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Giacomo - Il monachesimo

Claudia Foggetti

Created on February 18, 2026

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Il monachesimo

In Occidente si diffondono i monasteri

In Occidente i monaci vivono in comunità In Occidente i monaci sono soprattutto cenobiti, cioè vivono in comunità. La Chiesa occidentale è più organizzata e considera strani gli eremiti. I primi monasteri nascono nelle campagne, dove è più facile allontanarsi dal mondo reale. Inoltre sono posti perfetti per dedicarsi alla preghiera, predicare e diffondere la parola di Dio tra i pagani.

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Il personaggio Benedetto da Norcia Benedetto nasce a Norcia, in Umbria, intorno al 480. La sua famiglia è benestante, lo manda a Roma per studiare, ma lui sceglie la vita monastica. Fonda una comunità a Subiaco nel Lazio, ma poi crea un importante monastero a Montecassino, dove muore nel 547. Per la Chiesa è un santo; i monaci benedettini seguono ancora il suo ordine: «prega e lavora». Benedetto è considerato il fondatore del monachesimo occidentale. Per Benedetto i monaci devono pregare e lavorare per mantenersi e soprattutto perché il lavoro evita l’ozio. Devono cucinare, pulire e coltivare le terre del monastero. La sua Regola è precisa: egli stabilisce cosa devono fare i monaci in ogni stagione e ora del giorno. I monasteri benedettini sono ben organizzati: all’interno del monastero l’abate svolge l’autorità assoluta. Per tale organizzazione Gregorio Magno,viene eletto papa nel 590 e li sostiene.

Colombano in Irlanda e Benedetto in Italia Il monaco Colombano fonda numerosi monasteri, prima in Irlanda, poi in Francia, Svizzera e Italia. Il monachesimo in Irlanda è un fenomeno molto importante. L’isola non ha mai fatto parte dell’Impero romano. Non avendo mai avuto un governo centralizzato, gli irlandesi prendono i monasteri come punto di riferimento. Le caratteristiche comuni del monachesimo occidentale sono la vita comune, la preghiera e l’allontanamento dal mondo. Un monaco italiano, Benedetto da Norcia, aggiunge un’altra caratteristica: il lavoro.

I monasteri diventano centri di cultura

Il manoscritto Nel Medioevo i libri sono manoscritti, cioè scritti a mano. I monaci medievali scrivevano su fogli di pergamena con una penna d’oca. Producevano gli inchiostri, realizzavano le illustrazioni, poi piegavano e cucivano tra loro le pagine manoscritte. Infine, proteggevano il libro con una copertina di legno. La realizzazione di un manoscritto richiedeva molto tempo, per questo era un oggetto molto prezioso.

Tra i monaci ci sono molte persone istruite Nei monasteri vivono sia persone umili, sia persone nobili e istruite che si dedicano allo studio di testi antichi. I monaci infatti raccolgono trattati greci e latini di astronomia, botanica, architettura, affinché non vengano perduti o distrutti quando le città vengono saccheggiate.

L’idea I monasteri tramandano il sapere Nell’Alto Medioevo la maggioranza della popolazione è analfabeta. Non ci sono molte scuole, quindi i giovani che vogliono studiare vengono mandati in monastero, dove leggono, copiano e illustrano manoscritti antichi, giunti fino a noi proprio grazie al loro lavoro.

La copiatura è il lavoro principale dei monaci Il filosofo Cassiodoro nel 550 fonda in Calabria il monastero di Vivario perché vuole creare una grande biblioteca e uno scriptorium in cui conservare e copiare preziosi manoscritti. In seguito anche nei monasteri benedettini la copiatura diventa il lavoro principale dei monaci, vengono chiamati amanuensi.

Le origini del monachesimo

La parola Monaco Monos in greco significa «solo». I monaci sono coloro che vivono da soli o isolati dal resto del mondo. Scelgono di fare molte rinunce, fra cui abbandonare la propria famiglia, compiere atti di penitenza, praticare il silenzio e il digiuno, rinunciare a beni e ricchezze, non partecipare alla vita pubblica e sociale.

Il monachesimo nasce in Egitto Mentre nell’Impero romano la Chiesa si organizza e si sviluppa, in Egitto, dal II secolo, alcuni cristiani scelgono la vita monastica: rinunciano a tutto, vivono da soli e si dedicano alla preghiera. Sono gli eremiti. Nel Vicino Oriente (Siria, Palestina) molte persone fanno questa scelta.

Gli eremiti sono considerati «campioni» della fede Per avvicinarsi a Dio, essi rinunciano alle ricchezze, al cibo, alla famiglia. Sopravvivono grazie all’elemosina. Alcuni vivono sugli alberi, altri in cima alle colonne. Per gli altri cristiani, gli eremiti sono dei «campioni» della fede, perché si allenano a resistere alle tentazioni del mondo intero.

Dall’eremo al cenobio I monaci eremiti a volte si riuniscono, per celebrare insieme le festività religiose o per mangiare. Da questa abitudine nasce il cenobio; i primi cenobi si sviluppano nei monasteri.

I «padri» del monachesimo I padri del monachesimo sono Antonio Abate, Paolo di Tebe e Gerolamo. Per la Chiesa sono santi. Antonio Abate è stato considerato il fondatore del monachesimo. Antonio è nobile, ma sceglie di vivere come un eremita prima in una tomba egiziana, poi in una fortezza abbandonata. Paolo di Tebe si rifugia nel deserto per sfuggire alle persecuzioni dei Romani. Gerolamo invece è romano, ma vive da eremita in Siria e traduce la Bibbia in latino.

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