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Teatro_Goldoni.pdf

Raffaella Fabbrizzi

Created on February 28, 2026

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Carlo Goldoni Pag 219

Carlo Goldoni scrittore italiano del Settecento.

Nasce nel 1707 a Venezia da una famiglia borghese e muore nel 1793 a Parigi ormai ammalato e in una condizione economica misera. Nella sua vita si sposta spesso. Segue il padre medico a Perugia e studia presso i Gesuiti. Nel 1721 si reca a Rimini per dedicarsi alla filosofia e viene

Il mondo è un bel libro, ma poco serve a chi non lo sa leggere

seguito dai Domenicani. Nel 1723 a Pavia studia giurisprudenza in collegio. Ma viene cacciato dopo due anni e torna a Chioggia dove lavora come cancelliere. Nel 1731 lavora come

avvocato a Venezia.

A Verona incontra il capo comico Giuseppe Imer e inizia a scrivere opere per il teatro. Il suo primo lavoro è il Belisario, dramma popolare.

Nel 1738 al teatro San Samuele viene rappresentato Momolo Cortesan, di cui Goldoni scrive solo la parte del protagonista. Negli anni successivi viene rappresentata La Donna di Garbo, commedia scritta

interamente da Goldoni. Un incontro importante è quello con Girolamo Medebach, capo comico, con il quale collabora dal 1748 al 1753. Goldoni diventa autore stabile del teatro Sant’Angelo di Venezia. Tra i lavori di questo periodo dobbiamo ricordare La

locandiera. Cosa è la commedia dell’arte o teatro delle maschere? È il teatro.

Il 600 è il secolo del teatro. Il teatro ha radici antichissime, basta pensare al teatro greco. Nel Medioevo il genere teatrale viene lasciato da parte e le uniche forme sono le sacre rappresentazioni, come il presepe vivente.

Gli unici attori sono gli uomini. Nel 600 ritorna a rivolgersi ad un pubblico vasto e nasce la figura dell’attore e del capocomico e diventa uno spettacolo pubblico a pagamento.

La commedia dell’arte I personaggi sono le maschere con caratteri fissi. Una maschera si riconosce da determinate caratteristiche e l’attore deve adattarsi a quelle caratteristiche. Non vengono rappresentati personaggi reali ma stereotipati. La commedia dell’arte non ha copioni ma canovacci, cioè trame in cui si dice quello che

succede e gli attori improvvisano. Si formano delle compagnie che si spostano nelle varie piazze, attori girovaghi che mettono in scena le rappresentazioni in piazza. Non hanno bisogno del fondale che è costituito da un semplice telo dove viene dipinta una scenografia. Il pubblico può lasciare un’offerta o un piccolo biglietto. Le parti femminili a poco a poco vengono interpretate dalle donne, e la Chiesa

lo ritiene scandaloso. Un’importante imprenditrice teatrale è Isabella Andreini.

È rivolto ad un pubblico borghese. Gli attori sono professionisti e vivono del loro lavoro. Il fatto che non esista un testo scritto dei testi, rende gli spettacoli negli anni

ripetitivi. Le rappresentazioni diventano a poco a poco noiose. Si formano delle compagnie che si spostano nelle varie piazze, attori girovaghi che mettono in scena le rappresentazioni in piazza. Non hanno bisogno del fondale che è costituito da un semplice telo dove viene dipinta una scenografia. Il pubblico può lasciare un’offerta o un piccolo biglietto. Le parti femminili a poco a poco vengono interpretate dalle donne, e la Chiesa

lo ritiene scandaloso. Un’importante imprenditrice teatrale è Isabella Andreini. È rivolto ad un pubblico borghese. Gli attori sono professionisti e vivono del loro lavoro. Il fatto che non esista un testo scritto dei testi, rende gli spettacoli negli anni

ripetitivi. Le rappresentazioni diventano a poco a poco noiose

Il teatro di Goldoni vuole riformare la commedia dell’arte. Goldoni dal 1734 comincia la collaborazione con il teatro. Le opere si differenziano dalla commedia dell’arte dove c’è un solo canovaccio

ed è tutto improvvisato. Lo scopo della commedia goldoniana è quello di dilettare (divertire). Con Goldoni si passa dal canovaccio al copione. Un personaggio avrà le caratteristiche anche in base al periodo storico e

sociale in cui vive. Quindi un personaggio non sarà mai lo stesso. A Venezia emerge la figura del mercante che rende Venezia una città ricca. Goldoni vede di buon occhio la borghesia, la classe sociale che più delle altre riesce attraverso la laboriosità ad arricchire Venezia. Di contro critica la nobiltà perché è quella classe sociale di parassiti che non contribuisce al benessere economico e sociale della Serenissima. Quindi le sue prime commedie vanno ad esaltare questa realtà. Procede in maniera graduale per non essere criticato in quanto a Venezia vi è un’oligarchia, una ristretta cerchia di persone che non vede di buon occhio la

borghesia emergente. Ad un certo punto anche la stessa borghesia viene messa in discussione perché guarda solo ad arricchirsi sempre di più.

Quindi per ricapitolare Goldoni e l’Illuminismo Commedia dell’arte: Mancanza di testo scritto Presenza obbligatoria di 4 maschere Fissità delle trame e intreccio complesso Pochi elementi realistici Predominio dell’attore e della sua improvvisazione

• • • • • Riforma Goldoniana Parte scritta almeno per il protagonista Eliminazione o riduzione delle maschere Trame nuove e semplici, basate sul carattere dei personaggi

• • •

• •

Ampio spazio al realismo Ruolo predominante dell’autore che dirige il comportamento scenico

dell’attore La riforma del teatro: come cambia il teatro con Goldoni? La riforma del teatro interessa soprattutto:

• • La recitazione degli attori si allontana dall’improvvisazione, tipica della commedia dell’arte, e si lega a testi scritti. Alle maschere e ai loro tratti fissi l’autore preferisce personaggi dotati di un proprio carattere, con tratti profondamente umani. Lo scopo di Goldoni è quello di mettere l’uomo e la sua natura al centro della

Il linguaggio La tecnica drammatica

scena. Presenta la natura umana calata in situazioni reali e quotidiane e ricerca la

moralità. Questi due aspetti diventano sulla scena rappresentazione di due universi che si discostano l’uno dall’altro e al tempo stesso interagiscono tra loro: Il mondo con al centro l’uomo e il suo modo di essere, con i suoi pregi e i

suoi difetti. Il teatro visto sia come spazio scenico sia come canale di comunicazione

con il pubblico.

La locandiera

La Locandiera è una commedia rappresentata per la prima volta il 26

dicembre 1752. Nell’opera Goldoni si concentra sulla figura femminile di Mirandolina, una donna appariscente che gestisce una locanda a Firenze e della quale tutti i clienti si invaghiscono. Attorno a lei si svolge un gioco sensuale che la vede protagonista nel provocare e poi nel ritrarsi. Nella stesura di questa commedia Goldoni esprime apertamente alcuni punti

saldi del suo scrivere: Distanza dalla Commedia dell’arte Presenza del conflitto interiore della protagonista, vittima di se stessa e della sua volontà di reprimere ogni istinto e desiderio Rappresentazione di diversi ceti sociali per arrivare ad un pubblico più

• •

vasto Come viene considerata la protagonista? I critici del passato la vedono come una donna frivola e maliziosa.

Oggi la visione è diversa. Mirandolina è studiata da Goldoni profondamente nei suoi contrasti più intimi, con grande introspezione psicologica. È la stessa Mirandolina affascinata dal gioco che conduce, dal suo desiderio di trasgredire. Ma nel momento in cui ne prende coscienza lo reprime, lo cancella. Mirandolina è un personaggio complesso: è una donna libera che non rinuncia

alle sue doti di seduzione. È un personaggio moderno. Ma la società non è pronta ad accettare una donna

così moderna. Mirandolina è una rappresentante della borghesia, una donna scaltra che sa quello che vuole e produce con il suo lavoro.

Quindi: La personalità di Mirandolina è complessa. Non ama solo essere corteggiata, ma è una donna volitiva dotata di grande volontà di affermazione. È una donna che vive onestamente e gode della propria libertà. Vuole usare le sue doti di seduzione per prendere in giro gli uomini e per far innamorare il cavaliere e farlo sentire ridicolo nel suo odiare le donne, ma è

anche una libera imprenditrice.

Gli altri personaggi che compaiono sulla scena sono: Il cavaliere di Ripafratta, l’oggetto del gioco di Mirandolina, un ricco misogino che disprezza le donne. Mirandolina gli da il soprannome di

Arsura, perché tirchio. Il servitore Fabrizio, alla fine sarà lo sposo dì Mirandolina Il marchese di Forlinpopoli, primo corteggiatore di Mirandolina. Il marchese ha un titolo nobiliare ma è povero in quanto ha dilapidato tutto

• •

il patrimonio. Il conte di Albafiorita, secondo corteggiatore di Mirandolina. Non nobile di sangue. Il suo titolo lo ha comprato perché molto ricco. Il conte disprezza il marchese perché è un taccagno. Il marchese disprezza il conte perché non è un nobile. Non è contemplato che una donna possa essere un’imprenditrice e autonoma.

Quindi il Marchese vuole trovarle una sorta di marito fantoccio e lui farebbe il

suo protettore ovvero l’amante. Il cavaliere, l’unico apparentemente indifferente alla bella locandiera, diventerà il puntiglio della stessa che tenterà di farlo innamorare. Alla fine sarà lei a cadere nella sua stessa rete e a liberarsene forzatamente e grottescamente

con il matrimonio finale.

Dal 1753 collabora con il teatro di San Luca e Antonio Vendramin. Qui mette in scena Il Campiello durante il carnevale del 1756. È una commedia corale. Tutta la scena si svolge in maniera frenetica e comica nella piazza di Venezia dove i personaggi si incontrano e intrecciano dialoghi a volte litigiosi e a volte d’amore. Particolare rilievo è dato alle figure femminili. Nel 1761 viene rappresentata La trilogia della villeggiatura, una trilogia di commedie incentrate sulla moda della vacanza, che rappresenta in tono satirico l’imitazione dei nobili e del loro apparire da parte dei borghesi. Tra le opere più importanti troviamo I Rusteghi. La comicità di Goldoni diventa più cupa e più amara. La borghesia viene descritta come una classe che ha i vizi della nobiltà mentre compaiono gli

aspetti positivi del popolo. Nel 1762 Goldoni accetta di andare a Parigi a dirigere la Comédie Italienne. Goldoni continua a comporre anche in lingua francese e diventa maestro di

italiano a Versailles. Nel 1784 la sua autobiografia scritta in francese Mémoires dedicata a Luigi

XVI. Ormai anziano e in pessime condizioni economiche, Goldoni muore a Parigi nel

1793.