UDA - Progettazione e modellazione di un manufatto protesico:
protesi parziale rimovibile: lo scheletrato inferiore
Protesi parziale mobile removibile
La Protesi Parziale Rimovibile (PPR) è un dispositivo protesico riabilitativo rimosso autonomamente dal paziente, indicato per il ripristino delle arcate parzialmente edentule.
Sotto il profilo meccanico, si definisce protesi semifisiologica in quanto caratterizzata da un supporto misto (dento-muco-supportata),i carichi masticatori vanno sul parodonto del dente pilastro e sul tessuto osteomucoso.
Tipologie di protesi e architetture strutturali
Le soluzioni variano in base al sistema di ancoraggio utilizzato:
Lo Scheletrato (Protesi con ganci):
Presenta un telaio in lega di Cromo-Cobalto. La sua stabilità dipende dai ganci fusi, composti da tre parti essenziali: - Cavaliere (Appoggio occlusale): Trasmette il carico verticale lungo l'asse lungo del dente. -Braccio di abbraccio: Garantisce stabilità orizzontale. - Punta elastica: Impegna il sottosquadro del dente per fornire ritenzione. La Protesi Combinata (Protesi con attacchi):
È un sistema ibrido. I denti pilastro vengono capsulati (protesi fissa) e ospitano una componente di un attacco di precisione.
L'attacco: Sostituisce il gancio, migliorando l'estetica.
Il fresaggio: È la parte più importante; sono superfici di guida parallele fresate sulla corona fissa che permettono alla protesi di incastrarsi perfettamente, trasformando le spinte laterali in carichi assiali e stabilizzando l'intero sistema.
Punta-Retentive tip
Cavaliere-occlusal rest
Abbraccio-reciprocal arm
Paziente tipo e scarico delle forze
Il paziente tipo presenta edentulie che non possono essere trattate con protesi fissa a causa della mancanza di pilastri distali (Classi I e II di Kennedy) o per un numero insufficiente di denti residui per sostenere un ponte.
Lo Scarico delle Forze è la sfida biomeccanica che risiede nella gestione della comprimibilità differenziale: la mucosa è resiliente (si comprime da 0,4 a 2 mm), mentre il dente nel suo legamento è quasi statico (0,1 mm).
Nelle classi a estremità libera, la protesi tende a ruotare attorno ai pilastri.
Il carico deve essere distribuito equamente: il metallo dello scheletrato deve essere rigido per trasmettere le forze, evitando concentrazioni di carico che causerebbero riassorbimento osseo o mobilità dentale.
Asse di inserzione-Path of insertion
L'asse di inserzione è la traiettoria obbligata che la protesi deve seguire per essere alloggiata o rimossa. Viene determinato in laboratorio tramite il parallelometro.
Si ricerca un asse che permetta la passività: la protesi deve scivolare in posizione senza esercitare forze di trazione o pressione sui denti pilastro durante il movimento.
Attraverso lo studio dell'asse, si individua l'equatore protesico e si stabilisce dove posizionare le parti rigide (sopra l'equatore) e quelle elastiche dei ganci (sotto l'equatore-undercut)
Analisi clinica e progettazione
Prima della realizzazione, il clinico deve valutare i seguenti fattori: - Stato Parodontale: Valutazione della stabilità e del rapporto corona/radice dei pilastri. - Asse di Fulcro: Identificazione della linea di rotazione (specialmente nelle classi I e II) per progettare le ritenzioni secondarie (appoggi supplementari) necessarie a neutralizzare l'effetto leva. - Scelta degli Attacchi: Decidere se utilizzare attacchi rigidi (se i pilastri sono robusti) o ammortizzati/resilienti (per permettere un lieve "molleggio" della sella sulla mucosa, proteggendo pilastri isolati o fragili). - Spazio Inter-arcata: Verifica dello spazio necessario per alloggiare attacchi, metallo e denti in resina senza alterare la masticazione.
Considerazioni finali
Lo scheletrato è la scelta di chi vuole risultati concreti senza fare niente di invasivo. È la soluzione per chi non ha voglia, o magari non può per salute, di affrontare interventi invasivi, buchi nell'osso o mesi di attesa per un impianto. È "pronto all'uso": lo progetti, lo costruisci e il paziente torna a masticare in tempi minimi.Lo scheletrato è l'ancora di salvezza per chi cerca un buon compromesso. È un pezzo di meccanica onesta.
Certo, ci sono i ganci, e a qualcuno l'idea del metallo non piace, ma è un manufatto che non ti tradisce. Non ha bisogno di condizioni ossee perfette o di interventi chirurgici complessi che magari il paziente nemmeno sopporterebbe. È una protesi "umana": si adatta a quello che c'è, sostiene i denti rimasti come un'impalcatura e fa il suo lavoro senza troppe pretese estetiche, ma con tantissima sostanza. Per me, è la prova che la semplicità, quando è studiata bene, batte spesso la complessità inutile.
Indice
1. Classi di kennedy
5. Occlusione dente a due denti
2. Parallelometro
6. Classi di angle
3. Ganci di ney soppraequatoriali
7.Scheletrato progettato al cad
4. Progettazione e modellazione dello scheletrato superiore
Scheletrato
E'una protesi semifisiologica poiche poggia sui denti e sul tessuto osseo.Viene utilizzata in caso di un’edentulia parziale, ossia quando sono ancora presenti alcuni elementi dentali che vengono utilizzati come supporto alla protesi. Lo scheletrato è composto da una struttura portante(placca/barra) cioe una sottile barra di metallo che serve a dare maggiore stabilità, ganci in lega di metallo (cromo, cobalto, molibdeno) che vengoni agganciata ai denti naturali tramite ganci prima modellati in cera che avvolgono i denti pilastro infine denti protesici(ceramica/resina).
Classi di kennedy
he saddle represents the base of the skeleton that rests on the gum in areas without teeth.
This is defined when the edentulous space is large (lack of at least 2 teeth). It can be: Free-end saddle: When the space is not delimited by a pillar tooth in the back. Bounded saddle: When the space is delimited both anteriorly and posteriorly by pillar teeth.
I Kennedy class: two free-end saddle Edentulous space: from 1 to 4Subclasses: 4
II kennedy class: one free-end saddle Edentulous space :from 1 to 4Subclasses:4
III kennedy class :one bounded saddleEdentulous space :from 1 to 4 Subclasses:4
IV kennedy class :one anterior bounded Edentulous:0 Subclasses: 0
Lavoro al parallelometro
Analisi del modello pek: modello parzialmente edenutulo superiore: seconda classe di kennedy:una sella laterale libera prima sottoclasse:una breccia denti pilastro: 13-17-25 denti mancanti:14-15-16,26-27-28
Si posiziona al modello al centro del parallelometro(strumento usato in odontotecnica per l’analisi dei modelli protesici) per individuare al meglio i punti guida, cioè la linea dell’equatore del dente che può essere obliqua individuando così il sotto squadro tramite una gomma rossa sui denti pilastro.sui denti pilastro scorrono gli aghi analizzatori per valutare la profondità di essi che sono di diametro 0.25/0,50/0,75.In base alla profondità il mio modello corrisponde all’ago analizzatore di diametro 0,50.
ney system of claps design
gancio di ney n°1 e 2
gancio di ney n°1
In una protesi scheletrata, il gancio è di supporto e ritenzione,il dente non solo serve a mantenere la protesi in posizione, ma anche a sopportare parte del carico masticatorio.E' costituito da:Spalla: parte rigida collegata al cavaliere.
Braccio: porzione semi rigida del gancio e serve a unire le spalle con le punte.
Punta:la parte elastica del gancio.
gancio di ney n°4 ad azione posteriore
gancio di ney n°2
gancio di ney n°1 doppio
gancio ad anello
Scheletrato superiore progettato e modellato
Descrizione della ppr:Protesi parziale con ganci(scheletrato semifisiologico). elementi protesi con conettore primario(funzione di collegamento)placca,due selle ritentive: (unione di ritenzione e d'appoggio). Tre ganci cavaliere appoggi/attacchi(funzione d'ancoraggio)di ney n°1,n°4(ad azione posteriore)
Classificazione dei ganci: 17: gancio di ney 1 13:gancio di ney 1 25:gancio di ney 1
Tooth to two teeth occlusion
Secondo tipo
Primo tipo
This type of occlusion is very common in nature (95%). In this case, the cusps make contact with the marginal ridges of the opposing teeth.
It presents 2 disadvantages:
The masticatory load is not distributed axially on the opposing teeth.
The pressure from the cusps causes food impaction (the forcing of food) into the interdental spaces.
Angle's Classification
2° classe: distocclusion
3° classe: mesiocclusion
1° Classe: neutrocclusion
Scheletrato progettato al cad
La protesi scheletrato è stata progettata al CAD,è stato analizzato il modello pek per impostare correttamente il lavoro. Successivamente sono state costruite le selle, modellandole gradualmente nelle zone edentule. In seguito è stata realizzata la barra principale a forma di farfalla, dandole una forma proporzionata e adatta alla struttura. Infine sono stati modellati i ganci in base ai denti presenti per garantire una buona tenuta.
Scheletrato con selle e barra
Scheletrato finito con ganci di ney
METALLI E LEGHE
I metalli sono elementi chimici caratterizzati dal legame metallico, un’organizzazione atomica in cui gli ioni positivi sono immersi in una "nube" di elettroni liberi. Questa struttura conferisce loro proprietà uniche: Conducibilità: Termica ed elettrica. Lucentezza: Capacità di riflettere la luce. Duttilità e Malleabilità: Capacità di essere lavorati in fili o lamine senza rompersi.
LEGHE
In bocca non si utilizzano quasi mai metalli puri (come l'oro puro o il ferro puro) perché sarebbero o troppo teneri o soggetti a corrosione immediata. Usiamo le Leghe, ovvero unioni di due o più elementi (di cui almeno uno metallico), per ottenere: -Maggiore Durezza: La combinazione di atomi di dimensioni diverse blocca lo scorrimento dei piani atomici, rendendo il materiale più resistente. - Resistenza alla Corrosione: L'aggiunta di metalli come il Cromo crea uno strato protettivo superficiale. - Ottimizzazione della Fusione: Le leghe hanno spesso punti di fusione più bassi dei singoli componenti, facilitando il lavoro in laboratorio.
CROMO COBALTO
Lo scheletrato richiede una struttura metallica estremamente rigida e leggera. Per questo motivo, la lega Cromo-Cobalto (Co-Cr) è diventata lo standard universale,composta da:
-Molibdeno (4-6%): È fondamentale perché aumenta la resilienza (capacità di assorbire urti) e rende il grano della lega più fine, facilitando l'attivazione dei ganci senza che si spezzino.
-Cromo (25-30%): È l'elemento responsabile della biocompatibilità. Protegge la protesi dall'ossidazione e dalla corrosione acida dei cibi.
-Cobalto (55-65%): È il "cuore" della lega. Garantisce l'altissima durezza e la resistenza meccanica necessaria per sopportare i carichi masticatori.
CARATTERISTICHE D'USO
-Elevato Modulo di Elasticità (Rigidezza): Essendo molto rigida, possiamo fare scheletrati molto sottili. Questo significa meno ingombro per il paziente e più spazio per la lingua.- Leggerezza: Il Co-Cr pesa la metà delle leghe d'oro. Una protesi leggera è più stabile e non "cade" per gravità nell'arcata superiore. - Memoria Elastica: I ganci in Co-Cr possono aprirsi leggermente per passare sopra il dente e "scattare" in posizione senza deformarsi permanentemente. - Stabilità Chimica: Non rilascia sapori metallici e non causa allergie (se priva di Nichel e Berillio).
I MATERIALI POLIMERICI:RESINE ACRILICHE
Mentre il metallo costituisce lo "scheletro", la resina costituisce la parte estetica e di supporto per i denti.
La resina più utilizzata è il PMMA, un polimero sintetico derivante dal monomero Metilmetacrilato (MMA). In odontotecnica si presenta spesso sotto forma di un sistema Polvere (polimero) + Liquido (monomero).Usata per il suo:-Mimetismo Estetico: Può essere pigmentata con varie tonalità di rosa e venature per imitare perfettamente la gengiva naturale.
-Legame Meccanico: La resina viene "colata" sopra lo scheletrato metallico. Poiché non esiste legame chimico tra metallo e resina, l'odontotecnico deve creare sulla struttura metallica dei ritenzioni (fori o reti) dove la resina possa incastrarsi meccanicamente.
-Manutenibilità (Ribasatura): Se nel tempo l'osso del paziente si riassorbe (atrofia), la resina può essere facilmente aggiunta o modificata per riadattare la protesi alla nuova forma dei tessuti.
I MATERIALI POLIMERICI:RESINE ACRILICHE
Possono essere utilizzate due tipi di resine differenti in base al lavoro che verra' svolto:-Termo (a caldo): Richiedono calore e pressione per solidificare. Sono più compatte, dure e hanno meno monomero residuo (meno rischio di allergie). Si usano per le selle definitive. - Auto (a freddo): Induriscono tramite una reazione chimica a temperatura ambiente. Sono più rapide da usare, ideali per riparazioni o piccole aggiunte.
CONTAMINAZIONE BATTERICA
Nel nostro ambiente di lavoro, la proliferazione batterica rappresenta un rischio elevato, poiché operiamo a diretto contatto con materiali biologici provenienti dal cavo orale dei pazienti tramite le impronte,riparazioni di protesi,polveri ecc. Per questa ragione, è di fondamentale importanza che ogni materiale in entrata sia sottoposto a un immediato protocollo di decontaminazione e disinfettzione . Questo passaggio è essenziale per Impedire la persistenza di agenti patogeni sulle superfici di lavoro.
Prevenire la diffusione di microrganismi agli strumenti del laboratorio (infezioni crociate).
Garantire la sicurezza degli operatori, evitando che il laboratorio diventi un veicolo di malattie infettive.
CRESCITA ESPONENZIALE DEI BATTERI
Con crescita batterica ci si riferisce all'aumento numerico di una popolazione batterica, non all'aumento delle dimensioni cellulari. Ogni cellula batterica ne origina due, quindi da una cellula se ne formano due da due se ne formano quattro da quattro se ne formano otto e così via.pari al doppio di quelle della generazione precedente.
CATENA DI CONTAMINAZIONE
La crescita esponenziale non è un fenomeno isolato. Senza una corretta prevenzione, il laboratorio diventa un ecosistema dove i microrganismi si spostano rapidamente da un oggetto all'altro.L'impronta arriva dallo studio dentistico. È piena di saliva, sangue e placca. Qui la crescita batterica è al suo picco grazie all'umidità e alla temperatura non elevata. Il Trasferimento: Se l'impronta non viene decontaminata subito, i batteri passano al gesso durante la colata. Il modello fisico diventa un accumulo di batteri. La Dispersione: È la fase più pericolosa dove la rifinitura al micromotore, l'azione della fresa polverizza il materiale contaminato. I batteri si dispengono nellaria. E cosi poi i batteri si depositano su altre lavori, banchi,telefoni,e se i DPI non sono corretti, vengono inalate dal tecnico o finiscono sulle sue mucose.
Studio Dentistico → Impronta → Banco di Lavoro → Strumenti Rotanti (Frese) → Aerosol → Polmoni del Tecnico.
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE
i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) sono la barriera contro il rischio biologico derivante da polveri e contatti diretti con manufatti contaminati. i dispositivi essenziali per contrastare la contaminazione:- Mascherine FFP2 o FFP3: Indispensabili durante la rifinitura e la sabbiatura per proteggere le vie respiratorie da aerosol carichi di batteri e micro-frammenti. -Occhiali protettivi: Prevengono il contatto di schizzi di sangue, saliva. - Guanti : Proteggono le mani durante la manipolazione di impronte sporche e l'uso di disinfettanti chimici aggressivi. - Camici monouso o dedicati: Evitano che i microrganismi aderiscano agli abiti civili, impedendo il trasporto della contaminazione fuori dal laboratorio.
Patto Studio-Laboratorio
Il rapporto tra studio e laboratorio si fonda sulla corresponsabilità: il dentista deve garantire la decontaminazione iniziale delle impronte per proteggere il tecnico e anche lui assicura la salubrità del manufatto finale. Questo patto di fiducia è sancito dalla Dichiarazione di Conformità, documento legale che attesta il rispetto dei protocolli igienici e dei materiali a norma.
UDA - Progettazione e modellazione di un manufatto protesico: protesi parziale rimovibile: lo scheletrato inferiore
yassminmohamed05nuoto
Created on March 3, 2026
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UDA - Progettazione e modellazione di un manufatto protesico: protesi parziale rimovibile: lo scheletrato inferiore
Protesi parziale mobile removibile
La Protesi Parziale Rimovibile (PPR) è un dispositivo protesico riabilitativo rimosso autonomamente dal paziente, indicato per il ripristino delle arcate parzialmente edentule. Sotto il profilo meccanico, si definisce protesi semifisiologica in quanto caratterizzata da un supporto misto (dento-muco-supportata),i carichi masticatori vanno sul parodonto del dente pilastro e sul tessuto osteomucoso.
Tipologie di protesi e architetture strutturali
Le soluzioni variano in base al sistema di ancoraggio utilizzato: Lo Scheletrato (Protesi con ganci): Presenta un telaio in lega di Cromo-Cobalto. La sua stabilità dipende dai ganci fusi, composti da tre parti essenziali: - Cavaliere (Appoggio occlusale): Trasmette il carico verticale lungo l'asse lungo del dente. -Braccio di abbraccio: Garantisce stabilità orizzontale. - Punta elastica: Impegna il sottosquadro del dente per fornire ritenzione. La Protesi Combinata (Protesi con attacchi): È un sistema ibrido. I denti pilastro vengono capsulati (protesi fissa) e ospitano una componente di un attacco di precisione. L'attacco: Sostituisce il gancio, migliorando l'estetica. Il fresaggio: È la parte più importante; sono superfici di guida parallele fresate sulla corona fissa che permettono alla protesi di incastrarsi perfettamente, trasformando le spinte laterali in carichi assiali e stabilizzando l'intero sistema.
Punta-Retentive tip
Cavaliere-occlusal rest
Abbraccio-reciprocal arm
Paziente tipo e scarico delle forze
Il paziente tipo presenta edentulie che non possono essere trattate con protesi fissa a causa della mancanza di pilastri distali (Classi I e II di Kennedy) o per un numero insufficiente di denti residui per sostenere un ponte. Lo Scarico delle Forze è la sfida biomeccanica che risiede nella gestione della comprimibilità differenziale: la mucosa è resiliente (si comprime da 0,4 a 2 mm), mentre il dente nel suo legamento è quasi statico (0,1 mm). Nelle classi a estremità libera, la protesi tende a ruotare attorno ai pilastri. Il carico deve essere distribuito equamente: il metallo dello scheletrato deve essere rigido per trasmettere le forze, evitando concentrazioni di carico che causerebbero riassorbimento osseo o mobilità dentale.
Asse di inserzione-Path of insertion
L'asse di inserzione è la traiettoria obbligata che la protesi deve seguire per essere alloggiata o rimossa. Viene determinato in laboratorio tramite il parallelometro. Si ricerca un asse che permetta la passività: la protesi deve scivolare in posizione senza esercitare forze di trazione o pressione sui denti pilastro durante il movimento. Attraverso lo studio dell'asse, si individua l'equatore protesico e si stabilisce dove posizionare le parti rigide (sopra l'equatore) e quelle elastiche dei ganci (sotto l'equatore-undercut)
Analisi clinica e progettazione
Prima della realizzazione, il clinico deve valutare i seguenti fattori: - Stato Parodontale: Valutazione della stabilità e del rapporto corona/radice dei pilastri. - Asse di Fulcro: Identificazione della linea di rotazione (specialmente nelle classi I e II) per progettare le ritenzioni secondarie (appoggi supplementari) necessarie a neutralizzare l'effetto leva. - Scelta degli Attacchi: Decidere se utilizzare attacchi rigidi (se i pilastri sono robusti) o ammortizzati/resilienti (per permettere un lieve "molleggio" della sella sulla mucosa, proteggendo pilastri isolati o fragili). - Spazio Inter-arcata: Verifica dello spazio necessario per alloggiare attacchi, metallo e denti in resina senza alterare la masticazione.
Considerazioni finali
Lo scheletrato è la scelta di chi vuole risultati concreti senza fare niente di invasivo. È la soluzione per chi non ha voglia, o magari non può per salute, di affrontare interventi invasivi, buchi nell'osso o mesi di attesa per un impianto. È "pronto all'uso": lo progetti, lo costruisci e il paziente torna a masticare in tempi minimi.Lo scheletrato è l'ancora di salvezza per chi cerca un buon compromesso. È un pezzo di meccanica onesta. Certo, ci sono i ganci, e a qualcuno l'idea del metallo non piace, ma è un manufatto che non ti tradisce. Non ha bisogno di condizioni ossee perfette o di interventi chirurgici complessi che magari il paziente nemmeno sopporterebbe. È una protesi "umana": si adatta a quello che c'è, sostiene i denti rimasti come un'impalcatura e fa il suo lavoro senza troppe pretese estetiche, ma con tantissima sostanza. Per me, è la prova che la semplicità, quando è studiata bene, batte spesso la complessità inutile.
Indice
1. Classi di kennedy
5. Occlusione dente a due denti
2. Parallelometro
6. Classi di angle
3. Ganci di ney soppraequatoriali
7.Scheletrato progettato al cad
4. Progettazione e modellazione dello scheletrato superiore
Scheletrato
E'una protesi semifisiologica poiche poggia sui denti e sul tessuto osseo.Viene utilizzata in caso di un’edentulia parziale, ossia quando sono ancora presenti alcuni elementi dentali che vengono utilizzati come supporto alla protesi. Lo scheletrato è composto da una struttura portante(placca/barra) cioe una sottile barra di metallo che serve a dare maggiore stabilità, ganci in lega di metallo (cromo, cobalto, molibdeno) che vengoni agganciata ai denti naturali tramite ganci prima modellati in cera che avvolgono i denti pilastro infine denti protesici(ceramica/resina).
Classi di kennedy
he saddle represents the base of the skeleton that rests on the gum in areas without teeth. This is defined when the edentulous space is large (lack of at least 2 teeth). It can be: Free-end saddle: When the space is not delimited by a pillar tooth in the back. Bounded saddle: When the space is delimited both anteriorly and posteriorly by pillar teeth.
I Kennedy class: two free-end saddle Edentulous space: from 1 to 4Subclasses: 4
II kennedy class: one free-end saddle Edentulous space :from 1 to 4Subclasses:4
III kennedy class :one bounded saddleEdentulous space :from 1 to 4 Subclasses:4
IV kennedy class :one anterior bounded Edentulous:0 Subclasses: 0
Lavoro al parallelometro
Analisi del modello pek: modello parzialmente edenutulo superiore: seconda classe di kennedy:una sella laterale libera prima sottoclasse:una breccia denti pilastro: 13-17-25 denti mancanti:14-15-16,26-27-28
Si posiziona al modello al centro del parallelometro(strumento usato in odontotecnica per l’analisi dei modelli protesici) per individuare al meglio i punti guida, cioè la linea dell’equatore del dente che può essere obliqua individuando così il sotto squadro tramite una gomma rossa sui denti pilastro.sui denti pilastro scorrono gli aghi analizzatori per valutare la profondità di essi che sono di diametro 0.25/0,50/0,75.In base alla profondità il mio modello corrisponde all’ago analizzatore di diametro 0,50.
ney system of claps design
gancio di ney n°1 e 2
gancio di ney n°1
In una protesi scheletrata, il gancio è di supporto e ritenzione,il dente non solo serve a mantenere la protesi in posizione, ma anche a sopportare parte del carico masticatorio.E' costituito da:Spalla: parte rigida collegata al cavaliere. Braccio: porzione semi rigida del gancio e serve a unire le spalle con le punte. Punta:la parte elastica del gancio.
gancio di ney n°4 ad azione posteriore
gancio di ney n°2
gancio di ney n°1 doppio
gancio ad anello
Scheletrato superiore progettato e modellato
Descrizione della ppr:Protesi parziale con ganci(scheletrato semifisiologico). elementi protesi con conettore primario(funzione di collegamento)placca,due selle ritentive: (unione di ritenzione e d'appoggio). Tre ganci cavaliere appoggi/attacchi(funzione d'ancoraggio)di ney n°1,n°4(ad azione posteriore)
Classificazione dei ganci: 17: gancio di ney 1 13:gancio di ney 1 25:gancio di ney 1
Tooth to two teeth occlusion
Secondo tipo
Primo tipo
This type of occlusion is very common in nature (95%). In this case, the cusps make contact with the marginal ridges of the opposing teeth. It presents 2 disadvantages: The masticatory load is not distributed axially on the opposing teeth. The pressure from the cusps causes food impaction (the forcing of food) into the interdental spaces.
Angle's Classification
2° classe: distocclusion
3° classe: mesiocclusion
1° Classe: neutrocclusion
Scheletrato progettato al cad
La protesi scheletrato è stata progettata al CAD,è stato analizzato il modello pek per impostare correttamente il lavoro. Successivamente sono state costruite le selle, modellandole gradualmente nelle zone edentule. In seguito è stata realizzata la barra principale a forma di farfalla, dandole una forma proporzionata e adatta alla struttura. Infine sono stati modellati i ganci in base ai denti presenti per garantire una buona tenuta.
Scheletrato con selle e barra
Scheletrato finito con ganci di ney
METALLI E LEGHE
I metalli sono elementi chimici caratterizzati dal legame metallico, un’organizzazione atomica in cui gli ioni positivi sono immersi in una "nube" di elettroni liberi. Questa struttura conferisce loro proprietà uniche: Conducibilità: Termica ed elettrica. Lucentezza: Capacità di riflettere la luce. Duttilità e Malleabilità: Capacità di essere lavorati in fili o lamine senza rompersi.
LEGHE
In bocca non si utilizzano quasi mai metalli puri (come l'oro puro o il ferro puro) perché sarebbero o troppo teneri o soggetti a corrosione immediata. Usiamo le Leghe, ovvero unioni di due o più elementi (di cui almeno uno metallico), per ottenere: -Maggiore Durezza: La combinazione di atomi di dimensioni diverse blocca lo scorrimento dei piani atomici, rendendo il materiale più resistente. - Resistenza alla Corrosione: L'aggiunta di metalli come il Cromo crea uno strato protettivo superficiale. - Ottimizzazione della Fusione: Le leghe hanno spesso punti di fusione più bassi dei singoli componenti, facilitando il lavoro in laboratorio.
CROMO COBALTO
Lo scheletrato richiede una struttura metallica estremamente rigida e leggera. Per questo motivo, la lega Cromo-Cobalto (Co-Cr) è diventata lo standard universale,composta da:
-Molibdeno (4-6%): È fondamentale perché aumenta la resilienza (capacità di assorbire urti) e rende il grano della lega più fine, facilitando l'attivazione dei ganci senza che si spezzino.
-Cromo (25-30%): È l'elemento responsabile della biocompatibilità. Protegge la protesi dall'ossidazione e dalla corrosione acida dei cibi.
-Cobalto (55-65%): È il "cuore" della lega. Garantisce l'altissima durezza e la resistenza meccanica necessaria per sopportare i carichi masticatori.
CARATTERISTICHE D'USO
-Elevato Modulo di Elasticità (Rigidezza): Essendo molto rigida, possiamo fare scheletrati molto sottili. Questo significa meno ingombro per il paziente e più spazio per la lingua.- Leggerezza: Il Co-Cr pesa la metà delle leghe d'oro. Una protesi leggera è più stabile e non "cade" per gravità nell'arcata superiore. - Memoria Elastica: I ganci in Co-Cr possono aprirsi leggermente per passare sopra il dente e "scattare" in posizione senza deformarsi permanentemente. - Stabilità Chimica: Non rilascia sapori metallici e non causa allergie (se priva di Nichel e Berillio).
I MATERIALI POLIMERICI:RESINE ACRILICHE
Mentre il metallo costituisce lo "scheletro", la resina costituisce la parte estetica e di supporto per i denti.
La resina più utilizzata è il PMMA, un polimero sintetico derivante dal monomero Metilmetacrilato (MMA). In odontotecnica si presenta spesso sotto forma di un sistema Polvere (polimero) + Liquido (monomero).Usata per il suo:-Mimetismo Estetico: Può essere pigmentata con varie tonalità di rosa e venature per imitare perfettamente la gengiva naturale. -Legame Meccanico: La resina viene "colata" sopra lo scheletrato metallico. Poiché non esiste legame chimico tra metallo e resina, l'odontotecnico deve creare sulla struttura metallica dei ritenzioni (fori o reti) dove la resina possa incastrarsi meccanicamente. -Manutenibilità (Ribasatura): Se nel tempo l'osso del paziente si riassorbe (atrofia), la resina può essere facilmente aggiunta o modificata per riadattare la protesi alla nuova forma dei tessuti.
I MATERIALI POLIMERICI:RESINE ACRILICHE
Possono essere utilizzate due tipi di resine differenti in base al lavoro che verra' svolto:-Termo (a caldo): Richiedono calore e pressione per solidificare. Sono più compatte, dure e hanno meno monomero residuo (meno rischio di allergie). Si usano per le selle definitive. - Auto (a freddo): Induriscono tramite una reazione chimica a temperatura ambiente. Sono più rapide da usare, ideali per riparazioni o piccole aggiunte.
CONTAMINAZIONE BATTERICA
Nel nostro ambiente di lavoro, la proliferazione batterica rappresenta un rischio elevato, poiché operiamo a diretto contatto con materiali biologici provenienti dal cavo orale dei pazienti tramite le impronte,riparazioni di protesi,polveri ecc. Per questa ragione, è di fondamentale importanza che ogni materiale in entrata sia sottoposto a un immediato protocollo di decontaminazione e disinfettzione . Questo passaggio è essenziale per Impedire la persistenza di agenti patogeni sulle superfici di lavoro. Prevenire la diffusione di microrganismi agli strumenti del laboratorio (infezioni crociate). Garantire la sicurezza degli operatori, evitando che il laboratorio diventi un veicolo di malattie infettive.
CRESCITA ESPONENZIALE DEI BATTERI
Con crescita batterica ci si riferisce all'aumento numerico di una popolazione batterica, non all'aumento delle dimensioni cellulari. Ogni cellula batterica ne origina due, quindi da una cellula se ne formano due da due se ne formano quattro da quattro se ne formano otto e così via.pari al doppio di quelle della generazione precedente.
CATENA DI CONTAMINAZIONE
La crescita esponenziale non è un fenomeno isolato. Senza una corretta prevenzione, il laboratorio diventa un ecosistema dove i microrganismi si spostano rapidamente da un oggetto all'altro.L'impronta arriva dallo studio dentistico. È piena di saliva, sangue e placca. Qui la crescita batterica è al suo picco grazie all'umidità e alla temperatura non elevata. Il Trasferimento: Se l'impronta non viene decontaminata subito, i batteri passano al gesso durante la colata. Il modello fisico diventa un accumulo di batteri. La Dispersione: È la fase più pericolosa dove la rifinitura al micromotore, l'azione della fresa polverizza il materiale contaminato. I batteri si dispengono nellaria. E cosi poi i batteri si depositano su altre lavori, banchi,telefoni,e se i DPI non sono corretti, vengono inalate dal tecnico o finiscono sulle sue mucose.
Studio Dentistico → Impronta → Banco di Lavoro → Strumenti Rotanti (Frese) → Aerosol → Polmoni del Tecnico.
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE
i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) sono la barriera contro il rischio biologico derivante da polveri e contatti diretti con manufatti contaminati. i dispositivi essenziali per contrastare la contaminazione:- Mascherine FFP2 o FFP3: Indispensabili durante la rifinitura e la sabbiatura per proteggere le vie respiratorie da aerosol carichi di batteri e micro-frammenti. -Occhiali protettivi: Prevengono il contatto di schizzi di sangue, saliva. - Guanti : Proteggono le mani durante la manipolazione di impronte sporche e l'uso di disinfettanti chimici aggressivi. - Camici monouso o dedicati: Evitano che i microrganismi aderiscano agli abiti civili, impedendo il trasporto della contaminazione fuori dal laboratorio.
Patto Studio-Laboratorio
Il rapporto tra studio e laboratorio si fonda sulla corresponsabilità: il dentista deve garantire la decontaminazione iniziale delle impronte per proteggere il tecnico e anche lui assicura la salubrità del manufatto finale. Questo patto di fiducia è sancito dalla Dichiarazione di Conformità, documento legale che attesta il rispetto dei protocolli igienici e dei materiali a norma.