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Il filo del tempo

Rebecca Samoila

Created on February 9, 2026

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Transcript

Il filo del tempo

sette voci della letteratura

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di rebecca valentina samoila

Tema del tempo

introduzione

Nella letteratura, il tempo non è mai solo uno sfondo in cui si muovono i personaggi: è un elemento fondamentale che condiziona le vicende e il modo in cui le storie vengono raccontate. Può rappresentare la crescita e il cambiamento dei protagonisti, il ricordo del passato, le speranze per il futuro, o la riflessione sull’eternità. Ogni autore lo interpreta in modo diverso, influenzato dalla propria sensibilità e dal contesto storico e sociale in cui vive, rendendo il tempo un vero strumento per comprendere meglio le idee e i sentimenti presenti nell’opera. Dal Medioevo al Settecento il concetto di tempo cambia profondamente: si passa da una visione religiosa e legata all’eternità a una sempre più umana e sociale, legata alla vita quotidiana e alla storia.

Info

ATTRAVERSO

dante alighieri
francesco petrarca
giovanni boccaccio
ludovico ariosto
carlo goldoni
torquato tasso
giuseppe parini

Dante, Petrarca, Boccaccio, Ariosto, Tasso, Goldoni e Parini è possibile osservare come il tempo diventi uno specchio delle trasformazioni culturali e del modo in cui l’uomo percepisce se stesso e il mondo.‘

Dante Alighieri

divina commedia

Dante Alighieri, poeta del XIV secolo, racconta un viaggio straordinario attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso, in cui le esperienze delle anime riflettono la loro condizione e il loro sviluppo. Dante mostra come gli esseri umani vivano e percepiscano la vita in modi diversi e come le loro scelte passate influenzino il percorso presente. La Divina Commedia riflette il passaggio della vita e il loro significato, ossia il concetto di successione e cambiamento che lega ogni evento alla crescita personale e morale.

paradiso
inferno
purgatorio

Francesco Petrarca

Francesco Petrarca, poeta del XIV secolo, esplora nel Canzoniere il modo in cui la vita scorre e trasforma ogni esperienza umana. Nei suoi sonetti, la giovinezza, la bellezza e l’amore sono raffigurati come momenti preziosi ma destinati a svanire.La sua sensibilità, diversa da quella medievale più rivolta all’eternità, appare moderna: Petrarca mostra la consapevolezza dei limiti della vita terrena e dei propri errori. Attraverso le immagini di amori perduti, corpi che invecchiano e ricordi nostalgici, il Canzoniere rappresenta il percorso inevitabile dell’uomo tra gioia e perdita, mettendo in luce la tensione tra desiderio terreno e aspirazione spirituale.

CANZONIERE

Sonetto 1 – “Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono”

“Voi ch’ascoltate in rime sparse il suonodi quei sospiri ond’io nudriva ‘l core…” “di me medesmo meco mi vergogno; e del mio vaneggiar vergogna è ’l frutto…”

In questo sonetto Petrarca riflette sul proprio passato, mostrando come le emozioni e i desideri giovanili appartengano ormai a un’epoca conclusa. I “sospiri” indicano i sentimenti che non esistono più, mentre la vergogna mostra come la maturazione e l’esperienza trasformino la coscienza dell’uomo. Il tempo, qui, emerge come forza invisibile ma potente, che segna ogni cambiamento e separa passato e presente.La vita non può essere fermata: ciò che è stato resta nel ricordo, e ogni esperienza contribuisce alla crescita interiore. Questi versi rendono evidente la fragilità della giovinezza e dei sentimenti, mostrando come il passare degli anni influisca sulla percezione di sé e del mondo.

Boccaccio

In Decameron Boccaccio non racconta un tempo infinito né trascendente. Al contrario, mette in scena la successione di eventi concreti e spesso inattesi, legati alla fortuna o al caso, mostrando come la vita dell’uomo sia una serie di cambiamenti, sorprese e possibilità. La fortuna può favorire o sfavorire, e l’intelligenza umana diventa strumento per reagire alle situazioni imprevedibili. Questo modo di rappresentare gli avvenimenti consente di vedere il tempo come dimensione orizzontale e concreta, legata alla quotidianità e all’azione degli uomini; esso è la cornice in cui le vicende si svolgono e l’uomo può intervenire per migliorare la propria condizione.

Ludovico Ariosto

In Orlando Furioso il tempo non è concepito in modo lineare e progressivo al contrario, Ariosto costruisce un mondo narrativo in cui le vicende si intrecciano continuamente: le storie di cavalieri, amori, battaglie e imprese si incastrano le une nelle altre, passando da un evento all’altro senza un unico filo cronologico dominante. Questa tecnica di intreccio crea una percezione del tempo come labirinto fluido e dinamico dando vita a un testo ricco e complesso ma sempre armonico. L’autore rinascimentale riflette su un tempo vissuto come successione di azioni concrete dando così equilibrio alla varietà della realtà che rappresenta.

Torquato Tasso

Gerusalemme Liberata

In Gerusalemme Liberata Tasso presenta un tempo seguendo lo sviluppo dell’impresa della crociata e le azioni dei protagonisti. Tuttavia, non si tratta di una linearità semplice: il poeta inserisce flashback e ricordi dei personaggi che approfondiscono le vicende e la psicologia degli eroi. A differenza di Ariosto, che accetta la molteplicità e l’intreccio labirintico delle storie, Tasso tenta di ricondurre tutto a un’unità, ma il conflitto interiore dei personaggi e la tensione morale creano momenti di instabilità e inquietudine. In questo senso, il tempo nella sua opera non è solo cronologia, ma anche esperienza soggettiva e dimensione della vita umana, dove ogni evento determina trasformazioni e riflessioni morali.

proseguimento

Carlo Goldoni

In Goldoni il tempo è realistico e laico, funzionale alla rappresentazione del vero e alla vita quotidiana della borghesia veneziana del Settecento. A differenza della Commedia dell’Arte, dove il tempo era spesso vago o indeterminato, nelle sue opere l’azione si svolge in tempi brevi e definiti, talvolta in una sola giornata, seguendo lo sviluppo naturale degli eventi e delle relazioni tra i personaggi. Questa concezione del tempo permette di rappresentare la realtà con precisione e logica, mostrando comportamenti credibili e comprensibili e rendendo evidente la successione di cause ed effetti nella vita quotidiana.

Giuseppe Parini

Giuseppe Parini è un poeta italiano del Settecento, rappresentante dell’Illuminismo in Italia. La sua opera più famosa, Il Giorno, è un poema satirico che descrive la giornata tipo di un giovane nobile ozioso. Il poema è scritto in versi ed è suddiviso in diverse parti della giornata — mattino, mezzogiorno, notte — mostrando con ironia e precisione la vita quotidiana dei personaggi. In quest'opera Parini rappresenta il tempo in modo laico e orizzontale, coerente con lo spirito illuministico che privilegia la ragione e l’osservazione della realtà quotidiana. Il poema non è una narrazione epica o trascendente, ma una descrizione dettagliata della giornata di un giovane nobile. Il tempo qui non è astratto o mistico, ma è lineare e scandito dai ritmi della vita reale, spesso dilatato per mostrare la lentezza, l’ozio e la noia dell’aristocrazia. In questo senso, il tempo diventa strumento di satira sociale, evidenziando la ripetitività e il vuoto morale dei nobili.

Conclusione

Il tempo nelle opere di Dante, Petrarca, Boccaccio, Ariosto, Tasso, Goldoni e Parini è sempre centrale, ma rappresentato in modi diversi. Nei poemi epici e religiosi come la Divina Commedia o l’Orlando Furioso può essere lineare, labirintico o eterno; in Petrarca è forza che consuma la vita e la giovinezza. Con Boccaccio, Goldoni e Parini diventa concreto, quotidiano e misurabile, utile a mostrare azioni, conseguenze e, nel caso di Parini, la monotonia della nobiltà. In tutte le opere il tempo non è mai sfondo: è motore delle vicende, misura dell’esperienza e strumento per riflettere sulla vita e sul mondo.

Paradiso

Canto XXXIII

“A l’alta fantasia qui mancò possa;ma già volgeva il mio disio e ’l velle, sì come rota ch’igualmente è mossa…”

Nel Paradiso il tempo umano non esiste più: tutto è eterno, perfetto e immutabile. Non c’è più un prima e un dopo, perché ogni cosa è presente nello stesso istante nella dimensione divina. Dante raggiunge una condizione in cui il tempo terreno viene superato e sostituito da una visione eterna e assolutaIl movimento perfetto e circolare rappresenta un’armonia eterna, senza cambiamento o successione temporale → il tempo diventa dimensione infinita e stabile.

La successione delle esperienze non è più percepita come scorrere, ma come un movimento che conduce alla perfezione, segnando la fine del cammino dell’uomo e la stabilità definitiva.

Purgatorio

“Dolce color d’oriental zaffiro…”

Nel Purgatorio il tempo scorre davvero: esiste il giorno e la notte e le anime cambiano nel tempo per migliorarsi. Il viaggio diventa un percorso graduale di crescita morale.L’alba indica il passare delle ore e l’inizio di un nuovo percorso = il tempo è speranza e trasformazione.

Canto I (inizio della salita)

inizio del percorso di purificazione e cambiamento.

INFERNO

Canto III (Gli Ignavi)

“e correr dietro a ’nsegna che girando correva tanto ratta…”

Nell’Inferno il tempo è eterno e immobile: le anime sono bloccate per sempre nella stessa condizione e ripetono la pena senza possibilità di cambiamento. Gli ignavi corrono senza fine dietro una bandiera, simbolo di una vita sprecata e ormai ferma per l’eternità.

episodio dell’ingresso all’Inferno e delle anime che inseguono le insegne.

“Movesi il vecchierel canuto e biancodel dolce loco ov’ha sua età fornita…” “rotto dagli anni e dal cammin stanco…”

“Movesi il vecchierel canuto e bianco” – Canzoniere

In questi versi, Petrarca descrive in modo concreto l’effetto del passare degli anni sul corpo e sull’esistenza umana. I capelli bianchi e la stanchezza mostrano come il tempo consumi la vitalità e avvicini inevitabilmente alla fine della vita. Il cammino del vecchio diventa una metafora del percorso della vita, scandito da eventi, esperienze e cambiamenti progressivi.

Il passaggio degli anni non è solo fisico, ma anche morale e interiore: il poeta riflette sulla fragilità dell’uomo, sulla fugacità della giovinezza e sulla consapevolezza dei limiti dell’esistenza. Questi versi rappresentano quindi perfettamente il tema del tempo come forza che scorre, trasforma e porta alla riflessione sulla vita e sulla morte.

Decameron - Andreuccio

raccolta di 100 novelle narrate da dieci giovani rifugiati in una villa, dove la forza della fortuna (cioè del caso) guida spesso le vicende umane

“Una sola notte bastò perché accadessero tutte queste vicende.”

In questa frase Boccaccio mostra come nella vita di Andreuccio gli eventi si susseguano in modo rapido e imprevedibile, senza un ordine prestabilito. La notte diventa la cornice temporale in cui accadono una serie di esperienze che cambiano radicalmente il protagonista: inganni, cadute, incontri e colpi di fortuna lo costringono ad adattarsi e a imparare in fretta. Il tempo, quindi, non è astratto o eterno, ma dimensione concreta della vita quotidiana, modificaata dalle azioni, dalle conseguenze e dalla fortuna. La frase rappresenta perfettamente il tema del tempo perché mostra come la successione degli eventi e l’imprevedibilità della vita plasmino l’esistenza dell’uomo, portando a cambiamenti rapidi .

“Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori,le cortesie, l’audaci imprese io canto…”

Questa frase, che apre l’intero Orlando Furioso indica subito la molteplicità degli elementi narrativi che il poema affronterà. Il fatto che queste esperienze — amori, battaglie, cortesie e imprese — non seguano un’unica traiettoria lineare ma si incastrino l’una nell’altra suggerisce una concezione del “tempo” come dimensione in cui gli eventi umani si susseguono e si intrecciano, in modo dinamico e ricco, piuttosto che come una semplice successione ordinata dal prima al dopo. Questo modo riflette la visione rinascimentale di Ariosto: l’esistenza non è un percorso uniforme, ma una trama di esperienze che si influenzano reciprocamente, mostrando come le azioni degli uomini si interconnettono e plasmano la realtà.

“Tosto s’opprime chi di sonno è carco,ché dal sonno alla morte è un picciol varco.”
canto IX

Questa frase evidenzia come la vita sia fragile e breve, modificata da eventi inevitabili e rapidi. Il passaggio tra sonno e morte rappresenta la successione degli avvenimenti e la precarietà dell’esistenza, mostrando che ogni istante può segnare un cambiamento decisivo. Il tempo, qui, non è solo cronologico: è anche tensione morale, esperienza soggettiva e misura della condizione umana, in cui le scelte e i conflitti interiori dei personaggi si intrecciano con il corso degli eventi. La scelta di questo passo è significativa perché rappresenta pienamente il tema del tempo in Tasso: la vita umana scorre tra doveri, azioni e rischi, in un continuo alternarsi di eventi e riflessioni, e il poeta mostra quanto la percezione del tempo influenzi la consapevolezza e le emozioni degli individui.

La locandiera

Atto I
“Quei, che mi corrono dietro, presto presto m’annoiano.”

La locandiera racconta la storia di Mirandolina, una donna astuta che gestisce una locanda e i corteggiatori che cercano le sue attenzioni. Questa frase di Mirandolina esprime la sua insofferenza verso gli amanti che la importunano ripetutamente. La ripetizione di “presto presto” suggerisce un’esperienza di durata breve ma intensamente percepita: i personaggi vivono eventi e relazioni in un arco di tempo ristretto, dove ogni momento è significativo.Nel contesto dell’opera, il tempo non è più un elemento astratto o indefinito, ma è legato alla percezione concreta delle ore e delle azioni quotidiane. Goldoni costruisce così un mondo in cui la vita si svolge con chiarezza temporale, e le scelte dei personaggi producono effetti immediati sulla vicenda e sulle relazioni umane. Questo modo di rappresentare il tempo è tipico dell’Illuminismo: privilegia la ragione, l’osservazione realistica, mostrando come la durata degli eventi e la loro successione influenzino il comportamento e la percezione dei protagonisti nel corso della commedia.

“Come ingannar questi noiosi e lentiGiorni di vita, cui sì lungo tedio e fastidio insoffribile accompagna…”

Questa frase mostra come il tempo per i nobili sia vissuto come lento e ripetitivo, perché privo di occupazioni significative. Il poeta evidenzia la successione lineare delle ore della giornata, che scorrono lentamente, trasformando il tempo in uno strumento di critica sociale. Il passo rappresenta il tema del tempo perché evidenzia come, anche nella vita quotidiana, la percezione del tempo sia legata alle azioni e agli impegni dei personaggi: giorni vuoti e monotoni rendono il tempo pesante e moralmente inutile, mentre l’osservazione attenta dei ritmi quotidiani permette al lettore di notare il realismo e la satira della società settecentesca.