Ponte delle Janare
Il Ponte delle Janare, situato a San Lupo, caratterizzato da un'architettura solida ma segnata dal tempo, è un'imponente costruzione realizzata interamente in pietra. il ponte in pietra appare oggi come un'opera suggestiva, dove crepe e pietre mancanti ne testimoniano l'antichità e la fragilità.
La struttura è immersa in un paesaggio selvaggio e spazzato da venti gelidi, ambiente che fa da cornice a oscure leggende locali. La più nota riguarda una giovane donna accusata di stregoneria e giustiziata venendo gettata nel torrente sottostante; si dice che il suo spirito vaghi ancora nei dintorni.
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Pozzi nel Bosco
I pozzi, le cisterne e le antiche fontane in pietra erano vitali per la sopravvivenza nelle aree montane e collinari ma anche legati alla leggenda della Manalonga (o Maria Longa), luoghi considerati misteriosi e talvolta abitati da spiriti.La Figura della Manalonga viene descritta come una strega o uno spirito malvagio, spesso raffigurata come una megera con braccia estremamente lunghe (da qui "mana longa", mano lunga) che vive sul fondo dei pozzi. La Leggenda: Secondo la tradizione, la Manalonga attende che i bambini curiosi si sporgano troppo dal bordo del pozzo. A quel punto, allunga le sue braccia, afferra il malcapitato e lo trascina con sé nell'oscurità del pozzo per avere compagnia. La leggenda veniva usata dalle madri per mettere in guardia i bambini dal pericolo di sporgersi nei pozzi o nelle cisterne, luoghi spesso insicuri nei cortili o nelle campagne. Clicca sul pulsante e completa l'esplorazione!
Borghi Medievali
Sono tanti i paesi in provincia di Benevento che ancora preservano quell’atmosfera sinistra e carica di inquietudine che la leggenda delle streghe porta con sé. I castelli, le fortificazioni e i vicoli stretti che caratterizzano questi territori rimandano a un passato nascosto e occulto.
Tra i più suggestivi ci sono Sant’Agata dei Goti, Cusano Mutri, Faicchio, Guardia Sanframondi, Montesarchio, il borgo fantasma di Apice Vecchia, Casalduni, San Marco dei Cavoti, Baselice e San Lupo. Questi ultimi due borghi sanniti sono uniti dalle tradizioni e dalle storie legate ai Sabba e ai riti delle Janare. Clicca sui pulsanti per scoprire di più!
Il noce di Benevento
Il noce di Benevento è al centro di una leggenda affascinante, noto storicamente come il luogo d'incontro delle Janare, le streghe beneventane.
Sotto il suo fitto fogliame si tenevano i misteriosi Sabba, riti misteriosi illuminati dalla luna piena.
L'albero è descritto come un albero grande e antico, con radici profonde e rami che si attorcigliano come artigli.
Inizialmente era associato a Giove, i cui frutti curavano il mal di testa; i Longobardi lo collegarono invece a Odino. Le accuse religiose successive ne offuscarono la fama, facendo sì che il noce venisse reinterpretato come il fulcro dei Sabba delle janare.
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Ponte Leproso
Situato alla periferia della città, permetteva alla Via Appia di attraversare il fiume Sabato. Si credeva che le streghe si riunissero per i loro banchetti sulle sponde del fiume Sabato, proprio sotto il ponte. Il ponte era visto come un portale tra la civiltà e la natura selvaggia, dove le Janare celebravano i riti pagani. Durante i loro cori notturni, attivati da un unguento magico, le streghe usavano il ponte ed il corso del fiume come guida per raggiungere il luogo del raduno. Clicca sul pulsante e completa l'esplorazione!
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Antiche Rovine
A Benevento, le rovine non sono solo resti archeologici, ma luoghi liminali: spazi sospesi tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti. La leggenda narra che le Janare non scegliessero luoghi qualunque, ma cercassero proprio i resti del passato romano e pagano per celebrare i loro incontri segreti
Analizzeremo come siti archeologici reali — dai resti dei templi egizi dedicati a Iside alle sponde del fiume Sabato — abbiano alimentato per secoli il racconto del Sabba e del Noce magico.
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Il Ponte Valentino
Il ponte Valentino è un ponte di origine romana situato a circa 4 km a Nord-Est di Benevento, non lontano dal confine comunale di Paduli. Il ponte Valentino, situato alla confluenza del Calore e Tammaro, è considerato il cuore pulsante del mito delle streghe di Benevento. Si narra che le streghe giungessero al ponte dopo unte con un unguento magico. Nonostante l'abbattimento dell'albero per ordine di San Barbato, la zona resta intrisa di mistero. Oggi il sito è un simbolo del folklore, dove storia longobarda e superstizione si fondono. Clicca sul pulsante ed esplora di più!
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Questa illustrazione è da considerarsi una rappresentazione artistica e stilizzata dei luoghi simbolo della leggenda beneventana.
Clicca sui simboli di colore giallo per esplorare i luoghi attraverso brevi descrizioni e disegni!
L'Anima dei Vicoli
TRA STORIA E OMBRA
A differenza delle ampie strade romane, il centro storico di Benevento (specialmente la zona longobarda) è caratterizzato da una struttura a "lisca di pesce" e vicoli ciechi, ideali per alimentare il senso di mistero.
Il Labirinto del Tempo
Il Rione Triggio e l'area della cattedrale sono passaggi, spesso così stretti da impedire alla luna di toccare il suolo, sono i canali attraverso cui è filtrato il mito. Non sono semplici strade, ma fratture temporali: qui la razionalità del presente cede il passo a una dimensione "altra".
Eco Museo - Streghe
Amelia Rossetti
Created on February 4, 2026
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Ponte delle Janare
Il Ponte delle Janare, situato a San Lupo, caratterizzato da un'architettura solida ma segnata dal tempo, è un'imponente costruzione realizzata interamente in pietra. il ponte in pietra appare oggi come un'opera suggestiva, dove crepe e pietre mancanti ne testimoniano l'antichità e la fragilità. La struttura è immersa in un paesaggio selvaggio e spazzato da venti gelidi, ambiente che fa da cornice a oscure leggende locali. La più nota riguarda una giovane donna accusata di stregoneria e giustiziata venendo gettata nel torrente sottostante; si dice che il suo spirito vaghi ancora nei dintorni. Clicca sui pulsanti e completa l'esplorazione!
Pozzi nel Bosco
I pozzi, le cisterne e le antiche fontane in pietra erano vitali per la sopravvivenza nelle aree montane e collinari ma anche legati alla leggenda della Manalonga (o Maria Longa), luoghi considerati misteriosi e talvolta abitati da spiriti.La Figura della Manalonga viene descritta come una strega o uno spirito malvagio, spesso raffigurata come una megera con braccia estremamente lunghe (da qui "mana longa", mano lunga) che vive sul fondo dei pozzi. La Leggenda: Secondo la tradizione, la Manalonga attende che i bambini curiosi si sporgano troppo dal bordo del pozzo. A quel punto, allunga le sue braccia, afferra il malcapitato e lo trascina con sé nell'oscurità del pozzo per avere compagnia. La leggenda veniva usata dalle madri per mettere in guardia i bambini dal pericolo di sporgersi nei pozzi o nelle cisterne, luoghi spesso insicuri nei cortili o nelle campagne. Clicca sul pulsante e completa l'esplorazione!
Borghi Medievali
Sono tanti i paesi in provincia di Benevento che ancora preservano quell’atmosfera sinistra e carica di inquietudine che la leggenda delle streghe porta con sé. I castelli, le fortificazioni e i vicoli stretti che caratterizzano questi territori rimandano a un passato nascosto e occulto.
Tra i più suggestivi ci sono Sant’Agata dei Goti, Cusano Mutri, Faicchio, Guardia Sanframondi, Montesarchio, il borgo fantasma di Apice Vecchia, Casalduni, San Marco dei Cavoti, Baselice e San Lupo. Questi ultimi due borghi sanniti sono uniti dalle tradizioni e dalle storie legate ai Sabba e ai riti delle Janare. Clicca sui pulsanti per scoprire di più!
Il noce di Benevento
Il noce di Benevento è al centro di una leggenda affascinante, noto storicamente come il luogo d'incontro delle Janare, le streghe beneventane. Sotto il suo fitto fogliame si tenevano i misteriosi Sabba, riti misteriosi illuminati dalla luna piena. L'albero è descritto come un albero grande e antico, con radici profonde e rami che si attorcigliano come artigli. Inizialmente era associato a Giove, i cui frutti curavano il mal di testa; i Longobardi lo collegarono invece a Odino. Le accuse religiose successive ne offuscarono la fama, facendo sì che il noce venisse reinterpretato come il fulcro dei Sabba delle janare. Clicca sul pulsante e completa l'esplorazione!
Ponte Leproso
Situato alla periferia della città, permetteva alla Via Appia di attraversare il fiume Sabato. Si credeva che le streghe si riunissero per i loro banchetti sulle sponde del fiume Sabato, proprio sotto il ponte. Il ponte era visto come un portale tra la civiltà e la natura selvaggia, dove le Janare celebravano i riti pagani. Durante i loro cori notturni, attivati da un unguento magico, le streghe usavano il ponte ed il corso del fiume come guida per raggiungere il luogo del raduno. Clicca sul pulsante e completa l'esplorazione!
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Antiche Rovine
A Benevento, le rovine non sono solo resti archeologici, ma luoghi liminali: spazi sospesi tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti. La leggenda narra che le Janare non scegliessero luoghi qualunque, ma cercassero proprio i resti del passato romano e pagano per celebrare i loro incontri segreti Analizzeremo come siti archeologici reali — dai resti dei templi egizi dedicati a Iside alle sponde del fiume Sabato — abbiano alimentato per secoli il racconto del Sabba e del Noce magico. Clicca sui pulsanti a sinistra e continua l'esplorazione!
Il Ponte Valentino
Il ponte Valentino è un ponte di origine romana situato a circa 4 km a Nord-Est di Benevento, non lontano dal confine comunale di Paduli. Il ponte Valentino, situato alla confluenza del Calore e Tammaro, è considerato il cuore pulsante del mito delle streghe di Benevento. Si narra che le streghe giungessero al ponte dopo unte con un unguento magico. Nonostante l'abbattimento dell'albero per ordine di San Barbato, la zona resta intrisa di mistero. Oggi il sito è un simbolo del folklore, dove storia longobarda e superstizione si fondono. Clicca sul pulsante ed esplora di più!
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TRA STORIA E OMBRA
A differenza delle ampie strade romane, il centro storico di Benevento (specialmente la zona longobarda) è caratterizzato da una struttura a "lisca di pesce" e vicoli ciechi, ideali per alimentare il senso di mistero.
Il Labirinto del Tempo
Il Rione Triggio e l'area della cattedrale sono passaggi, spesso così stretti da impedire alla luna di toccare il suolo, sono i canali attraverso cui è filtrato il mito. Non sono semplici strade, ma fratture temporali: qui la razionalità del presente cede il passo a una dimensione "altra".