Cacciata dei diavoli da Arezzo
La Cacciata dei diavoli da Arezzo è una delle scene del ciclo delle Storie di San Francesco dipinte nella Basilica di San Francesco d'Assisi e attribuite a Giotto e alla sua bottega, alla fine del XIII secolo.L’episodio racconta un miracolo compiuto da Francesco d'Assisi nella città di Arezzo, sconvolta da violenze e lotte interne. Secondo la tradizione, Francesco riconosce che dietro l’odio e la discordia si nasconde l’azione del demonio. Con la forza della preghiera, ordina ai diavoli di abbandonare la città, riportando così la pace tra gli abitanti. La scena è particolarmente significativa perché unisce dimensione spirituale e realtà storica: i conflitti politici medievali vengono interpretati come effetti del male, mentre Francesco appare come mediatore di pace e strumento della volontà divina. Giotto rappresenta il miracolo con grande forza narrativa, mostrando i diavoli che fuggono dalle mura della città e creando una scena dinamica e drammatica.
La città in tumulto
Sullo sfondo si vede la città di Arezzo, rappresentata con mura, torri e edifici ben definiti. Le architetture creano profondità e danno un senso realistico allo spazio. In alto, vicino alle mura, compaiono i diavoli che escono dalla città: sono piccoli, scuri, agitati, quasi deformi. La loro posizione elevata indica che stanno fuggendo verso l’esterno.Questa parte simboleggia il caos e la discordia che avevano colpito la città.
I demoni in fuga
Nella parte alta della scena, Giotto mostra diversi diavoli sopra le mura di Arezzo che scappano spaventati. I demoni non sono rappresentati in basso, ma in alto, suggerendo che la loro influenza è percepita solo spiritualmente. Sono ritratti con forme inquietanti, volti deformi e ali irregolari, per enfatizzare il male come disordinato e grottesco, non sublime. La loro fuga simboleggia la sconfitta del male e la liberazione della città dalla discordia. Nella Legenda maior, i demoni erano felici per i conflitti tra gli abitanti. Francesco ordina di scacciarli in nome di Dio e, obbedendo, i demoni fuggono, riportando la pace in città.
Il gesto di comando del Santo
Nel primo piano della Cacciata dei diavoli da Arezzo, Francesco d'Assisi è raffigurato fuori dalle mura della città, in una posizione stabile. Alza la mano in segno di benedizione e comando spirituale, senza utilizzare violenza. Scaccia i diavoli con la preghiera e l'autorità morale, mostrando che il suo potere deriva dalla fede e dal rapporto con Dio. La sua postura ferma contrasta con il movimento dei demoni che fuggono. Giotto evidenzia l'opposizione tra calma e caos, rendendo Francesco un portatore di pace e un punto stabile della scena.
Cacciata dei diavoli da Arezzo
Chiara Grano
Created on March 2, 2026
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Cacciata dei diavoli da Arezzo
La Cacciata dei diavoli da Arezzo è una delle scene del ciclo delle Storie di San Francesco dipinte nella Basilica di San Francesco d'Assisi e attribuite a Giotto e alla sua bottega, alla fine del XIII secolo.L’episodio racconta un miracolo compiuto da Francesco d'Assisi nella città di Arezzo, sconvolta da violenze e lotte interne. Secondo la tradizione, Francesco riconosce che dietro l’odio e la discordia si nasconde l’azione del demonio. Con la forza della preghiera, ordina ai diavoli di abbandonare la città, riportando così la pace tra gli abitanti. La scena è particolarmente significativa perché unisce dimensione spirituale e realtà storica: i conflitti politici medievali vengono interpretati come effetti del male, mentre Francesco appare come mediatore di pace e strumento della volontà divina. Giotto rappresenta il miracolo con grande forza narrativa, mostrando i diavoli che fuggono dalle mura della città e creando una scena dinamica e drammatica.
La città in tumulto
Sullo sfondo si vede la città di Arezzo, rappresentata con mura, torri e edifici ben definiti. Le architetture creano profondità e danno un senso realistico allo spazio. In alto, vicino alle mura, compaiono i diavoli che escono dalla città: sono piccoli, scuri, agitati, quasi deformi. La loro posizione elevata indica che stanno fuggendo verso l’esterno.Questa parte simboleggia il caos e la discordia che avevano colpito la città.
I demoni in fuga
Nella parte alta della scena, Giotto mostra diversi diavoli sopra le mura di Arezzo che scappano spaventati. I demoni non sono rappresentati in basso, ma in alto, suggerendo che la loro influenza è percepita solo spiritualmente. Sono ritratti con forme inquietanti, volti deformi e ali irregolari, per enfatizzare il male come disordinato e grottesco, non sublime. La loro fuga simboleggia la sconfitta del male e la liberazione della città dalla discordia. Nella Legenda maior, i demoni erano felici per i conflitti tra gli abitanti. Francesco ordina di scacciarli in nome di Dio e, obbedendo, i demoni fuggono, riportando la pace in città.
Il gesto di comando del Santo
Nel primo piano della Cacciata dei diavoli da Arezzo, Francesco d'Assisi è raffigurato fuori dalle mura della città, in una posizione stabile. Alza la mano in segno di benedizione e comando spirituale, senza utilizzare violenza. Scaccia i diavoli con la preghiera e l'autorità morale, mostrando che il suo potere deriva dalla fede e dal rapporto con Dio. La sua postura ferma contrasta con il movimento dei demoni che fuggono. Giotto evidenzia l'opposizione tra calma e caos, rendendo Francesco un portatore di pace e un punto stabile della scena.