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la magica avventura

BEATRICE DE MARTIIS

Created on February 19, 2026

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la magica avventura

By: Beatrice De Martiis e Valentina Fiori

Finalmene stava arrivando la settimana più attesta dell'anno. La terza D sarebbe andata in Valle d'Aosta per passare sette giorni di puro divertimento. La partenza si stava avvicinando e l'emozione stava invadendo gli alunni. le valige erano pronte da più di un mese, e straripavano come un fiume in piena. La gita tanto desiderata era alle porte: mancava solo un'ora. I genitori erano in lacrime, continuavano a scattare foto ai figli che si ribellavano, perchè volevano scappare dalle loro grinfie. Lo studente che spiccava era lui: Giovanni, soprannominato Giove, proprio come il re degli dei, per la sua bellezza e la sua capacità di essere al centro dell'attenzione. A volte il podio glielo ruba Emma, la popolare, che anche solo grazie ad un sorriso riusciva a far cadere ai suoi piedi tutta la scolaresca. In disparte nella zona anteriore del bus, c'era Vittoria, la tipica ragazza timida e silenziosa che aveva la passione dello studio. purtroppo Kevin la prendeva in giro ogni singolo giorno, facendole perdere la voglia di andare a scuola.

2. Avventurarsi

Dopo sei lunghe ore di viaggio gli amici arrivarono alla meta. La neve ricopriva le montagne, le valli erano posizionate tra due alture ed avevano un aspetto dolce e ondulato, donando al paesaggio un'atmosfera mozzafiato dai caratteri fiabeschi. Arrivati in albergo i ragazzi appoggiarono i bagagli perchè non vedevano l'ora di sfrecciare sulla neve. La classe era divisa in due gruppi: gli snowbordisti e gli sciatori, che erano la maggioranza. Noleggiarono l'attrezzatura per iniziare a divertirsi. Si scoprì che gli unici a usare una sola tavola erano Giove, Kevin, Vittoria ed Emma. Erano increduli perchè avevano caratteri opposti e non avevano ancora stretto amicizia. Cominciarono con una pista nera, che Giove aveva visto sui social e per questo era curioso di provarla. Alla prima curva Emma prese un fuoripista e, preoccupati, i compagni la seguirono. Nel corso di pochi minuti il gruppo si perse in un fitto bosco.

Finalmene stava arrivando la settimana più attesta dell'anno. La terza D sarebbe andata in Valle d'Aosta per passare sette giorni di puro divertimento. La partenza si stava avvicinando e l'emozione stava invadendo gli alunni. le valige erano pronte da più di un mese, e straripavano come un fiume in piena. La gita tanto desiderata era alle porte: mancava solo un'ora. I genitori erano in lacrime, continuavano a scattare foto ai figli che si ribllavano, pechè volevano scappare dalle loro grinfie. Lo studente che spiccava era lui: Giovanni, soprannominato Giove, proprio come il re degli dei, per la sua bellezza e la sua capacità di essere al centro dell'attenzione. A volte il podio glielo ruba Emma, la popolare, che anche solo grazie ad un sorriso riusciva a far cadere ai suoi piedi tutta la scolaresca. In disparte nella zona anteriore del bus, c'era Vittoria, la tipica ragazza timida e silenziosa che aveva la passione dello studio. purtroppo Kevin la prendeva in giro ogni singolo giorno, facendole perdere la voglia di andare a scuola. Dopo sei lunghe ore di viaggio gli amici arrivarono alla meta. La neve ricopriva le montagne, le valli erano posizionate tra due alture ed avevano un aspetto dolce e ondulato, donando al paesaggio un'atmosfera mozzafiato dai caratteri fiabeschi. Arrivati in albergo i ragazzi appoggiarono i bagagli perchè non vedevano l'ora di sfrecciare sulla neve. La classe era divisa in due gruppi: gli snowbordisti e gli sciatori, che erano la maggioranza. Noleggiarono l'attrezzatura per iniziare a divertirsi. Si scoprì che gli unici a usare una sola tavola erano Giove, Kevin, Vittoria ed Emma. Era no increduli perchè avevano caratteri opposti e non avevano ancora stretto amicizia. Cominciarono con una pista nera, che Giove aveva visto sui social e per questo era curioso di provarla. Alla prima curva Emma prese un fuoripista e, preoccupati, i compagni la seguirono. Nel corso di pochi minuti il gruppo si perse in un fitto boscho.

cosa dovranno fare?

1. GRIDARE AIUTO

2. AVVENTURARSI

L'istinto di Vittoria le consigliava i gridare aiuto. Perlomeno qualcuno li avrebbe sentiti e sarebbe intervenuto in loro soccorso. Gli altri combagni erano d'accordo. Urlavano a squarciagola, sperando che qualche brava persona li potesse aiutare. Poco dopo videro un bagliore accecante, colorato come il tramonto, con sfumature rosate con toni di giallo. All'improvviso comparve un cavallo volante dal manto bianco, con zoccoli dorati ed una folta criniera. In sella c'era una figura magrolina, con la carnagione olivastra e gli occhi verde smeraldo che brillavano alla luce del sole che splendeva sulle meravigliose Alpi. I capelli castani erano raccolti in una spina di pesce, poggiata su una spalla. Indossava un vestito lilla, con un fiocco decorato con sfarzosi diamanti all'altezza della vita e delle scarpette color magenta che le calzavano a pennello. Disegnati quà e là c'erano degli orologi che raffiguravano orari differenti. In più due orecchini pendenti a forma di clessidra arricchivano il suo alquantoeccentrico abbigliamento. La caratteristica più sorprendente era che, al posto delle scapole c'erano due ali argentate. I ragazzi non avevano ma visto nulla del genere. Emma disse che doveva assolutamente scattar una foto perchè, altrimenti, nessuno le avrebbe creduto, ma, tutto dun tratto la creatura, con un gesto disinvolto, preseuna bacchetta e le fece cadere il telefono dalli mani. Alzò lo sguardo e si presentò: "Sono la fata del passato, presente e futuro. Posso alterare il corso degli eventia mio piacimento." Inizialmente ci fu un minuto di silenzio assordante che riempiva l'aria. L'atmosfera era tesa, l'unico rumore era quello del ruscello che scorreva e degli scoiattoli che si spostavano tra gli alberi spogli. I compagni non sapevano cosa dire. per romere il ghiaccio la nuova conoscenza chiese alla comitiva il motivo per cui si trovasse in mezzo al bosco. Vittoria, con un tono accusatorio, rispose che Emma aveva sbandato e che si erano persi. Allora, come atto di gentilezza, la donna alata offrì il suo aiuto.

COSA DOVRANNO FARE?

1. ACCETTARE
2. RIFIUTARE
Il gruppo si riunì per decidere. Ci fu un'accesa discussione, ma alla fine tutti scelsero di farsi aiutare. A quel punto la fata fischiò ed arrivarono quattro pegasi uguali al fedele compagno della benefattrice. All'improvviso si trovarono sospesi, con il gelido vento invernale che gli scompigliavano i capelli. Sorvolarono le vette più alte d'Italia fino a raggiungere la Francia, dove atterrarono su un campo di agrifoglio. Si rialzarono scombussolati, con gli abiti strappati dalle spine della pianta. Di conseguenza la creatura donò loro dei nuovi vestiti che rispecchiavano il carattere di ogni membro del gruppo. Emma diventò una vera e propria campagnola. Aveva delle ballerine rosse, con un fiocchetto sulla punta; una salopette con una maglia bianca sotto, occhiali e trecce. Vittoria, invece, sembrava una diva. Portava stivali neri, jeans larghi e felpa oversize di un colore rosa perlato e, il pezzo forte: capelli sciolti! Di solito li teneva raccolti. Ma andiamo a parlare di Giove: molto elegante! Gilet nero, cravatta a righe ed acconciatura gellata. Ma Kevin sembrava un bambino, indossava un pigiama con disegnati degli orsetti e in mano un peluche.
Finalmente, dopo due ore di viaggio, si fermarono davanti ad una casa particolare. Infatti, era a forma di cerchio, era rosa pastello, aveva le finestre quadrate e la porta con la maniglia al contrario. Appena entrati, i giovani rimasero a bocca aperta. Quel lungo e luminoso ingresso pareva non finire mai. Avanzarono lentamente, poi si trovarono di fronte alla cucina. Sul tavolo erano posizionate due torte: una al cioccolato e l’altra con panna e fragole. L'essere incantato disse che avrebbero dovuto scegliere uno tra i due dolci. Uno li avrebbe trasportati in una seconda dimensione e un altro, invece, li avrebbe riportati a casa. I ragazzi non sapevano proprio da dove iniziare perché non avevano ricevuto nessun indizio. Kevin preferiva la prima ed Emma era d’accordo con lui, mentre Vittoria e Giove erano più propensi a optare per la seconda. I compagni domandarono alla creatura il motivo per il quale non li voleva realmente aiutare consegnandoli la scelta corretta. Lei rispose che, conoscendo il futuro, non poteva agevolare il loro lavoro. Però aggiunse che il destino può variare. Continuò dicendo che obbligata a proporgli due opzioni, tra cui una negativa a causa del suo potere.

COSA DOVRANNO SCEGLIERE?

1. TORTA PANNA E FRAGOLE
2. TORTA AL CIOCCOLATO

RIFIUTARE

La squadra decise di rifiutare la proposta, dopo acuti ragionamenti. L'essere, offeso e indignato, alzò la bacchetta e, in un nano secondo, la combriccola venne catapultata in un grande salone che assomigliava all’atrio del loro albergo, ma, a guardare meglio... era proprio l’ingresso dell’hotel! A quel punto ripresero l’attrezzatura per sciare e tornarono sulle piste quando ormai il sole stava tramontando. La loro avventura era terminata.

TORTA PANNA E FRAGOLE

Dopo svariati ragionamenti i ragazzi erano in concordanza: avrebbero mangiato la seconda leccornia, ovvero quella con panna e fragole. Appena addentato il primo morso sentirono un senso di vuoto, pesantezza, e caddero sul pavimento. Quando si svegliarono erano seduti su delle panche di legno e la loro testa era poggiata su dei tavoli dello stesso materiale delle sedute. Realizzarono che il loro viaggio era terminato e che ognuno di loro aveva trovato un nuovo amico. I quattro si abbracciarono, gli occhi azzurri di Kevin brillavano, i capelli di Emma e Vittoria erano raccolti in un’acconciatura favolosa e la bocca di Giove formava un gran sorriso.

TORTA AL CIOCCOLATO

I ragazzi optarono per la torta al cioccolato. Presero la forchetta argentata che si trovava sopra al tavolo di legno d’ebano, con le venature che sembravano ragnatele intricate. Sollevata la posata il tempo parve fermarsi: improvvisamente l’orologio ticchettava più lentamente, gli uccellini non cinguettavano allegramente, ma avevano un tono di malinconia. Gli scoiattoli si arrampicavano sugli alberi, volando tra i rami spogli. Una fetta del dolce era già nella loro bocca. La casa iniziò a tremare, i giovani si aggrapparono alle ringhiere delle scale ed un varco si aprì proprio davanti ai loro occhi.

COSA DOVRANNO FARE?

1. ENTRARE
2. NON ENTRARE
La voglia di andare ad esplorare vinse. Cominciarono ad incamminarsi facendo attenzione alle radici degli alberi che sbucavano dalla neve. Ad un certo punto Emma inciampò su un sasso, da quel che sembrava. Improvvisamente il muschio intorno al masso cominciò a spostarsi:” Ahia! La prossima volta stai più attenta a dove metti i piedi, ragazzina!” La pietra iniziò ad alzarsi e dalla neve uscì la testa di un... furetto. “Aaaa! Chi sei tu?” si spaventò Kevin. “Io? Ma come, non sapete la storia del furetto parlante? Beh...eccolo in carne ed ossa.” “Io la conosco, ma non pensavo che il personaggio fosse reale.” disse Giove. Lo aveva riconosciuto grazie al suo dolce faccino: naso rosa pelle, nessun graffio, nessuna macchia; fibrisse lunghissime di un candido bianco. Il pelo era foltissimo, castano. “Vi vedo un po’ sperduti, vi siete persi per caso?” chiese l’animale. “Sì, eravamo in gita scolastica” cominciò a raccontare Vittoria “Ci avevano divisi in due gruppi e noi eravamo quello degli snowboardisti. Dovevamo decidere che pista fare e Giove, il ragazzino accanto a me, ha scelto di provare quella nera, perché l’aveva vista sui social. Iniziata la discesa abbiamo preso un fuoripista, ed eccoci qua.”
Il pelo dell’animale cominciò a gonfiarsi e la coda diventò come quella di uno scoiattolo. "Che storia terrificante! Beh, almeno adesso ho degli amici. Potete rifugiarvi qui con me, insomma io mi fingo un sasso per non farmi trovare da persone strane con un fucile in mano, mi danno la caccia, dicono che sono un alieno oppure un mostro!” “Grazie mille della proposta amico, ma noi stiamo cercando di tornare sani e salvi all’albergo in cima alla montagna, ci potresti aiutare? Dopo tutto tu conosci bene questo posto, vero?” chiese Giove. “Sì, ormai questo luogo è come casa mia, accogliente, un po’ freddo, ma a questo ci si abitua. Ma se volete una mano per tornare a casa vi devo portare con me nel quartiere degli alberi magici, loro sanno tutto! Vi fidate di me?”

COSA DOVRANNO FARE?

1. FIDARSI
2. NON FIDARSI

FIDARSI

Si consultarono un attimo; dopo aver fatto un breve sondaggio decisero di fidarsi di lui, insomma, cosa potrebbe mai fare loro un furetto parlante che racconta le sue “magiche” avventure? Cominciarono a seguirlo per il bosco. I rami degli alberi erano bianchi, ricoperti totalmente di neve, insieme a tronchi, secchi e fragili. Ad ogni passo che facevano si sentiva lo scricchiolio delle foglie secche intrappolate sotto lo strato del soffice bianco. Ogni tanto si udivano rumori strani, ma dopo alcuni secondi sparivano. Ad un certo punto l’animale si fermò e cominciò a pronunciare parole a loro sconosciute:” Ireki ate magikoa, non lider gorena dagoen” “Che cosa sta dicendo?” chiese Kevin. “Zitti! Sto cercando di decifrare!” disse Vittoria. “Sta parlando il basco e quello che ha appena detto è: apriti porta magica, dove ha sede il capo supremo.” “Ma quante lingue conosci?” chiese Kevin. “In totale sette: inglese, spagnolo, francese, basco, latino, scozzese e giapponese, ma adesso non è imp-” Neanche il tempo di finire la frase che la terra incominciò a tremare e da sotto i loro piedi spuntò un quartiere di arbusti che chiacchieravano e giocavano, proprio come esseri umani.
“Benvenuti nell’angolo, o come lo volete chiamare, degli alberi magici! Sanno tutto e hanno tutto! Magnifico, vero?” disse il furetto. “Sì, tutto bellissimo, ma... che cos’è quella roccia accanto al ceppo gigante? Sopra ci sono dei trattini e due formiche, ma perché non si muovono?” fece notare Emma. Tutti voltarono lo sguardo verso la roccia. “Che cos’è amico?” “è un codice, una specie di password, soltanto che devi scegliere una delle due formiche. Se sbagli insetto, ti succederà qualcosa di terribile, se invece scegli quella giusta, l’albero saggio ti mostrerà cosa c’è al suo interno. Nessuno lo sa per paura di sbagliare, e quindi nessuno ha mai avuto il coraggio di provare.” spiegò l’animale. “Proviamoci!” “Che cosa hai detto, Giove?” dissero in coro. “Ho detto di provarci, insomma, al massimo se sbagliamo ci daranno un pugnetto in faccia” spiegò Giove. “Ok, ci sto” esclamò Kevin. “No, assolutamente no! Mi rovinerò i capelli!” rispose Emma. Erano tutti indecisi, quindi fecero un sondaggio. La maggioranza optò per inserire il codice. Si avvicinarono al masso ed arrivò l’ora della scelta: Gim, la formica A, o Giom, la formica B?

CHI DOVRANNO SCEGLIERE?

1. GIM (FORMICA A)
2. GIOM (FORMICA B)

NON FIDARSI

“Non possiamo fidarci di un furetto! Usiamo la testa, è solo un animale!” disse Vittoria. “Hai ragione” risposero in coro. “Mi dispiace amico, ma addio, mi mancherai” parlò Giove. “Non ti preoccupare, ognuno fa le sue scelte e voi avete preso la vostra! Buona fortuna!” salutò il furetto. Cominciarono ad incamminarsi, ancora una volta. Tutto era tranquillo, fino a quando non sentirono un rumore strano provenire dai cespugli: lupi! Quella è stata l’ultima cosa che videro in tutta la loro vita.

GIM (FORMICA A)

Neanche il tempo di riflettere che Vittoria chiamò la formica A, Gim. “Perché prima non ci hai avvisati?!” chiese Kevin. “Intuizione, secondo me è quella giusta e non conveniva pensare troppo: o la va o la spacca!” rispose Vittoria. L'albero davanti a loro cominciò a muoversi. Ci fu un attimo di panico per i ragazzi e... l’arbusto si aprì. Avevano scelto l’insetto corretto! Ci fu un momento di gioia, ma i compagni non notarono l’interno: un portale. Era gigante, di un colore cristallino; emanava una luce accecante. Sembrava portasse in un’altra dimensione, un altro mondo. “Ragazzi, entriamo o no?”

GIOM (FORMICA B)

“Come nome mi sta più simpatico Giom” disse Kevin. “Allora scegliamo quella formica” decise Emma. Quando la chiamarono silenzio totale. Pensarono di aver scelto quella giusta e che l’albero dovesse prepararsi per rivelare il suo segreto. Dopo una decina di secondi il terreno cominciò a tremare, i quattro persero l’equilibrio e caddero a terra. Improvvisamente da sotto l’arbusto uscirono delle enormi radici che piombarono sopra i ragazzini, bloccandoli e spingendoli sottoterra. L'incubo finì quando essi furono inghiottiti dal suolo.

COSA DOVRANNO FARE?

1. ENTRARE
2. NON ENTRARE

NON ENTRARE

Emma affermò: ”Mi dispiace, ma, dopo svariate riflessioni abbiamo deciso di non varcare il portale. Non conosciamo né le conseguenze né dove andremo.” La nuova amicizia agitò un bastone che emanava un profumo di rosa. Ai ragazzi cominciarono a fischiare le orecchie, poi caddero a terra. Si svegliarono su dei letti morbidi e soffici. C'era il caratteristico odore di pulito degli hotel. Si guardarono sbigottiti: non sapevano nemmeno perché fossero insieme. Dieci ore prima erano quasi sconosciuti. Si dissero che non era importante così tornarono dai loro amici, senza ricordarsi della loro magnifica avventura.

ENTRARE

“Dove porta il passaggio magico?” domandò Vittoria. La nuova amicizia rispose:” In un luogo incantato. Non posso dirvi altro. Mi è stato vietato. A voi la scelta.” Dopo numerosi consulti, presero una decisione. Scelsero di entrare. Spinti dalla curiosità salutarono la creatura e si tuffarono dentro il buco nella parete. I giovani si teletrasportarono in un immenso prato verde smeraldo. Gli alberi erano altissimi e le foglie di tutti i colori. Gli esseri che vivevano lì sembravano gentili, si scambiavano regali e chiacchieravano. I turisti notarono anche degli esseri umani che probabilmente avevano optato per l’alternativa corretta. Il cielo era limpido e le nuvole erano zucchero filato, un fiume di cioccolato divideva a metà il territorio pianeggiante. I ragazzi erano talmente increduli da non essersi accorti della chiusura del portale. Alla fine, pensarono, che male c’è a staccare un po’ la spina dalla propria routine?