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Dall’Orestea alla Costituzione: Il trionfo del Diritto sulla Vendetta

Matilde Consales

Created on February 18, 2026

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Dall’Orestea alla Costituzione: Il trionfo del Diritto sulla Vendetta

Di Matilde Consales, Ginevra Terzo e Gabriele Tranchina 4°C

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Cosa sono le garanzie giurisdizionali?

le garanzie giurisdizionali

Le garanzie giurisdizionali sono l'insieme di principi e tutele che la Costituzione assicura a ogni cittadino affinché il processo non sia un esercizio arbitrario di potere da parte dello Stato, ma un percorso corretto, imparziale e rispettoso della dignità umana.

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le garanzie fondamentali

Art. 24Il diritto alla difesa È definito "inviolabile". Esistono due tipi di difesa: - difesa tecnica, nella quale si ha diritto di avere un avvocato. Se l'imputato non ne nomina uno, lo Stato ne assegna uno d'ufficio. Se non ha i mezzi economici, ha diritto al patrocinio a spese dello Stato. - diritto di autodifesa, ovvero il diritto dell'imputato di partecipare al processo, di rendere dichiarazioni e di non auto-incriminarsi (il diritto di restare in silenzio).

Art. 25 Principio di Legalità e Irretroattività "Nullum crimen sine lege": Un cittadino può essere imputato solo per un fatto che era già espressamente previsto come reato da una legge nel momento in cui lo ha commesso. Nessuno può essere punito con una legge approvata "dopo" il fatto.

le garanzie fondamentali

Art.111 Il Giusto Processo e il Contraddittorio Questo articolo è fondamentale per l'imputato perché stabilisce che: - l'imputato deve essere informato nel più breve tempo possibile e in modo riservato dei motivi dell'accusa. - l'imputato ha diritto di interrogare o far interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo carico e di convocare testimoni a sua difesa. - se l'imputato non comprende la lingua italiana, ha diritto a un interprete gratuito per comprendere le accuse e partecipare al processo.

Art. 27 Presunzione di non Colpevolezza - fino alla sentenza definitiva: L'imputato non deve essere trattato come colpevole fino a quando non sono stati esauriti tutti i gradi di giudizio. - l'onere della prova: Non è l'imputato a dover dimostrare di essere innocente, ma il Pubblico Ministero (l'accusa) a dover provare la sua colpevolezza "oltre ogni ragionevole dubbio".

Eschilo, autore delle garanzie giurisdizionali

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Nell'Orestea di Eschilo, il processo a Oreste rappresenta proprio la nascita di queste garanzie: si passa dal "sangue che chiama sangue" (la vendetta) a un'aula dove un'accusa e una difesa discutono davanti a una giuria, e dove il "pareggio" dei voti porta all'assoluzione dell'imputato (favore per l'imputato). Oreste uccide la madre Clitennestra per vendicare il padre Agamennone. Le Erinni (dee della vendetta) lo perseguitano. La dea Atena non decide da sola, ma istituisce un tribunale composto da cittadini. Per la prima volta, la colpa non si risolve con altro sangue, ma con un dibattimento. Alla fine del processo, i voti dei giudici sono pari. Atena esprime il suo voto a favore di Oreste , stabilendo il principio che nel dubbio, si decide a favore dell'imputato.

La funzione rieducativa della pena

la funzione rieducativa della pena

Sancita dall'Articolo 27, stabilisce che la sanzione penale non deve essere solo un castigo per il male commesso, ma uno strumento per offrire al condannato la possibilità di cambiare e di reinserirsi costruttivamente nella società.La pena non deve essere una "vendetta di Stato", il condannato non è un individuo da eliminare o dimenticare, ma una persona da recuperare. Gli viene offerta la possibilità di studiare e laurearsi in carcere, apprendere un mestiere per poter vivere onestamente una volta libero e riflettere sul reato commesso e sulle sofferenze causate alle vittime.

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Le tre funzioni della pena

la funzione rieducativa della pena

Rieducativa
Preventiva
Afflittiva

Ti aiuta a diventare un cittadino migliore (il fine principale secondo la Costituzione)

Serve a scoraggiare gli altri dal commettere reati.

Ti priva della libertà

L'Art. 27 recita che le pene "non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità". Questo significa che, anche se l'obiettivo è rieducare, lo Stato non può mai usare la tortura, la violenza o condizioni di vita degradanti

Dalla τίσις alla παιδεία

SECTION
Nella fase arcaica dell'antica Grecia prevaleva la τίσις, che rappresenta il concetto arcaico di vendetta punitiva o castigo retributivo. La Tisis è esattamente l'opposto di ciò che dice il nostro Articolo 27.Successivamente Platone, nel "Gorgia" scrive che la pena è come una medicina per l'anima malata. Il giudice è come un medico che, attraverso la sanzione, "cura" l'ingiustizia nel cuore dell'uomo. La Costituzione italiana trasforma questa intuizione filosofica in un obbligo giuridico. La pena diventa un percorso di παιδεία moderna. La παιδεία rappresenta l'ideale di formazione integrale dell'individuo. Nell'Antica Grecia era un percorso di crescita che coinvolgeva corpo, mente e spirito per trasformare il ragazzo in un cittadino perfetto, il "kalos kai agatos".

Concetto di Δίκη

SECTION
La "Δίκη" rappresenta la giustizia che si realizza tra gli uomini, nella polis. Viene spesso rappresentata con una bilancia che deve punire. Questo simbolo richiama perfettamente l'Art. 111 (il Giusto Processo): il giudice deve pesare equamente le prove dell'accusa e le ragioni della difesa.Per i greci, il crimine era Hybris (ὕβρις) e Δίκη aveva il compito di ristabilire l'equilibrio. La "bilancia" non serve più solo a punire, ma a valutare quanto spazio dare alla rieducazione. Il castigo non è più una furia cieca, ma un atto misurato che punta a riportare l'individuo nell'alveo della legalità. (art 27) Nelle tragedie, Δίκη non è mai un fatto automatico: va cercata attraverso il confronto.

‘"La Costituzione non è un pezzo di carta, è un testamento di centomila morti. Passare dalla vendetta al diritto significa riconoscere che la dignità umana è superiore a qualsiasi impulso di rivalsa. È il passaggio dal 'tu mi hai fatto del male' al 'noi siamo uguali davanti alla legge'. Questo è il lascito che dall'Areopago di Atene arriva fino alle nostre aule di giustizia.

- Piero Calamandrei

FINE

E per un imputato in un processo penale?

Le garanzie giurisdizionali specifiche per l'imputato in un processo penale sono i pilastri che impediscono allo Stato di trasformare il processo in una persecuzione. Nel processo penale, infatti, lo squilibrio tra il potere dello Stato (l'accusa) e il singolo cittadino è massimo; per questo la Costituzione interviene con "scudi" precisi.

Nell'antichità e in parte della tragedia greca, la pena era spesso intesa come retribuzione, quindi, "hai ucciso, sarai ucciso"