IIS. Saraceno - Romegialli a.s. 2025/2026
La voce di Elena: vittima o colpevole?
Elisa Ingrosso
Chi è Elena?
Elena è la moglie di Menelao, nonchè regina di Sparta. Secondo il mito, nacque da un uovo "partorito" dalla regina spartana Leda in seguito all'unione con Zeus (presentatosi a lei sotto forma di cigno). Elena fu considerata la donna più bella di tutta la Grecia, ma soprattutto è ricordata nel mito come la causa scatenante della guerra di Troia.
Per approfondire
La colpa di Elena
Nell'Iliade, Elena non è mai apertamente accusata di aver scatenato la guerra, ma ci sono alcuni passi in cui i Troiani sembrano attribuirle la responsabilità di quella sciagura.
“Non vi è biasimo, se per una donna del genere da tempo i Troiani e gli Achei dai solidi schinieri soffrono dolori: nell’aspetto somiglia tremendamente alle Dee immortali; ma anche così, bella com’è, magari facesse ritorno sulle navi, per non portare sventura a noi e ai nostri figli in futuro”.Iliade, III 156-161
La colpa di Elena
Lei stessa, inoltre, sembra sentirsi in colpa per la guerra in atto, rivolgendosi parole severe:
"Magari fossi morta in malo modo, quando giunsi sin qui con tuo figlio, abbandonando il marito, i familiari, la figliola in tenera età e le mie amate compagne. Ma questo non è avvenuto: perciò mi consumo nel pianto”. Iliade, III 173-176 Cognato mio, sono una cagna infedele, faccio ribrezzo! Il giorno che mia madre mi generò, doveva portarmi via una maligna bufera di vento verso una montagna o dentro il mare roboante, un’onda doveva inghiottirmi prima che tutto questo avvenisse! (...) E la colpa è mia — cagna che non sono altro – e della follia di Alessandro.Iliade, VI, 344-356
La colpa degli Dei
Sempre all'interno dell'Iliade, però, sembra che in alcuni punti la colpa di Elena venga attenuata. Priamo dice:
"Tu per me non hai colpa, gli Dei sono responsabili;
sono loro che mi hanno portato la sciagurata guerra degli Achei”.Iliade, III, 164-165
Ed Elena stessa sembra incolpare la dea Afrodite:
Tu mi condurrai più lontano, in una delle popolose città della Frigia o della ridente Meonia,
se là vi è qualcuno che ti è caro tra gli uomini mortali.
Iliade, III, 400-402
Una questione letteraria
L'ambiguità della colpevolezza di Elena nell'Iliade porta molti autori successivi a riflettere: Elena è davvero colpevole? Nell'universo concettuale greco, si credeva che molte azioni dipendessero da un temporaneo annebbiamento della ragione, chiamato ate (accecamento), causato dalla divinità. Sottrarsi alla volontà degli dei era impossibile. Elena è quindi una vittima, che subisce la volontà degli dei.
Gorgia: Encomio di Elena
Secondo Gorgia, retore e filosofo, Elena è innocente perchè, da qualsiasi prospettiva, il movente del suo gesto è esterno alla sua responsabilità. Secondo lui, Elena può aver agito per questi motivi:
- Per decisione degli déi: non si era potuta opporre al fato (responsabili: gli dei);
- Era stata rapita con la forza (responsabile: Paride);
- Era stata persuasa dalle parole di Paride (responsabile: la manipolazione di Paride);
- Era stata vinta dalla passione amorosa (responsabile: Afrodite).
Saffo: amare non è una colpa
"Chi un esercito di cavalieri, chi di fanti, e chi di navi, sulla terra nera dice essere la cosa più bella, io, invece, ciò che uno ama; ed è così semplice renderlo comprensibile a chiunque: colei, infatti, che di gran lunga superava in beltà ogni essere umano, Elena, lo sposo che pur era assai valente abbandonò e giunse a Troia, traversando il mare e né della figlia, né dei suoi genitori conservò alcun ricordo, ma la sedusse (Afrodite)." Saffo Fr.16 V
Elena diviene una donna coraggiosa, un caso esemplare poiché capace di amare sino in fondo ed esempio di devozione religiosa, perchè non si oppose mai ai voleri di Afrodite.
Luciano: Dialoghi con i morti
Nel dialogo 18 alcuni personaggi scendono nell’Ade e, notando che tutti i morti, tra cui Elena, sono teschi indistinguibili, si chiedono come sia stato possibile morire e distruggere città per qualcosa di così effimero come la bellezza. Nel dialogo 19, un defunto accusa Elena della sua morte in guerra. Gli interlocutori però spostano la colpa prima su Menelao, che ha ordinato la guerra, poi su Paride, che ha rapito Elena. Paride si difende dicendo che l’amore è un dio e che nessuno può opporsi alla sua forza. Il dialogo si conclude senza che si riesca a trovare un vero colpevole: puntare il dito è inutile e la colpa è condivisa.
Dibattiamo: Elena è responsabile o viene resa responsabile?
Durante il debate, quali frasi vi sono sembrate più giudicanti verso Elena? Sono simili a frasi che sentiamo anche oggi?
Un caso di victim blaming?
Per victim blaming intendiamo un meccanismo di colpevolizzazione per cui si accusa la vittima e non chi compie l'azione. Facciamo un esempio: una ragazza viene giudicata per come si veste o per non aver evitato una situazione rischiosa. Chi viene accusato? Chi ha il potere?
Un caso di victim blaming?
Stiamo osservando lo stesso meccanismo di colpevolizzazione che troviamo nel mito di Elena. Chi viene accusato? Oggi viene accusata la ragazza, non chi compie l’azione. Nel mito viene accusata Elena, non: Paride che la porta via, gli dèi che decidono il suo destino, i re e gli eroi che scelgono la guerra. In entrambi i casi, l’accusa cade sulla persona più visibile e più fragile.
Un caso di victim blaming?
Quando si dice: “Poteva evitare”, si sta spostando la colpa dall’azione subita alla persona che l’ha subita. Nel mito si dice: “Elena poteva tornare indietro”, ma l’Iliade mostra che: Elena è condizionata dagli dèi, è minacciata, non è libera di scegliere. Accusare Elena significa giudicare il risultato, non le cause: la colpa non è forse di chi ha le armi ed il potere di usarle?
Accusare Elena per la guerra di Troia funziona come il victim blaming di oggi: invece di chiederci chi ha fatto qualcosa di sbagliato, chiediamo perché la vittima non l’ha evitato.
Bibliografia
Dino De Sanctis, « Il fiore della libertà: la Teichoscopia di Elena tra Omero e Ghiannis Ritsos », K [Online], 13 | 2024, http://www.peren-revues.fr/revue-k/1459 «La seduzione del nome. Elena e il suo spettro », K [Online], 13 | 2024, http://www.peren-revues.fr/revue-k/1443
Luciano di Samosata
Scrittore greco del II secolo d.C., che usa ironia e dialoghi per criticare miti, potere e illusioni umane.
Dialoghi con i morti
I Dialoghi dei morti sono brevi conversazioni ambientate nell’Ade, dove i personaggi famosi del mito e della storia, ormai morti, parlano da uguali.
Luciano usa questi dialoghi per smascherare illusioni come gloria, potere e bellezza, mostrando quanto siano inutili dopo la morte.
La voce di Elena: vittima o colpevole?
Elisa Ingrosso
Created on February 6, 2026
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IIS. Saraceno - Romegialli a.s. 2025/2026
La voce di Elena: vittima o colpevole?
Elisa Ingrosso
Chi è Elena?
Elena è la moglie di Menelao, nonchè regina di Sparta. Secondo il mito, nacque da un uovo "partorito" dalla regina spartana Leda in seguito all'unione con Zeus (presentatosi a lei sotto forma di cigno). Elena fu considerata la donna più bella di tutta la Grecia, ma soprattutto è ricordata nel mito come la causa scatenante della guerra di Troia.
Per approfondire
La colpa di Elena
Nell'Iliade, Elena non è mai apertamente accusata di aver scatenato la guerra, ma ci sono alcuni passi in cui i Troiani sembrano attribuirle la responsabilità di quella sciagura.
“Non vi è biasimo, se per una donna del genere da tempo i Troiani e gli Achei dai solidi schinieri soffrono dolori: nell’aspetto somiglia tremendamente alle Dee immortali; ma anche così, bella com’è, magari facesse ritorno sulle navi, per non portare sventura a noi e ai nostri figli in futuro”.Iliade, III 156-161
La colpa di Elena
Lei stessa, inoltre, sembra sentirsi in colpa per la guerra in atto, rivolgendosi parole severe:
"Magari fossi morta in malo modo, quando giunsi sin qui con tuo figlio, abbandonando il marito, i familiari, la figliola in tenera età e le mie amate compagne. Ma questo non è avvenuto: perciò mi consumo nel pianto”. Iliade, III 173-176 Cognato mio, sono una cagna infedele, faccio ribrezzo! Il giorno che mia madre mi generò, doveva portarmi via una maligna bufera di vento verso una montagna o dentro il mare roboante, un’onda doveva inghiottirmi prima che tutto questo avvenisse! (...) E la colpa è mia — cagna che non sono altro – e della follia di Alessandro.Iliade, VI, 344-356
La colpa degli Dei
Sempre all'interno dell'Iliade, però, sembra che in alcuni punti la colpa di Elena venga attenuata. Priamo dice:
"Tu per me non hai colpa, gli Dei sono responsabili; sono loro che mi hanno portato la sciagurata guerra degli Achei”.Iliade, III, 164-165
Ed Elena stessa sembra incolpare la dea Afrodite:
Tu mi condurrai più lontano, in una delle popolose città della Frigia o della ridente Meonia, se là vi è qualcuno che ti è caro tra gli uomini mortali. Iliade, III, 400-402
Una questione letteraria
L'ambiguità della colpevolezza di Elena nell'Iliade porta molti autori successivi a riflettere: Elena è davvero colpevole? Nell'universo concettuale greco, si credeva che molte azioni dipendessero da un temporaneo annebbiamento della ragione, chiamato ate (accecamento), causato dalla divinità. Sottrarsi alla volontà degli dei era impossibile. Elena è quindi una vittima, che subisce la volontà degli dei.
Gorgia: Encomio di Elena
Secondo Gorgia, retore e filosofo, Elena è innocente perchè, da qualsiasi prospettiva, il movente del suo gesto è esterno alla sua responsabilità. Secondo lui, Elena può aver agito per questi motivi:
Saffo: amare non è una colpa
"Chi un esercito di cavalieri, chi di fanti, e chi di navi, sulla terra nera dice essere la cosa più bella, io, invece, ciò che uno ama; ed è così semplice renderlo comprensibile a chiunque: colei, infatti, che di gran lunga superava in beltà ogni essere umano, Elena, lo sposo che pur era assai valente abbandonò e giunse a Troia, traversando il mare e né della figlia, né dei suoi genitori conservò alcun ricordo, ma la sedusse (Afrodite)." Saffo Fr.16 V
Elena diviene una donna coraggiosa, un caso esemplare poiché capace di amare sino in fondo ed esempio di devozione religiosa, perchè non si oppose mai ai voleri di Afrodite.
Luciano: Dialoghi con i morti
Nel dialogo 18 alcuni personaggi scendono nell’Ade e, notando che tutti i morti, tra cui Elena, sono teschi indistinguibili, si chiedono come sia stato possibile morire e distruggere città per qualcosa di così effimero come la bellezza. Nel dialogo 19, un defunto accusa Elena della sua morte in guerra. Gli interlocutori però spostano la colpa prima su Menelao, che ha ordinato la guerra, poi su Paride, che ha rapito Elena. Paride si difende dicendo che l’amore è un dio e che nessuno può opporsi alla sua forza. Il dialogo si conclude senza che si riesca a trovare un vero colpevole: puntare il dito è inutile e la colpa è condivisa.
Dibattiamo: Elena è responsabile o viene resa responsabile?
Durante il debate, quali frasi vi sono sembrate più giudicanti verso Elena? Sono simili a frasi che sentiamo anche oggi?
Un caso di victim blaming?
Per victim blaming intendiamo un meccanismo di colpevolizzazione per cui si accusa la vittima e non chi compie l'azione. Facciamo un esempio: una ragazza viene giudicata per come si veste o per non aver evitato una situazione rischiosa. Chi viene accusato? Chi ha il potere?
Un caso di victim blaming?
Stiamo osservando lo stesso meccanismo di colpevolizzazione che troviamo nel mito di Elena. Chi viene accusato? Oggi viene accusata la ragazza, non chi compie l’azione. Nel mito viene accusata Elena, non: Paride che la porta via, gli dèi che decidono il suo destino, i re e gli eroi che scelgono la guerra. In entrambi i casi, l’accusa cade sulla persona più visibile e più fragile.
Un caso di victim blaming?
Quando si dice: “Poteva evitare”, si sta spostando la colpa dall’azione subita alla persona che l’ha subita. Nel mito si dice: “Elena poteva tornare indietro”, ma l’Iliade mostra che: Elena è condizionata dagli dèi, è minacciata, non è libera di scegliere. Accusare Elena significa giudicare il risultato, non le cause: la colpa non è forse di chi ha le armi ed il potere di usarle?
Accusare Elena per la guerra di Troia funziona come il victim blaming di oggi: invece di chiederci chi ha fatto qualcosa di sbagliato, chiediamo perché la vittima non l’ha evitato.
Bibliografia
Dino De Sanctis, « Il fiore della libertà: la Teichoscopia di Elena tra Omero e Ghiannis Ritsos », K [Online], 13 | 2024, http://www.peren-revues.fr/revue-k/1459 «La seduzione del nome. Elena e il suo spettro », K [Online], 13 | 2024, http://www.peren-revues.fr/revue-k/1443
Luciano di Samosata
Scrittore greco del II secolo d.C., che usa ironia e dialoghi per criticare miti, potere e illusioni umane.
Dialoghi con i morti
I Dialoghi dei morti sono brevi conversazioni ambientate nell’Ade, dove i personaggi famosi del mito e della storia, ormai morti, parlano da uguali. Luciano usa questi dialoghi per smascherare illusioni come gloria, potere e bellezza, mostrando quanto siano inutili dopo la morte.