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tesina 3 media

Sonia Orvieto

Created on March 1, 2026

2025\2026

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LA PALLACANESTRO

A cura di MONICA IANDOLO CLASSE III SEZ. I ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE REGINA MARGHERITA - L.DA VINCI (AV) A.S.2025/2026

ITALIANO: Italo Calvino
STORIA: I Guerra Mondiale
ED.FISICA: Storia del basket
GEOGRAFIA: Stati uniti
ED.CIVICA : Fair play
MUSICA: Rap
INGLESE: James Naismith
FRANCESE : Dagli USA a Parigi
RELIGIONE: La fede di Kobe bryant
SCIENZE : Cinematica
ARTE :Street art
TECNOLOGIA: LEVE

introduzione

Il basket è uno sport che mi ha sempre affascinato fin da quando ero piccola. Ricordo che mentre molte ragazze della mia età si iscrivevano a danza, io avevo appena iniziato il mio percorso nel mondo del basket . Fin da subito, ho sentito che quel campo, quel pallone e quel gioco di squadra facevano ormai parte di me. Per me il basket non è solo un passatempo, ma è il momento in cui riesco a liberare la mente ed esprimere me stessa . Ogni allenamento , ogni partita mi hanno insegnato qualcosa: la disciplina, il rispetto delle regole, il gioco di squadra e l’importanza di non arrendersi davanti alle difficoltà. Attraverso questo sport ho capito che per raggiungere un obiettivo serve impegno, costanza e determinazione©. Il basket non è solo uno sport, ma una vera e propria scuola di vita che mi ha aiutata a crescere sia come atleta sia come persona. Ora vi porterò a conoscere il mondo che per me è casa ormai : un mondo fatto di emozioni forti, di sacrifici, di vittorie e sconfitte, ma soprattutto di passione.

Il campo da basket come città invisibile

ITALO CALVINO( 1923-1985)
Quando si pensa al basket, si immagina un campo, due canestri e dieci giocatori. Ma se lo guardiamo più a fondo, il campo può diventare qualcosa di più: una vera e propria “città invisibile”. Questa idea nasce leggendo Le città invisibili di Italo Calvino. Calvino è uno dei più importanti scrittori italiani del Novecento. Nella sua produzione ha attraversato diverse fasi: dal realismo al dopoguerra, con opere come Il sentiero dei nidi di ragno, fino alla narrativa fantastica e simbolica della trilogia I nostri antenati e, più tardi, ai romanzi più sperimentali come Le città invisibili e Se una notte d’inverno un viaggiatore. In tutte queste opere, Calvino cerca di capire la realtà attraverso immagini leggere ma profonde, usando la fantasia per parlare dell’uomo e della società. Nelle città invisibili , Marco Polo racconta all’imperatore Kublai Khan città immaginarie. Però queste città non sono solo luoghi geografici: rappresentano emozioni, relazioni, desideri, paure. Sono città fatte di equilibri delicati e significati nascosti. Allo stesso modo, anche un campo da basket non è solo uno spazio fisico delimitato da linee. È un luogo dove si costruiscono relazioni, dove ogni movimento ha un senso, dove ogni scelta influisce sull’equilibrio generale. Calvino, nelle Lezioni americane, parla della leggerezza come valore fondamentale. Non significa superficialità, ma capacità di trovare armonia e precisione anche nelle situazioni complesse. Nel basket, la leggerezza si vede nel salto verso il canestro, nel movimento fluido di un passaggio, nella rapidità di un contropiede. Ma dietro quella leggerezza c’è fatica, allenamento, disciplina. È una leggerezza costruita. Nelle città di Calvino l’equilibrio è fragile: basta poco per romperlo. Anche nel basket succede la stessa cosa: un errore o un gesto egoista possono cambiare l’andamento della partita. Questo ci insegna che ogni azione ha un peso e che il bene della squadra è più importante del successo individuale. Infine, una città non è fatta da un solo edificio, ma dall’insieme di tante strutture diverse che collaborano. Nel basket ogni giocatore è come un edificio: ha un ruolo specifico e contribuisce al funzionamento dell’insieme. Solo insieme si può creare qualcosa di straordinario. Per questo il campo da basket è come una città invisibile: non è solo uno spazio sportivo, ma una comunità fatta di equilibrio, rispetto e collaborazione. Come ci insegna Calvino, ciò che conta davvero non è solo ciò che vediamo, ma le relazioni che tengono unite le persone. E nel basket, come nelle sue città, la vera forza nasce dall’armonia tra le parti.

DALLA GUERRA AL GIOCO: MODI OPPOSTI DI AFRONTARE IL CONFLITTO

La Prima Guerra Mondiale fu un conflitto che coinvolse quasi tutto il mondo tra il 1914 e il 1918.Anche nel mondo dello sport, in particolare nel National Basketball Association, si parla spesso di spirito di squadra, strategia e collaborazione tra alleati: elementi importanti sia nello sport sia nella storia, anche se in contesti molto diversi. Fu chiamata “Grande Guerra” perché fu la prima guerra con armi moderne e con milioni di soldati. Le cause principali furono tre. Prima di tutto c’erano forti rivalità tra le grandi potenze europee che volevano espandere i loro territori e la loro economia. Poi esistevano alleanze militari: da una parte la Triplice Alleanza formata da Germania, Austria-Ungheria e Italia, dall’altra la Triplice Intesa con Francia, Russia e Inghilterra. La causa scatenante fu l’Attentato di Sarajevo del 28 giugno 1914, quando uno studente serbo uccise l’erede al trono d’Austria, Francesco Ferdinando d'Asburgo-Este. Dopo un mese l’Austria dichiarò guerra alla Serbia e, per il gioco delle alleanze, entrarono in guerra tutti gli altri Stati. All’inizio, nel 1914, l’Italia rimase neutrale perché la Triplice Alleanza era solo difensiva. Nel 1915 però firmò il Patto di Londra con Francia e Inghilterra: in cambio di territori come Trento, Trieste e l’Istria, l’Italia entrò in guerra il 24 maggio 1915 contro l’Austria-Ungheria. Come si combatteva: la guerra di trincea La Prima Guerra Mondiale fu soprattutto una guerra di trincea. I soldati vivevano per mesi in lunghi fossati scavati nel terreno, in condizioni terribili tra fango, freddo, topi e malattie. Gli attacchi costavano migliaia di morti per avanzare di pochi metri. Per la prima volta si usarono armi nuove e terribili come i gas tossici, i carri armati, gli aerei e le mitragliatrici. Il 1917 fu decisivo. La Russia uscì dalla guerra a causa della Rivoluzione. Nello stesso anno gli Stati Uniti entrarono nel conflitto a fianco di Francia e Inghilterra, portando truppe fresche e nuove risorse. Anche per l’Italia fu un anno durissimo per la disfatta di Battaglia di Caporetto, quando l’esercito austro-tedesco sfondò il fronte. Nel 1918, grazie anche all’aiuto americano, gli Alleati riuscirono a vincere. L’Austria-Ungheria si arrese per prima. L’Italia vinse la Battaglia di Vittorio Veneto il 4 novembre 1918. La Germania firmò l’armistizio l’11 novembre 1918. La guerra finì con oltre 9 milioni di morti. Con i trattati di pace del 1919, soprattutto il Trattato di Versailles, la Germania fu considerata la principale responsabile e dovette pagare danni pesantissimi. Sparirono quattro grandi imperi: quello tedesco, austro-ungarico, russo e ottomano. Nacquero nuovi stati in Europa. L’Italia ottenne Trento e Trieste ma non tutti i territori promessi: per questo si parlò di “vittoria mutilata”. Le dure condizioni imposte alla Germania crearono malcontento e furono una delle cause della Seconda Guerra Mondiale.

IL BASKET NEGLI USA!

GLI USA sono la culla del basket , sport nato prorpio sul loro territorio. Fu inventato nel dicembre del 1891 a SPRINGFILD , Massachusetts, dal professore JAMES NAISMITH. Gli Stati Uniti d’America sono una repubblica federale composta da 50 stati. Occupano la parte centrale del Nord America: a nord confinano con il Canada, con cui condividono il confine terrestre più lungo del mondo, a sud con il Messico, a est sono bagnati dall’Oceano Atlantico e a ovest dall’Oceano Pacifico. Fanno parte della federazione anche l’Alaska, situata a nord-ovest del Canada, e l’arcipelago delle Hawaii, nell’Oceano Pacifico. Il territorio americano è molto vario. È attraversato da importanti catene montuose: a ovest si trovano le Montagne Rocciose e la Catena Costiera Pacifica, dove si erge il Monte Denali in Alaska, la vetta più alta del Nord America con 6.190 metri. A est si estendono i Monti Appalachi, più antichi e meno elevati. Tra i rilievi si aprono ampie pianure: le Grandi Pianure al centro del paese, zona di praterie e agricoltura, e la Pianura Costiera Atlantica e del Golfo che corre lungo la costa est e sud. Il fiume più lungo è il sistema Missouri-Mississippi, che raggiunge i 6.275 km. Il solo Mississippi, considerato il fiume più iconico degli USA, scorre per 3.766 km dal Minnesota fino al Golfo del Messico. La capitale è Washington, un distretto federale situato tra il Maryland e la Virginia. È la sede delle principali istituzioni politiche: Casa Bianca, Campidoglio e Corte Suprema. La città più famosa e popolosa è però New York City, con oltre 8 milioni di abitanti, simbolo mondiale di finanza, cultura e media con luoghi come la Statua della Libertà e Times Square. Gli Stati Uniti contano circa 340 milioni di abitanti, ed è il terzo paese più popoloso al mondo. La popolazione è molto varia e multietnica. Non esiste una lingua ufficiale a livello federale, ma l’inglese è la lingua parlata dalla grande maggioranza, seguito dallo spagnolo. Dal punto di vista religioso, lo stato è laico ma la maggior parte della popolazione è cristiana, circa il 63%, con una forte crescita di persone non affiliate a nessuna religione.

James Naismith

James Naismith was born in Almonte. He was the eldest child of a family of Scottish immigrants. His family had moved overseas from Scotland in 1852. He had a sister named Annie and a brother named Robert. Naismith began attending school in Almonte, but at the age of seven he moved to a small village in Quebec, where his father had opened a sawmill. In 1870 he became orphaned when both his parents died of typhoid fever: his father on October 19 and his mother on November 6. The children then grew up with their uncle. Naismith enrolled at McGill University in Montreal in 1883. In 1890, he decided to leave his studies shortly before completing his ordination. It was at Springfield College that Luther Halsey Gulick asked James to invent a game that was not too violent and easy to learn..

Des États-Unis à Paris : le basket qui conquiert la France

Parmi les joueurs les plus connus, il y a

°Victor Wembanyama

LA CINEMATICA

La cinematica è la parte della fisica che studia il movimento dei corpi senza considerare le forze che lo causano. Per descrivere un movimento usa grandezze come spazio, tempo, velocità e accelerazione. Nel basket, la cinematica è fondamentale soprattutto nel tiro a canestro. Quando un giocatore tira, la palla segue un moto parabolico, cioè una traiettoria a forma di parabola. Questo succede perché la palla parte con una certa velocità iniziale e viene attirata verso il basso dalla gravità. Durante il movimento, la palla sale, raggiunge un punto massimo e poi scende verso il canestro. Per fare un buon tiro sono importanti tre fattori: l’angolo di lancio, la velocità iniziale e l’altezza. In conclusione, il basket è un esempio concreto di fisica nella vita quotidiana perché ogni tiro segue le leggi della cinematica. Nel basket oltre alla cinematica risultano essere importante anche le leve.

LE LEVE

Il basket è uno sport in cui i movimenti del corpo sono fondamentali per ottenere precisione, forza e velocità nei gesti tecnici. Proprio per questo, anche in questo sport entrano in gioco le leve, che permettono di migliorare l’efficacia dei movimenti. Le leve sono macchine semplici che permettono di sollevare o muovere oggetti con meno fatica. Anche il corpo umano funziona come un sistema di leve: le ossa rappresentano le leve, le articolazioni fanno da fulcro e i muscoli applicano la forza necessaria per il movimento. Ogni leva è composta da tre elementi fondamentali: il fulcro, la forza e la resistenza. In base alla loro posizione si distinguono tre tipi di leve: nel primo genere il fulcro si trova tra forza e resistenza; nel secondo genere la resistenza è al centro; nel terzo genere invece è la forza a trovarsi tra fulcro e resistenza. Nel corpo umano sono più diffuse le leve di terzo genere, perché permettono movimenti più rapidi e ampi, anche se richiedono maggiore forza. Nel basket le leve sono sempre presenti. Nel tiro a canestro il braccio funziona come una leva che aiuta a controllare direzione, forza e precisione del lancio. Nel salto il piede e la gamba agiscono come leve che permettono di spingere il corpo verso l’alto. Nei passaggi, invece, le braccia funzionano come leve che aumentano la velocità e la precisione della palla. In conclusione, le leve sono fondamentali sia nel corpo umano sia nel basket: grazie ad esse i movimenti diventano più efficaci, coordinati e precisi, e anche un gesto semplice come un tiro a canestro è possibile grazie alle leggi della fisica.Il basket è uno sport in cui i movimenti del corpo sono fondamentali per ottenere precisione, forza e velocità nei gesti tecnici. Proprio per questo, anche in questo sport entrano in gioco le leve, che permettono di migliorare l’efficacia dei movimenti. Le leve sono macchine semplici che permettono di sollevare o muovere oggetti con meno fatica. Anche il corpo umano funziona come un sistema di leve: le ossa rappresentano le leve, le articolazioni fanno da fulcro e i muscoli applicano la forza necessaria per il movimento. Ogni leva è composta da tre elementi fondamentali: il fulcro, la forza e la resistenza. In base alla loro posizione si distinguono tre tipi di leve: nel primo genere il fulcro si trova tra forza e resistenza; nel secondo genere la resistenza è al centro; nel terzo genere invece è la forza a trovarsi tra fulcro e resistenza. Nel corpo umano sono più diffuse le leve di terzo genere, perché permettono movimenti più rapidi e ampi, anche se richiedono maggiore forza. Nel basket le leve sono sempre presenti. Nel tiro a canestro il braccio funziona come una leva che aiuta a controllare direzione, forza e precisione del lancio. Nel salto il piede e la gamba agiscono come leve che permettono di spingere il corpo verso l’alto. Nei passaggi, invece, le braccia funzionano come leve che aumentano la velocità e la precisione della palla. In conclusione, le leve sono fondamentali sia nel corpo umano sia nel basket: grazie ad esse i movimenti diventano più efficaci, coordinati e precisi, e anche un gesto semplice come un tiro a canestro è possibile grazie alle leggi della fisica.

Tra murales e canestri: l’arte della strada

La street art è una forma d’arte che si sviluppa negli spazi pubblici, come muri e strade e soprattutto nelle città. È caratterizzata da colori vivaci, uso di spray e stencil, e spesso trasmette messaggi sociali. Uno degli artisti più famosi è Banksy, che realizza opere provocatorie e significative. La street art è molto legata al basket perché entrambi nascono nell’ambiente urbano. Infatti, nei quartieri cittadini si trovano spesso murales con giocatori, campi colorati e scene di gioco. Basket e street art hanno in comune la creatività, l’espressione personale e il legame con i giovani e la vita di strada. In conclusione, la street art e il basket trasformano la città in uno spazio di espressione artistica e sportiva.Uno dei più famosi murales che hanno dedicato a koby Brayant, è stato realizatto a Pistoia.

Koby Bryant: storia di un atleta che ha conservato la fede!

Kobe Bryant è stato uno dei più grandi giocatori di basket di tutti i tempi, simbolo di talento, impegno e determinazione. Nato a Filadelfia nel 1984, entra giovanissimo nell’NBA grazie alla passione per il basket ereditata dal padre, e costruisce una carriera straordinaria con cinque titoli NBA, due medaglie d’oro olimpiche e numerosi premi individuali.La sua vita non è stata segnata solo dai successi sportivi: ha affrontato anche momenti difficili, come un’accusa nel 2003 che ha messo in crisi la sua immagine pubblica, e problemi nella vita familiare. In questi periodi complessi ha trovato sostegno nella fede e nella famiglia, riuscendo a superare le difficoltà e a continuare la sua carriera. Oltre al basket, si è impegnato anche in attività solidali insieme alla moglie Vanessa. La sua vita si è tragicamente interrotta il 26 gennaio 2020 in un incidente in elicottero insieme alla figlia Gianna. Kobe Bryant è ricordato non solo come un campione, ma anche come una persona che ha cercato di dare un significato profondo alla propria vita affrontando sfide e difficoltà.

La cultura urbana: rap e basket a confronto”

La street art e il basket sono strettamente collegati alla cultura hip hop, nata negli Stati Uniti negli anni ’70. L’hip hop non è solo musica, ma una vera cultura composta da: rap (musica), graffiti (street art), breakdance (danza) e DJing. Il basket fa parte di questo ambiente urbano, infatti, nei campetti di strada spesso si ascolta musica hip hop mentre si gioca.Già a partire dagli anni 70 , nel quartiere del SouthBronx,a New York,è i primi dj sperimentando i dischi in vinile mix di brani famosi funkye disco e su queste basi i rapper improvvisarono strofe più o meno complessivamente che parlano della vita di quartiere . Jay-Z o Eminem fanno oggi esattamente la stessa cosa però per un pubblico più vasto.Street art, basket e hip hop nascono tutti nelle periferie e rappresentano forme diverse di espressione della cultura urbana.

Ringraziamenti

Vorrei dedicare un' ultimo minuto ai miei professori , che in questi tre anni siete stati molto più di semplici insegnanti. Siete stati punti di riferimento, guide silenziose, a volte anche la spalla su cui appoggiarmi quando tutto sembrava troppo grande. Mi avete accompagnato in un percorso che non è stato solo fatto di verifiche e lezioni, ma di paure affrontate, di piccoli traguardi che sembravano impossibili e di una crescita che oggi sento mia, nel profondo. Mi avete insegnato a rialzarmi, a non avere paura di sbagliare, e a credere che dietro ogni fatica ci fosse una versione migliore di me ad aspettarmi. Grazie per aver visto qualcosa in me anche nei giorni in cui io non riuscivo a vederlo. Per la pazienza quando non capivo, per lo sguardo severo quando serviva, ma soprattutto per quella parola giusta, detta al momento giusto, che mi ha dato la forza di non mollare. Da voi non ho imparato solo date, formule o regole grammaticali. Ho imparato che la passione si trasmette con gli occhi, che il rispetto si guadagna con l’esempio, e che un “brava” detto con il cuore può cambiare una giornata intera. Questo è il bagaglio invisibile che mi porto via, e che nessuna verifica potrà mai misurare. Questi tre anni me li porterò dentro per sempre: le risate in classe, l’ansia prima di un’interrogazione, le soddisfazioni che hanno ripagato ogni sforzo. Se oggi mi sento più forte, più consapevole e pronta ad affrontare ciò che verrà, è anche merito vostro. Grazie davvero per tutto. Siete stati la parte più bella di questo viaggio, e una parte di voi rimarrà con me in ogni passo che farò da qui in avanti.

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