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lo stretto di messina tra mito e letteratura

Alby

Created on February 3, 2026

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lo stretto di messina tra mito e letteratura

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introduzione

Lo Stretto di Messina è un braccio di mare che collega il Mar Tirreno al Mar Ionio, separando la Calabria dalla Sicilia. Caratterizzato da un'elevata biodiversità marina e da correnti intense

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Il mito di Scilla e Cariddi
Il mito di Colapesce

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Video extra:

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lo stretto nella letteratura: horcynus orca

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Horcynus Orca racconta il ritorno di ’Ndrja Cambrìa, marinaio che, alla fine della guerra, attraversa lo Stretto di Messina per tornare a casa. In questo viaggio sospeso tra realtà e visione, il mare non è solo scenario ma forza viva, popolata da creature arcaiche e da un linguaggio che sembra nascere dall’acqua stessa. L’incontro con l’orca diventa il cuore simbolico del romanzo: incarnazione del destino, della violenza della storia e dell’eterno conflitto tra l’uomo e il mare. Attraverso una lingua epica e visionaria, il romanzo trasforma il ritorno di un uomo in un mito moderno, dove il mare assorbe vite, memorie e parole, e l’esistenza umana si dissolve in un ciclo più grande e implacabile.

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LO STRETTO DI MESSINA: OLTRE IL MITO DI SCILLA E CARIDDI

Il Gigante Orione: Fondatore mitologico di Messina (Zancle). La leggenda narra che fu lui a modellare la costa e il promontorio di Peloro per proteggere la città dalle tempeste. Il Miraggio della Fata Morgana: Un raro fenomeno ottico che fa apparire le due sponde vicinissime e deformate, creando immagini di castelli e città sospese sull'acqua. La Rotta degli Argonauti: Giasone e i suoi compagni attraversarono queste acque prima di Ulisse, guidati e protetti dalle ninfe marine (Nereidi). La Porta dei Venti: Legato alla vicinanza delle isole di Eolo, lo Stretto è descritto fin dall'antichità come il luogo dove correnti marine e aeree si fondono in un caos primordiale

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grazie per l'attenzione!

Alberto Platania, Francesco Bronchi e Nicolò Orecchio

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Messina nella mitologia: il mito di scilla e cariddi

Nella mitologia greca, lo Stretto di Messina è dominato da due mostri marini che incarnano un pericolo inevitabile. Scilla, un tempo ninfa bellissima, viene trasformata da Circe in una creatura mostruosa e si nasconde tra le rocce, pronta a ghermire i marinai di passaggio. Di fronte a lei si trova Cariddi, figlia di Poseidone, che tre volte al giorno risucchia e rigetta le acque del mare creando vortici mortali. Attraversare lo stretto significa scegliere tra due mali, rendendo il mito una potente metafora del rischio, della decisione obbligata e della fragilità umana di fronte alle forze della natura.

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Messina nella mitologia: il mito di colapesce

Colapesce è un giovane pescatore, Nicola, dotato di un legame straordinario con il mare. La sua abilità nel nuoto attira l’attenzione del re (probabilmente Federico II), che lo mette alla prova chiedendogli di esplorare i fondali. Durante una di queste discese, Colapesce scopre che una delle colonne che sorreggono la Sicilia è lesionata; per impedire il crollo dell’isola, decide di restare per sempre negli abissi, sostenendo la terra con il proprio corpo. Il mito diventa così simbolo di sacrificio, fusione con il mare e amore assoluto per la propria terra.

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