Cinema
ovvero la realtà nell'epoca della sua riproducibilità tecnica
Origini e antenati
Immagine, proiezione, movimento
qualche passo indietro
proiezione:
... Platone
[514a] – […] Dentro una dimora sotterranea a forma di caverna, con l’entrata aperta alla luce e ampia quanto tutta la larghezza della caverna, pensa di vedere degli uomini che vi stiano dentro fin da fanciulli, incatenati gambe e collo, sì da dover restare fermi e da [b] poter vedere soltanto in avanti, incapaci, a causa della catena, di volgere attorno il capo. Alta e lontana brilli alle loro spalle la luce d’un fuoco e tra il fuoco e i prigionieri corra rialzata una strada. Lungo questa pensa di vedere costruito un muricciolo, come quegli schermi che i burattinai pongono davanti alle persone per mostrare al di sopra di essi i burattini. […] – Immagina di vedere uomini che portano lungo il muricciolo oggetti [c] di ogni sorta sporgenti dal margine, e statue e altre [515a] figure di pietra e di legno, in qualunque modo lavorate; e, come è naturale, alcuni portatori parlano, altri tacciono. […] credi che tali persone possano vedere, anzitutto di sé e dei compagni, altro se non le ombre proiettate dal fuoco sulla parete della caverna che sta loro di fronte? […] – Se quei prigionieri potessero conversare tra loro, non credi che penserebbero di chiamare oggetti reali le loro visioni? – E se la prigione avesse pure un’eco dalla parete di fronte? Ogni volta che uno dei passanti facesse sentire la sua voce, credi che la giudicherebbero diversa da quella dell’ombra che passa? […] – Per tali persone insomma, feci io, la verità non può essere altro che le ombre degli oggetti artificiali.
qualche passo indietro
proiezione:
proiezione:
le ombre cinesi
Una narrazione foto-grafica
Han Wudi (156 a.C. - 87 (a.C.)
qualche passo indietro
proiezione:
proiezione:
la lampada magica
Wilhelm, cosa è mai per il nostro cuore il mondo senza l'amore? È come una lanterna magica senza luce! Ma appena tu vi introduci la lampada, le più belle immagini compaiono sulla parete bianca... Al passo sussultante del suo cavallo, Golo, il cuore pieno d’un tremendo disegno, [...] avanzava a scatti verso il castello della povera Genoveffa di Brabante. [...] Golo si fermava brevemente ad ascoltare con tristezza la dicitura letta ad alta voce dalla mia prozia e ch’egli aveva l’aria di capire alla perfezione, conformando il suo atteggiamento, con una docilità che non escludeva una certa regalità, alle indicazioni del testo; [...] non c’era niente che potesse arrestare la sua lenta cavalcata. [...] vedevo il cavallo di Golo continuare la sua avanzata sulle tende della finestra, gonfiandosi delle loro pieghe, sprofondando nelle loro fessure. Il corpo dello stesso Golo, che era di un’essenza non meno soprannaturale di quello della sua cavalcatura, s’adattava a qualsiasi ostacolo materiale, [...] assumendolo come ossatura e rendendoselo interno, si trattasse anche della maniglia della porta alla quale si affrettava ad aderire e sulla quale galleggiavano invincibilmente la sua veste rossa e il suo volto pallido, di cui restavano inalterate la nobiltà e la malinconia, ma che non lasciava apparire il minimo turbamento per quella trasvertebrazione.
cinem
Giacomo
Created on February 7, 2026
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Transcript
Cinema
ovvero la realtà nell'epoca della sua riproducibilità tecnica
Origini e antenati
Immagine, proiezione, movimento
qualche passo indietro
proiezione:
... Platone
[514a] – […] Dentro una dimora sotterranea a forma di caverna, con l’entrata aperta alla luce e ampia quanto tutta la larghezza della caverna, pensa di vedere degli uomini che vi stiano dentro fin da fanciulli, incatenati gambe e collo, sì da dover restare fermi e da [b] poter vedere soltanto in avanti, incapaci, a causa della catena, di volgere attorno il capo. Alta e lontana brilli alle loro spalle la luce d’un fuoco e tra il fuoco e i prigionieri corra rialzata una strada. Lungo questa pensa di vedere costruito un muricciolo, come quegli schermi che i burattinai pongono davanti alle persone per mostrare al di sopra di essi i burattini. […] – Immagina di vedere uomini che portano lungo il muricciolo oggetti [c] di ogni sorta sporgenti dal margine, e statue e altre [515a] figure di pietra e di legno, in qualunque modo lavorate; e, come è naturale, alcuni portatori parlano, altri tacciono. […] credi che tali persone possano vedere, anzitutto di sé e dei compagni, altro se non le ombre proiettate dal fuoco sulla parete della caverna che sta loro di fronte? […] – Se quei prigionieri potessero conversare tra loro, non credi che penserebbero di chiamare oggetti reali le loro visioni? – E se la prigione avesse pure un’eco dalla parete di fronte? Ogni volta che uno dei passanti facesse sentire la sua voce, credi che la giudicherebbero diversa da quella dell’ombra che passa? […] – Per tali persone insomma, feci io, la verità non può essere altro che le ombre degli oggetti artificiali.
qualche passo indietro
proiezione:
proiezione:
le ombre cinesi
Una narrazione foto-grafica
Han Wudi (156 a.C. - 87 (a.C.)
qualche passo indietro
proiezione:
proiezione:
la lampada magica
Wilhelm, cosa è mai per il nostro cuore il mondo senza l'amore? È come una lanterna magica senza luce! Ma appena tu vi introduci la lampada, le più belle immagini compaiono sulla parete bianca... Al passo sussultante del suo cavallo, Golo, il cuore pieno d’un tremendo disegno, [...] avanzava a scatti verso il castello della povera Genoveffa di Brabante. [...] Golo si fermava brevemente ad ascoltare con tristezza la dicitura letta ad alta voce dalla mia prozia e ch’egli aveva l’aria di capire alla perfezione, conformando il suo atteggiamento, con una docilità che non escludeva una certa regalità, alle indicazioni del testo; [...] non c’era niente che potesse arrestare la sua lenta cavalcata. [...] vedevo il cavallo di Golo continuare la sua avanzata sulle tende della finestra, gonfiandosi delle loro pieghe, sprofondando nelle loro fessure. Il corpo dello stesso Golo, che era di un’essenza non meno soprannaturale di quello della sua cavalcatura, s’adattava a qualsiasi ostacolo materiale, [...] assumendolo come ossatura e rendendoselo interno, si trattasse anche della maniglia della porta alla quale si affrettava ad aderire e sulla quale galleggiavano invincibilmente la sua veste rossa e il suo volto pallido, di cui restavano inalterate la nobiltà e la malinconia, ma che non lasciava apparire il minimo turbamento per quella trasvertebrazione.