Mythos dal greco significa racconto. Quindi il mito è un narrazione fantastica con cui l'uomo cerca di spiegare le origini del mondo e ciò che accade intorno a sé.
Tutte le civiltà si sono poste questi interrogativi per:
il bisogno di capire
il bisogno di interpretare il mistero del mondo
La mitologia è:
la raccolta dei miti di un determinato popolo
Quella che ha influenzato di più la civiltà latina è
LA MITOLOGIA GRECA
Orfeo ed Euridice nella pittura vascolare greca
Tra i racconti mitologici più famosi possiamo ricordare:
Achille
Il vaso di Pandora
Icaro
Il Minotauro
Perseo e Andromeda
Leda e iI cigno
Orfeo
È il figlio della musa Calliope e di Apollo – o del re della Tracia, Eagro, secondo altre versioni – è il poeta per eccellenza, la personificazione del canto. Con la sua lira e le sue parole riesce a sedurre uomini, animali di ogni specie e perfino alberi, pietre e mare. Con la forza dei suoi versi commuove, intenerisce, appassiona, tocca l’animo e le fibre di chi ha modo di ascoltarlo.
Fino al V secolo, Orfeo è quasi sempre solo, colto molte volte nel momento in cui calma le fiere con la sua musica. Piano piano, però, quest’affascinante figura inizia ad accompagnarsi a una donna chiamata Euridice che diverrà la sua sposa. Il destino però sarà crudele con i due e la loro storia avrà una fine triste.
Orfeo ed Euridice non avranno la possibilità di poter vivere insieme.
Euridice
È una ninfa bellissima ma come racconta Virgilio nelle Georgiche, di lei s’invaghisce anche il pastore Aristeo, che l’insegue per farla sua e, mentre scappa, Euridice è morsa fatalmente da un serpente.
Nelle Metamorfosi Ovidio sceglie di eliminare dalla scena Aristeo: Euridice è spensierata, in compagnia di una schiera di ninfe, quando viene morsa al tallone dal rettile. Appena Orfeo apprende la notizia, piange la sposa e con coraggio decide di recarsi negli Inferi per riaverla.
Tale è la forza del suo amore e del suo canto che Persefone, Ade, il cane Cerbero e perfino le implacabili Furie si commuovono. Orfeo potrà portare con sé Euridice, ma a un patto: lui andrà avanti, lei lo seguirà: non potrà mai girarsi indietro.
Orfeo ed Euridice, Frederic Leighton (1864)
Gli Inferi
Gli Inferi per i greci, sono un luogo sotterraneo destinato ad ospitare le anime dei defunti. Vengono chiamati anche il regno dell'Oltretomba perchè in questo luogo buio e tenebroso governano il dio Ade e la moglie Persefone. Le anime sono soltante ombre e ovunque regna l'oscurità.
Ade
Persefone
L'amore
Nella risalita, mentre i due amanti sono quasi arrivati alla luce, Orfeo non resiste alla tentazione e si volta per controllare che la sua amata sia veramente con lui. Nel tempo di un attimo Euridice scompare per sempre nell’abisso. Distrutto e impietrito, Orfeo non trova più pace e vaga per la terra, sublimando nel canto un passato che non può più tornare. .
L'ultimo sguardo
La musica
Orfeo con il suo canto e la sua musica continuerà ad emozionare, sì, ma rifiuterà la vita e l’amore delle altre donne; per questo le Menadi – o Baccanti – si vendicheranno di lui, che pure era legato a Dioniso, e lo faranno a pezzi gettandone i resti nel fiume Ebro. Tutti lo piangeranno: gli uccelli, gli alberi, i sassi ma Orfeo potrà tornare a riabbracciare la sua Euridice.
Cosa insegna questo mito?
La morale di questo mito insegna che nessuno può vincere il destino. Orfeo che si gira può essere visto come l'uomo che cerca conforto nel passato ma non lo trova, proprio perché ormai è passato. Deve percorrere quel cammino, deve andare avanti nonostante tutto, nonostante le più brutte atrocità del destino Orfeo si volta a guardare Euridice per una combinazione di dubbio, impazienza e amore; è spinto dalla paura che lei non lo stia seguendo, dalla bramosia di rivedere il suo volto e dalla forza dei sentimenti umani. Così infrangerà la condizione imposta da Ade, perdendola per sempre nell'attimo stesso in cui l'aveva quasi riconquista.
Intorno al mito di Orfeo C.W. Gluck, compose un'opera lirica dal titolo: Orfeo ed Euridice
Il mito di Orfeo ed Euridice
Nicoletta Pisanelli
Created on February 23, 2026
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Transcript
Il mito di Orfeo ed Euridice
Classe 1A A.s. 2025-26
Indice
Che cosa è un mito?
Mythos dal greco significa racconto. Quindi il mito è un narrazione fantastica con cui l'uomo cerca di spiegare le origini del mondo e ciò che accade intorno a sé.
Tutte le civiltà si sono poste questi interrogativi per:
La mitologia è:
la raccolta dei miti di un determinato popolo
Quella che ha influenzato di più la civiltà latina è
LA MITOLOGIA GRECA
Orfeo ed Euridice nella pittura vascolare greca
Tra i racconti mitologici più famosi possiamo ricordare:
Orfeo
È il figlio della musa Calliope e di Apollo – o del re della Tracia, Eagro, secondo altre versioni – è il poeta per eccellenza, la personificazione del canto. Con la sua lira e le sue parole riesce a sedurre uomini, animali di ogni specie e perfino alberi, pietre e mare. Con la forza dei suoi versi commuove, intenerisce, appassiona, tocca l’animo e le fibre di chi ha modo di ascoltarlo.
Fino al V secolo, Orfeo è quasi sempre solo, colto molte volte nel momento in cui calma le fiere con la sua musica. Piano piano, però, quest’affascinante figura inizia ad accompagnarsi a una donna chiamata Euridice che diverrà la sua sposa. Il destino però sarà crudele con i due e la loro storia avrà una fine triste.
Orfeo ed Euridice non avranno la possibilità di poter vivere insieme.
Euridice
È una ninfa bellissima ma come racconta Virgilio nelle Georgiche, di lei s’invaghisce anche il pastore Aristeo, che l’insegue per farla sua e, mentre scappa, Euridice è morsa fatalmente da un serpente.
Nelle Metamorfosi Ovidio sceglie di eliminare dalla scena Aristeo: Euridice è spensierata, in compagnia di una schiera di ninfe, quando viene morsa al tallone dal rettile. Appena Orfeo apprende la notizia, piange la sposa e con coraggio decide di recarsi negli Inferi per riaverla.
Tale è la forza del suo amore e del suo canto che Persefone, Ade, il cane Cerbero e perfino le implacabili Furie si commuovono. Orfeo potrà portare con sé Euridice, ma a un patto: lui andrà avanti, lei lo seguirà: non potrà mai girarsi indietro.
Orfeo ed Euridice, Frederic Leighton (1864)
Gli Inferi
Gli Inferi per i greci, sono un luogo sotterraneo destinato ad ospitare le anime dei defunti. Vengono chiamati anche il regno dell'Oltretomba perchè in questo luogo buio e tenebroso governano il dio Ade e la moglie Persefone. Le anime sono soltante ombre e ovunque regna l'oscurità.
Ade
Persefone
L'amore
Nella risalita, mentre i due amanti sono quasi arrivati alla luce, Orfeo non resiste alla tentazione e si volta per controllare che la sua amata sia veramente con lui. Nel tempo di un attimo Euridice scompare per sempre nell’abisso. Distrutto e impietrito, Orfeo non trova più pace e vaga per la terra, sublimando nel canto un passato che non può più tornare. .
L'ultimo sguardo
La musica
Orfeo con il suo canto e la sua musica continuerà ad emozionare, sì, ma rifiuterà la vita e l’amore delle altre donne; per questo le Menadi – o Baccanti – si vendicheranno di lui, che pure era legato a Dioniso, e lo faranno a pezzi gettandone i resti nel fiume Ebro. Tutti lo piangeranno: gli uccelli, gli alberi, i sassi ma Orfeo potrà tornare a riabbracciare la sua Euridice.
Cosa insegna questo mito?
La morale di questo mito insegna che nessuno può vincere il destino. Orfeo che si gira può essere visto come l'uomo che cerca conforto nel passato ma non lo trova, proprio perché ormai è passato. Deve percorrere quel cammino, deve andare avanti nonostante tutto, nonostante le più brutte atrocità del destino Orfeo si volta a guardare Euridice per una combinazione di dubbio, impazienza e amore; è spinto dalla paura che lei non lo stia seguendo, dalla bramosia di rivedere il suo volto e dalla forza dei sentimenti umani. Così infrangerà la condizione imposta da Ade, perdendola per sempre nell'attimo stesso in cui l'aveva quasi riconquista.
Intorno al mito di Orfeo C.W. Gluck, compose un'opera lirica dal titolo: Orfeo ed Euridice