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Tempio di Ercole vincitore

Matilda Nipoti

Created on February 10, 2026

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Transcript

Tempio di Ercole vincitore

Dove?

Il Tempio di Ercole Vincitore si trova in Piazza Bocca della Verità, nell’area dell’antico Foro Boario a Roma (Italia), vicino al fiume Tevere e accanto al Tempio di Portuno. Questa zona era in età romana centro commerciale e mercato del bestiam

Quando?

L’edificio risale alla fine del II secolo a.C., circa 143-132/120 a.C., in piena epoca repubblicana romana, ed è considerato il più antico edificio in marmo ancora in piedi a Roma e l’unico costruito interamente in marmo greco pentelico

Chi?

La costruzione del tempio è attribuita probabilmente all’architetto Hermodoros di Salamina, su commissione del mercante di olio Marcus Octavius Herennius o del generale L. Mummius Achaicus (secondo alcune fonti). Tale committenza è significativa perché mostra come ricchi commercianti o aristocratici romani potessero finanziare monumenti religiosi importanti.

Funzione e significato

Il tempio era dedicato a Ercole Vincitore, associato alla forza, al successo e alla protezione dei commercianti — particolarmente rilevante nell’area del Foro Boario, centro di scambi e mercati. Era un luogo di culto pubblico dove si venerava Ercole nella veste di protettore dei mercanti e delle attività commerciali (in particolare dell’olio). Nel Medioevo fu trasformato in chiesa cristiana (ad esempio Santo Stefano alle Carozze e poi Santa Maria del Sole), contribuendo a preservarne la struttura fino ai restauri moderni.

Pianta e stile

Il tempio è una tholos (tempio circolare) di derivazione greca, con 20 colonne corinzie in marmo che circondano una cella centrale circolare.Misura circa 14,8 m di diametro e le colonne hanno un’altezza di circa 10,66 m.

Materiale

Il marmo è di origine greca (pentelico), molto pregiato, sotto il quale si trovano gradoni in tufo.

Colonne

Le colonne sono 20, disposte lungo il perimetro circolare (peristasi), e appartengono all’ordine corinzio, il più ricco e decorato degli ordini classici. I capitelli corinzi presentano foglie di acanto profondamente scolpite, con un forte chiaroscuro che rivela una mano di gusto ellenistico. Questo livello di raffinatezza era raro nella Roma repubblicana e indica una volontà di emulare l’arte greca più prestigiosa.

Cella

La cella (ambiente interno) è anch’essa circolare, soluzione rara a Roma ma comune nei santuari greci. Questa forma enfatizza il carattere sacro e simbolico del tempio più che quello funzionale: lo spazio era pensato per accogliere la statua del dio, non per grandi assemblee.

Tetto

Il tetto originale non è conservato, ma si ritiene fosse conico o leggermente inclinato, rivestito in tegole marmoree, culminante forse in un acroterio (elemento decorativo sommitale) La copertura in marmo era un ulteriore segno di lusso e richiamo diretto ai modelli greci.

Interno

La statua di Ercole

All’interno poteva ospitare una statua cultuale in bronzo di Ercole (forse opera di Skopas Minore), ora ai Musei Capitolini.