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Parole e numeri: due linguaggi, un pensiero

Flavia Cecconi

Created on February 7, 2026

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Transcript

Tra letteratura e matematica

Parole e numeri: due linguaggi, un pensiero

prof.ssa Flavia Cecconi

iniziamo

Galileo GalileiIl libro dell'universo

Dante Alighieri La geometria divina

Italo Calvino Letteratura per combinazione

il libro dell'universo

Galileo Galilei (1564-1642)

Galileo galilei: quando la letteratura incontra la matematica

"Parmi, oltre a ciò, di scorgere nel Sarsi ferma credenza, che nel filosofare [fare scienza] sia necessario appoggiarsi all’opinioni di qualche celebre autore, sì che la mente nostra, quando non si maritasse col discorso d’un altro, ne dovesse in tutto rimanere sterile ed infeconda; e forse stima che la filosofia sia un libro e una fantasia d’un uomo, come l’ Iliade e l’ Orlando furioso, libri ne’ quali la meno importante cosa è che quello che vi è scritto sia vero. Signor Sarsi, la cosa non istà così. La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto". (da Il Saggiatore)

+ galilei

3, 9, 100: la matematica del paradiso

Dante Alighieri (1265-1321)
LA GEOMETRIA DIVINA DI DANTE

Nella cultura medievale l'universo può essere letto come un libro attraverso cui Dio comunica all'umanità un messaggio, tutto ciò che è stato creato ha un valore in sé ma allude a un significato ulteriore e spirituale. Se il mondo è un libro, un libro può strutturarsi come un mondo, il mondo descritto nella Divina Commedia è una rappresentazione dell'universo creato da Dio. Per questo motivo Dante struttura l'universo secondo un ordine e una forma che alludono a un significato simbolico e allegorico, comprensibile al lettore medievale. L'architettura dell'opera si poggia sul valore simbolico dei numeri, in particolare il 3 (es.: Regni), simbolo della Trinità, il 9 (es.: cieli), il 10 (somma di 9, multiplo di 3, con l'unità) che è sinonimo di perfezione, così come il suo multiplo 100 (es.: canti totali). Questi numeri sono alla base dei 3 regni e della loro organizzazione spaziale. La forma metrica è costituita da terzine di endecasillabi, a rima incatenata (ABA BCB CDC...), invenzione dantesca, per cui ogni rima (tranne la prima e l'ultima) si ripetano per 3 volte

+ dante

Le TRE fiere

Le TRE gole di Cerbero

altri esempi del numero 3 nella commedia

I TRE volti di Lucifero

Calvino e l'Oulipo: letteratura per combinazione

Italo Calvino (1923 -1985)

letteratura combinatoria

Nel novembre del 1972 Italo Calvino partecipò per la prima volta, in qualità di “invitato d’onore”, a una riunione dell’OuLiPo (l’Ouvroir de Littérature Potentielle «Opificio di letteratura potenziale»), fondato da Raymond Queneau e François Le Lionnais nel 1960, con l’intento di esplorare le potenzialità creative delle regole o ‘costrizioni’ (contraintes) formali e strutturali in letteratura. Si trattava di un gruppo di scrittori e matematici di lingua francese che mirava a creare opere usando, tra le altre, le tecniche della scrittura vincolata detta anche a restrizione, ad esempio:

  • il lipogramma: un testo in cui non può essere usata una determinata lettera, ad esempio l'autore G. Perec ha scritto il romanzo "La scomparsa" in cui non ha mai usato la lettera "e";
  • il tautogramma: un testo in cui tutte le parole iniziano con la stessa lettera (un esempio tratto dall'antichità e la formula cesariana "Veni vidi vici").
Il fondatore del gruppo R. Queaneau scrisse Esercizi di stile (1947), una collezione di racconti in cui scrive 99 versioni della stessa semplice storia, rivisitata ogni volta in uno stile letterario differente.

+ calvino

il castello dei destini incrociati

Il castello dei destini incrociati è un romanzo fantastico di Italo Calvino pubblicato nel 1969. Il romanzo usa le carte dei tarocchi come macchine narrative, Calvino costruisce delle storie a partire da questo mazzo. Nel racconto dei viaggiatori arrivano a un castello e decidono di raccontare la loro storia usando un mazzo di tarocchi sul tavolo. Le regole del gioco (i "vincoli"):

  • Si raccontano le storie solo con le carte
  • Ogni persona può solo aggiungere nuove carte accanto a quelle già disposte dagli altri
Si forma una specie di "cruciverba" fatto di carte invece che di parole. Le storie si intrecciano: una carta può far parte di più storie diverse, letta in verticale o in orizzontale. È come un quadrato magico matematico, ma invece dei numeri ci sono i tarocchi che raccontano destini.

laboratorio: il nostro castello di storie

Primo narratore: Prendi 3-4 carte dal mazzo e disponile in fila (orizzontale o verticale). Ogni carta rappresenta un momento della tua storia. Racconta brevemente cosa significano. Esempio: Fante di cuori = un giovane innamorato / Asso di spade = un duello / Regina di coppe = una principessa

Secondo narratore: NON puoi spostare le carte già sul tavolo! Puoi solo aggiungere altre carte che si incrociano con quelle già presenti. Una delle carte già disposte deve far parte anche della tua storia.

Terzo narratore (e così via): ogni studente aggiunge la propria sequenza, creando un intreccio di storie.

grazie per l'attenzione

e ricordate: i numeri e le regole non devono per forza imprigionare la creatività, se sfruttati e interpretati con intelligenza la liberano in infinite direzioni!