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IL SERAFINO

Nell’affresco, il serafino si trova in alto a sinistra, sospeso nel cielo sopra San Francesco. Ha sei ali ed è rappresentato come Cristo crocifisso, senza croce, con mani, piedi e costato segnati. Il suo corpo è rosso, simbolo del fuoco dell’amore divino e del sangue di Cristo. Dai suoi segni partono raggi luminosi che scendono verso Francesco, trasmettendogli le stimmate. È un angelo di grado altissimo, quindi la sua presenza indica che Francesco sta vivendo un’esperienza diretta con Dio.

CONFRONTO CON CIMABUE

La Stigmatizzazione di San Francesco di Cimabue e quella di Giotto mostrano due modi diversi di rappresentare lo stesso episodio. Cimabue utilizza uno stile ancora bizantino, con figure rigide e poco realistiche, che trasmettono una spiritualità astratta. Giotto, invece, introduce un linguaggio più naturale: San Francesco ha un corpo solido, un’espressione intensa e si inserisce in uno spazio più realistico. Con Giotto la scena diventa più umana ed emozionante, segnando un importante passaggio verso la pittura moderna.