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La Locandiera

Matteo Bolognini

Created on February 19, 2026

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Transcript

LA Locandiera

carlo Goldoni

Avanti

Carlo Goldoni

Carlo Goldoni nacque a Venezia nel 1707 in una famiglia borghese. L’infanzia trascorsa tra diverse città del Nord Italia, a causa del lavoro del padre medico, gli permise di conoscere vari ambienti sociali che diventeranno protagonisti delle sue commedie. Pur laureandosi in diritto e iniziando la professione di avvocato, abbandonò presto l’attività forense per dedicarsi completamente al teatro.

Nel primo Settecento dominava ancora la Commedia dell’Arte, basata su maschere e improvvisazione, ma Goldoni avviò una riforma graduale del teatro: scrisse testi completi e strutturati, sostituì le maschere con personaggi realistici e mise al centro la borghesia, rappresentandone pregi e difetti. Questa “rivoluzione goldoniana” trasformò il teatro in uno specchio della società contemporanea. Tra le opere più importanti spicca La locandiera, con la figura di Mirandolina, donna autonoma e intelligente. Nelle sue opere è evidente l’influenza dell’Illuminismo, con fiducia nella ragione e nel miglioramento dei costumi attraverso il teatro.

Trama

ATTO I

La sfida e l'inizio del gioco

• Ambientazione: Locanda di Mirandolina a Firenze. • Conflitto iniziale: Rivalità tra il Marchese di Forlipopoli (nobiltà di sangue, povero) e il Conte d'Albafiorita (nobiltà di spada, ricco). • L’antagonista: Arrivo del Cavaliere di Ripafratta, misogino convinto che disprezza le donne. • La scintilla: Mirandolina si sente offesa dal Cavaliere e decide di farlo innamorare per "punire" la sua superbia. • Sottotrama: Due attrici (Ortensia e Dejanira) arrivano fingendosi dame per scroccare favori ai nobili.

Trama

ATTO II

L’arte della seduzione

• La strategia: Mirandolina finge di essere come il Cavaliere, dichiarandosi nemica della lusinga e amante della schiettezza. • La scena del pranzo: Mirandolina serve personalmente il Cavaliere, offrendogli piatti speciali e vino di Borgogna. • Il crollo del Cavaliere: Mirandolina simula uno svenimento quando il Cavaliere inizia a mostrare i primi segni di tenerezza. • Risultato: Il Cavaliere cede completamente, ammettendo (a se stesso e al pubblico) di essere innamorato.

Trama

ATTO III

Il trionfo e la risoluzione borghese

• Il rovesciamento: Ottenuto il cuore del Cavaliere, Mirandolina inizia a trattarlo con disprezzo e indifferenza. • Il regalo: Il Cavaliere le dona una boccetta d'oro con spirito di melissa, che lei rifiuta gettandola nel cesto della biancheria. • Caos alla locanda: Il Cavaliere perde il controllo, accecato dalla gelosia verso il cameriere Fabrizio. • La scelta finale: Per proteggere il suo onore e i suoi affari, Mirandolina annuncia il matrimonio con Fabrizio. • Morale: Il Cavaliere fugge umiliato; Mirandolina ammonisce il pubblico a diffidare delle lusinghe femminili.

Temi

La locandiera concretizza la Riforma Goldoniana, sostituendo le maschere con caratteri reali e psicologicamente sfaccettati in un testo. L'opera mette in scena il contrasto tra la nobiltà decadente e l'imprenditoria borghese di Mirandolina, che usa astuzia e autodeterminazione per sconfiggere la misoginia del Cavaliere di Ripafratta. Oltre al trionfo dell'intelligenza, Goldoni propone una finalità morale come avvertimento contro le lusinghe femminili in un mondo dominato dall'utilitarismo.

STILE DI GOLDONI

Lo stile di Carlo Goldoni nasce in un periodo in cui il teatro italiano era dominato dalla Commedia dell’Arte, basata su maschere e improvvisazione. Goldoni introduce testi scritti, dialoghi precisi e trame costruite con cura. I personaggi diventano individui con carattere e psicologia. Il suo tratto principale è il realismo. Porta in scena la società del tempo. I conflitti nascono da problemi quotidiani. Si nota anche l’influenza dell’Illuminismo. La borghesia diventa modello positivo di lavoro e onestà. La lingua è semplice e naturale: Goldoni alterna italiano e veneziano per rendere i dialoghi realistici e quotidiani.

STILE DI GOLDONI NELLA LOCANDIERA

Nella locandiera Goldoni realizza pienamente la sua riforma teatrale. Mirandolina è il centro dell’opera: donna astuta, intelligente e determinata. L’opera mostra un forte realismo sociale attraverso il confronto tra nobiltà decaduta e borghesia emergente, rappresentata da Mirandolina. Anche la lingua contribuisce al realismo: Goldoni sceglie uno stile coerente con l’ambientazione fiorentina, privilegiando naturalezza e verosimiglianza.

Confronto opere Goldoni

Tema dell'amore Locandiera:

  • Amore visto come "gioco di potere"
  • I personaggi si vogliono dominare a vicenda
  • Approccio razionale e metodico
  • Lato passionale messo un po' in secondo piano
Innamorati:
  • Amore come sentimento autentico e sincero
  • Passione, affetto, ammirazione sono centrali

Personaggi:Locandiera:

  • Quasi tutti i personaggi cercano di manipolarsi
  • Mirandolina è una figura forte, consapevole, che si "prende gioco del cavaliere
Innamorati:
  • I protagonisti sono più fragili e impulsivi
  • Vulnerabilità emotiva evidente

Confronto opere Goldoni

AtmosferaLocandiera:

  • Ironica e un po' scherzosa
  • In gran parte dell'opera, i personaggi si parlano con toni "leggeri", quasi comici
  • Luoghi come le sale da pranzo di una locanda, ricordano un ambiente più rilassato
Innamorati:
  • Emotiva, nervosa e realistica
  • I personaggi spesso litigano, si allontanano, poi si riappacificano e questo aggiunge tensione all'ambiente circostante

Riflessioni e curiosità

La figura di Mirandolina

L'intelligenza e la sicurezza contro i sentimenti

Ironia e realismo goldoniano

LETTURA DELL'OPERA:

"La più morale, utile ed istruttiva"

Mirandolina è una donna con uno spiccato spirito imprenditoriale che ha come fine manipolare i sentimenti altrui e gestire le dinamiche della locanda a suo vantaggio. per raggiungere i suoi scopi utilizza la seduzione e soprattutto l'arte della parola, della retorica, che le permette di manipolare la sua realtà. il suo personaggio è un avvertimento per tutti gli uomini che cedono ai canti delle "sirene", che hanno come obiettivo nutrire il proprio ego.

Info

la missione

psicologia della protagonista

strategia utilizzata

LA Locandiera

carlo Goldoni

FINE

Ironia e realismo Goldoniano

E' interessante notare come Goldoni non adotti uno stile fisso per tutte le opere, ma lo modelli a seconda del messaggio che vuole trasmettere. Ad esempio, negli Innamorati l'autore utilizza il realismo perché vuole mostrare allo spettatore i pregi e i difetti dei personaggi. L'ironia, nella Locandiera, diventa invece un modo per smascherare le illusioni di superiorità e per evidenziare quanto sia pericoloso credere di poter controllare i sentimenti (tutto questo senza "appesantire" l'atmosfera).

La sua psicologia è profondamente influenzata dal senso pratico:

  • L'amore e l'utile: Per lei l'amore non può essere separato dall'interesse economico e dal profitto della sua attività.
  • Indipendenza: È una "donna d'affari" autonoma che gestisce la propria locanda con senso del realismo.
  • Rifiuto della nobiltà vana: Disprezza il "fumo" (i titoli nobiliari senza sostanza del Marchese) e preferisce "l'arrosto" (la concretezza e la ricchezza).

L'intelligenza e la sicurezza contro i sentimenti

Goldoni mostra anche come la sicurezza di Mirandolina possa rivelarsi un'arma a doppio taglio. Lei usa finzione per manipolare il cavaliere ed è convinta di poter dominare i suoi sentimenti. Quando lui però si innamora davvero, la situazione le sfugge un po di mano. Qui Goldoni manda un messaggio importante: per quanto si possa essere astuti e razionali, non si possono controllare le emozioni e i sentimenti, perché sono naturali e imprevedibili

La figura di Mirandolina

Nella locandiera, Goldoni valorizza il ruolo di Mirandolina e, di conseguenza, della donna. L'autore infatti, rappresenta la protagonista come una figura sicura, consapevole di sé stessa, superiore agli altri personaggi. Tutto ciò si oppone alla concezione della donna del '7oo, un periodo storico dove quest'ultima era considerata inferiore all'uomo in termini sociali, politici e giuridici.Questo ci aiuta a capire come Goldoni fosse in disaccordo con la realtà che lo circondava.

Tommaso Baratozzi Matteo Bolognini Rossella Fatta Samuele Gresleri Miro Montanari Gioele Tirendi Aurora Tridico

• Secondare il pensiero altrui: Inizialmente Mirandolina entra nelle grazie del Cavaliere fingendo di condividere la sua misoginia e lodando i suoi pregiudizi. • L'uso della "falsa sincerità": Si mostra umile, servizievole e lontana dal volerlo obbligare alla gratitudine, usando «tronche parole» e sguardi studiati. • Il colpo finale: Quando l'uomo tenta di fuggire, lei lo arresta con «due lagrimette» e lo atterra definitivamente simulando uno svenimento.

Goldoni stesso, nella prefazione, ammette di aver dipinto in lei una donna "lusinghiera e pericolosa". Una volta che il Cavaliere è caduto nei suoi lacci, Mirandolina mostra quella che l'autore definisce una "barbara crudeltà" e un "ingiurioso disprezzo".

"Fra tutte le Commedie da me sinora composte, starei per dire essere questa la più morale, la più utile, la più istruttiva. Sembrerà ciò essere un paradosso a chi soltannto vorrà fermarsi a considerare il carattere della Locandiera, e dirà anzi non aver io dipinto altrove una donna più lusinghiera, più pericolosa di questa. Ma chi rifletterà al carattere e agli avvenimenti del Cavaliere, troverà un esempio vivissimo della presunzione avvilita, ed una scuola che insegna a fuggire i pericoli, per non soccombere alle cadute."

Nel suo celebre monologo dell'Atto I, confessa che il suo unico desiderio è vedersi "servita, vagheggiata, adorata". Quando incontra il Cavaliere di Ripafratta, la sua misoginia le "muove la bile" e ferisce il suo orgoglio femminile: la sua missione diventa quindi una sfida intellettuale per "vincere, abbattere e conquassare" un cuore nemico delle donne.