IL POZZO DEI GIGANTI
CANTO XXXI
Let's go!
Il Canto XXXI dell'Inferno segna un momento cruciale nel viaggio di Dante attraverso il regno dei dannati. Dopo aver lasciato le Malebolge, il poeta e la sua guida, Virgilio, si trovano di fronte a una nuova, terrificante sezione: il Pozzo dei Giganti. Questo luogo non è solo una transizione geografica, ma anche simbolica, preparando il lettore all'orrore del nono e ultimo cerchio, il Cocito, destinato ai traditori.
All'inizio del canto, un suono assordante, simile a quello di un corno, turba la quiete infernale. Dante è turbato, ma Virgilio lo rassicura, spiegando che non si tratta di uno strumento musicale, bensì della voce imponente di un gigante. Man mano che si avvicinano al pozzo centrale dell'Inferno, Dante scorge figure così immense da scambiarle inizialmente per torri minacciose. Queste "torri" si rivelano essere i Giganti, conficcati nel pozzo fino alla vita, condannati all'immobilità e a una punizione eterna che riflette la loro arroganza e la loro forza bruta. La visione è maestosa e terrificante, un presagio di ciò che attende i poeti nel cuore dell'Inferno
"Io non so s’i’ fu per paura o per altro, ma guardando nel fondo mi parea veder molte alte torri"
Nembrot (Nimrod), il costruttore della Torre di Babele, che parla una lingua incomprensibile come punizione per la superbia umana.
«Raphèl maì amècche zabì almi», cominciò a gridar la fiera bocca, cui non si convenia più dolci salmi.
Fialte (Ephialtes), uno dei giganti che tentò l’assalto all’Olimpo, incatenato per la sua ribellione.
"Fïalte ha nome, e fece le gran prove quando i giganti fer paura a’ dèi; le braccia ch’el menò, già mai non move."
Anteo (Antaeus), l’unico non incatenato perché non partecipò direttamente alla guerra contro gli dèi; sarà lui a prendere Dante e Virgilio e a deporli nel fondo del pozzo, nel nono cerchio.
Ma lievemente al fondo che divora Lucifero con Giuda, ci sposò; né, sì chinato, lì fece dimora.
Thank you
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IL POZZO DEI GIGANTI
CAMILLA MOFFA
Created on February 12, 2026
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IL POZZO DEI GIGANTI
CANTO XXXI
Let's go!
Il Canto XXXI dell'Inferno segna un momento cruciale nel viaggio di Dante attraverso il regno dei dannati. Dopo aver lasciato le Malebolge, il poeta e la sua guida, Virgilio, si trovano di fronte a una nuova, terrificante sezione: il Pozzo dei Giganti. Questo luogo non è solo una transizione geografica, ma anche simbolica, preparando il lettore all'orrore del nono e ultimo cerchio, il Cocito, destinato ai traditori.
All'inizio del canto, un suono assordante, simile a quello di un corno, turba la quiete infernale. Dante è turbato, ma Virgilio lo rassicura, spiegando che non si tratta di uno strumento musicale, bensì della voce imponente di un gigante. Man mano che si avvicinano al pozzo centrale dell'Inferno, Dante scorge figure così immense da scambiarle inizialmente per torri minacciose. Queste "torri" si rivelano essere i Giganti, conficcati nel pozzo fino alla vita, condannati all'immobilità e a una punizione eterna che riflette la loro arroganza e la loro forza bruta. La visione è maestosa e terrificante, un presagio di ciò che attende i poeti nel cuore dell'Inferno
"Io non so s’i’ fu per paura o per altro, ma guardando nel fondo mi parea veder molte alte torri"
Nembrot (Nimrod), il costruttore della Torre di Babele, che parla una lingua incomprensibile come punizione per la superbia umana.
«Raphèl maì amècche zabì almi», cominciò a gridar la fiera bocca, cui non si convenia più dolci salmi.
Fialte (Ephialtes), uno dei giganti che tentò l’assalto all’Olimpo, incatenato per la sua ribellione.
"Fïalte ha nome, e fece le gran prove quando i giganti fer paura a’ dèi; le braccia ch’el menò, già mai non move."
Anteo (Antaeus), l’unico non incatenato perché non partecipò direttamente alla guerra contro gli dèi; sarà lui a prendere Dante e Virgilio e a deporli nel fondo del pozzo, nel nono cerchio.
Ma lievemente al fondo che divora Lucifero con Giuda, ci sposò; né, sì chinato, lì fece dimora.
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