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La criminalitA’ NEI PORTI

Ryan Madeddu

Created on February 10, 2026

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Genova

Il porto di Genova rappresenta uno dei principali snodi logistici d'Europa, ma è anche un punto nevralgico per le attività della criminalità organizzata, con particolare riferimento al narcotraffico internazionale. La Liguria, e il porto genovese in particolare, sono spesso citati nei rapporti come aree ad alto rischio di infiltrazione mafiosa. Nel porto di Genova si verificano diverse attività illegali. In primo luogo, possiamo trovare attività legate al traffico di stupefacenti. In secondo luogo, vi sono traffici legati alla merce contraffatta, rifiuti pericolosi e traffico di esseri umani. Inoltre, per quanto riguarda la merce contraffatta è stato rilevato che il porto di Genova rappresenta un importante centro per l’introduzione e il transito di tali prodotti. La merce contraffatta o da contraffare proviene in gran parte dalla Cina e dall’India, mentre le etichette dei prodotti giungono dal Marocco e dalla Tunisia.

In Italia...

I porti sono spazi di cui si parla poco, ma rappresentano luoghi in cui la criminalità organizzata svolge attività illecite e si inserisce in business leciti. Sul territorio nazionale, dal 1994, sono state individuate 109 organizzazioni criminali in 69 scali: si tratta di clan italiani e gruppi stranieri. La Liguria si conferma la regione con il maggior numero di casi accertati: nel 2024, sono stati 18 sul totale dei 115 segnalati. Segue la Toscana con 17 episodi, la Puglia con 16 e la Campania con 15. Per riuscire a comprendere che cosa è accaduto negli ultimi anni all’interno dei porti, sono state prese in considerazione la rassegna stampa Assoporti, le relazioni della commissione parlamentare antimafia, della Dia, della Dnaa, dell’Agenzia delle dogane e della guardia di finanzia.
1980
2000
2020
2010
1990
2026
1970

- Il processo Pizza Connection (per intero, Stati Uniti contro Badalamenti et al. ) [ 1 ] è stato un processo penale contro la mafia siciliana e la mafia americana che si è svolto davanti alla Corte distrettuale degli Stati Uniti per il distretto meridionale di New York a New York City , Stati Uniti. Il processo si è concentrato su una serie di pizzerie indipendenti utilizzate per distribuire droga, che avevano importato 1,65 miliardi di dollari di eroina dall'Asia sudoccidentale negli Stati Uniti tra il 1975 e il 1984. [ 2 ] Il processo è durato dal 30 settembre 1985 al 2 marzo 1987, concludendosi con 18 condanne, con sentenze emesse il 22 giugno 1987. [ 2 ] Durato circa 17 mesi, è stato il processo più lungo nella storia giudiziaria degli Stati Uniti all'epoca

- Nella seconda metà degli anni settanta i mafiosi palermitani Nunzio La Mattina, Tommaso Spadaro e Giuseppe Savoca acquistavano grosse partite di morfina in Svizzera dal trafficante turco Musullulu Yasar Avni per conto delle altre Famiglie mafiose[3][4] e la trasportavano, via mare o via terra, a Palermo e nelle vicinanze, dove erano attive numerose raffinerie illegali di eroina comuni a tutte le Famiglie[5]: nel 1980 gli inquirenti ne scoprirono per la prima volta una in contrada Piraineto di Punta Raisi e un'altra a Trabia, gestite dal mafioso Gerlando Alberti, che venne arrestato insieme a tre chimici marsigliesi che lavoravano per lui[6][7][8]; nel 1982 sarà scoperta un'altra raffineria, a Palermo, in via Messina Marine, gestita dal mafioso Pietro Vernengo

Titolo 1