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Diritti e soprusi

Sofia Addesio

Created on February 24, 2026

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Diritti e soprusi

dall'epoca romana all'età contemporanea
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Quando pensiamo alla tortura o all'abuso di potere immaginiamo epoche lontane o dittature violente.Ma in realtà queste dinamiche attraverso la storia e arrivano fino ai giorni nostri.

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Casi internazionali

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Anche nel mondo la tortura e la pena di morte restano strumenti di repressione: • Guantánamo Bay (USA): detenuti sospettati di terrorismo sottoposti a tecniche di interrogatorio considerate torture. • Iran: prigionieri politici torturati per ore, come strumento di repressione. • Argentina (1976‑1983): oppositori politici torturati e fatti sparire durante la dittatura militare. • Pena di morte negli Stati Uniti e in Medio Oriente: Amnesty International riporta oltre 1.500 esecuzioni nel 2024, soprattutto in Iran, Iraq e Arabia Saudita.

Ripensando a Ottaviano, il potere concentrato in un solo uomo mostrava come l’autorità assoluta possa degenerare in sopruso. Oggi polizia, tribunali e carceri svolgono un ruolo simile: senza controlli, il potere può ancora abusarne. Casi come Federico Aldrovandi e i pestaggi a Santa Maria Capua Vetere dimostrano che gli abusi esistono anche nelle democrazie. Le riforme del Settecento, con Beccaria e Verri, hanno limitato torture e pene crudeli, ma difendere i diritti richiede vigilanza e responsabilità costante. “La vera civiltà di uno Stato si misura non dalle leggi che proclama, ma da quanto le applica per proteggere chi è più vulnerabile.”

Fine

“La libertà è sempre a rischio; la giustizia non è mai completa senza vigilanza.”

- Montesquieu
Sofia Addesio 4O

Nell’antica Roma, chi aveva il potere poteva decidere della vita e della morte dei cittadini. • Cicerone fu ucciso dai sicari di Marco Antonio per motivi politici. • Ottaviano (Augusto) concentrava potere militare, giudiziario e politico, mostrando come l’autorità possa facilmente trasformarsi in sopruso.

Il Settecento e l’Illuminismo: la critica alla tortura • Nel Settecento, tortura e pena di morte erano comuni in Europa • Cesare Beccaria e Pietro Verri iniziarono a contestare queste pratiche • Beccaria scrisse: “È meglio prevenire i delitti che punirli con crudeltà.” • L’Illuminismo sosteneva una giustizia proporzionata, razionale e senza sofferenze inutili, base dei moderni diritti umani.

Federico Aldrovandi, diciottenne studente di Ferrara, morì la notte del 25 settembre 2005 durante un fermo di polizia. Gli agenti, sospettandolo di possesso di droga, lo picchiarono brutalmente, provocandone la morte. Quattro poliziotti furono poi condannati nel 2009 per omicidio colposo aggravato. Questo caso divenne simbolo dell’abuso di potere e del sopruso da parte delle forze dell’ordine in Italia, accendendo un dibattito nazionale sulla necessità di leggi più chiare e sul ruolo del controllo degli agenti.

La vicenda contribuì anche a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del reato di tortura, introdotto nel 2017, come strumento per proteggere i cittadini dai maltrattamenti e dalle violenze ingiustificate. Come sottolineò La Repubblica, il caso Aldrovandi mostrò come la violenza potesse nascondersi dietro l’autorità, rendendo urgente una legge che punisca chi abusa del potere.

Nel 2020, nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, alcuni detenuti furono vittime di violenze da parte degli agenti penitenziari. I reclusi furono picchiati e umiliati, spesso costretti a posizioni dolorose o sottoposti a insulti davanti agli altri detenuti. Nel 2021, la diffusione di alcuni video documentò chiaramente le violenze, suscitando grande scandalo e indignazione nell’opinione pubblica.

Il caso portò all’apertura di indagini, con processi e condanne per diversi agenti coinvolti. Questa vicenda dimostra come, anche in un paese democratico come l’Italia, il potere possa degenerare in sopruso se non esistono adeguati controlli e responsabilità. Allo stesso tempo, sottolinea l’importanza di tutelare i diritti dei detenuti e di vigilare costantemente affinché la funzione della giustizia non si trasformi in abuso e violenza.