Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

REGGIA DI CARDITELLO

Valeria Ilika

Created on February 12, 2026

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Terrazzo Presentation

Visual Presentation

Relaxing Presentation

Modern Presentation

Colorful Presentation

Modular Structure Presentation

Chromatic Presentation

Transcript

REGGIA DI CARDITELLO

La storia

Il Real Sito di Carditello, conosciuto anche come Reggia di Carditello, è una residenza borbonica dedicata alla caccia, all’allevamento dei cavalli di razza reale e alla produzione agricola sperimentale. Situato a San Tammaro, in provincia di Caserta nella pianura chiamata anticamente Campania Felix, cioè “Campania fertile”, fu costruito per volere di Ferdinando IV di Borbone nel 1787, nell’area individuata già alla metà del XVIII secolo da Carlo di Borbone e destinata all’allevamento, alla selezione di cavalli di razza reale e alla produzione agricola e casearia. I lavori per la realizzazione della tenuta cominciano nel 1787 sotto la direzione di Francesco Collecini, allievo di Luigi Vanvitelli.

REGGIA DI CARDITELLO (The royal palace of carditello)

Il saggio storico di Nadia Verdile offre una ricostruzione dettagliata e documentata dell'intera parabola del Real Sito di Carditello, partendo dalle sue origini illuminate fino al riscatto sociale del XXI secolo. L'opera si apre con l'analisi della nascita della tenuta, voluta inizialmente da Carlo di Borbone e trasformata poi da Ferdinando IV in una vera e propria fattoria reale modello, un'eccellenza che univa l'avanguardia industriale e agricola alla magnificenza architettonica neoclassica firmata da Francesco Collecini e affrescata da Jakob Philipp Hackert. La narrazione subisce una netta inversione di tono quando esamina il periodo successivo all'Unità d'Italia, momento che segna l'inizio di una lunghissima e drammatica fase di declino. L'autrice approfondisce con rigore investigativo i decenni di abbandono istituzionale e la fallimentare gestione novecentesca da parte del Consorzio di Bonifica, un vuoto di potere che ha spianato la strada a sistematici saccheggi, furti d'arte e alle pesanti infiltrazioni della criminalità organizzata, culminate con la paradossale messa all'asta giudiziaria del bene. L'ultima parte del volume assume una forte valenza di denuncia civile e speranza, focalizzandosi sulle tappe della complessa redenzione del sito. Verdile celebra il sacrificio e l'ostinazione di Tommaso Cestrone, il custode volontario che ha protetto la Reggia dai clan a costo della propria vita, e descrive l'iter politico e istituzionale avviato dal ministro Massimo Bray che, nel gennaio del 2014, ha finalmente permesso allo Stato italiano di riacquistare il complesso, sottraendolo definitivamente al degrado e ponendo le basi per l'attuale rinascita culturale.

Funzione e utilizzo nel tempo

Dal punto di vista storico, la Reggia di Carditello era una “Reale Delizia”, cioè una residenza destinata allo svago del sovrano e della corte. Non era quindi una Reggia pensata principalmente per il governo, ma un luogo di piacere e rappresentanza. Qui il re organizzava battute di caccia, che erano un’attività tipica dell’aristocrazia del tempo e avevano anche un valore simbolico, perché mostravano il controllo del sovrano sul territorio. Si svolgevano inoltre feste e ricevimenti, momenti di incontro tra nobili, e soprattutto corse di cavalli, che erano uno spettacolo molto apprezzato e legato alla tradizione equestre borbonica.

Analisi architettonica,struttura e impianto

Dal punto di vista stilistico, la Reggia di Carditello è pienamente inserita nel Neoclassicismo, movimento artistico che si sviluppa nella seconda metà del Settecento.Il Neoclassicismo nasce come reazione agli eccessi del Barocco e del Rococò.

Il Neoclassicismo ricerca: ordine, equilibrio, razionalità, semplicità formale

Elementi neoclassici presenti a carditello

La pianta dell’edificio ha una forma particolare: è organizzata in modo simmetrico, con un corpo centrale e ali laterali. Davanti al palazzo troviamo uno degli elementi più originali: un grande galoppatoio ellittico,che un tempo era destinato alle corse dei cavalli e rappresenta uno dei più grandi ippodromi inscritti nel perimetro di una residenza reale.Il galoppatoio veniva usato per le feste, tra le più importanti ricordiamo la “Festa dell’Ascensione”. Durante feste e cerimonie venivano posizionati al centro del giardino stand gastronomici con prodotti caseari (mozzarella, ricotta, caciocavalli) realizzati nei laboratori e nelle cucine della reggia. Musicisti e bande musicali da Napoli allietavano le giornate di festa e il re assisteva all’esibizione seduto proprio al centro del tempietto circolare che si trovava esattamente al centro del galoppatoio e richiamava chiaramente l’architettura classica. L’edificio principale presenta: una facciata sobria ed elegante una doppia scalinata monumentale un piano nobile destinato agli appartamenti reali ambienti di servizio al piano terra Tutto è costruito secondo criteri di equilibrio e proporzione.

stile e rapporto con il paesaggio

Il bosco di eucalipti per esempio, che si sviluppa nella zona retrostante all’ingresso principale. A est della tenuta, invece, è presente il bosco di lecci. Queste aree verdi, bonificate e sistemate, sono oggi aperte a tutti, e destinate per attività sportive e a contatto con la natura. In particolare, il bosco di eucalipti ospita un percorso benessere realizzato con il contributo della Federazione Nazionale dei Camminatori Sportivi.

La Reggia di Carditello è un esempio significativo di architettura neoclassica del Settecento borbonico. La residenza riflette pienamente i principi estetici del Neoclassicismo: equilibrio, armonia, sobrietà decorativa e chiaro richiamo ai modelli dell’antichità classica.

Il boschetto, familiarmente chiamato bosco di cerri, presenta diverse specie di querce. Prospiciente all’ingresso principale, è parte della vasta area boschiva in cui il Real Sito di Carditello si apre come un fiore.

Negli ultimi anni, il Real Sito di Carditello (gestito dalla Fondazione Real Sito di Carditello) ha vissuto una vera e propria rinascita culturale, trasformandosi da luogo abbandonato a polo di attrazione turistica. Per promuovere il sito, la Fondazione ha puntato su un mix unico di rievocazioni equestri, grandi concerti estivi, attività naturalistiche per bambini (come i pony) e valorizzazione della sua anima borbonica.

Aspetto artistico: decorazioni e interni

Dal punto di vista artistico, gli interni della Reggia erano molto raffinati. Le sale erano decorate con: affreschi stucchi motivi allegorici scene legate alla caccia e alla vita agricola

Artisti importanti come Fedele Fischetti e Giuseppe Cammarano lavorarono alla decorazione delle sale. I soffitti presentano scene mitologiche e simboliche che celebrano: la natura l’abbondanza la giustizia il buon governo

La sala dei dipinti agresti, chiamata così per gli affreschi a tema rurale che la caratterizzano, ospitava la prima biblioteca di Maria Carolina. I dipinti sulle pareti rappresentano una proiezione delle campagne circostanti, realizzati su progetto del pittore Philipp Hackertstories

Il salone centrale, la sala più importante dell’intero edificio, adibito a balli e feste reali, che presentava un arredamento molto curato. La volta della sala fu decorata da Fedele Fischetti nel 1791. L’affresco rappresenta La nascita della dinastia dei Borboni e l’apoteosi di Enrico IV, e racconta le gesta della casata borbonica a partire dalle origini.

VALORE SIMBOLICO

La Reggia di Carditello è importante non solo per la sua bellezza, ma per il suo significato. Rappresenta:
3. il tentativo di modernizzare l’economia del Regno
2. il legame tra potere e territorio
1. l’unione tra arte e agricoltura
Non è solo un luogo di lusso, ma un progetto politico ed economico. Dopo anni di abbandono, oggi è diventata simbolo di rinascita e recupero del patrimonio culturale italiano. In conclusione, la Reggia di Carditello è un esempio unico di architettura neoclassica che unisce:
  • funzione pratica
  • eleganza artistica
  • valore storico

Geometria chiara e leggibile

La pianta è organizzata secondo linee semplici e regolari. Anche il galoppatoio ellittico richiama le forme pure dell’architettura romana, come il Circo Massimo.

L'esperienza in mongolfiera al Real Sito di Carditello è un'iniziativa di grande successo incentrata sul concetto di "Volare sull'Arte", un progetto che permette di ammirare l'intero complesso borbonico da una prospettiva aerea del tutto inedita. L'attività principale consiste nel volo ancorato (o vincolato), durante il quale la mongolfiera, saldamente assicurata a terra tramite solide funi di sicurezza, compie un'ascesa verticale che porta i visitatori a fluttuare nell'aria a un'altezza compresa tra i 15 e i 20 metri circa. Questa quota è ideale per godere, in pochi minuti di volo, di una spettacolare panoramica d'insieme sulla monumentale architettura neoclassica della Reggia disegnata da Francesco Collecini, sul vasto Galoppatoio ellittico e sui boschi di cerri Le ascese vengono organizzate periodicamente durante i weekend e nei giorni festivi, articolandosi solitamente in due fasce orarie: una sessione mattutina e una pomeridiana ridosso del tramonto, i momenti della giornata in cui i venti sono generalmente più calmi e la luce valorizza al meglio il paesaggio campano.Trattandosi di un'attività strettamente legata alle correnti d'aria, la fattibilità del volo e l'altezza massima raggiungibile restano sempre subordinate alle decisioni del pilota per garantire l'assoluta sicurezza dei passeggeri.

Centralità e monumentalità controllata

L’edificio è imponente, ma non eccessivamente fastoso. La monumentalità è misurata, non spettacolare.

Simmetria rigorosa

L’edificio è perfettamente bilanciato: il corpo centrale è affiancato da due ali laterali identiche. Questo riflette l’idea di armonia e proporzione tipica dell’architettura classica.

Il CardiPony rappresenta una delle iniziative di maggior successo del Real Sito di Carditello, nata per regalare ai bambini un'esperienza indimenticabile a stretto contatto con la natura e la storia borbonica. Dedicata principalmente ai piccoli visitatori di età compresa tra i tre e i dodici anni, questa attività si svolge in totale sicurezza all'interno del suggestivo Galoppatoio Reale, proprio di fronte alla maestosa facciata della Reggia. Qui, sotto la guida attenta di istruttori e operatori specializzati che conducono gli animali a mano, i bambini possono salire in sella a pony ormai famosissimi tra i frequentatori del sito, come Stipje o Nerina, affrontando un divertente circuito all'aperto arricchito da piccoli giochi didattici e percorsi di abilità. Non si tratta quindi di una semplice passeggiata passiva, ma di un vero e proprio momento educativo in cui i più piccoli imparano a rispettare l'animale e a prendersene cura, accarezzandolo e interagendo con lui. L'iniziativa viene proposta regolarmente a un costo molto accessibile, solitamente di cinque euro a sessione, e si concentra durante le mattine e i pomeriggi dei fine settimana o in occasione delle grandi festività primaverili ed estive, integrandosi perfettamente con l'offerta per famiglie del sito che include anche aree pic-nic e ampi spazi verdi.

ELEMENTI NEOCLASSICI

Simmetria rigorosa Geometria chiara e leggibile Sobrietà decorativa Richiamo al tempio classico Centralità e monumentalità controllata

Sobrietà decorativa

La facciata non è sovraccarica di decorazioni. Non troviamo effetti scenografici barocchi, ma una compostezza elegante.

Richiamo al tempio classico

Il piccolo tempietto al centro del galoppatoio è un chiaro riferimento all’architettura antica.Anche l’uso di colonne e proporzioni armoniche richiama i modelli romani.

Sabato 14 febbraio (Il Carnevale degli Innamorati): La giornata è stata interamente dedicata al binomio tra romanticismo e sfilate in maschera. Nel pomeriggio si sono tenute visite accompagnate speciali arricchite da performance teatrali a tema romantico, letture animate e laboratori creativi per bambini organizzati dalla compagnia La Mansarda Teatro dell'Orco. Il momento centrale è stato il suggestivo "Ballo in costume", con danze storiche dell'associazione Danzando nel Tempo che hanno rievocato atmosfere d'altri tempi.Mentre domenica 15 febbraio la Reggia di Carditello è diventata una tappa ufficiale della sfilata dei tradizionali carri allegorici e delle maschere dei maestri cartapestai capuani, portando l'allegria di uno dei carnevali più antichi della Campania direttamente nel Galoppatoio reale. La giornata è poi proseguita con le rievocazioni storiche del gruppo Antiqua Tempora e ulteriori percorsi di approfondimento sull'architettura neoclassica che unisce la città di Capua al sito borbonico.

Il Carditello Festival 2026 torna quest'estate nella suggestiva cornice del Real Sito di Carditello a San Tammaro, in provincia di Caserta. Per questa settima edizione del festival, che si svolge all'aperto nell'antico Galoppatoio della Reggia borbonica, sono già state annunciate due grandi date musicali per la fine di luglio. Venerdì 24 luglio 2026 alle ore 21:30 si esibirà il duo indie-pop norvegese Kings of Convenience, in quella che sarà la loro unica tappa in Campania per il tour estivo. Pochi giorni dopo, domenica 26 luglio 2026 sempre alle ore 21:30, sarà la volta della cantautrice italiana Levante.