l'omicidio
sofia de martiis
CAP 1
Era buio, i parchi erano vuoti e i negozio chiusi. Rebecca stava camminando da sola tra le strade di Hawkins; stava tornando da una serata tra amiche ed era molto stanca. Decise di sedersi su una panchina a riposare e a bere qualcosa; prese il telefono e scrollò tra i video di tik tok. Non si era resa conto del tempo si era fatto tardi. Rimise il telefono in borsa e si alzò dalla panchina. In lontananza intravide qualcosa, era un uomo, la stava guardando, in mano teneva un coltello e se lo girava tra le dita. Rebecca fece finta di niente e pensò che fosse soltanto una allucinazione visto che era un po' ubriaca. Arrivò al portone di casa, stava cercando le chiavi nella borsa finche non sentì qualcosa che le travisse il petto. Era un coltello. Quell'uomo che aveva visto prima era reale e adesso l'aveva uccisa. Il corpo della ragazza era a terra, il sangue si stava spargendo nella strada. L'uomo stava pulendo l'arma sulla sua camicia, guardò la ragaszza e sorrise:- Finalmente è morta- Sussurrò. alzò lo sguardo e vide un'altra ragazza. Era Jane, l'amica di Rebecca. Era venuta lì perche Rebecca si era scordata le cuffiette a casa sua. Aveva assistito a tutta la scena. L'uomo corse verso Jane e lei scappò seminandolo. La mattina seguente Jane andò dalla polizia a raccontare tutto quel che aveva visto quella notte. - Quindi come era l'uomo che hai visto?- Le chiese Hopper, il capo della polizia. - Era alto, aveva gli occhi marroni, i capelli corti neri. Non mi ricordo molto bene era buio ed è successo tutto così in fretta.- gli rispose. Hopper scrisse gli inizi sul computer e si avvicinò un altro poliziotto. era alto e il viso era quasi uguale a quello che aveva descritto al poliziotto. Stava bevento una tazza di caffè ancora caldo e si avvicinò alla sua postazione di lavoro.
- Chi è lui?- Chiese a Hopper confusa. - Chi lui? Lui è il novellino, è arrivato l'altro ieri- Le rispose. Jane era ancora puì confusa, voleva seguirlo ma non ne era sicura.
1) Seguirlo
2) Non seguirlo
SEGUIRLO
Qando finì il suo turno di lavoro Jane lo seguì fino a casa sua. Voleva sapere se era lui l'assassino. Quando aprì la porta di casa aspettò che entrasse per entrare di nascosto. Quando si stava per chiudere lei entrò come un ninja senza fare alcun rumore. Seguì il ragazzo fino alla sua stanza. la camera era piena di foto di Rebecca dove sopra c'era un coltello. Jane rimase scioccata e pensava di aver smascherato il colpevole. Uscì fuori dal suo nascondiglio e urlò: -Fermo!- Il ragazzo prese la pistola e la puntò su di lei per lo spavento. -Ah, sei tu, quella che è venuta per l'omicidio della sua amica- Prese un respiro di sollievo e appoggiò la pistola sulla scrivania. - Perchè hai delle foto di Rebecca, eh?- il ragazzo rimase in silenzio. - FORZA DILLO!- Urlò ancora più forte. - Calmati, le tengo qui perchè sono stato chiamato per risorvere questo caso. E quel coltello è quello che è stato ritrovato insieme al corpo della ragazza.- Le rispose. - Ora ti denuncio perchè sei entrata a casa mia senza il mio permesso per spiarmi.- Disse. Prese il telefono e chiamò il suo capo dicendogli tutto quello che era accaduto. La polizia arrivò e arrestò Jane.
CASO NON RISOLTO
NON SEGUIRLO
Appena finito Jane tornò a casa sua. "Ma se fosse stato lui?" "Devo indagare". Pensò. Sul suo computer portatile cercò informazioni su di lui. Scoprì che vivevà vicino alla casa di Rebecca e che erano molo amici. Perchè lei non ne sapeva niente? Di sicura la sua migliore amica glie l'avrebbe detto ma, perche lo ha tenuto nascosto? Jane andò a dormire con questo pensiero in testa. Aveva troppe domande da fare a Rebecca ma non poteva. Ora lei non c'era più. Non aveva dormito; era rimasta sveglia tutta la notte a chiedersi perchè la sua migliore amica non glielo aveva raccontato; erano amiche d'infanzia e si raccontavano tutto. "Forse era una amicizia nascosta". Pensò. Andò in sala da pramzo dove la madre la stava aspettando preoccupata: - Mi dispiace per Rebecca, scusa se non ti sono stata accanto.- Le disse. - Per favore, possiamo non parlare adesso?- La madre si rimise a guardare la tv. Jane uscì di casa. Stava andando a casa di Rebecca per chiedere informazioni alla madre. Bussò alla porta. Nessuna risposta. Ribussò. Nessuna risposta ancora. Si ricordò che Rebecca nascondeva le sue chiavi di casa sotto il tappeto. Le cercò e le trovò. Aprì la porta ed entrò. Dentro quella casa c'era un caos totale. Fogli sparsi per terra, una montagna di piatti da lavare e un botto di cibo sul tavolo della cucina. - Signora Smith, che cosa è successo?- Le disse preoccupata. - Dopo la mirte di Reby la mia vita è un casino- Le rispose mettendosi la mano sulla testa e sedendosi sul divano.
Jane le venne accanto abbracciandola. - Capisco, anche per me è stato un periodo difficile da superare; anche perchè ho assistito alla scena senza fare niente.- La signora Smith si giro verso di lei ma il suo sorriso era diverso. Il sorriso si era allungato fino ad arrivare agli occhi e i denti era molto aguzzi, come coltelli. Le luci lampeggiarono e delle faccie rosse le parvero davanti tutte con in mano un coltello. Si mise ad urlare. - Jane, Jane, Jane!- Le voci si fecero più forti e si risvegliò. - Jane tutto ok? Stavi li ferma davanti alla porta. Vuoi una tisana calda per riposarti?- Ispeziono la stanza, ancora scioccata da quello che era successo. Era tutto perfettamente in ordine.
l'omicidio
SOFIA DE MARTIIS
Created on February 24, 2026
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l'omicidio
sofia de martiis
CAP 1
Era buio, i parchi erano vuoti e i negozio chiusi. Rebecca stava camminando da sola tra le strade di Hawkins; stava tornando da una serata tra amiche ed era molto stanca. Decise di sedersi su una panchina a riposare e a bere qualcosa; prese il telefono e scrollò tra i video di tik tok. Non si era resa conto del tempo si era fatto tardi. Rimise il telefono in borsa e si alzò dalla panchina. In lontananza intravide qualcosa, era un uomo, la stava guardando, in mano teneva un coltello e se lo girava tra le dita. Rebecca fece finta di niente e pensò che fosse soltanto una allucinazione visto che era un po' ubriaca. Arrivò al portone di casa, stava cercando le chiavi nella borsa finche non sentì qualcosa che le travisse il petto. Era un coltello. Quell'uomo che aveva visto prima era reale e adesso l'aveva uccisa. Il corpo della ragazza era a terra, il sangue si stava spargendo nella strada. L'uomo stava pulendo l'arma sulla sua camicia, guardò la ragaszza e sorrise:- Finalmente è morta- Sussurrò. alzò lo sguardo e vide un'altra ragazza. Era Jane, l'amica di Rebecca. Era venuta lì perche Rebecca si era scordata le cuffiette a casa sua. Aveva assistito a tutta la scena. L'uomo corse verso Jane e lei scappò seminandolo. La mattina seguente Jane andò dalla polizia a raccontare tutto quel che aveva visto quella notte. - Quindi come era l'uomo che hai visto?- Le chiese Hopper, il capo della polizia. - Era alto, aveva gli occhi marroni, i capelli corti neri. Non mi ricordo molto bene era buio ed è successo tutto così in fretta.- gli rispose. Hopper scrisse gli inizi sul computer e si avvicinò un altro poliziotto. era alto e il viso era quasi uguale a quello che aveva descritto al poliziotto. Stava bevento una tazza di caffè ancora caldo e si avvicinò alla sua postazione di lavoro.
- Chi è lui?- Chiese a Hopper confusa. - Chi lui? Lui è il novellino, è arrivato l'altro ieri- Le rispose. Jane era ancora puì confusa, voleva seguirlo ma non ne era sicura.
1) Seguirlo
2) Non seguirlo
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Qando finì il suo turno di lavoro Jane lo seguì fino a casa sua. Voleva sapere se era lui l'assassino. Quando aprì la porta di casa aspettò che entrasse per entrare di nascosto. Quando si stava per chiudere lei entrò come un ninja senza fare alcun rumore. Seguì il ragazzo fino alla sua stanza. la camera era piena di foto di Rebecca dove sopra c'era un coltello. Jane rimase scioccata e pensava di aver smascherato il colpevole. Uscì fuori dal suo nascondiglio e urlò: -Fermo!- Il ragazzo prese la pistola e la puntò su di lei per lo spavento. -Ah, sei tu, quella che è venuta per l'omicidio della sua amica- Prese un respiro di sollievo e appoggiò la pistola sulla scrivania. - Perchè hai delle foto di Rebecca, eh?- il ragazzo rimase in silenzio. - FORZA DILLO!- Urlò ancora più forte. - Calmati, le tengo qui perchè sono stato chiamato per risorvere questo caso. E quel coltello è quello che è stato ritrovato insieme al corpo della ragazza.- Le rispose. - Ora ti denuncio perchè sei entrata a casa mia senza il mio permesso per spiarmi.- Disse. Prese il telefono e chiamò il suo capo dicendogli tutto quello che era accaduto. La polizia arrivò e arrestò Jane.
CASO NON RISOLTO
NON SEGUIRLO
Appena finito Jane tornò a casa sua. "Ma se fosse stato lui?" "Devo indagare". Pensò. Sul suo computer portatile cercò informazioni su di lui. Scoprì che vivevà vicino alla casa di Rebecca e che erano molo amici. Perchè lei non ne sapeva niente? Di sicura la sua migliore amica glie l'avrebbe detto ma, perche lo ha tenuto nascosto? Jane andò a dormire con questo pensiero in testa. Aveva troppe domande da fare a Rebecca ma non poteva. Ora lei non c'era più. Non aveva dormito; era rimasta sveglia tutta la notte a chiedersi perchè la sua migliore amica non glielo aveva raccontato; erano amiche d'infanzia e si raccontavano tutto. "Forse era una amicizia nascosta". Pensò. Andò in sala da pramzo dove la madre la stava aspettando preoccupata: - Mi dispiace per Rebecca, scusa se non ti sono stata accanto.- Le disse. - Per favore, possiamo non parlare adesso?- La madre si rimise a guardare la tv. Jane uscì di casa. Stava andando a casa di Rebecca per chiedere informazioni alla madre. Bussò alla porta. Nessuna risposta. Ribussò. Nessuna risposta ancora. Si ricordò che Rebecca nascondeva le sue chiavi di casa sotto il tappeto. Le cercò e le trovò. Aprì la porta ed entrò. Dentro quella casa c'era un caos totale. Fogli sparsi per terra, una montagna di piatti da lavare e un botto di cibo sul tavolo della cucina. - Signora Smith, che cosa è successo?- Le disse preoccupata. - Dopo la mirte di Reby la mia vita è un casino- Le rispose mettendosi la mano sulla testa e sedendosi sul divano.
Jane le venne accanto abbracciandola. - Capisco, anche per me è stato un periodo difficile da superare; anche perchè ho assistito alla scena senza fare niente.- La signora Smith si giro verso di lei ma il suo sorriso era diverso. Il sorriso si era allungato fino ad arrivare agli occhi e i denti era molto aguzzi, come coltelli. Le luci lampeggiarono e delle faccie rosse le parvero davanti tutte con in mano un coltello. Si mise ad urlare. - Jane, Jane, Jane!- Le voci si fecero più forti e si risvegliò. - Jane tutto ok? Stavi li ferma davanti alla porta. Vuoi una tisana calda per riposarti?- Ispeziono la stanza, ancora scioccata da quello che era successo. Era tutto perfettamente in ordine.