La tutela dei beni culturali e paesaggistici in Italia
Giulia ScimonettiCaterina Lisi Cristel Bita Sabrina Vitale Ginevra Ruocco
Inizio
5B TAnno 2025/2026
La tutela dei beni culturali e paesaggistici in Italia
Introduzione: Perché proteggiamo la bellezza?L’Italia è un "museo a cielo aperto": l’arte e il paesaggio non sono solo oggetti belli, ma rappresentano la nostra identità.
I beni culturali sono un legame tra passato, presente e futuro e noi ne siamo i "custodi":
abbiamo il dovere di proteggerli perché, a differenza di un prodotto industriale, un bene culturale è unico e irriproducibile.Se va distrutto, è perso per sempre. Oggi la sfida principale è il turismo. Fin dai tempi del Grand Tour (i viaggi d'istruzione dei nobili europei), l'Italia è stata una meta ambita.
Il turismo porta benessere economico, ma se non è regolato rischia di danneggiare il territorio.
Il Codice dei Beni Culturali
Per gestire tutto questo, esiste il Codice dei beni culturali e del paesaggio. Questo testo mette sullo stesso piano l'arte (i monumenti) e la natura (il paesaggio), considerandoli entrambi fondamentali per la memoria collettiva.
Il Codice serve ad attuare ciò che dice la nostra Costituzione:• Articolo 9: La Repubblica promuove la cultura e tutela il paesaggio. • Articolo 117: Divide i compiti. Lo Stato ha l'esclusiva sulla Tutela (impedire che i beni si rovinino), mentre le Regioni si occupano della Valorizzazione (far conoscere i beni e gestire i servizi turistici).
Come lo proteggiamo?
2. Conservazione: È l'obbligo di fare manutenzione e restauro. Chi possiede un bene (anche un privato) deve tenerlo in buono stato. 3. Tutela Indiretta (Vincolo): Serve a proteggere il contesto.
Per far sì che la tutela sia efficace, il Codice prevede tre tipi di intervento, con misure di:1. Protezione: Sono i divieti. Non si possono distruggere o danneggiare i beni, né usarli in modi che ne offendano il decoro.
Esempio Reale: Se c’è una chiesa antica, lo Stato può vietare di costruire un palazzo moderno proprio accanto, non perché la chiesa sia in pericolo, ma perché la sua vista e la sua "cornice" verrebbe rovinata
Il Codice stabilisce che un oggetto o un luogo diventa "bene culturale"
Cosa proteggiamo?
se ha un interesse storico, artistico o archeologico, si dividono in beni
• Immobili:Castelli, palazzi storici, piazze o siti archeologici.
• Mobili:Quadri, statue, antichi spartiti o monete
• Universalità di mobili:Grandi collezioni, come quelle di una biblioteca o di un museo.
I Protagonisti:
Ministeri e Privati
Oggi la gestione è divisa tra il Ministero della Cultura e il Ministero del Turismo (anche se separati nel 2021, devono collaborare).
Un punto importante riguarda i privati: se possiedi un bene culturale, hai dei doveri (conservarlo) ma anche dei limiti (non puoi venderlo all'estero senza permesso).Allo stesso tempo, lo Stato cerca di coinvolgere i cittadini e le fondazioni religiose (visto che molte opere d'arte sono in chiese e parrocchie) attraverso accordi di collaborazione.
IL RUOLO DEI MUSEI NELLA CONSERVAZIONE DEI BENI CULTURALI
Quando si parla di conservazione dei beni culturali, i musei svolgono un ruolo centrale e insostituibile. Custodiscono una parte fondamentale della storia, dell’arte e dell’identità di un Paese. I musei non sono soltanto luoghi di esposizione, ma istituzioni che si occupano della tutela e della valorizzazione dei beni culturali, permettendo alle generazioni presenti e future di conoscere il passato.
La circolazione dei beni culturali
I beni culturali mobili, come quadri, statue, documenti e opere d’arte, possono essere spostati da uno Stato all’altro. A volte questi spostamenti sono temporanei, per esempio per mostre internazionali, altre volte sono definitivi, come nel caso delle vendite all’estero. Per questo motivo esistono regole precise che disciplinano la circolazione internazionale dei beni culturali, con l’obiettivo di tutelare il patrimonio di ogni Paese.
L’uscita temporanea dei beni culturali:
Le regole sull’uscita temporanea dei beni culturali sono più flessibili rispetto a quelle sull’uscita definitiva. Anche i beni che non possono essere trasferiti definitivamente all’estero possono uscire temporaneamente, purché siano garantite la loro integrità e sicurezza.
ESEMPIO
COME E' l'uscita temporanea
NON TUTTI I BENI
L’uscita temporanea è frequente per la partecipazione a mostre o eventi culturali internazionali. In questi casi è necessario ottenere un attestato di circolazione temporanea, che indica il responsabile della custodia del bene all’estero e il termine entro cui il bene deve rientrare in Italia, che non può superare i diciotto mesi.
La tutela e la valorizzazione dei beni paesaggistici
In Italia i beni culturali sono spesso strettamente legati al paesaggio. Non a caso si dice che l’Italia sia un “museo a cielo aperto”. Il paesaggio è tutelato perché rappresenta l’identità nazionale ed è il risultato dell’interazione tra fattori naturali e umani.
QUALI SONO?
La tutela di questi beni comporta limiti e divieti per i proprietari, che non possono modificarli liberamente e devono richiedere un’autorizzazione paesaggistica prima di effettuare qualsiasi intervento.
COSA SUCCEDE?
La collaborazione tra pubblico e privato
La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale non possono essere affidate solo allo Stato. Per questo il Codice dei beni culturali favorisce la partecipazione dei soggetti privati.
I privati possono contribuire attraverso donazioni di beni o di denaro, sponsorizzazioni e collaborazioni con enti pubblici.
SOGGETTI TERZI
Un ruolo significativo nella valorizzazione dei beni culturali è svolto anche dalle fondazioni, dalle fondazioni bancarie, dalle pro loco e dagli ecomusei. Questi soggetti operano senza fini di lucro e contribuiscono alla promozione culturale e turistica dei territori. Le fondazioni di partecipazione, in particolare, favoriscono la collaborazione tra enti pubblici e privati per lo sviluppo culturale e turistico locale.
Le convenzioni internazionali sulla circolazione dei beni culturali
La prima è la convenzione UNESCO del 1970 e la seconda è la convenzione Unidroit del 1995.
Adottata a Roma il 24 giugno 1995
Info
La convenzione Unidroit
Il codice dei beni culturali fa richiamo, con l'articolo 87, alla convenzione sul ritorno internazionale dei beni culturali rubati o illecitamente esportati. Essa adotta una definizione dei beni culturali
Cioé: “i beni che, a titolo religioso o profano, sono importanti per l'archeologia, la preistoria, la storia, la letteratura, l'arte o la scienza”
Favorevoli
Quasi tutte le persone concordano che occorre lottare contro gli abusi nel trasferimento internazionale di beni culturali per arrivare a impedirli.
I sostenitori ritengono positive le azioni adottate e approvate dal Consiglio federale, che anche dopo aver trattato la Convenzione UNESCO, intenda avviare un ulteriore passo allo scopo di impedire l’aumento di abusi nel trasferimento internazionale dei beni culturali.
Per esempio la Svizzera rimane un nodo chiave nel traffico internazionale di beni culturali rubati, con centinaia di oggetti confiscati negli ultimi anni.
INFO
Caratteristiche
Con essa ci sarebbe l’unificazione internazionale delle leggi sulla restituzione dei beni culturali rubati o al ritorno dei beni culturali esportati illecitamente.
La Convenzione tutelerebbe meglio il proprietario legittimo, risarcirebbe il nuovo possessore che ha acquistato in buona fede un bene culturale rubato o illecitamente esportato.
La Convenzione ostacolerebbe la vendita di oggetti di dubbia provenienza e agevolerebbe la persecuzione dei furti oltre i confini nazionali.
Nel commercio e negli scambi dei beni culturali, consentirebbe una maggiore trasparenza e anche una maggiore sicurezza giuridica
Essa non ostacolerebbe né il commercio legale o il collezionismo né lo
scambio di beni culturali.
Il Caso del Cratere di Eufronio
Esso è un vaso cerimoniale greco del VI secolo a.C., considerato uno dei pezzi più pregiati della ceramica antica.
Negli anni '70, il vaso fu scavato illegalmente da una necropoli etrusca a Cerveteri, in Italia. Attraverso una rete di trafficanti d'arte, il reperto finì sul mercato internazionale con una provenienza falsificata.
L'Acquisto del Met
INFO
Nel 1972, il Metropolitan Museum of Art (Met) di New York acquistò il cratere per un 1 milione di dollari. Il museo sostenne di averlo acquistato in "buona fede" da un collezionista libanese. E alla fine l'Italia riuscì a dimostrare l'origine illecita e nel 2008 torna ufficialmente in Italia.
Beni culturali rubati
La Convenzione prevede una disciplina differenziata a seconda che i beni culturali siano stati rubati o illecitamente esportati.
PUNTI FONDAMENTALI:
- Il proprietario o il legittimo possessore può chiedere la restituzione del bene rubato.
- La richiesta deve essere presentata al giudice dello Stato in cui si trova il bene.
- Il giudice può ordinare la restituzione obbligatoria del bene.
Tutela del possessore attuale
Il possessore deve restituire il bene anche se lo ha acquistato.
DOVUTA DILIGENZA
tuttavia..
Ha diritto a un indennizzo adeguato se dimostra:
- di aver agito in buona fede
- di non sapere che il bene fosse rubato
- di aver usato la dovuta diligenza al momento dell’acquisto
Info
Termini di prescrizione
- 3 anni da quando il richiedente conosce:
-il luogo in cui si trova il bene-l’identità del possessore;
- 50 anni dal momento del furto
ECCEZIONI
Esempio: Maschere rituali Hopi (Stati Uniti)
Un caso famoso riguarda le maschere sacre del popolo Hopi, una comunità nativa dell’Arizona (USA).
INFO
Alcune di queste maschere sono state:
- rubate o sottratte illegalmente
- vendute a collezionisti privati
- messe all’asta in Europa (anche in Francia)
Il popolo Hopi ha chiesto la restituzione perché:
- per loro non sono oggetti commerciabili
- hanno valore spirituale e rituale
- fanno parte dell’identità culturale della comunità
Esportazione illecita dei beni
Aspetti principali
Di cosa si tratta?
ASPETTI PRINCIPALI
L'esportazione illecita di beni culturali avviene quando beni di interesse artistico, storico, archeologico o archivistico vengono trasferiti all'estero senza l'attestato di libera circolazione o la licenza di esportazione. È reato anche il mancato rientro di tali beni dopo autorizzazioni temporanee e la presentazione di dichiarazioni false.
ASPETTI PRINCIPALI
RITORNO DEI BENI CULTURALI ILLECITAMENTE ESPORTATI
Articolo 5
Articolo 6
Il Capitolo III della Convenzione UNIDROIT (1995) (artt. 5-7) disciplina il ritorno dei beni culturali illecitamente esportati. Consente agli Stati contraenti di chiedere la restituzione di beni la cui rimozione pregiudica la conservazione fisica, l'integrità, l'informazione storica/scientifica, o l'uso rituale/tradizionale, dimostrando l'importanza culturale significativa.
Articolo 7
Il caso del “Ritratto di Isabella D’Este”
Il Ritratto di Isabella d’Este di Leonardo da Vinci è uno degli esempi più raffinati della sua straordinaria abilità nel campo del disegno.
Realizzato intorno al 1500, il ritratto è un prezioso schizzo a carboncino e sanguigna su carta, che rappresenta Isabella d’Este, una delle figure femminili più influenti del Rinascimento italiano. L’opera è un disegno preparatorio per un ritratto pittorico, che tuttavia non venne mai realizzato. Conservato oggi al Louvre di Parigi, il ritratto di Isabella d’Este è un’opera di grande raffinatezza e precisione, che riflette non solo l’abilità tecnica di Leonardo, ma anche il suo interesse per il carattere e la personalità del soggetto.
INFO
Nel 2015, l’opera è stata sequestrata in Svizzera. Le autorità italiane hanno accusato la proprietaria (una cittadina italiana residente all’estero) di:
- esportazione illecita di beni culturali
- violazione del Codice dei beni culturali italiano
Secondo l’accusa, il dipinto:
- sarebbe uscito clandestinamente dall’Italia
- non aveva ottenuto l’autorizzazione all’esportazione
Il proprietario sosteneva invece che:
- l’opera fosse di sua legittima proprietà
- non fosse soggetta a vincoli oppure che non fosse autentica leonardesca
Il caso è diventato particolarmente complesso perché l’attribuzione a Leonardo è controversa:
- se autentico, il valore stimato sarebbe stato di decine di milioni di euro
- se non autentico, la rilevanza penale e il valore culturale cambiano significativamente
Nel 2019 il giudice per le indagini preliminari di Pesaro ha archiviato il procedimento perché non è stata provata l’esportazione illegale dell’opera né la sua sottoposizione a vincolo al momento dell’uscita dall’Italia. Inoltre, l’attribuzione a Leonardo da Vinci restava controversa, incidendo sulla qualificazione del bene come di eccezionale interesse culturale.
L’autenticità non è stata accertata in via definitiva e il caso si è chiuso penalmente per insufficienza di prove.
La convenzione è un'organizzazione intergovernativa indipendente, con sede a Roma, al fine di studiare le esigenze e i metodi per modernizzare il diritto privato e commerciale. Oltre che per formulare strumenti di legge, principi e regole per raggiungere tali obiettivi.
La procedura di consultazione è stata aperta il 29 febbraio 1996 con una circolare inviata a 120 istituzioni, organizzazioni e anche persone.
Dichiarazioni mendaci:
presentare dichiarazioni false al competente ufficio di esportazione per attestare la non assoggettabilità del bene al vincolo.
Confisca: è sempre ordinata la confisca del bene illecitamente esportato, a meno che non appartenga a una persona estranea al reato.
L’importanza economica e sociale dei musei in Italia
Il valore dei musei non è solo culturale, ma anche economico e sociale. Il 7 ottobre 2019 il Ministero della Cultura ha pubblicato uno studio sull’impatto dei musei statali italiani.
Nel 2018 i musei statali hanno registrato 53 milioni di visitatori, con proventi da biglietteria pari a circa 280 milioni di euro. I cosiddetti turisti culturali, sono stati circa 24 milioni.
Beni sottoposti a vincolo: riguarda il trasferimento di cose di interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, bibliografico, documentale o archivistico.
Sanzioni penali: il reato è punito con la reclusione da due a otto anni e con la multa fino a 80.000 euro.
Punti chiave
Azione di ritorno: uno Stato può chiedere al giudice di un altro Stato il ritorno di un bene illecitamente esportato dal proprio territorio, se la rimozione viola interessi culturali specifici.
Motivazioni del ritorno: l'azione è possibile se l'esportazione danneggia:
- la conservazione fisica del bene o del suo contesto
- l'integrità di un bene complesso
- la conservazione di informazioni storiche o scientifiche
- l'uso tradizionale o rituale da parte di comunità indigene/tribali
- o se il bene ha un'importanza culturale significativa per lo Stato richiedente
Eccezioni (nessuna prescrizione)
- Beni appartenenti a collezioni pubbliche
- Beni provenienti da monumenti o siti archeologici
- Beni sacri o rituali di comunità autoctone o tribali
Mancanza di autorizzazione: trasferire tali beni fuori dal territorio nazionale senza l'attestato di libera circolazione (o il certificato di avvenuta spedizione per la UE) è illecito.
Mancato rientro: non far rientrare nel territorio nazionale, alla scadenza prevista, i beni autorizzati per l'uscita temporanea.
Katsinam
Le maschere, chiamate Katsinam, non sono semplici oggetti artistici: sono oggetti sacri utilizzati in cerimonie religiose.
Esempio Reale
Lo Stato deve quindi trovare un equilibrio tra lo sviluppo e la protezione
Nelle aree protette dall'UNESCO (come le Dolomiti), non si può costruire liberamente. Se il proprietario di un rifugio volesse ampliare la sua struttura, deve scontrarsi con vincoli severissimi: la tutela del paesaggio viene prima dell'interesse del singolo.
Grazie alla convenzione la Svizzera potrebbe :
Smentire la sua cattiva reputazione e manifestare che non si lascia sfruttare come piattaforma per il traffico e la vendita illecita di beni culturali.
Dare solidarietà nei confronti della comunità
internazionale e farebbe un gesto nell’ambito del suo impegno per una protezione efficace dei beni culturali.
Perché?
Punti chiave (eccezioni)
- Esportazione non più illecita: le norme sul ritorno non si applicano se, nel momento in cui viene avanzata la richiesta di restituzione, l'esportazione non è più considerata illecita dallo Stato richiedente.
- Eccezioni temporali/personali: il bene è stato esportato durante la vita dell'autore o entro 50 anni dalla sua morte.
- Limiti geografici/politici: l'esportazione è avvenuta quando l'autore era vivo, oppure entro 50 anni dalla sua morte, soprattutto se è stata effettuata dallo stesso autore (o da chi aveva il diritto di farlo).
- Beni sottratti al contesto originale: limita le azioni di ritorno per esportazioni che, sebbene illecite, non hanno danneggiato il valore storico-culturale in modo grave, come nel caso di opere contemporanee che hanno seguito il loro autore.
Per esempio, chi possiede una villa storica non può abbattere alberi secolari o costruire nuove strutture senza autorizzazione.
L’autorizzazione paesaggistica è obbligatoria e deve essere richiesta prima di iniziare qualsiasi lavoro. Se i lavori vengono eseguiti senza autorizzazione, lo Stato può ordinare la demolizione delle opere e il ripristino del bene
Che cos'è?
La dovuta diligenza è l’insieme di controlli e verifiche che una persona deve fare prima di acquistare un bene culturale, per assicurarsi che non sia rubato o esportato illegalmente.
Che cos'è la buona fede?
La buona fede significa che una persona:
- Non sapeva che il bene fosse rubato
- Non poteva ragionevolmente saperlo
- È quindi uno stato psicologico: riguarda quello che la persona pensava o ignorava al momento dell’acquisto.
Per esempio, chi possiede una villa storica non può abbattere alberi secolari o costruire nuove strutture senza autorizzazione.
L’autorizzazione paesaggistica è obbligatoria e deve essere richiesta prima di iniziare qualsiasi lavoro. Se i lavori vengono eseguiti senza autorizzazione, lo Stato può ordinare la demolizione delle opere e il ripristino del bene
L’ordinamento italiano distingue tra beni culturali che non possono uscire definitivamente dal territorio nazionale e beni che invece possono essere trasferiti all’estero.
L’uscita definitiva dei beni culturali
L’articolo 65 del Codice dei beni culturali vieta l’uscita definitiva dei beni culturali pubblici e di quelli che presentano un interesse artistico, storico, archeologico importante.
- In alcuni casi è possibile l’uscita definitiva previa autorizzazione, come per le opere di autori non più viventi, realizzate da oltre settanta anni e con un valore superiore a 13.500 euro.
In questi casi è necessario ottenere un attestato di libera circolazione rilasciato dall’ufficio di esportazione competente. Per i beni che non superano tale valore o che sono di autore vivente, l’uscita può avvenire senza autorizzazione, ma resta l’obbligo di dimostrare che il bene rientra nei casi previsti dalla legge.
Il Ruolo dei Principi UNIDROIT
Il caso del Cratere di Eufronio è diventato il simbolo della necessità di tali regole.
I principi applicati in seguito a casi simili includono:
La Diligenza Dovuta: quindi l’acquirente non può limitarsi a credere alla parola del venditore
Inversione della Buona Fede, perché non basta dire "non sapevo fosse rubato", l'acquirente deve dimostrare di aver fatto tutto il possibile per verificarne la liceità.
Il caso Eufronio ha cambiato il mondo del collezionismo
Punti chiave
Condizioni e indennizzo: il possessore che ha acquistato il bene senza conoscere l'illecita esportazione può avere diritto a un equo indennizzo al momento della restituzione, a patto di aver agito con la dovuta diligenza.
Diritto
Giulia Scimonetti
Created on February 23, 2026
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La tutela dei beni culturali e paesaggistici in Italia
Giulia ScimonettiCaterina Lisi Cristel Bita Sabrina Vitale Ginevra Ruocco
Inizio
5B TAnno 2025/2026
La tutela dei beni culturali e paesaggistici in Italia
Introduzione: Perché proteggiamo la bellezza?L’Italia è un "museo a cielo aperto": l’arte e il paesaggio non sono solo oggetti belli, ma rappresentano la nostra identità.
I beni culturali sono un legame tra passato, presente e futuro e noi ne siamo i "custodi":
abbiamo il dovere di proteggerli perché, a differenza di un prodotto industriale, un bene culturale è unico e irriproducibile.Se va distrutto, è perso per sempre. Oggi la sfida principale è il turismo. Fin dai tempi del Grand Tour (i viaggi d'istruzione dei nobili europei), l'Italia è stata una meta ambita.
Il turismo porta benessere economico, ma se non è regolato rischia di danneggiare il territorio.
Il Codice dei Beni Culturali
Per gestire tutto questo, esiste il Codice dei beni culturali e del paesaggio. Questo testo mette sullo stesso piano l'arte (i monumenti) e la natura (il paesaggio), considerandoli entrambi fondamentali per la memoria collettiva.
Il Codice serve ad attuare ciò che dice la nostra Costituzione:• Articolo 9: La Repubblica promuove la cultura e tutela il paesaggio. • Articolo 117: Divide i compiti. Lo Stato ha l'esclusiva sulla Tutela (impedire che i beni si rovinino), mentre le Regioni si occupano della Valorizzazione (far conoscere i beni e gestire i servizi turistici).
Come lo proteggiamo?
2. Conservazione: È l'obbligo di fare manutenzione e restauro. Chi possiede un bene (anche un privato) deve tenerlo in buono stato. 3. Tutela Indiretta (Vincolo): Serve a proteggere il contesto.
Per far sì che la tutela sia efficace, il Codice prevede tre tipi di intervento, con misure di:1. Protezione: Sono i divieti. Non si possono distruggere o danneggiare i beni, né usarli in modi che ne offendano il decoro.
Esempio Reale: Se c’è una chiesa antica, lo Stato può vietare di costruire un palazzo moderno proprio accanto, non perché la chiesa sia in pericolo, ma perché la sua vista e la sua "cornice" verrebbe rovinata
Il Codice stabilisce che un oggetto o un luogo diventa "bene culturale"
Cosa proteggiamo?
se ha un interesse storico, artistico o archeologico, si dividono in beni
• Immobili:Castelli, palazzi storici, piazze o siti archeologici.
• Mobili:Quadri, statue, antichi spartiti o monete
• Universalità di mobili:Grandi collezioni, come quelle di una biblioteca o di un museo.
I Protagonisti:
Ministeri e Privati
Oggi la gestione è divisa tra il Ministero della Cultura e il Ministero del Turismo (anche se separati nel 2021, devono collaborare).
Un punto importante riguarda i privati: se possiedi un bene culturale, hai dei doveri (conservarlo) ma anche dei limiti (non puoi venderlo all'estero senza permesso).Allo stesso tempo, lo Stato cerca di coinvolgere i cittadini e le fondazioni religiose (visto che molte opere d'arte sono in chiese e parrocchie) attraverso accordi di collaborazione.
IL RUOLO DEI MUSEI NELLA CONSERVAZIONE DEI BENI CULTURALI
Quando si parla di conservazione dei beni culturali, i musei svolgono un ruolo centrale e insostituibile. Custodiscono una parte fondamentale della storia, dell’arte e dell’identità di un Paese. I musei non sono soltanto luoghi di esposizione, ma istituzioni che si occupano della tutela e della valorizzazione dei beni culturali, permettendo alle generazioni presenti e future di conoscere il passato.
La circolazione dei beni culturali
I beni culturali mobili, come quadri, statue, documenti e opere d’arte, possono essere spostati da uno Stato all’altro. A volte questi spostamenti sono temporanei, per esempio per mostre internazionali, altre volte sono definitivi, come nel caso delle vendite all’estero. Per questo motivo esistono regole precise che disciplinano la circolazione internazionale dei beni culturali, con l’obiettivo di tutelare il patrimonio di ogni Paese.
L’uscita temporanea dei beni culturali:
Le regole sull’uscita temporanea dei beni culturali sono più flessibili rispetto a quelle sull’uscita definitiva. Anche i beni che non possono essere trasferiti definitivamente all’estero possono uscire temporaneamente, purché siano garantite la loro integrità e sicurezza.
ESEMPIO
COME E' l'uscita temporanea
NON TUTTI I BENI
L’uscita temporanea è frequente per la partecipazione a mostre o eventi culturali internazionali. In questi casi è necessario ottenere un attestato di circolazione temporanea, che indica il responsabile della custodia del bene all’estero e il termine entro cui il bene deve rientrare in Italia, che non può superare i diciotto mesi.
La tutela e la valorizzazione dei beni paesaggistici
In Italia i beni culturali sono spesso strettamente legati al paesaggio. Non a caso si dice che l’Italia sia un “museo a cielo aperto”. Il paesaggio è tutelato perché rappresenta l’identità nazionale ed è il risultato dell’interazione tra fattori naturali e umani.
QUALI SONO?
La tutela di questi beni comporta limiti e divieti per i proprietari, che non possono modificarli liberamente e devono richiedere un’autorizzazione paesaggistica prima di effettuare qualsiasi intervento.
COSA SUCCEDE?
La collaborazione tra pubblico e privato
La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale non possono essere affidate solo allo Stato. Per questo il Codice dei beni culturali favorisce la partecipazione dei soggetti privati.
I privati possono contribuire attraverso donazioni di beni o di denaro, sponsorizzazioni e collaborazioni con enti pubblici.
SOGGETTI TERZI
Un ruolo significativo nella valorizzazione dei beni culturali è svolto anche dalle fondazioni, dalle fondazioni bancarie, dalle pro loco e dagli ecomusei. Questi soggetti operano senza fini di lucro e contribuiscono alla promozione culturale e turistica dei territori. Le fondazioni di partecipazione, in particolare, favoriscono la collaborazione tra enti pubblici e privati per lo sviluppo culturale e turistico locale.
Le convenzioni internazionali sulla circolazione dei beni culturali
La prima è la convenzione UNESCO del 1970 e la seconda è la convenzione Unidroit del 1995.
Adottata a Roma il 24 giugno 1995
Info
La convenzione Unidroit
Il codice dei beni culturali fa richiamo, con l'articolo 87, alla convenzione sul ritorno internazionale dei beni culturali rubati o illecitamente esportati. Essa adotta una definizione dei beni culturali Cioé: “i beni che, a titolo religioso o profano, sono importanti per l'archeologia, la preistoria, la storia, la letteratura, l'arte o la scienza”
Favorevoli
Quasi tutte le persone concordano che occorre lottare contro gli abusi nel trasferimento internazionale di beni culturali per arrivare a impedirli.
I sostenitori ritengono positive le azioni adottate e approvate dal Consiglio federale, che anche dopo aver trattato la Convenzione UNESCO, intenda avviare un ulteriore passo allo scopo di impedire l’aumento di abusi nel trasferimento internazionale dei beni culturali.
Per esempio la Svizzera rimane un nodo chiave nel traffico internazionale di beni culturali rubati, con centinaia di oggetti confiscati negli ultimi anni.
INFO
Caratteristiche
Con essa ci sarebbe l’unificazione internazionale delle leggi sulla restituzione dei beni culturali rubati o al ritorno dei beni culturali esportati illecitamente.
La Convenzione tutelerebbe meglio il proprietario legittimo, risarcirebbe il nuovo possessore che ha acquistato in buona fede un bene culturale rubato o illecitamente esportato.
La Convenzione ostacolerebbe la vendita di oggetti di dubbia provenienza e agevolerebbe la persecuzione dei furti oltre i confini nazionali.
Nel commercio e negli scambi dei beni culturali, consentirebbe una maggiore trasparenza e anche una maggiore sicurezza giuridica
Essa non ostacolerebbe né il commercio legale o il collezionismo né lo scambio di beni culturali.
Il Caso del Cratere di Eufronio
Esso è un vaso cerimoniale greco del VI secolo a.C., considerato uno dei pezzi più pregiati della ceramica antica.
Negli anni '70, il vaso fu scavato illegalmente da una necropoli etrusca a Cerveteri, in Italia. Attraverso una rete di trafficanti d'arte, il reperto finì sul mercato internazionale con una provenienza falsificata.
L'Acquisto del Met
INFO
Nel 1972, il Metropolitan Museum of Art (Met) di New York acquistò il cratere per un 1 milione di dollari. Il museo sostenne di averlo acquistato in "buona fede" da un collezionista libanese. E alla fine l'Italia riuscì a dimostrare l'origine illecita e nel 2008 torna ufficialmente in Italia.
Beni culturali rubati
La Convenzione prevede una disciplina differenziata a seconda che i beni culturali siano stati rubati o illecitamente esportati.
PUNTI FONDAMENTALI:
Tutela del possessore attuale
Il possessore deve restituire il bene anche se lo ha acquistato.
DOVUTA DILIGENZA
tuttavia..
Ha diritto a un indennizzo adeguato se dimostra:
Info
Termini di prescrizione
- 3 anni da quando il richiedente conosce:
-il luogo in cui si trova il bene-l’identità del possessore;ECCEZIONI
Esempio: Maschere rituali Hopi (Stati Uniti)
Un caso famoso riguarda le maschere sacre del popolo Hopi, una comunità nativa dell’Arizona (USA).
INFO
Alcune di queste maschere sono state:
Il popolo Hopi ha chiesto la restituzione perché:
Esportazione illecita dei beni
Aspetti principali
Di cosa si tratta?
ASPETTI PRINCIPALI
L'esportazione illecita di beni culturali avviene quando beni di interesse artistico, storico, archeologico o archivistico vengono trasferiti all'estero senza l'attestato di libera circolazione o la licenza di esportazione. È reato anche il mancato rientro di tali beni dopo autorizzazioni temporanee e la presentazione di dichiarazioni false.
ASPETTI PRINCIPALI
RITORNO DEI BENI CULTURALI ILLECITAMENTE ESPORTATI
Articolo 5
Articolo 6
Il Capitolo III della Convenzione UNIDROIT (1995) (artt. 5-7) disciplina il ritorno dei beni culturali illecitamente esportati. Consente agli Stati contraenti di chiedere la restituzione di beni la cui rimozione pregiudica la conservazione fisica, l'integrità, l'informazione storica/scientifica, o l'uso rituale/tradizionale, dimostrando l'importanza culturale significativa.
Articolo 7
Il caso del “Ritratto di Isabella D’Este”
Il Ritratto di Isabella d’Este di Leonardo da Vinci è uno degli esempi più raffinati della sua straordinaria abilità nel campo del disegno.
Realizzato intorno al 1500, il ritratto è un prezioso schizzo a carboncino e sanguigna su carta, che rappresenta Isabella d’Este, una delle figure femminili più influenti del Rinascimento italiano. L’opera è un disegno preparatorio per un ritratto pittorico, che tuttavia non venne mai realizzato. Conservato oggi al Louvre di Parigi, il ritratto di Isabella d’Este è un’opera di grande raffinatezza e precisione, che riflette non solo l’abilità tecnica di Leonardo, ma anche il suo interesse per il carattere e la personalità del soggetto.
INFO
Nel 2015, l’opera è stata sequestrata in Svizzera. Le autorità italiane hanno accusato la proprietaria (una cittadina italiana residente all’estero) di:
Secondo l’accusa, il dipinto:
- sarebbe uscito clandestinamente dall’Italia
- non aveva ottenuto l’autorizzazione all’esportazione
Il proprietario sosteneva invece che:Il caso è diventato particolarmente complesso perché l’attribuzione a Leonardo è controversa:
Nel 2019 il giudice per le indagini preliminari di Pesaro ha archiviato il procedimento perché non è stata provata l’esportazione illegale dell’opera né la sua sottoposizione a vincolo al momento dell’uscita dall’Italia. Inoltre, l’attribuzione a Leonardo da Vinci restava controversa, incidendo sulla qualificazione del bene come di eccezionale interesse culturale. L’autenticità non è stata accertata in via definitiva e il caso si è chiuso penalmente per insufficienza di prove.
La convenzione è un'organizzazione intergovernativa indipendente, con sede a Roma, al fine di studiare le esigenze e i metodi per modernizzare il diritto privato e commerciale. Oltre che per formulare strumenti di legge, principi e regole per raggiungere tali obiettivi.
La procedura di consultazione è stata aperta il 29 febbraio 1996 con una circolare inviata a 120 istituzioni, organizzazioni e anche persone.
Dichiarazioni mendaci:
presentare dichiarazioni false al competente ufficio di esportazione per attestare la non assoggettabilità del bene al vincolo.
Confisca: è sempre ordinata la confisca del bene illecitamente esportato, a meno che non appartenga a una persona estranea al reato.
L’importanza economica e sociale dei musei in Italia
Il valore dei musei non è solo culturale, ma anche economico e sociale. Il 7 ottobre 2019 il Ministero della Cultura ha pubblicato uno studio sull’impatto dei musei statali italiani.
Nel 2018 i musei statali hanno registrato 53 milioni di visitatori, con proventi da biglietteria pari a circa 280 milioni di euro. I cosiddetti turisti culturali, sono stati circa 24 milioni.
Beni sottoposti a vincolo: riguarda il trasferimento di cose di interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, bibliografico, documentale o archivistico.
Sanzioni penali: il reato è punito con la reclusione da due a otto anni e con la multa fino a 80.000 euro.
Punti chiave
Azione di ritorno: uno Stato può chiedere al giudice di un altro Stato il ritorno di un bene illecitamente esportato dal proprio territorio, se la rimozione viola interessi culturali specifici.
Motivazioni del ritorno: l'azione è possibile se l'esportazione danneggia:
Eccezioni (nessuna prescrizione)
Mancanza di autorizzazione: trasferire tali beni fuori dal territorio nazionale senza l'attestato di libera circolazione (o il certificato di avvenuta spedizione per la UE) è illecito.
Mancato rientro: non far rientrare nel territorio nazionale, alla scadenza prevista, i beni autorizzati per l'uscita temporanea.
Katsinam
Le maschere, chiamate Katsinam, non sono semplici oggetti artistici: sono oggetti sacri utilizzati in cerimonie religiose.
Esempio Reale
Lo Stato deve quindi trovare un equilibrio tra lo sviluppo e la protezione
Nelle aree protette dall'UNESCO (come le Dolomiti), non si può costruire liberamente. Se il proprietario di un rifugio volesse ampliare la sua struttura, deve scontrarsi con vincoli severissimi: la tutela del paesaggio viene prima dell'interesse del singolo.
Grazie alla convenzione la Svizzera potrebbe :
Smentire la sua cattiva reputazione e manifestare che non si lascia sfruttare come piattaforma per il traffico e la vendita illecita di beni culturali.
Dare solidarietà nei confronti della comunità internazionale e farebbe un gesto nell’ambito del suo impegno per una protezione efficace dei beni culturali.
Perché?
Punti chiave (eccezioni)
Per esempio, chi possiede una villa storica non può abbattere alberi secolari o costruire nuove strutture senza autorizzazione.
L’autorizzazione paesaggistica è obbligatoria e deve essere richiesta prima di iniziare qualsiasi lavoro. Se i lavori vengono eseguiti senza autorizzazione, lo Stato può ordinare la demolizione delle opere e il ripristino del bene
Che cos'è?
La dovuta diligenza è l’insieme di controlli e verifiche che una persona deve fare prima di acquistare un bene culturale, per assicurarsi che non sia rubato o esportato illegalmente.
Che cos'è la buona fede?
La buona fede significa che una persona:
Per esempio, chi possiede una villa storica non può abbattere alberi secolari o costruire nuove strutture senza autorizzazione.
L’autorizzazione paesaggistica è obbligatoria e deve essere richiesta prima di iniziare qualsiasi lavoro. Se i lavori vengono eseguiti senza autorizzazione, lo Stato può ordinare la demolizione delle opere e il ripristino del bene
L’ordinamento italiano distingue tra beni culturali che non possono uscire definitivamente dal territorio nazionale e beni che invece possono essere trasferiti all’estero.
L’uscita definitiva dei beni culturali
L’articolo 65 del Codice dei beni culturali vieta l’uscita definitiva dei beni culturali pubblici e di quelli che presentano un interesse artistico, storico, archeologico importante.
In questi casi è necessario ottenere un attestato di libera circolazione rilasciato dall’ufficio di esportazione competente. Per i beni che non superano tale valore o che sono di autore vivente, l’uscita può avvenire senza autorizzazione, ma resta l’obbligo di dimostrare che il bene rientra nei casi previsti dalla legge.
Il Ruolo dei Principi UNIDROIT
Il caso del Cratere di Eufronio è diventato il simbolo della necessità di tali regole. I principi applicati in seguito a casi simili includono:
La Diligenza Dovuta: quindi l’acquirente non può limitarsi a credere alla parola del venditore
Inversione della Buona Fede, perché non basta dire "non sapevo fosse rubato", l'acquirente deve dimostrare di aver fatto tutto il possibile per verificarne la liceità.
Il caso Eufronio ha cambiato il mondo del collezionismo
Punti chiave
Condizioni e indennizzo: il possessore che ha acquistato il bene senza conoscere l'illecita esportazione può avere diritto a un equo indennizzo al momento della restituzione, a patto di aver agito con la dovuta diligenza.