Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

Le tappe del viaggio di Ulisse

Ilaria Ferraù

Created on February 23, 2026

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Magazine dossier

Momentum: Onboarding Escape Game

Momentum: Manager Guide

Wizardry Letter

Search Bar Card

Piñata

Microlearning: When to Use Chat, Meetings or Email

Transcript

Le tappe del viaggio di Ulisse

INTRODUZIONE

12
13
10
11

Watch

legenda

In quest’isola, nonostante il divieto ricevuto, i compagni di Odisseo, spinti dalla fame, uccidono e mangiano le vacche sacre al dio Sole. Si tratta di animali consacrati e intoccabili, e questo gesto provoca l’ira degli dèi. Per punirli, Zeus scatena una violenta tempesta che distrugge la nave e fa naufragare l’equipaggio. Tutti i compagni muoiono tra le onde, mentre si salva solo Odisseo, che dopo giorni di sofferenza in mare approda stremato sull’isola di Ogigia.

Isola del Sole (Sicilia)

Isola di Ogigia (Stretto di Gibilterra)

Ulisse rimase qui per sette anni con la ninfa Calipso, innamoratasi dell’eroe a tal punto da non volerlo più lasciar partire, se non dopo un ordine esplicito di Hermes, a sua volta inviato da Zeus. Ulisse costruì una zattera, con la quale giunse presso l’isola dei Feaci.

La Terra dei Lestrigoni

La terra dei Lestrigoni si trova nella Sardegna nord-orientale, nella zona della Costa Smeralda. Essi sono giganti mangiatori di uomini che oltre a uccidere molti compagni di Ulisse con degli spiedini, distruggono tutte le navi, tranne quella di Odisseo che era rimasta nel porto.

Scheria (Corfù)

Dopo aver lasciato l’isola di Ogigia, Ulisse viene travolto da una violenta tempesta scatenata dal mare in burrasca e, stremato, approda sull’isola di Scheria, patria dei Feaci. Esausto e solo, viene trovato sulla spiaggia da Nausicaa, la giovane figlia del re Alcinoo e della regina Arete. Nausicaa lo accoglie con gentilezza, gli offre aiuto e lo conduce al palazzo reale. Qui Ulisse viene ospitato con grande rispetto secondo le sacre leggi dell’ospitalità. Durante un banchetto racconta le sue avventure e le sue sventure. Colpiti dalla sua storia, i Feaci decidono di aiutarlo: lo accompagnano con una nave fino a Itaca, permettendogli finalmente di tornare in patria.

Read more

Terra dei Lotofagi (odierna Tunisia)

Dopo nove giorni di tempesta, i venti spinsero Ulisse e i suoi compagni lontano dalla rotta, fino alla terra dei Lotofagi. I Lotofagi, un popolo pacifico, offrirono ai marinai il dolce frutto di cui si nutrivano. Tuttavia il loto aveva un effetto pericoloso: chi lo mangiava perdeva il ricordo della patria e il desiderio di tornare a casa. Alcuni compagni, dopo averlo assaggiato, non volevano più ripartire. Ulisse fu costretto a trascinarli con la forza sulle navi e a salpare immediatamente, per evitare che tutto l’equipaggio dimenticasse Itaca e decidesse di restare per sempre in quella terra.

La parola lotofago significa “mangiatore di loto”, una pianta che, secondo la leggenda, procura l’oblio, cioè fa dimenticare ogni cosa.

CLICCA QUI PER IL QUIZ

Troia

Il racconto ha inizio dalla guerra di Troia, vinta dai Greci sui Troiani grazie all’astuzia di Ulisse. Egli infatti fa nascondere dentro un grande cavallo di legno, donato ai Troiani in segno di tregua, i migliori soldati, che nella notte, mentre i Troiani festeggiavano la fine della guerra, escono dal nascondiglio ed aprono le porte della città all’esercito Greco, che mette a ferro e fuoco tutta Troia.

A sinistra le rovine della città di Troia, nell'odierna Turchia.

Ismaro, terra dei Ciconi (Tracia, oggi Balcani)

Appena finita la guerra Ulisse si diresse anzitutto verso Ismara, capitale del regno dei Ciconi, per cercare le provviste necessarie per il viaggio. Il re e i suoi uomini saccheggiarono e distrussero la città, uccidendo molti guerrieri Ciconi e facendo prigioniere le loro donne. Finito il saccheggio, Ulisse disse ai suoi uomini di affrettarsi, ma essi si fermarono a consumare le carni e il vino di cui avevano fatto bottino e furono sorpresi da un esercito Cicone, radunatosi per contrattaccare. Le donne dei Ciconi poterono così mettersi in salvo, mentre Odisseo fu costretto a salpare dopo aver perso sei uomini per ognuna delle sue dodici navi.

Itaca (Grecia)

Il ritorno di Ulisse a Itaca segna la conclusione dell’Odissea. Dopo dieci anni di viaggi pieni di pericoli e ostacoli, grazie all’astuzia e all’aiuto della dea Atena, Ulisse riesce a tornare dalla moglie Penelope e dal figlio Telemaco. A Itaca sconfigge i pretendenti e ristabilisce la pace, realizzando il desiderio di casa, famiglia e giustizia.

La Terra dei Ciclopi (Aci Trezza) Ulisse e i suoi compagni arrivano nella terra dei Ciclopi. La curiosità lo spinge a visitare la grotta del più terribile ciclope: Polifemo. Polifemo divora sei compagni di Ulisse e tiene prigionieri gli altri, fra i quali Ulisse. Egli riesce a trovare il modo di uscire dalla grotta facendo ubriacare il ciclope e accecandolo. Dopo questo episodio, Ulisse è perseguitato dall’ira di Poseidone, che lo farà vagare in mare per dieci anni perdendo tutto il suo equipaggio.

Le Sirene (Golfo di Napoli)

La discesa nell’Ade (Lago d'Averno)

Dopo l’incontro con Circe, Ulisse affronta le Sirene, creature dal canto irresistibile che attirano i marinai per poi condurli alla morte. Per salvarsi, ordina ai compagni di tapparsi le orecchie con la cera e si fa legare all’albero della nave, così da poter ascoltare il loro canto senza cedere alla tentazione. Secondo la leggenda, le due Sirene che tentarono invano Odisseo, si lasciarono morire. Una di esse, Partenope, approdò sulla costa dove in seguito sorse la città di Napoli.

Su consiglio della maga Circe, Ulisse scende nel regno dei morti per conoscere il proprio destino. Qui evoca lo spirito dell’indovino Tiresia, che gli rivela ciò che lo attende: a Itaca alcuni principi ambiziosi stanno cercando di conquistare sua moglie Penelope e impossessarsi del trono. Tiresia lo avverte anche che Poseidone è furioso con lui per aver accecato suo figlio Polifemo e che gli renderà il viaggio difficile.

VIDEO

QUIZ

Scilla e Cariddi (Stretto di Messina)

Ulisse e i suoi compagni attraversano il pericoloso stretto di Messina dove vivono due mostri: Scilla e Cariddi. Un passaggio si mostra dinanzi ai loro occhi, e per proseguire il viaggio devono attraversarlo; tuttavia, sulla sponda sinistra, sopra uno scoglio, si erge un terribile mostro a sei teste, Scilla, che divora i marinai, mentre sul lato destro risiede un letale mostro marino, Cariddi, che distrugge le navi. Per evitare la distruzione totale, Ulisse sceglie di passare vicino a Scilla, perdendo alcuni compagni ma salvando la nave.

L’isola di Eolo

Dopo la fuga da Polifemo, Ulisse e i suoi compagni arrivano all’isola di Eolo, dio dei venti. Dopo un mese di riposo, Eolo dona a Ulisse un otre che contiene tutti i venti contrari, lasciando libero solo il vento favorevole per aiutarli a tornare a Itaca. Ma i compagni, per curiosità, aprono l’otre credendo che contenga un tesoro. I venti si scatenano e una tempesta li allontana dalla meta, ritardando ancora il loro viaggio. Secondo la tradizione, l’isola di Eolo è identificata con Stromboli, nelle Isole Eolie, in Sicilia.

Clicca per dare uno sguardo alle Isole Eolie

L'isola di Eea (Monte Circeo)

Ulisse giunge all’isola di Eea, ricoperta da una fitta vegetazione e apparentemente disabitata. Il dio Hermes lo avverte che troverà il palazzo della maga Circe e gli consegna un’erba magica che lo renderà immune ai suoi incantesimi.

Arrivati al palazzo, i compagni di Ulisse vengono invitati a un banchetto, ma appena assaggiano il cibo vengono trasformati in animali - maiali, leoni, cani - secondo il loro carattere. Ulisse, protetto dall’erba donata da Hermes, riesce a resistere alla magia. Circe si innamora di lui e lo trattiene sull’isola per un anno.