RACCONTI RISTRETTI
in collaborazione con
di Cristiana Barbisan
Storie di detenuti della Casa Circondariale
di Santa Bona, Treviso
10 febbraio 2026
Scelta di testi e scritti di raccordo, Mariantonietta Mariotti - Università Popolare
Voce narrante a cura di C. Barbisan - D. Barzan - M. Mariotti Organizzazione e interpretazione, Associazione SeLALUNA
spazi Bomben - FBSR Treviso
Lettori SeLALUNA: Elena Galimberti, Grazia Peruzza, Manuela Zamuner, Ivana Amadio, Tiziana Zanardo, Roberto Masiero, Roberto Duprè, Cristiana Barbisan, Loretta Brunello, Maria Cristina Andreola, Daniela Barzan.
Cristiana Barbisan è un’insegnante che dice di sé, sorridendo, di aver fatto dieci anni di carcere alla Casa Circondariale di Treviso. Li ha fatti nel suo ruolo, tenendo corsi didattici e laboratori per “ospiti”, più e meno giovani, riuscendo a instaurare con loro un rapporto di fiducia e di comunicazione che li ha portati a raccontare di sé, dell’esperienza vissuta fuori, quella che stavano vivendo dentro e l’attesa del dopo.
Li ha ascoltati, disegnandone anche, con una matita, i tratti del viso quasi a voler restituire il volto alla persona con cui stabiliva un dialogo e un confronto e poi scrivendone le storie ascoltate. Ed è necessaria la nostra riflessione sull’importanza proprio dell’ascolto, dell’attenzione empatica alla narrazione di chi vive recluso in cella, importanza innegabile per una grande quantità di motivi, non ultimo “il tempo vuoto che si riempie di pensieri “.
È importante che esista un altro da sé che possa e sappia accogliere ogni storia scritta o orale, qualunque sia il motivo per cui la persona è stata reclusa.
Un pensiero va a Gramsci, confinato, arrestato, processato e condannato a 20 anni di reclusione per opposizione al regime fascista.
Nelle sue “Lettere dal carcere” attribuisce all’ascolto e alla scrittura una funzione psicologica determinante:
“Mi è necessario pormi da un punto di vista dialogico altrimenti non sento nessuno stimolo intellettuale. Come ti ho detto una volta, non mi piace tirar sassi nel buio, voglio sentire un interlocutore o un avversario in concreto, anche nei rapporti familiari voglio fare dei dialoghi…”
Carcere di Treviso - L’anno di inizio dei lavori di costruzione dell’istituto penitenziario di Santa Bona di Treviso è il 1940 ma l’agibilità è datata 1949. Prima di tale data si trovava in Piazza Duomo accanto al Tribunale, commissionato dall’Amministrazione asburgica. Attualmente è diviso in due sezioni: la sezione giudiziaria che ospita detenuti in attesa di giudizio e quella penale occupata da detenuti con pena definitiva. A causa del sovraffollamento, però, i detenuti vengono sistemati dove c’è posto, infatti la capienza effettiva corrisponde alla metà dei detenuti attualmente ristretti. Attigua a questa struttura si trova la sezione minorile che dovrebbe ospitare una ventina di giovani fino ai diciotto anni ma anch’essa soffre dello stesso problema di sovraffollamento. C’è infine una piccola sezione di transito per donne e ragazze dove si rimane per una giornata o poco più in attesa di essere destinate a carceri con sezioni femminili. All’interno della struttura carceraria esiste attualmente un laboratorio di liuteria in cui un numero, purtroppo ristretto di detenuti, per motivi di spazio, costruisce strumenti musicali come chitarre di vario tipo. La richiesta di lavoro supera l’effettiva possibilità di offrirlo a molti. C’è inoltre un laboratorio artistico di disegno e pittura, ben frequentato, che dà la possibilità di esprimersi ad ognuno, a seconda della propria visione del mondo.
Pomeriggio intenso e avvincente a Palazzo Bomben con i "Racconti ristretti" di Cristiana Barbisan, che ringraziamo insieme a Mariantonietta Mariotti e a Daniela Barzan, che hanno curato il filo rosso, per le emozioni che ci hanno regalato. Grazie a tutti i lettori che sono stati molto bravi e al pubblico numerosissimo e interessato. Anche quest' anno SeLALUNA ha saputo dare il meglio di sé stessa. Grazie anche ad Antonella Mazzobel che ha collaborato con la realizzazione dei due Power Point proiettati. La sinergia di forze ci ha regalato un evento indimenticabile. Grazie ancora a tutti.
RACCONTI RISTRETTI di Cristiana Barbisan
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Created on January 30, 2026
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RACCONTI RISTRETTI
in collaborazione con
di Cristiana Barbisan
Storie di detenuti della Casa Circondariale di Santa Bona, Treviso
10 febbraio 2026
Scelta di testi e scritti di raccordo, Mariantonietta Mariotti - Università Popolare Voce narrante a cura di C. Barbisan - D. Barzan - M. Mariotti Organizzazione e interpretazione, Associazione SeLALUNA
spazi Bomben - FBSR Treviso
Lettori SeLALUNA: Elena Galimberti, Grazia Peruzza, Manuela Zamuner, Ivana Amadio, Tiziana Zanardo, Roberto Masiero, Roberto Duprè, Cristiana Barbisan, Loretta Brunello, Maria Cristina Andreola, Daniela Barzan.
Cristiana Barbisan è un’insegnante che dice di sé, sorridendo, di aver fatto dieci anni di carcere alla Casa Circondariale di Treviso. Li ha fatti nel suo ruolo, tenendo corsi didattici e laboratori per “ospiti”, più e meno giovani, riuscendo a instaurare con loro un rapporto di fiducia e di comunicazione che li ha portati a raccontare di sé, dell’esperienza vissuta fuori, quella che stavano vivendo dentro e l’attesa del dopo. Li ha ascoltati, disegnandone anche, con una matita, i tratti del viso quasi a voler restituire il volto alla persona con cui stabiliva un dialogo e un confronto e poi scrivendone le storie ascoltate. Ed è necessaria la nostra riflessione sull’importanza proprio dell’ascolto, dell’attenzione empatica alla narrazione di chi vive recluso in cella, importanza innegabile per una grande quantità di motivi, non ultimo “il tempo vuoto che si riempie di pensieri “. È importante che esista un altro da sé che possa e sappia accogliere ogni storia scritta o orale, qualunque sia il motivo per cui la persona è stata reclusa. Un pensiero va a Gramsci, confinato, arrestato, processato e condannato a 20 anni di reclusione per opposizione al regime fascista. Nelle sue “Lettere dal carcere” attribuisce all’ascolto e alla scrittura una funzione psicologica determinante: “Mi è necessario pormi da un punto di vista dialogico altrimenti non sento nessuno stimolo intellettuale. Come ti ho detto una volta, non mi piace tirar sassi nel buio, voglio sentire un interlocutore o un avversario in concreto, anche nei rapporti familiari voglio fare dei dialoghi…”
Carcere di Treviso - L’anno di inizio dei lavori di costruzione dell’istituto penitenziario di Santa Bona di Treviso è il 1940 ma l’agibilità è datata 1949. Prima di tale data si trovava in Piazza Duomo accanto al Tribunale, commissionato dall’Amministrazione asburgica. Attualmente è diviso in due sezioni: la sezione giudiziaria che ospita detenuti in attesa di giudizio e quella penale occupata da detenuti con pena definitiva. A causa del sovraffollamento, però, i detenuti vengono sistemati dove c’è posto, infatti la capienza effettiva corrisponde alla metà dei detenuti attualmente ristretti. Attigua a questa struttura si trova la sezione minorile che dovrebbe ospitare una ventina di giovani fino ai diciotto anni ma anch’essa soffre dello stesso problema di sovraffollamento. C’è infine una piccola sezione di transito per donne e ragazze dove si rimane per una giornata o poco più in attesa di essere destinate a carceri con sezioni femminili. All’interno della struttura carceraria esiste attualmente un laboratorio di liuteria in cui un numero, purtroppo ristretto di detenuti, per motivi di spazio, costruisce strumenti musicali come chitarre di vario tipo. La richiesta di lavoro supera l’effettiva possibilità di offrirlo a molti. C’è inoltre un laboratorio artistico di disegno e pittura, ben frequentato, che dà la possibilità di esprimersi ad ognuno, a seconda della propria visione del mondo.
Pomeriggio intenso e avvincente a Palazzo Bomben con i "Racconti ristretti" di Cristiana Barbisan, che ringraziamo insieme a Mariantonietta Mariotti e a Daniela Barzan, che hanno curato il filo rosso, per le emozioni che ci hanno regalato. Grazie a tutti i lettori che sono stati molto bravi e al pubblico numerosissimo e interessato. Anche quest' anno SeLALUNA ha saputo dare il meglio di sé stessa. Grazie anche ad Antonella Mazzobel che ha collaborato con la realizzazione dei due Power Point proiettati. La sinergia di forze ci ha regalato un evento indimenticabile. Grazie ancora a tutti.