LA NASCITA DI VENERE
SANDRO BOTTICELLI
Introduzione all’opera
dipinto raffigurante la Nascita di Venere
Sandro Botticelli (Alessandro di Mariano Filipepi) ↓
Firenze (1445-1510)
Firenze, galleria degli uffizi inv. 1890 n. 87
La Nascita di Venere
- DATA/PERIODO DI REALIZZAZIONE:
1484-1485 circa (Rinascimento)
due teli di lino cuciti insieme
172,5 x 278,5 cm (l’altezza originaria era probabilmente di 207,5 cm)
Il dipinto rappresenta la dea Venere, che secondo la tradizione nasce dalla spuma del mare, ed è ispirato - alla descrizione del mito contenuta nella Teogonia di Esiodo, - ma anche alle versioni successive, come quella di Isidoro nel I secolo a.C., che colloca la nascita della dea nell’isola di Citera anziché a Cipro.
Nel dipinto, Botticelli segue la "Versione della Conchiglia", in cui Venere, già adulta, giunge su una conchiglia a Cipro, sospinta dai venti Zefiro e Clori, mentre una delle Ore le porge un mantello. ↓
Questa immagine si inserisce nel contesto del Rinascimento, un periodo in cui il pensiero neoplatonico, che promuove l’unificazione di bellezza e bontà, gioca un ruolo centrale. Venere non è solo una figura mitologica, ma diventa simbolo dell’equilibrio tra l’anima e il corpo, tra l’aspetto spirituale e quello terreno.
In particolare, la nudità di Venere è una rappresentazione della Venere urania, la "Venere celeste" associata alla purezza dell’anima e alla bellezza disadorna, che supera la condizione mondana.
L'opera non si limita solo a raccontare un mito, ma allude anche alla Venere terrestre, l’amore sensuale e imperfetto, non ancora purificato dalla conoscenza. ↓
Questo riflette il pensiero neoplatonico, secondo cui l'amore è una forza che può elevare l’anima verso la perfezione.
COME?
Venere ignuda, ritratta nell’atto pudico di coprire il seno con la mano destra e il pube con i lunghissimi capelli biondi, ha il capo lievemente reclinato alla sua destra.
Venere è posta al centro della scena e rappresenta il principio sacro e umano dell’amore divino e terreno.
Il volto, ha i lineamenti aggraziati della nobildonna Simonetta Vespucci. La dolcezza dello sguardo, velato da una sottile malinconia, rende questo viso un modello di bellezza delicata e intensa al tempo stesso.
La postura della dea deriva dal modello classico della Venus Pudica, simbolo di bellezza, amore e grazia, questo gesto modesto e umano evidenzia la "vergogna" o la riservatezza divina nel mostrarsi.
Venere ha dunque la gamba destra leggermente arretrata rispetto alla gamba sinistra e questo accenno di movimento suggerisce l’idea dell’imminente approdo sull’isola.
Alla sua destra, si scorge il gruppo costituito da Zefiro e Clori, talvolta identificata come Aura. ↓
Zefiro, soffia dolcemente per spingere la dea Venere, appena nata, su una conchiglia verso la riva.
La scena simboleggia l'arrivo della primavera, la bellezza e l'amore platonico.
Clori rappresenta invece il principio fisico dell’atto amoroso e per questo viene ritratta abbracciata a Zefiro, alludendo all’unione che genera vita.
Zefiro è immagine del vento fecondatore, da cui ha origine la vita fisica e l’incarnazione dello spirito
Alla sinistra della Venere, sulla riva, una fanciulla scalza sta per coprire la dea con un manto di seta rosa ricamato con fiori primaverili, soprattutto margherite, questo personaggio è stato identificato da alcuni studiosi con l’Ora della Primavera, altri vi hanno riconosciuto Flora, altri ancora una delle Grazie.
Il paesaggio è delineato dalle insenature e dai promontori della costa e impreziosito da un boschetto di melaranci in fiore lumeggiati d’oro. ↓
I melaranci, detti anche mala medica per le loro proprietà terapeutiche, sono allusivi alla stirpe medicea. Dal cielo cadono rose, fiori che secondo il mito comparvero proprio in occasione della nascita di Venere.
L’opera presenta anche dei difetti, tra i quali:
- la postura della Venere, troppo sbilanciata verso destra che non potrebbe restare in piedi, nonostante ciò riesce a rendere bene la forza del vento che sospinge la dea verso la terra
- errori anatomici,
- le spalle molto spioventi,- il collo troppo lungo e rettilineo rispetto alla rotazione della testa.
Altri errori sono presenti nella figura di Aura, il suo petto è ruotato completamente verso il fianco di Zefiro, mentre la testa e il fianco destro ruotano in senso opposto, avendo così una postura impossibile da assumere per un corpo umano.
Questi errori in realtà vengono visti come licenze artistiche utilizzate per creare delle figure idealizzate, ↓ non disturbano l’armonia dell’opera ma confermano il senso del dipinto, quello di creare un mondo ultraterreno, dove Dio si manifesta nella bellezza delle cose ed è espressione dell’amore universale.
COME?
-COLORE: la palette utilizzata è formata da toni pastello con un saggio uso dell’oro e di un azzurro di fondo, inoltre i colori dominati includono
- il pallido incarnato di venere,
- il bianco della conchiglia,
- l'azzurro-blu di zefiro,
- i verdi chiari,
- il rosso-rosa del mantello.
-LINEA: sinuosa, fluida, contornante, che definisce le figure con eleganza riducendo al minimo il chiaroscuro;
-LUCE: tenue, diffusa e divina, non è presente una fonte solare realistica poiché si viene a creare un’atmosfera onirica e spirituale. La luce non proietta ombre definite sulle figure, in questo modo annulla la profondità prospettica per creare un contorno lineare.
- SPAZIO PITTORICO: bidimensionale, quasi privo di prospettiva geometrica, profonda per esaltare l’eleganza lineare dei corpi, separando la scena dalla realtà terrena.
Il mare, le onde stilizzate e la riva formano una quinta teatrale piatta (elemento scenico verticale in legno solitamente utilizzato per delimitare lateralmente il palcoscenico e nascondere il backstage), che sottolinea l’assenza di profondità prospettica rinascimentale. ↓
Nonostante la mancanza di profondità lo spazio è organizzato tramite una chiara impalcatura geometrica:
- la diagonale dei venti, Zefiro,
- la verticale della figura di Venere
- il triangolo della figura sulla destra, una delle Ore.
Lo spazio quindi, non è concepito come realistico ma come un paradiso mitologico, una dimensione atemporale e non terrena.
- COMPOSIZIONE: bilanciata e simmetrica, organizzata attorno alla figura centrale di venere, raffigurata secondo il modello della venere pudica, è presente un andamento a triangolo fornito dalle figure laterali che creano una forma a “V” che converge nella testa di Venere.
COME?
In questa Nascita di Venere si rappresenta infatti il delicato equilibrio tra aspetti spirituali e razionali dell’animo, tra impulso e temperanza degli istinti.
La dea Venere rappresenta l'incarnazione platonica dell’unificazione di bellezza e bontà e neoplatonica Humanitas, è allegoria della rinascita delle umane lettere e raffigurazione dell’energia in natura, secondo il principio della coincidentia oppositorum, ovvero dell’unione dei contrari. ↓
L’Humanitas, ideale rinascita delle umane lettere celebrata dagli artisti e intellettuali del XV secolo, è un vero e proprio ritorno alla visione gnostica del mito, in accordo armonico con il Neoplatonismo di Marsilio Ficino, corrente filosofica sorta in età medicea che legge in chiave reinterpretata il pensiero platonico e lo cristianizza.
Si suppone inoltre che la ragione per la quale Venere, nel dipinto di Botticelli, raggiunge una costa che sembra quella toscana, sia una estensione di significato del mito in chiave allegorico-politica, e quindi un'allusione a una Firenze pacificata, dove grazie alla venuta della dea inizia il regno d’Amore, nella fiorente corte dei Medici.
Per lo stesso principio di estensione di senso del mito, negli amanti abbracciati Zefiro e Clori, che vivificano, e nella ninfa Ora che si accinge a coprire Venere pudica, si cela il principio della perfezione divina e la doppia natura dell’amore, sensuale e ideale, fatto di trasporto e perfezione, e la duplice natura umana, fatta di corpo e anima.
ARTISTA
Sandro Botticelli è uno degli artisti simbolo del Rinascimento, e in particolare del Rinascimento fiorentino ↓
è stato uno dei più raffinati pittori del suo tempo, è stato l’artista che ha dato forma agli ideali dei filosofi neoplatonici. ↓
bellezza delle sue dee e delle sue Madonne
è stato il pittore per eccellenza dei Medici, ha dimostarto grandi doti cimentandosi in un’ampia varietà di soggetti:
- dal dipinto mitologico alla scena sacra,
- dalla grande pala d’altare alla piccola tavola per la devozione privata,
- dal ritratto al tondo
Si tratta di un'artista che si è trovato a vivere tra due epoche: gli ultimi anni, quelli della crisi religiosa, sono gli anni della caduta dei Medici e dell’ascesa e della conseguente caduta di Savonarola.
Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi (Botticelli per via del soprannome del fratello Giovanni, che era detto “Botticello”) nasce nel 1455 a Firenze, in via Nuova, da Mariano di Vanni Filipepi, di mestiere conciatore di pelli, e da sua moglie Smeralda.
Botticelli viene definito:
- "malsano", perché ha avuto una malattia da piccolo, ciò potrebbe averlo reso introverso e riflessivo, quindi alcuni studiosi pensano che questa malattia e il suo carattere chiuso siano poi riflessi nelle sue opere, che spesso hanno un tono malinconico.
- "sta a leggere" significa che la lettura, o la riflessione intellettuale, fosse un'attività che svolgeva frequentemente, come modo per sfuggire a una realtà di sofferenza.
("La sola idea di matrimonio gli toglieva il sonno" dice Poliziano)
Oltre che per le sue opere pittoriche, è noto anche per un altro aspetto peculiare per l'epoca: il fatto che egli non si sposò mai ⭢ ↓ secondo diversi studi svolti dal Novecento a oggi, si pensava che egli fosse omosessuale
Nel 1490 egli fu accusato, da parte del tribunale di Firenze di sodomia, accusa che poi fu ripresa nuovamente nel 1502 per una denuncia anonima, sebbene l'episodio si risolse senza conseguenze legali.
Sandro Botticelli muore a Firenze il 17 maggio del 1510. Viene sepolto nella chiesa di Ognissanti.
- PROFILO ARTISTICO-CULTURALE e RAPPORTO CON GLI ALTRI ARTISTI
ARTISTA
Botticelli inizia a dedicarsi all’arte dal fratello Antonio, orafo. Nel 1459 diventa allievo di Filippo Lippi, con il quale collabora alla realizzazione degli affreschi nel Duomo di Prato.
Nel 1466, in seguito alla partenza di Filippo Lippi (detto Filippino Lippi per distinguerlo dal padre) per Spoleto, Sandro passa alla bottega del Verrocchio e attorno al 1467 esegue la Madonna della Loggia, una delle sue prime opere note.
Nel 1470 apre la sua bottega e nello stesso anno ottiene il primo incarico pubblico, la figura della Fortezza per il Tribunale della Mercanzia (prima opera documentata)
Due anni dopo, il quindicenne Filippino Lippi, diventa collaboratore di Sandro. ↓ Nello stesso anno l’artista si iscrive alla Compagnia degli Artisti di San Luca.
Nel 1474 esegue un’altra opera pubblica, una Adorazione dei Magi per Palazzo Vecchio andata perduta. Nello stesso anno è a Pisa dove subentra a Benozzo Gozzoli nella direzione degli affreschi del Camposanto ma lascia l’incarico dopo brevissimo tempo.
L’anno seguente è incaricato di realizzare i disegni per le tarsie lignee dello studiolo di Federico da Montefeltro nel Palazzo Ducale di Urbino, e attorno allo stesso anno esegue l’Adorazione dei Magi conservata agli Uffizi.
Nel 1477, Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici gli commissiona il suo grande capolavoro, la Primavera (forse conclusa attorno al 1482)
Nel 1480 viene incaricato dalla famiglia Vespucci (la stessa di Simonetta Vespucci indicata spesso come musa di Botticelli) di eseguire il Sant’Agostino per la chiesa di Ognissanti.
Nel 1481 ottiene l’incarico, da parte di papa Sisto IV, di realizzare alcune scene ad affresco nella Cappella Sistina insieme ad altri grandi artisti del tempo:
- Domenico Ghirlandaio,
- Cosimo Rosselli,
- Luca Signorelli,
- Bartolomeo della Gatta.
Attorno al 1482 esegue invece la Madonna del Magnificat conservata agli Uffizi. Nel 1484 circa dipinge la Nascita di Venere.
Il clima cambia a Firenze nel 1489, anno in cui hanno inizio le prediche di Girolamo Savonarola: Sandro ne rimane molto colpito. ↓
Nel 1492 Lorenzo il Magnifico muore: è l’inizio del declino artistico di Sandro che entra in una fase di misticismo anche a causa dei sermoni di Savonarola.
In questo clima, attorno al 1495, dipinge la Calunnia di Apelle, poi nel 1501, esegue la sua ultima opera: la Natività mistica, che è anche la sua unica opera datata e firmata.
Nel 1504 fa parte della commissione incaricata di trovare la collocazione del David di Michelangelo, mentre nel 1505 risulta iscritto alla Compagnia di San Luca.
ANDY WARHOL
Nel 1984, Andy Warhol (1928-1987), maestro della Pop Art americana, dedicò una serie di serigrafie alle opere più famose del Rinascimento italiano, tra queste, la Venere di Sandro Botticelli.
Invece di riprodurre l'intera scena del Botticelli, Warhol isola il viso della dea, trasformandolo in un'icona moderna ↓
applica colori audaci e non naturalistici, con variazioni che includono tonalità fucsia, verde bottiglia, viola e contrasti forti, con i capelli mossi dal vento che disegnano arabeschi preziosi contro lo sfondo uniforme, allontanandosi dall'originale per creare un impatto Pop.
PERCHE'?
La Nascita di Venere (commissionata dai Medici) è un'allegoria profana e filosofica, concepita per celebrare la bellezza ideale e l'amore neoplatonico.
- l'opera rappresenta la dea Venere come personificazione della purezza e dell'armonia, incarnando il concetto rinascimentale di amore spirituale e intellettuale, inoltre invita alla meditazione sul risveglio della mente e del desiderio. ↓
Venere rappresenta una bellezza astratta, non terrena, espressione dell'armonia del Creato.
Basandosi sulla filosofia di Marsilio Ficino, l'opera simboleggia l'amore come forza vivificatrice che unisce spirito e materia.
La Nascita di Venere non è solo un quadro decorativo, ma un manifesto culturale che unisce il mito classico alla filosofia, rendendo il "bello" una forma di conoscenza.
La Nascita di Venere di Sandro Botticelli è il risultato di un preciso contesto culturale, filosofico e politico della Firenze rinascimentale.
PERCHE'?
Le principali motivazioni che spinsero Botticelli a creare quest’opera sono:
- Celebrazione della Famiglia Medici: Il dipinto fu quasi certamente commissionato dalla famiglia Medici, si ritiene sia stato destinato a Lorenzo di Pierfrancesco de' Medici per la sua Villa di Castello.
↓L'opera, insieme alla Primavera, celebrava il potere, la cultura e il gusto raffinato della famiglia, la quale si poneva come erede dell'antichità classica.
- Neoplatonismo e Filosofia dell'Amore: Botticelli era influenzato dal circolo neoplatonico che ruotava attorno a Lorenzo il Magnifico e filosofi come Marsilio Ficino.
- Riscoperta dell'Antichità Classica: Il Rinascimento fiorentino era caratterizzato da un vivo interesse per i miti greci e romani.
↓ Botticelli trasse ispirazione dalle Metamorfosi di Ovidio e dai poemi contemporanei, come quelli di Angelo Poliziano, per rappresentare la nascita della dea dalla spuma del mare, un tema classico che simboleggiava la "nascita" della bellezza nel mondo.
- Celebrazione della Bellezza Ideale Femminile: L'opera rispondeva alla ricerca di un ideale di bellezza astratto, puro e non legato alla realtà fisica grezza.
Botticelli crea una bellezza spirituale, incarnata dal corpo sinuoso e casto della Venere ("Venere pudica", che si copre), divenendo l'emblema dell'estetica rinascimentale.
- Significato Politico e Allegorico: La figura di Venere, intesa come Humanitas (umanità, amore, civiltà), rappresenta l'età dell'oro che finalmente giunge a Firenze sotto il governo colto e illuminato dei Medici, portando prosperità e cultura
A cura di Chiara Gatto, Antonella Ciccone e romina tartaglione
SANDRO BOTTICELLI
CHIARA GATTO
Created on February 7, 2026
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LA NASCITA DI VENERE
SANDRO BOTTICELLI
Introduzione all’opera
- OGGETTO:
dipinto raffigurante la Nascita di Venere- AUTORE:
Sandro Botticelli (Alessandro di Mariano Filipepi) ↓- CIVILTA' D'APPARTENENZA:
Firenze (1445-1510)- LUOGO DI CONSERVAZIONE:
Firenze, galleria degli uffizi inv. 1890 n. 87- TITOLO:
La Nascita di Venere- DATA/PERIODO DI REALIZZAZIONE:
1484-1485 circa (Rinascimento)- MATERIALI:
due teli di lino cuciti insieme- DIMENSIONI:
172,5 x 278,5 cm (l’altezza originaria era probabilmente di 207,5 cm)- ICONOGRAFIA
Il dipinto rappresenta la dea Venere, che secondo la tradizione nasce dalla spuma del mare, ed è ispirato - alla descrizione del mito contenuta nella Teogonia di Esiodo, - ma anche alle versioni successive, come quella di Isidoro nel I secolo a.C., che colloca la nascita della dea nell’isola di Citera anziché a Cipro.Nel dipinto, Botticelli segue la "Versione della Conchiglia", in cui Venere, già adulta, giunge su una conchiglia a Cipro, sospinta dai venti Zefiro e Clori, mentre una delle Ore le porge un mantello. ↓
Questa immagine si inserisce nel contesto del Rinascimento, un periodo in cui il pensiero neoplatonico, che promuove l’unificazione di bellezza e bontà, gioca un ruolo centrale. Venere non è solo una figura mitologica, ma diventa simbolo dell’equilibrio tra l’anima e il corpo, tra l’aspetto spirituale e quello terreno.
In particolare, la nudità di Venere è una rappresentazione della Venere urania, la "Venere celeste" associata alla purezza dell’anima e alla bellezza disadorna, che supera la condizione mondana.
L'opera non si limita solo a raccontare un mito, ma allude anche alla Venere terrestre, l’amore sensuale e imperfetto, non ancora purificato dalla conoscenza. ↓
Questo riflette il pensiero neoplatonico, secondo cui l'amore è una forza che può elevare l’anima verso la perfezione.
COME?
Venere ignuda, ritratta nell’atto pudico di coprire il seno con la mano destra e il pube con i lunghissimi capelli biondi, ha il capo lievemente reclinato alla sua destra.
- STILE
Venere è posta al centro della scena e rappresenta il principio sacro e umano dell’amore divino e terreno.Il volto, ha i lineamenti aggraziati della nobildonna Simonetta Vespucci. La dolcezza dello sguardo, velato da una sottile malinconia, rende questo viso un modello di bellezza delicata e intensa al tempo stesso.
La postura della dea deriva dal modello classico della Venus Pudica, simbolo di bellezza, amore e grazia, questo gesto modesto e umano evidenzia la "vergogna" o la riservatezza divina nel mostrarsi.
Venere ha dunque la gamba destra leggermente arretrata rispetto alla gamba sinistra e questo accenno di movimento suggerisce l’idea dell’imminente approdo sull’isola.
Alla sua destra, si scorge il gruppo costituito da Zefiro e Clori, talvolta identificata come Aura. ↓
Zefiro, soffia dolcemente per spingere la dea Venere, appena nata, su una conchiglia verso la riva.
La scena simboleggia l'arrivo della primavera, la bellezza e l'amore platonico.
Clori rappresenta invece il principio fisico dell’atto amoroso e per questo viene ritratta abbracciata a Zefiro, alludendo all’unione che genera vita.
Zefiro è immagine del vento fecondatore, da cui ha origine la vita fisica e l’incarnazione dello spirito
Alla sinistra della Venere, sulla riva, una fanciulla scalza sta per coprire la dea con un manto di seta rosa ricamato con fiori primaverili, soprattutto margherite, questo personaggio è stato identificato da alcuni studiosi con l’Ora della Primavera, altri vi hanno riconosciuto Flora, altri ancora una delle Grazie.
Il paesaggio è delineato dalle insenature e dai promontori della costa e impreziosito da un boschetto di melaranci in fiore lumeggiati d’oro. ↓
I melaranci, detti anche mala medica per le loro proprietà terapeutiche, sono allusivi alla stirpe medicea. Dal cielo cadono rose, fiori che secondo il mito comparvero proprio in occasione della nascita di Venere.
L’opera presenta anche dei difetti, tra i quali:
- la postura della Venere, troppo sbilanciata verso destra che non potrebbe restare in piedi, nonostante ciò riesce a rendere bene la forza del vento che sospinge la dea verso la terra
- errori anatomici,
- le spalle molto spioventi,- il collo troppo lungo e rettilineo rispetto alla rotazione della testa.Altri errori sono presenti nella figura di Aura, il suo petto è ruotato completamente verso il fianco di Zefiro, mentre la testa e il fianco destro ruotano in senso opposto, avendo così una postura impossibile da assumere per un corpo umano.
Questi errori in realtà vengono visti come licenze artistiche utilizzate per creare delle figure idealizzate, ↓ non disturbano l’armonia dell’opera ma confermano il senso del dipinto, quello di creare un mondo ultraterreno, dove Dio si manifesta nella bellezza delle cose ed è espressione dell’amore universale.
COME?
-COLORE: la palette utilizzata è formata da toni pastello con un saggio uso dell’oro e di un azzurro di fondo, inoltre i colori dominati includono
- LINGUAGGIO
-LINEA: sinuosa, fluida, contornante, che definisce le figure con eleganza riducendo al minimo il chiaroscuro;-LUCE: tenue, diffusa e divina, non è presente una fonte solare realistica poiché si viene a creare un’atmosfera onirica e spirituale. La luce non proietta ombre definite sulle figure, in questo modo annulla la profondità prospettica per creare un contorno lineare.
- SPAZIO PITTORICO: bidimensionale, quasi privo di prospettiva geometrica, profonda per esaltare l’eleganza lineare dei corpi, separando la scena dalla realtà terrena.
Il mare, le onde stilizzate e la riva formano una quinta teatrale piatta (elemento scenico verticale in legno solitamente utilizzato per delimitare lateralmente il palcoscenico e nascondere il backstage), che sottolinea l’assenza di profondità prospettica rinascimentale. ↓
Nonostante la mancanza di profondità lo spazio è organizzato tramite una chiara impalcatura geometrica:
- la diagonale dei venti, Zefiro,
- la verticale della figura di Venere
- il triangolo della figura sulla destra, una delle Ore.
Lo spazio quindi, non è concepito come realistico ma come un paradiso mitologico, una dimensione atemporale e non terrena.- COMPOSIZIONE: bilanciata e simmetrica, organizzata attorno alla figura centrale di venere, raffigurata secondo il modello della venere pudica, è presente un andamento a triangolo fornito dalle figure laterali che creano una forma a “V” che converge nella testa di Venere.
COME?
In questa Nascita di Venere si rappresenta infatti il delicato equilibrio tra aspetti spirituali e razionali dell’animo, tra impulso e temperanza degli istinti.
- ICONOLOGIA
La dea Venere rappresenta l'incarnazione platonica dell’unificazione di bellezza e bontà e neoplatonica Humanitas, è allegoria della rinascita delle umane lettere e raffigurazione dell’energia in natura, secondo il principio della coincidentia oppositorum, ovvero dell’unione dei contrari. ↓L’Humanitas, ideale rinascita delle umane lettere celebrata dagli artisti e intellettuali del XV secolo, è un vero e proprio ritorno alla visione gnostica del mito, in accordo armonico con il Neoplatonismo di Marsilio Ficino, corrente filosofica sorta in età medicea che legge in chiave reinterpretata il pensiero platonico e lo cristianizza.
Si suppone inoltre che la ragione per la quale Venere, nel dipinto di Botticelli, raggiunge una costa che sembra quella toscana, sia una estensione di significato del mito in chiave allegorico-politica, e quindi un'allusione a una Firenze pacificata, dove grazie alla venuta della dea inizia il regno d’Amore, nella fiorente corte dei Medici.
Per lo stesso principio di estensione di senso del mito, negli amanti abbracciati Zefiro e Clori, che vivificano, e nella ninfa Ora che si accinge a coprire Venere pudica, si cela il principio della perfezione divina e la doppia natura dell’amore, sensuale e ideale, fatto di trasporto e perfezione, e la duplice natura umana, fatta di corpo e anima.
ARTISTA
Sandro Botticelli è uno degli artisti simbolo del Rinascimento, e in particolare del Rinascimento fiorentino ↓
è stato uno dei più raffinati pittori del suo tempo, è stato l’artista che ha dato forma agli ideali dei filosofi neoplatonici. ↓
bellezza delle sue dee e delle sue Madonne
è stato il pittore per eccellenza dei Medici, ha dimostarto grandi doti cimentandosi in un’ampia varietà di soggetti:
Si tratta di un'artista che si è trovato a vivere tra due epoche: gli ultimi anni, quelli della crisi religiosa, sono gli anni della caduta dei Medici e dell’ascesa e della conseguente caduta di Savonarola.
Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi (Botticelli per via del soprannome del fratello Giovanni, che era detto “Botticello”) nasce nel 1455 a Firenze, in via Nuova, da Mariano di Vanni Filipepi, di mestiere conciatore di pelli, e da sua moglie Smeralda.
Botticelli viene definito:
("La sola idea di matrimonio gli toglieva il sonno" dice Poliziano)
Oltre che per le sue opere pittoriche, è noto anche per un altro aspetto peculiare per l'epoca: il fatto che egli non si sposò mai ⭢ ↓ secondo diversi studi svolti dal Novecento a oggi, si pensava che egli fosse omosessuale
Nel 1490 egli fu accusato, da parte del tribunale di Firenze di sodomia, accusa che poi fu ripresa nuovamente nel 1502 per una denuncia anonima, sebbene l'episodio si risolse senza conseguenze legali.
Sandro Botticelli muore a Firenze il 17 maggio del 1510. Viene sepolto nella chiesa di Ognissanti.
ARTISTA
Botticelli inizia a dedicarsi all’arte dal fratello Antonio, orafo. Nel 1459 diventa allievo di Filippo Lippi, con il quale collabora alla realizzazione degli affreschi nel Duomo di Prato.
Nel 1466, in seguito alla partenza di Filippo Lippi (detto Filippino Lippi per distinguerlo dal padre) per Spoleto, Sandro passa alla bottega del Verrocchio e attorno al 1467 esegue la Madonna della Loggia, una delle sue prime opere note.
Nel 1470 apre la sua bottega e nello stesso anno ottiene il primo incarico pubblico, la figura della Fortezza per il Tribunale della Mercanzia (prima opera documentata)
Due anni dopo, il quindicenne Filippino Lippi, diventa collaboratore di Sandro. ↓ Nello stesso anno l’artista si iscrive alla Compagnia degli Artisti di San Luca.
Nel 1474 esegue un’altra opera pubblica, una Adorazione dei Magi per Palazzo Vecchio andata perduta. Nello stesso anno è a Pisa dove subentra a Benozzo Gozzoli nella direzione degli affreschi del Camposanto ma lascia l’incarico dopo brevissimo tempo.
L’anno seguente è incaricato di realizzare i disegni per le tarsie lignee dello studiolo di Federico da Montefeltro nel Palazzo Ducale di Urbino, e attorno allo stesso anno esegue l’Adorazione dei Magi conservata agli Uffizi.
Nel 1477, Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici gli commissiona il suo grande capolavoro, la Primavera (forse conclusa attorno al 1482)
Nel 1480 viene incaricato dalla famiglia Vespucci (la stessa di Simonetta Vespucci indicata spesso come musa di Botticelli) di eseguire il Sant’Agostino per la chiesa di Ognissanti.
Nel 1481 ottiene l’incarico, da parte di papa Sisto IV, di realizzare alcune scene ad affresco nella Cappella Sistina insieme ad altri grandi artisti del tempo:
Attorno al 1482 esegue invece la Madonna del Magnificat conservata agli Uffizi. Nel 1484 circa dipinge la Nascita di Venere.
Il clima cambia a Firenze nel 1489, anno in cui hanno inizio le prediche di Girolamo Savonarola: Sandro ne rimane molto colpito. ↓
Nel 1492 Lorenzo il Magnifico muore: è l’inizio del declino artistico di Sandro che entra in una fase di misticismo anche a causa dei sermoni di Savonarola.
In questo clima, attorno al 1495, dipinge la Calunnia di Apelle, poi nel 1501, esegue la sua ultima opera: la Natività mistica, che è anche la sua unica opera datata e firmata.
Nel 1504 fa parte della commissione incaricata di trovare la collocazione del David di Michelangelo, mentre nel 1505 risulta iscritto alla Compagnia di San Luca.
ANDY WARHOL
Nel 1984, Andy Warhol (1928-1987), maestro della Pop Art americana, dedicò una serie di serigrafie alle opere più famose del Rinascimento italiano, tra queste, la Venere di Sandro Botticelli.
Invece di riprodurre l'intera scena del Botticelli, Warhol isola il viso della dea, trasformandolo in un'icona moderna ↓
applica colori audaci e non naturalistici, con variazioni che includono tonalità fucsia, verde bottiglia, viola e contrasti forti, con i capelli mossi dal vento che disegnano arabeschi preziosi contro lo sfondo uniforme, allontanandosi dall'originale per creare un impatto Pop.
PERCHE'?
La Nascita di Venere (commissionata dai Medici) è un'allegoria profana e filosofica, concepita per celebrare la bellezza ideale e l'amore neoplatonico.
Venere rappresenta una bellezza astratta, non terrena, espressione dell'armonia del Creato.
Basandosi sulla filosofia di Marsilio Ficino, l'opera simboleggia l'amore come forza vivificatrice che unisce spirito e materia.
La Nascita di Venere non è solo un quadro decorativo, ma un manifesto culturale che unisce il mito classico alla filosofia, rendendo il "bello" una forma di conoscenza.
La Nascita di Venere di Sandro Botticelli è il risultato di un preciso contesto culturale, filosofico e politico della Firenze rinascimentale.
PERCHE'?
Le principali motivazioni che spinsero Botticelli a creare quest’opera sono:
- Celebrazione della Famiglia Medici: Il dipinto fu quasi certamente commissionato dalla famiglia Medici, si ritiene sia stato destinato a Lorenzo di Pierfrancesco de' Medici per la sua Villa di Castello.
↓L'opera, insieme alla Primavera, celebrava il potere, la cultura e il gusto raffinato della famiglia, la quale si poneva come erede dell'antichità classica.- Riscoperta dell'Antichità Classica: Il Rinascimento fiorentino era caratterizzato da un vivo interesse per i miti greci e romani.
↓ Botticelli trasse ispirazione dalle Metamorfosi di Ovidio e dai poemi contemporanei, come quelli di Angelo Poliziano, per rappresentare la nascita della dea dalla spuma del mare, un tema classico che simboleggiava la "nascita" della bellezza nel mondo.- Celebrazione della Bellezza Ideale Femminile: L'opera rispondeva alla ricerca di un ideale di bellezza astratto, puro e non legato alla realtà fisica grezza.
Botticelli crea una bellezza spirituale, incarnata dal corpo sinuoso e casto della Venere ("Venere pudica", che si copre), divenendo l'emblema dell'estetica rinascimentale.A cura di Chiara Gatto, Antonella Ciccone e romina tartaglione