Le città invisibili - Italo calvino
Le città e il desiderio Le città e gli scambi
Collegamento con educazione civica
INTRODUZIONE GENERALE
Le città invisibili è un romanzo di Italo Calvino, pubblicato nel 1972, che si distingue dal romanzo tradizionale perché non segue una trama lineare. L’opera è costruita come un dialogo immaginario tra Marco Polo, celebre viaggiatore veneziano, e Kublai Khan, imperatore dei Tartari. Durante il dialogo, Marco Polo descrive numerose città immaginarie, ognuna con un nome di donna, che non rappresentano luoghi reali ma idee, emozioni e aspetti della vita umana e sociale. Attraverso queste città simboliche, Calvino riflette sul rapporto tra l’uomo e lo spazio urbano. Le città diventano così metafore della società, della memoria, delle relazioni e delle regole che permettono la convivenza civile, invitando il lettore a interrogarsi sul ruolo dei cittadini nella costruzione di comunità più consapevoli e sostenibili.
DOROTEA
Dorotea è una città che colpisce per la sua struttura ordinata e razionale. È costruita secondo uno schema preciso, in cui ogni elemento ha una funzione ben definita. Le strade, le case e gli spazi pubblici sono organizzati in modo da rendere la vita degli abitanti stabile e prevedibile. Calvino descrive Dorotea come una città che dà sicurezza, ma allo stesso tempo appare rigida. Essa rappresenta un modello di città basato sull’organizzazione e sulla razionalità, dove l’ordine prevale sull’improvvisazione. In Dorotea si percepisce l’idea che una città possa funzionare solo se tutto è regolato e pianificato.
Dal punto di vista dell’Educazione civica: Dorotea rappresenta l’importanza delle regole e dell’ordine nella vita di una comunità. Proprio come gli edifici e le strade seguono uno schema preciso, anche una società funziona al meglio quando ogni cittadino conosce e rispetta le leggi e i diritti degli altri. La città ci insegna che il rispetto delle norme non limita la libertà, ma la rende possibile per tutti, creando sicurezza, stabilità e uguaglianza. Questo concetto è strettamente collegato alla Costituzione italiana: l’articolo 3 afferma che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, mentre l’articolo 97 garantisce il buon funzionamento e l’imparzialità delle istituzioni. Allo stesso tempo, Dorotea richiama i principi dell’Agenda 2030, in particolare l’Obiettivo 16, che promuove società pacifiche, inclusive e ben governate.
SMERALDINA
Dal punto di vista dell’Educazione civica: Smeraldina simboleggia l’importanza della partecipazione attiva dei cittadini e della cooperazione nella comunità. Proprio come nella città esistono percorsi multipli e vie alternative, anche nella società ci sono diversi modi in cui ciascuno può contribuire al bene comune. La vitalità di Smeraldina mostra che le relazioni, gli scambi e la collaborazione rendono una comunità più ricca e sostenibile, valorizzando le diversità e le capacità individuali. In termini di Costituzione, l’articolo 4 riconosce il diritto e il dovere al lavoro come strumento di partecipazione alla vita collettiva e allo sviluppo sociale. Allo stesso modo, l’Agenda 2030, Obiettivo 8, promuove una crescita economica inclusiva, sostenibile e dignitosa, dove ciascun cittadino può contribuire in maniera significativa.
Smeraldina è una città complessa e dinamica, attraversata da numerosi percorsi diversi: strade, canali, ponti, vicoli. Non esiste un solo modo per attraversarla, ma infiniti itinerari possibili. Questo la rende una città in continuo movimento, sempre viva. Calvino utilizza Smeraldina per rappresentare la varietà della vita urbana. La città non è statica, ma cambia continuamente grazie agli spostamenti, agli incontri e agli scambi tra le persone. Smeraldina simboleggia una realtà moderna, fluida, in cui la vita segue molti percorsi differenti.
FEDORA
Dal punto di vista dell’Educazione civica: Fedora rappresenta l’importanza della responsabilità e della consapevolezza nelle scelte collettive. Proprio come nella città sono conservati diversi modelli possibili, anche nella vita sociale ogni decisione individuale o comunitaria ha conseguenze sul futuro della collettività. La città ci insegna che essere cittadini significa riflettere attentamente sulle proprie azioni e sulle decisioni che influenzano la società nel suo complesso. Secondo la Costituzione italiana, articoli come il 97 e il 118 evidenziano l’importanza del buon funzionamento delle istituzioni e della collaborazione tra cittadini e Stato per il bene comune. Allo stesso modo, l’Agenda 2030, Obiettivo 16, sottolinea il valore della trasparenza, della legalità e della partecipazione responsabile nella costruzione di comunità pacifiche e giuste.
Fedora è una città che contiene al suo interno molte versioni possibili di se stessa. In grandi sfere di vetro sono conservati modelli di città alternative, che rappresentano ciò che Fedora avrebbe potuto essere o potrebbe diventare. Questa città simboleggia le scelte non compiute e i futuri possibili. Calvino riflette sul fatto che ogni città, come ogni società, è il risultato di decisioni prese nel tempo, ma anche di opportunità mancate. Fedora invita a pensare al peso delle scelte collettive e alle conseguenze che esse hanno nel lungo periodo.
CLOE
Dal punto di vista dell’Educazione civica: Cloe evidenzia l’importanza della comunicazione, del dialogo e delle relazioni autentiche nella vita di una comunità. Proprio come nella città gli abitanti non si parlano e le relazioni restano incomplete, anche nella società reale la mancanza di confronto e ascolto può generare incomprensioni, isolamento e fragilità sociale. La città ci ricorda che una convivenza equilibrata si fonda sulla capacità di comunicare, ascoltare e collaborare con gli altri. In riferimento alla Costituzione italiana, l’articolo 2 valorizza i rapporti sociali e la solidarietà tra cittadini, evidenziando che la partecipazione alla vita della comunità non si limita ai diritti, ma include anche i doveri verso gli altri. Allo stesso tempo, l’Agenda 2030, Obiettivo 10, promuove l’inclusione sociale e la riduzione delle disuguaglianze, sottolineando l’importanza di relazioni e dialogo per costruire comunità coese e partecipative.
Cloe è una città in cui gli abitanti non parlano tra loro. La comunicazione avviene solo attraverso sguardi, gesti e pensieri non espressi. Le persone si incrociano continuamente, immaginando relazioni che però non si realizzano mai davvero. Calvino descrive una città fatta di possibilità, ma anche di solitudine. Cloe rappresenta una società in cui le relazioni sono superficiali e frammentarie, e in cui manca un vero dialogo. È una città silenziosa, piena di incontri mancati e di desideri inespressi.
ANASTASIA
Anastasia è una città dominata dal desiderio. Tutto ciò che la città offre sembra promettere felicità e soddisfazione, attirando gli abitanti e i visitatori. Tuttavia, queste promesse spesso non vengono mantenute. Calvino mostra come il desiderio possa illudere le persone, spingendole a inseguire qualcosa che sembra sempre a portata di mano ma che non si realizza mai completamente. Anastasia rappresenta il conflitto tra desiderio e realtà, tipico della condizione umana.
Dal punto di vista dell’Educazione civica: Anastasia rappresenta l’importanza della consapevolezza, della responsabilità e della partecipazione informata nella vita di una comunità. Proprio come nella città gli abitanti inseguono continuamente promesse e desideri spesso irrealizzabili, anche nella società reale le persone devono imparare a distinguere tra ciò che è possibile e ciò che è illusorio, facendo scelte ponderate per il bene comune. La città ci insegna che la cittadinanza non si limita al diritto di desiderare o ambire, ma include anche il dovere di agire con consapevolezza e rispetto per gli altri. Allo stesso tempo, l’Agenda 2030, Obiettivo 11, promuove città sostenibili e inclusive, in cui le comunità possono svilupparsi in maniera equilibrata e consapevole.
DESPINA
Despina è una città che cambia aspetto a seconda di chi la osserva e da dove viene osservata. Per chi arriva dal mare, appare come una città di terra; per chi arriva dal deserto, sembra una città di mare. Questa doppia visione mostra come la realtà non sia unica, ma dipenda dal punto di vista. Calvino usa Despina per riflettere sulla relatività dell’esperienza umana: la stessa città può essere percepita in modo completamente diverso da persone diverse. uguale anche per questa
Dal punto di vista dell’Educazione civica: Despina rappresenta l’importanza della partecipazione, della responsabilità individuale e del rispetto dei punti di vista altrui. Proprio come nella città l’aspetto cambia a seconda di chi la osserva, anche nella società ogni cittadino contribuisce a costruire la realtà collettiva attraverso le proprie azioni e scelte. Questo ci insegna che la convivenza civile richiede apertura, comprensione e collaborazione, poiché le esperienze e le percezioni di ciascuno influenzano il funzionamento della comunità nel suo insieme. In riferimento alla Costituzione italiana, l’articolo 118 valorizza la collaborazione tra cittadini e istituzioni, sottolineando l’importanza dell’iniziativa civica e della partecipazione attiva alla vita pubblica. Allo stesso tempo, l’Agenda 2030, Obiettivo 11, promuove città inclusive, sicure e sostenibili, dove ogni cittadino può contribuire al miglioramento della comunità.
Le città invisibili - Italo calvino
Francesca Di Carlo
Created on February 12, 2026
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Le città invisibili - Italo calvino
Le città e il desiderio Le città e gli scambi
Collegamento con educazione civica
INTRODUZIONE GENERALE
Le città invisibili è un romanzo di Italo Calvino, pubblicato nel 1972, che si distingue dal romanzo tradizionale perché non segue una trama lineare. L’opera è costruita come un dialogo immaginario tra Marco Polo, celebre viaggiatore veneziano, e Kublai Khan, imperatore dei Tartari. Durante il dialogo, Marco Polo descrive numerose città immaginarie, ognuna con un nome di donna, che non rappresentano luoghi reali ma idee, emozioni e aspetti della vita umana e sociale. Attraverso queste città simboliche, Calvino riflette sul rapporto tra l’uomo e lo spazio urbano. Le città diventano così metafore della società, della memoria, delle relazioni e delle regole che permettono la convivenza civile, invitando il lettore a interrogarsi sul ruolo dei cittadini nella costruzione di comunità più consapevoli e sostenibili.
DOROTEA
Dorotea è una città che colpisce per la sua struttura ordinata e razionale. È costruita secondo uno schema preciso, in cui ogni elemento ha una funzione ben definita. Le strade, le case e gli spazi pubblici sono organizzati in modo da rendere la vita degli abitanti stabile e prevedibile. Calvino descrive Dorotea come una città che dà sicurezza, ma allo stesso tempo appare rigida. Essa rappresenta un modello di città basato sull’organizzazione e sulla razionalità, dove l’ordine prevale sull’improvvisazione. In Dorotea si percepisce l’idea che una città possa funzionare solo se tutto è regolato e pianificato.
Dal punto di vista dell’Educazione civica: Dorotea rappresenta l’importanza delle regole e dell’ordine nella vita di una comunità. Proprio come gli edifici e le strade seguono uno schema preciso, anche una società funziona al meglio quando ogni cittadino conosce e rispetta le leggi e i diritti degli altri. La città ci insegna che il rispetto delle norme non limita la libertà, ma la rende possibile per tutti, creando sicurezza, stabilità e uguaglianza. Questo concetto è strettamente collegato alla Costituzione italiana: l’articolo 3 afferma che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, mentre l’articolo 97 garantisce il buon funzionamento e l’imparzialità delle istituzioni. Allo stesso tempo, Dorotea richiama i principi dell’Agenda 2030, in particolare l’Obiettivo 16, che promuove società pacifiche, inclusive e ben governate.
SMERALDINA
Dal punto di vista dell’Educazione civica: Smeraldina simboleggia l’importanza della partecipazione attiva dei cittadini e della cooperazione nella comunità. Proprio come nella città esistono percorsi multipli e vie alternative, anche nella società ci sono diversi modi in cui ciascuno può contribuire al bene comune. La vitalità di Smeraldina mostra che le relazioni, gli scambi e la collaborazione rendono una comunità più ricca e sostenibile, valorizzando le diversità e le capacità individuali. In termini di Costituzione, l’articolo 4 riconosce il diritto e il dovere al lavoro come strumento di partecipazione alla vita collettiva e allo sviluppo sociale. Allo stesso modo, l’Agenda 2030, Obiettivo 8, promuove una crescita economica inclusiva, sostenibile e dignitosa, dove ciascun cittadino può contribuire in maniera significativa.
Smeraldina è una città complessa e dinamica, attraversata da numerosi percorsi diversi: strade, canali, ponti, vicoli. Non esiste un solo modo per attraversarla, ma infiniti itinerari possibili. Questo la rende una città in continuo movimento, sempre viva. Calvino utilizza Smeraldina per rappresentare la varietà della vita urbana. La città non è statica, ma cambia continuamente grazie agli spostamenti, agli incontri e agli scambi tra le persone. Smeraldina simboleggia una realtà moderna, fluida, in cui la vita segue molti percorsi differenti.
FEDORA
Dal punto di vista dell’Educazione civica: Fedora rappresenta l’importanza della responsabilità e della consapevolezza nelle scelte collettive. Proprio come nella città sono conservati diversi modelli possibili, anche nella vita sociale ogni decisione individuale o comunitaria ha conseguenze sul futuro della collettività. La città ci insegna che essere cittadini significa riflettere attentamente sulle proprie azioni e sulle decisioni che influenzano la società nel suo complesso. Secondo la Costituzione italiana, articoli come il 97 e il 118 evidenziano l’importanza del buon funzionamento delle istituzioni e della collaborazione tra cittadini e Stato per il bene comune. Allo stesso modo, l’Agenda 2030, Obiettivo 16, sottolinea il valore della trasparenza, della legalità e della partecipazione responsabile nella costruzione di comunità pacifiche e giuste.
Fedora è una città che contiene al suo interno molte versioni possibili di se stessa. In grandi sfere di vetro sono conservati modelli di città alternative, che rappresentano ciò che Fedora avrebbe potuto essere o potrebbe diventare. Questa città simboleggia le scelte non compiute e i futuri possibili. Calvino riflette sul fatto che ogni città, come ogni società, è il risultato di decisioni prese nel tempo, ma anche di opportunità mancate. Fedora invita a pensare al peso delle scelte collettive e alle conseguenze che esse hanno nel lungo periodo.
CLOE
Dal punto di vista dell’Educazione civica: Cloe evidenzia l’importanza della comunicazione, del dialogo e delle relazioni autentiche nella vita di una comunità. Proprio come nella città gli abitanti non si parlano e le relazioni restano incomplete, anche nella società reale la mancanza di confronto e ascolto può generare incomprensioni, isolamento e fragilità sociale. La città ci ricorda che una convivenza equilibrata si fonda sulla capacità di comunicare, ascoltare e collaborare con gli altri. In riferimento alla Costituzione italiana, l’articolo 2 valorizza i rapporti sociali e la solidarietà tra cittadini, evidenziando che la partecipazione alla vita della comunità non si limita ai diritti, ma include anche i doveri verso gli altri. Allo stesso tempo, l’Agenda 2030, Obiettivo 10, promuove l’inclusione sociale e la riduzione delle disuguaglianze, sottolineando l’importanza di relazioni e dialogo per costruire comunità coese e partecipative.
Cloe è una città in cui gli abitanti non parlano tra loro. La comunicazione avviene solo attraverso sguardi, gesti e pensieri non espressi. Le persone si incrociano continuamente, immaginando relazioni che però non si realizzano mai davvero. Calvino descrive una città fatta di possibilità, ma anche di solitudine. Cloe rappresenta una società in cui le relazioni sono superficiali e frammentarie, e in cui manca un vero dialogo. È una città silenziosa, piena di incontri mancati e di desideri inespressi.
ANASTASIA
Anastasia è una città dominata dal desiderio. Tutto ciò che la città offre sembra promettere felicità e soddisfazione, attirando gli abitanti e i visitatori. Tuttavia, queste promesse spesso non vengono mantenute. Calvino mostra come il desiderio possa illudere le persone, spingendole a inseguire qualcosa che sembra sempre a portata di mano ma che non si realizza mai completamente. Anastasia rappresenta il conflitto tra desiderio e realtà, tipico della condizione umana.
Dal punto di vista dell’Educazione civica: Anastasia rappresenta l’importanza della consapevolezza, della responsabilità e della partecipazione informata nella vita di una comunità. Proprio come nella città gli abitanti inseguono continuamente promesse e desideri spesso irrealizzabili, anche nella società reale le persone devono imparare a distinguere tra ciò che è possibile e ciò che è illusorio, facendo scelte ponderate per il bene comune. La città ci insegna che la cittadinanza non si limita al diritto di desiderare o ambire, ma include anche il dovere di agire con consapevolezza e rispetto per gli altri. Allo stesso tempo, l’Agenda 2030, Obiettivo 11, promuove città sostenibili e inclusive, in cui le comunità possono svilupparsi in maniera equilibrata e consapevole.
DESPINA
Despina è una città che cambia aspetto a seconda di chi la osserva e da dove viene osservata. Per chi arriva dal mare, appare come una città di terra; per chi arriva dal deserto, sembra una città di mare. Questa doppia visione mostra come la realtà non sia unica, ma dipenda dal punto di vista. Calvino usa Despina per riflettere sulla relatività dell’esperienza umana: la stessa città può essere percepita in modo completamente diverso da persone diverse. uguale anche per questa
Dal punto di vista dell’Educazione civica: Despina rappresenta l’importanza della partecipazione, della responsabilità individuale e del rispetto dei punti di vista altrui. Proprio come nella città l’aspetto cambia a seconda di chi la osserva, anche nella società ogni cittadino contribuisce a costruire la realtà collettiva attraverso le proprie azioni e scelte. Questo ci insegna che la convivenza civile richiede apertura, comprensione e collaborazione, poiché le esperienze e le percezioni di ciascuno influenzano il funzionamento della comunità nel suo insieme. In riferimento alla Costituzione italiana, l’articolo 118 valorizza la collaborazione tra cittadini e istituzioni, sottolineando l’importanza dell’iniziativa civica e della partecipazione attiva alla vita pubblica. Allo stesso tempo, l’Agenda 2030, Obiettivo 11, promuove città inclusive, sicure e sostenibili, dove ogni cittadino può contribuire al miglioramento della comunità.