MI PRESENTO
Il mio Album
Marianna Fortugno
Mi presento...
Mi chiamo Marianna Fortugno ,ho 47 anni abito a Roncegno Terme ma sono nata e cresciuta in un piccolo paese della Calabria. Un contesto in cui la scuola rappresentava non solo un luogo di istruzione ,ma il fulcro della comunità e della crescita personale.Fin da bambina ,il mondo della scuola esercitava su di me un fascino magnetico e la figura della maestra non era solo il modello del sapere,ma un punto di riferimento umano e sociale.
alle scuole elementari
Le mie esperienze durante le scuole elementari sono state davvero speciali e hanno avuto un grande impatto sul mio percorso verso il futuro. In una scuola di piccole dimensioni, ho avuto la fortuna di essere circondata da maestre meravigliose, la cui dedizione e passione per l'insegnamento mi hanno sempre ispirato. Quando mi chiedevano quale fosse il mio sogno, rispondevo con entusiasmo: 'Voglio diventare maestra".
Scuole Superiori
Coerentemente con questa passione, dopo la scuola media ho scelto di iscrivermi all'Istituto Magistrale. Sebbene alcune vicissitudini personali non mi abbiano consentito di proseguire gli studi universitari, non ho mai abbandonato la mia vocazione.Dopo il diploma, nel mio paese molte mamme iniziarono a chiedermi di seguire i loro figli nel doposcuola. Così, quasi senza accorgermene, mi ritrovai circondata da un gruppo di bambini con cui trascorrevo i pomeriggi tra compiti, letture e piccole attività. Era un modo semplice ma autentico per restare dentro la scuola, anche se da una porta laterale.
'Nel frattempo inviai diverse MAD in Calabria e mi iscrissi in graduatoria, ma non venni mai chiamata: le liste erano lunghe e le possibilità molto limitate. Con il passare del tempo iniziai a perdere le speranze. L’unica strada sembrava raggiungere mia sorella in Trentino, dove lei già insegnava, ma l’idea di lasciare gli affetti e le mie radici mi tratteneva.Mi venne poi offerto un lavoro completamente lontano dal mondo della scuola. Accettai, convinta che fosse la scelta più realistica in quel momento. Rimasi lì per dieci anni. Eppure, dentro di me, qualcosa non trovava pace: sentivo che la mia strada era un’altra, che il mio posto era tra i bambini, non dietro una scrivania Quando finalmente ebbi il coraggio di parlarne con i miei datori di lavoro, venni licenziata. Poco dopo arrivò il Covid e tutto si fermò. Quel tempo sospeso, così difficile per tutti, per me divenne anche un momento di ascolto profondo. Fu allora che maturai una decisione che rimandavo da troppo: dare una svolta alla mia vita e tornare verso ciò che davvero mi apparteneva.
Fu così che ho trovato il coraggio di superare i confini geografici e affettivi che mi avevano sempre trattenuta. Inviai la mia messa a disposizione (MAD) agli istituti della Provincia Autonoma di Trento e, quasi inaspettatamente, la chiamata è arrivata subito. Quel momento ha segnato una svolta: trasferirmi significava dare finalmente spazio alla mia vocazione, trasformando un desiderio coltivato a lungo in una realtà professionale concreta e profondamente gratificante. Guardandomi indietro, riconosco che quel salto nel vuoto è stato il mio atto di fiducia più grande. Ho lasciato ciò che conoscevo per inseguire ciò che sentivo. E oggi, tra i bambini, le loro domande e i loro sguardi curiosi, ritrovo ogni giorno il motivo per cui non ho mai smesso di credere in questa strada. È qui che la mia storia trova finalmente il suo posto.
Grazie
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MARIANNA FORTUGNO
Created on February 25, 2026
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Mi chiamo Marianna Fortugno ,ho 47 anni abito a Roncegno Terme ma sono nata e cresciuta in un piccolo paese della Calabria. Un contesto in cui la scuola rappresentava non solo un luogo di istruzione ,ma il fulcro della comunità e della crescita personale.Fin da bambina ,il mondo della scuola esercitava su di me un fascino magnetico e la figura della maestra non era solo il modello del sapere,ma un punto di riferimento umano e sociale.
alle scuole elementari
Le mie esperienze durante le scuole elementari sono state davvero speciali e hanno avuto un grande impatto sul mio percorso verso il futuro. In una scuola di piccole dimensioni, ho avuto la fortuna di essere circondata da maestre meravigliose, la cui dedizione e passione per l'insegnamento mi hanno sempre ispirato. Quando mi chiedevano quale fosse il mio sogno, rispondevo con entusiasmo: 'Voglio diventare maestra".
Scuole Superiori
Coerentemente con questa passione, dopo la scuola media ho scelto di iscrivermi all'Istituto Magistrale. Sebbene alcune vicissitudini personali non mi abbiano consentito di proseguire gli studi universitari, non ho mai abbandonato la mia vocazione.Dopo il diploma, nel mio paese molte mamme iniziarono a chiedermi di seguire i loro figli nel doposcuola. Così, quasi senza accorgermene, mi ritrovai circondata da un gruppo di bambini con cui trascorrevo i pomeriggi tra compiti, letture e piccole attività. Era un modo semplice ma autentico per restare dentro la scuola, anche se da una porta laterale.
'Nel frattempo inviai diverse MAD in Calabria e mi iscrissi in graduatoria, ma non venni mai chiamata: le liste erano lunghe e le possibilità molto limitate. Con il passare del tempo iniziai a perdere le speranze. L’unica strada sembrava raggiungere mia sorella in Trentino, dove lei già insegnava, ma l’idea di lasciare gli affetti e le mie radici mi tratteneva.Mi venne poi offerto un lavoro completamente lontano dal mondo della scuola. Accettai, convinta che fosse la scelta più realistica in quel momento. Rimasi lì per dieci anni. Eppure, dentro di me, qualcosa non trovava pace: sentivo che la mia strada era un’altra, che il mio posto era tra i bambini, non dietro una scrivania Quando finalmente ebbi il coraggio di parlarne con i miei datori di lavoro, venni licenziata. Poco dopo arrivò il Covid e tutto si fermò. Quel tempo sospeso, così difficile per tutti, per me divenne anche un momento di ascolto profondo. Fu allora che maturai una decisione che rimandavo da troppo: dare una svolta alla mia vita e tornare verso ciò che davvero mi apparteneva.
Fu così che ho trovato il coraggio di superare i confini geografici e affettivi che mi avevano sempre trattenuta. Inviai la mia messa a disposizione (MAD) agli istituti della Provincia Autonoma di Trento e, quasi inaspettatamente, la chiamata è arrivata subito. Quel momento ha segnato una svolta: trasferirmi significava dare finalmente spazio alla mia vocazione, trasformando un desiderio coltivato a lungo in una realtà professionale concreta e profondamente gratificante. Guardandomi indietro, riconosco che quel salto nel vuoto è stato il mio atto di fiducia più grande. Ho lasciato ciò che conoscevo per inseguire ciò che sentivo. E oggi, tra i bambini, le loro domande e i loro sguardi curiosi, ritrovo ogni giorno il motivo per cui non ho mai smesso di credere in questa strada. È qui che la mia storia trova finalmente il suo posto.
Grazie
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