struttura, come segno della punizione per la loro scelta sbagliata.

PARTENONE

Il Partenone, situato sull’Acropoli di Atene, fu costruito tra il **447 e il 438 a.C.** dagli architetti Ictino e Callicrate, sotto la supervisione dello scultore Fidia, che coordinò l’intero programma decorativo. Il tempio, dedicato ad Atena nella forma di **Atena Parthenos** (“Atena vergine”), fu costruito sulle fondamenta di un tempio precedente per celebrare la potenza di Atene dopo le vittorie contro i Persiani. È un **tempio dorico periptero octastilo**, con **8 colonne sulla facciata e 17 sui lati lunghi**.L’apparato decorativo del Partenone è organizzato in tre livelli simbolici. Nel **fregio ionico continuo** è rappresentata la **processione delle feste panatenee**, durante la quale i cittadini portavano offerte alla dea e il **peplo** tessuto dalle giovani ateniesi. Le **92 metope** illustrano grandi battaglie mitologiche che simboleggiano la vittoria della civiltà sulla barbarie: la **Gigantomachia** (dei contro giganti), la **Centauromachia** (Lapiti contro Centauri), l’**Amazzonomachia** (Ateniesi contro Amazzoni) e l’**Ilioupersis**, cioè la distruzione di Troia.Nei **frontoni** sono rappresentati episodi legati alla dea: a est la **nascita di Atena dal capo di Zeus**, mentre a ovest la **contesa tra Atena e Poseidone** per il dominio dell’Attica, vinta dalla dea grazie al dono dell’ulivo. Le sculture dei frontoni mostrano pienamente lo stile dell’arte classica: le figure sono dinamiche e si adattano armoniosamente allo spazio triangolare del timpano. Con l’opera di Fidia si raggiunge il culmine dell’arte greca classica, caratterizzata da equilibrio, armonia e da una narrazione chiara e dinamica delle scene mitologiche.

PROPILEI

I Propilei (437-432 a.C.), progettati dall’architetto Mnesicle, costituiscono l’ingresso monumentale dell’Acropoli di Atene. L’edificio è composto da tre corpi principali: uno centrale e due laterali avanzati rispetto al primo. Dall’esterno può sembrare un tempio dorico esastilo, poiché presenta sei colonne doriche sulla facciata. Sia la fronte anteriore, rivolta verso la città, sia quella posteriore, rivolta verso l’Acropoli, hanno colonne doriche. Tra le due fronti si trovano due vestiboli: il primo è diviso in tre navate da colonne doriche, mentre all’interno compaiono colonne ioniche, più sottili ed eleganti. La presenza di due ordini diversi risponde a una scelta logica: le parti che si affacciano sugli spazi aperti sono doriche per apparire più maestose, mentre il passaggio interno richiede la raffinatezza dell’ordine ionico. L’intercolumnio centrale è più largo per creare un effetto di simmetria e permettere il passaggio dei carri durante le feste panatenee. Nell’ala sinistra si trovava la pinacoteca, mentre nel lato destro non venne costruita perché era presente un antico muro miceneo che non poteva esser demolito. Per riequilibrare visivamente l’ingresso dell’Acropoli fu costruito sul lato destro il Tempio di Atena Nike. Nel 448 a.C. Pericle affidò all’architetto Callicrate il compito di riedificare questo tempio, ma l’inizio dei lavori fu ritardato fino al 430 a.C. a causa di una divergenza. Il tempio, dedicato ad Atena nella forma di Atena Nike, cioè dea della vittoria, era stato distrutto durante l’invasione persiana del 480 a.C.Il tempietto è di ordine ionico, perché le sue dimensioni ridotte non sarebbero state adatte a sostenere la maggiore gravità dell’ordine dorico. È un tempio anfiprostilo e tetrastilo, con quattro colonne sulla facciata, caratterizzato da grande eleganza e grazia architettonica.

SKOPAS

Skopas orginario dell'isola si Paro interpreta il dramma dell'uomo. Viene definito maestro del pathos, cioè della rappresentazione dell'intensità dei sentimenti e delle passioni. Skopas evidenza nel pathos non l'espressione del dramma individuale, ma dell'umanità. Tra le sue opere ricordiamo La Menade danzante, che fu accusata di cannibalismo perchè seguace di dionisio, La menade non ha una forma assiale, ma a S. La forma della schiena è piegata, il viso è inclinato con lo sguardo verso l'alto e le labbra socchiuse. Forse nel braccio sinistro aveva un capretto sulla spalla, nel braccio destro un coltello per sacrificarlo ed era , forse, vicino ad un satiro danzante. Le Menadi erano dette le baccanti seguaci di Dioniso che danzando orgiasticamente entravano in uno stato di furore e sbranavano e divoravano un cerbiatto incarnazione del dio.

PRASSITELE

Prassitele scultore ateniese, sceglie per le sue statue gli dei più vicini ai nostri sentimenti e li rappresenta in atteggiamento umano. Tra le sue opere ricordiamo Afrodite di Cnido. La dea sta per entrare nel bagno, dopo aver posato la veste o la sta prendendo per metterla. Per questa statua posò la modella Frine. Nell'Apollo sauroctonos, Apollo è raffigurato nudo, giovane che si appoggia ad un tronco d'albero e la curva ad S è più marcata. In mano ha uno spillo con cui tenta di uccidere una lucertola arrampicata sul tronco al quale il dio si appoggia. Emerge uno sbilanciamento evidente anche nell'Hermes con Dioniso bambino. Hermes , messaggero degli dei, sta recando alle Ninfe incaricate di allevare il piccolo Dioniso nato dall'amore di Zeus e Semele,per sottrarlo alla gelosia di Hera, moglie di Zeus. Ermes gli mostra un grappolo d'uva simbolo di Dioniso. Si può inoltre osservare un gioco di luci che crea un effetto pittorico.

LISIPPO

Di Sicione : è il terzo dei grandi scultori del 4 secolo. E’ stato lo scultore di Alessandro Magno che volle essere ritratto solo da lui. Con Lisippo si chiude l'età classica e si pongono le basi per lo sviluppo dell'età ellenistica. L'opera più importante fu l'Apoxyomenos "colui che si sta detergendo". Rappresenta un atleta che al termine della gara si deterge con lo strigile. Lisippo non sceglie il momento della vittoria, comune al vincitore e al vinto, ma quello della pulizia. L'atleta viene rappresentato idealmente nella sua perfezione, indifferente alla vittoria o alla sconfitta. Lisippo, diversamente da Policleto, tende al movimento e lo fa grazie alla dinamicità delle braccia data dalle ombre e non attraverso il chiasmo. Appare una connessione antitetica delle parti:l’azione viene subita dalla parte destra, mentre quella sinistra la compie.