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Propaganda con l’art

LUCA SANTI

Created on February 25, 2026

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Transcript

Propaganda

Con l'arte

Molti imperatori romani durante la storia hanno utilizzato la statuaria come metodo di propaganda, per far vedere il loro potere.

20 a.C.

Augusto di prima porta

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64-68 d.C.

Il colosso di Nerone

+info

II secolo

Colonna Traiana

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176 o 180 d.C.

Statua equestre di Marco Aurelio

+info

190 d.C.

Busto di Commodo come Ercole

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Gli imperatori romani sono sempre stati rappresentati in opere celebrative di grande importanza , per mostrare la loro forza e potenza, con lo scopo che queste opere rimanesserò nel tempo.

64-68 d.C.

Per la vicinanza tra la statua e l'anfiteatro Flavio, fu soprannominato Colosseo. A causa di un incendio il monumento fu restaurato e divenne una rappresentazione del dio Sole. Successivamente servirono ventiquattro elefanti nell'impresa di spostarlo accanto al Colosseo per far posto al nuovo tempio di Venere e Roma. L'Imperatore Commodo trasformò il colosso in una statua di sé stesso come Ercole, sostituendo la testa originaria. Dopo la sua morte la statua ritornò alla sua forma originaria.

176 o 180 d.C.

Tutte le statue bronzee dell'antichità sono state fuse, ma quella dell'imperatore romano si salvò perché fu scambiato per un altro condottiero. La statua di Marco Aurelio ha sempre avuto popolarità. Si dice che esita una leggenda su essa: quando la statua diventerà completamente dorata, la "civetta" (ciuffo di peli tra le orecchie del cavallo) annuncerà il Giudizio universale.

II secolo

È caratterizzata dal lungo fregio a spirale che si avvolge sulla colonna. Il fregio ricordava a tutti le imprese di Traiano, celebrandolo come comandante militare. La colonna è cava all'interno, dove ospita una scala a chiocciola, per cui poteva essere scalata fino alla cima. Al suo interno si trovavano le ceneri dell'imperatore dopo la sua morte. La colonna rimase sempre in piedi e le fu sempre attribuita grande importanza

20 d.c.

Si crede che quella conservata sia la copia di un originale in bronzo dedicata all'imperatore e posizionata in piazza. Alcuni storici ritengono che il figlio adottivo di Augusto, Tiberio, abbia regalato la statua in marmo alla madre Livia dopo la morte del patrigno: una statua con temi propagandistici e che doveva essere un punto di riferimento. Sull'armatuta sono rappresentate le imprese di Augusto. Si pensa anche che la statua poteva essere un dono fatto dallo stesso Augusto alla moglie Livia.

190 d.C.

L'imperatore Commodo viene fatto rappresentare con un semidio per celebrare la sua forza, paragonata a quella di Ercole.