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Il caso mediatico della "Famiglia nel Bosco"

Mary

Created on January 23, 2026

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Transcript

Mariangela Rocco

Il caso mediatico della "Famiglia nel Bosco"

L'intervento dei servizi sociali era necessario?
Quali erano le reali condizioni di vita e di relazione del nucleo familiare? La condizione dei minori era effettivamente pregiudizievole?
PARTIAMO DALLE ORIGINI

LA STORIA DELLA FAMIGLIA

Il caso ormai noto all’opinione pubblica come “la famiglia nel bosco” riguarda la vita di due genitori e dei loro tre figli: Catherine Birmingham, 45 anni, suo marito Nathan Trevallion di anni 51 e dei loro tre figli, due gemelli di 6 anni e una bimba di 8 anni. Lei, di origini australiane, ha lavorato come insegnante di equitazione. il papà di nazionalità inglese ha lavorato come cuoco e artigiano. È una vicenda che intreccia spiritualità, isolamento radicale, scelte controcorrente e l’intervento della giustizia minorile. Raccontata da Ignoto X su La7 ’è una storia che parte da molto lontano. Dall’Australia, Regno Unito e una vita nomade che approda nei boschi dell’Alto Vastese. Catherine australiana, cresciuta a Melbourne in una famiglia numerosa, fin da giovanissima lavora con i cavalli, passione che la porta, a 19 anni, a trasferirsi in Germania per specializzarsi nel dressage. Un grave infortunio alla schiena, tre ernie discali, mettono fine alla carriera equestre di Catherine. È il punto di svolta: nasce un percorso spirituale che la porterà a diventare insegnante di crescita personale. Accanto a lei c'è Nathan, britannico, una vita trascorsa tra cucine internazionali come chef e poi nella compravendita di mobili di pregio. Due esistenze lontane che si incontrano all’estero, unite da un’idea condivisa: cambiare rotta.

Il Trasferimento in Italia

Tra il 2017 e 2018 la coppia arriva in Italia e nel 2021 acquista un rudere a Palmoli tramite un’agenzia specializzata in immobili rustici per stranieri. Poco dopo la coppia si sposa e sceglie una vita senza elettricità, senza acqua corrente, producendo cibo ed energia in modo autonomo, optando per l’istruzione parentale dei figli.

La notte dell'intossicazione da funghi velenosi

Nell’autunno del 2024, tutta la famiglia finisce in ospedale dopo aver ingerito funghi velenosi. A chiamare i soccorsi è un amico preoccupato dalle loro condizioni. Catherine viene trasportata in elisoccorso. I genitori rifiutano l’utilizzo del sondino naso-gastrico durante il ricovero in ospedale in quanto fatto di “silicone o poliuretano” ed è il segnale che fa emergere l’assoluta indisponibilità anche solo temporaneamente ed in via emergenziale ai principi delle proprie scelte esistenziali. (Dal Quotidiano Nazionale).

La storia diventa "visibile ai mass media"

E’ il settembre 2024: La storia “visibile” della famiglia del bosco di Palmoli inizia in questo momento: l’ospedale allerta i carabinieri, l’Arma informa i servizi sociali, per la prima volta finisce nero su bianco la situazione della famiglia. L’episodio accende un faro su di loro: i servizi sociali iniziano a monitorare la situazione domestica e lo stato di salute dei minori. Quando il tribunale dispone visite mediche obbligatorie per i bambini, i genitori rifiutano. Nei mesi successivi la situazione precipita. Catherine lascia Palmoli e si sposta a Bologna con i figli, rendendosi irreperibile ai servizi sociali. Nathan resta nel casolare, ma fornisce informazioni contraddittorie alle autorità. Solo il giorno di Natale Catherine comunica un indirizzo temporaneo, per poi rientrare nel casolare e tentare inutilmente di evitare ulteriori interventi istituzionali.

L’ allontanamento dei figli

Il 13 novembre, il Tribunale dei Minorenni dell’Aquila dispone l’allontanamento dei tre minori, sospendendo la responsabilità genitoriale. Le motivazioni dell'allontanamento:

  • condizioni igienico-sanitarie inadeguate;
  • pericolo per l’integrità fisica derivante dalla condizione abitativa;
  • rifiuto di consentire le verifiche e i trattamenti sanitari obbligatori per legge;
  • mancanza della dovuta istruzione;
  • totale isolamento sociale.
Il Comune di Palmoli aveva offerto una casa alternativa, e un privato ne aveva messa a disposizione un’altra gratuitamente. Entrambe rifiutate. Anche la proposta di ristrutturazione gratuita del casolare, offerta da un’impresa locale, è stata respinta: Nathan avrebbe dovuto firmare per il progetto da presentare al Genio Civile, ma ha cambiato idea all’ultimo.

"Il Fatto Quotidiano"

Vediamo l'Ordinanza del Tribunale nello specifico

L'ordinanza del Tribunale Dell'Aquila Decreto n.cronol.2061/2025 del 20/11/2025 RG. n. 454/2025

L'ordinanza, premesse le segnalazioni del Servizio Sociale riguardo la condizione di sostanziale abbandono in cui si trovavano i minori, la situazione abitativa disagevole e insalubre ; i minori risultavano privi di istruzione e assistenza sanitaria: non avevano un pediatra e non frequentavano la scuola. Con decreto del 23/04/2025, confermato con ordinanza del 22/05/2025, questo Tribunale ha affidato i minori al Servizio Sociale, attribuendogli potere esclusivo di decidere sul loro collocamento e sulle questioni rilevanti in maniera sanitaria. La situazione descritta nella relazione del Servizio Sociale e in quelle dei Carabinieri del 23/09 e 04/10/2024 manifestava indizi di preoccupante negligenza genitoriale, con particolare riguardo all'istruzione dei figli e alla vita di relazione degli stessi, conseguenti alla mancata frequentazione di istituti scolastici.

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L'ordinanza del Tribunale Dell'Aquila Decreto n.cronol.2061/2025 del 20/11/2025 RG. n. 454/2025

Era inoltre imprescendibile una relazione tecnica sulla sicurezza del rudere destinato alla abitazione dei minori. Il Servizio sociale affidatario è stato inoltre incaricato di effettuare una visita pediatrica e di valutare il miglior collocamento degli stessi, presso una comunità o altre famiglie. All'udienza ex art.473-bis.15 cod.proc.civ. i genitori hanno evidenziato di avere attestato la regolarità del percorso di istruzione parentale della figlia e dichiarato di avere la disponibilità di una normale abitazione provvista di tutte le utenze. I minori sono stati ascoltati il 28/10/2025 alla presenza della madre, che ha collaborato anche nell'interpretazione delle dichiarazioni dei figli, che non avevano una buona conoscenza della lingua italiana. Con la relazione del 14/10/2025 il Servizio Sociale ha descritto quanto compiuto dopo l'udienza cautelare. Contrarariamente all'impegno a collaborare dichiarato all'udienza, i genitori non hanno più inteso avere incontri e colloqui con gli assistenti sociali. E' stata quindi necessaria una visita domiciliare nel corso della quale i genitori hanno impedito l'accesso all'abitazione e un contatto diretto con gli assistenti sociali. A seguito dell'intervento del difensore i genitori hanno poi accettato di concordare un progetto di intervento diretto a favorire l'integrazione sociale, garantire un migliore contesto abitativo per i minori e acquisire la documentazione sanitaria necessaria e quella relativa all'obbligo scolastico. E' stato inoltre concordato un accesso settimanale dell'intero nucleo familiare presso un centro socio-psico-educativo comunale per supporto alla genitorialità in favore di gruppi genitori-bambini.

L'ordinanza del Tribunale Dell'Aquila Decreto n.cronol.2061/2025 del 20/11/2025 RG. n. 454/2025

I genitori hanno poi rifiutato di partecipare alle attività di supporto alla genitorialità, senza partecipare ad alcun incontro. Gli accertamenti sanitari obbligatori non sono stati compiuti. I genitori hanno esibito al Servizio Sociale, affidatario esclusivo riguardo le scelte di natura sanitaria, un certificato medico per ciascun minore nel quale la pediatra evidenzia la necessità, in considerazione della storia clinica e familiare, di effettuare visita neuropsichiatrica infantile per una globale valutazione psicologica e comportamentale dei bambini, nonchè esami ematochimici per una valutazione dello stato immunitario vaccinale. I genitori hanno dichiarato che consentiranno gli accertamenti richiesti della pediatra se verrà loro corrisposto un compenso di € 50.000,00 per ogni minore. Il Servizio Sociale ha inoltre trasmesso copia della perizia eseguita da un geometra su incarico dei genitori, nel quale si attesta l'assenza di lesioni strutturali pregiudizievoli per la statica dell'abitazione. La perizia è del tutto insufficiente a dimostrare condizioni dell'immobile idonee alla tutela dell'integrità fisica dei minori. Non sono prodotti i documenti necessari previsti dal TUE; manca il certificato di collaudo ed è palese l'assenza degli impianti elettrico, idrico, termico, dei quali non è ovviamente verificabile la conformità. L'assenza di agibilità e, pertanto, di sicurezza statica di tutti gli impianti e delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità dell'abitazione comporta una presunzione ex legge (Art.24TUE) dell'esistenza di pericolo di pregiudizio per l'incolumità e l'integrità fisica dei minori. Quanto all'istruzione scolastica, i genitori non hanno esibito al Servizio Sociale, né prodotto in giudizio, la dichiarazione annuale al dirigente scolastico della scuola più vicina sulla capacità tecnica o economica di provvedere all'insegnamento parentale, diretta a consentire al dirigente scolastico il controllo della fondatezza di quanto dichiarato.

L'ordinanza del Tribunale Dell'Aquila Decreto n.cronol.2061/2025 del 20/11/2025 RG. n. 454/2025

Va peraltro evidenziato che l'ordinanza cautelare non è fondata sul pericolo di lesione del diritto dei minori all'istruzione, ma sul pericolo di lesione del diritto alla vita di relazione (art. Cost.), produttiva di gravi conseguenze psichiche ed educative a carico del minore.

L'ordinanza del Tribunale Dell'Aquila Decreto n.cronol.2061/2025 del 20/11/62025 RG. n. 454/2025

La deprivazione del confronto tra pari in età da scuola elementare può avere effetti significativi sullo sviluppo del bambino, che si manifestano sia in ambito scolastico che non scolastico. Il gruppo dei pari è un contesto fondamentalmente di socializzazione e di sviluppo cognitivo/emotivo, che offre opportunità uniche rispetto all'interazione con gli adulti. La Letteratura scientifica (Teoria cognitivo-evolutiva di Piaget, Teoria dell'apprendimento sociale di Bandura, Teoria dello Sviluppo Psicosociale di Erik Erikson) al riguardo ha compiutamente descritto i potenziali effetti della loro assenza:
  • Difficoltà di apprendimento cooperativo, problemi a partecipare a lavori di gruppo, mancanza di autostima e motivazione;
  • la deprivazione può limitare la possibilità di ricevere conferme e valorizzazione dai coetanei;
  • Problemi di regolazione emotiva e comportamentale, manifestando comportamenti di isolamento o al contrario di aggressività. Minore emapatia e una difficoltà ad instaurare relazioni positive.
In altri ambiti di vita le conseguenze si estendono alla sfera sociale ed emotiva generale. Sviluppo di abilità sociali e comunicative; la deprivazione limita l'opportunità di sperimentazione e maturazione di queste abilità. La socializzazione tra pari può dunque essere considerata un ambiente che non solo riflette le competenze acquisite in altri contesti (come la famiglia) ma che contribuisce in modo autonomo e necessario allo sviluppo di nuove competenze sociali, emotive e cognitive essenziali, rendendo più difficile l'adattamento del bambino sia nel sistema educativo che nella società in generale.

L'ordinanza del Tribunale Dell'Aquila Decreto n.cronol.2061/2025 del 20/11/62025 RG. n. 454/2025

Riguardo alla partecipazione della famiglia, ivi compresi i minori, alla trasmissione televisiva ("Le Iene"), il Tribunale ha evidenziato la violazione del diritto dei minori alla riservatezza e alla tutela della identità personale (art.16 Convenzione New York 20/11/89, art.8 CEDU, art.7 Carta dei diritti fondamentali UE). Si deve al riguardo rammentare che l'art.50 del codice in materia di protezione dei dati personali ha esteso il divieto di pubblicazione e divulgazione con qualsiasi mezzo di notizie o immagine idonee a consentire l'identificazione di un minore, già previsto dal D.P.R. 22/09/88 n.448, ai casi di coinvolgimento a qualsiasi titolo del minore in procedimenti giudiziari in materie diverse da quella penale, e dunque a ogni procedimento civile in cui il minore sia in qualunque modo coinvolto. Le vicende del presente procedimento risultano oltre divulgate attraversi i mezzi di comunicazione di massa, anche con pubblicazioni di foto che li ritraggono. I genitori con tale comportamento hanno mostrato fare uso dei propri figli allo scopo di conseguire un risultato processuale a essi favorevole in un procedimento de potestate, nel quale assumono una posizione processuale contrapposta a quella dei figli e in conflitto di interessi con gli stessi. In considerazione delle gravi e pregiudizievoli violazioni dei diritti dei figli all'integrità fisica e psichica, all'assistenza materiale e morale, alla vita di relazione e alla riservatezza, i genitori vanno sospesi dalla responsabilità genitoriale.

L'ordinanza del Tribunale Dell'Aquila Decreto n.cronol.2061/2025 del 20/11/62025 RG. n. 454/2025

E' inoltre necessario ordinare l'allontanamento dei minori dall'abitazione familiare, in considerazione del pericolo per l'integrità fisica, nonchè dal rifiuto dei genitori di consentire le verifiche e i trattamenti sanitari obbligatori per legge. Il Servizio Sociale è inoltre incaricato di disciplinare la frequentazione tra genitori e figli, con modalità idonee a prevenire il rischio di sottrazione. In sede di allontanamento il Servizio Sociale è autorizzato a richiedere l'assistenza della forza pubblica, tenendo conto delle seguenti indicazioni: 1. all'attuazione delle misure disposte a tutela del minore sono tenuti in egual misura i genitori e il Servizio Sociale; 2. la Forza pubblica richiesta dell'assistenza è tenuta a prestarla in supporto all'attività esecutiva diretta del Servizio Sociale, ove vi siano ragioni di temere situazioni di pericolo per l'incolumità delle persone o di resistenza attiva da parte del destinatario del provvedimento; 3. devono ritenersi applicabili i criteri esecutivi che informano l'attività di soccorso e di repressione e interruzione dei reati, tenendo presente che si verte nel caso di specie in situazioni di pericolo (accertato o anche solo temuto in pendenza di istruttorie)per l'integrità fisica o psichica di persone incapaci, come tali definite per provvedimento giurisdizionale e da ritenersi sussistenti fino a revoca o sospensione del provvedimento; 4. ogni azione esecutiva è rimessa alle valutazioni degli operatori secondo le rispettive competenze funzionali e tecniche. Rientra nella discrezionalità del Servizio Sociale valutare l'opportunità di richiedere l'assistenza di operatori dell'area sanitaria. Il presente provvedimento deve essere comunicato alle autorità consolari del Regno Unito e dell'Australia ai sensi dell'art.37 c.2 della Convenzione di Vienna del 1963, anche al fine di una eventuale collaborazione volta a identificare risorse familiari disponibili a supplire alle carenze genitoriali.

L'ordinanza del Tribunale Dell'Aquila Decreto n.cronol.2061/2025 del 20/11/62025 RG. n. 454/2025

Per questi motivi il Tribunale 1.sospende la resposabilità genitoriale. 2. nomina tutore provvisorio; 3.ordina l'allontanamento dei minori dalla dimora familiare e il loro collocamento in casa famiglia; 4. incarica il Servizio Sociale affidatario di dirigere l'esecuzione dell'ordine di allontanamento, di assicurare loro adeguato sostegno psicologico e di disciplinare la frequentazione con i genitori; 5. autorizza l'esecuzione dell'ordine di allontanamento con l'assistenza della forza pubblica, con le modalità indicate in motivazione.

Cosa accade dopo la Sentenza del Tribunale

In data 16/12/2025 Tg24-Sky pubblica quanto segue: "I legali hanno consegnato alla Corte memorie e documenti utili a certificare il cambio di atteggiamento da parte della famiglia, che sarebbe pronta ad adeguare la casa di Palmoli ma anche a consentire ai figli di frequentare la scuola e a completare il percorso vaccinale. I Legali: "In ordinanza mancavano criteri di emergenza".

Il ricorso presentato dai genitori

Secondo le note della trattazione scritta che gli avvocati Femminella e Solinas hanno inviato alla Corte d'appello dell'Aquila, visionate dall'Ansa, mancavano i criteri di emergenza, eccezionalità ed interesse del minore a sostegno dell'ordinanza del Tribunale per i Minorenni che ha disposto la sospensione della responsabilità genitoriale e il collocamento in casa famiglia dei tre figli minori della famiglia che vive nel bosco di Palmoli. Una soluzione, sostiene la difesa, che avrebbe potuto avere varie alternative; soprattutto non c'era alcuna emergenza tale da richiedere l'intervento delle forze dell'ordine. I legali, nel documento, ripercorrono i punti chiave della vicenda e dell'ordinanza, evidenziando l'assenza, nel fascicolo, di documenti che certificavano l'istruzione dei minori. Sottolineano che l'istruzione parentale, garantita dalla Costituzione, non è stata omessa né utilizzata in modo elusivo: per la figlia in età scolare i genitori avevano chiesto e ottenuto l'ammissione all'esame di idoneità in una scuola statale, con rilascio dei relativi attestati, documentazione che è stata acquisita solo dopo l'emissione dell'ordinanza. Quanto alla cosiddetta deprivazione tra pari, contestata nell'ordinanza, ci si chiede se sia stata effettivamente accertata o desunta dal fatto che i minori non frequentassero la scuola.

"Famiglia nel bosco", il caso diventa politico. Salvini contro i giudici, Meloni vuole l’ispezione

Non solo cronaca. Il caso della famiglia nel bosco, ora, diventa politico. Ed è già scontro tra Salvini e Anm. "Stato vergognoso, andrò sul posto", sono le parole del vicepremier e leader della Lega subito dopo il provvedimento del tribunale dei minori dell'Aquila, ieri, sul trasferimento dei bambini in una comunità dove potranno stare con la madre. "Inopportuno strumentalizzare", la replica della Giunta Anm dell'Aquila. Intanto il ministro della Giustizia Carlo Nordio e la premier Giorgia Meloni stanno valutando la possibilità di procedere all'invio di ispettori perché valutino il caso. Il ministro è stato chiamato venerdì dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha sollecitato «un intervento immediato» mostrando «grande preoccupazione per quanto sta accadendo» e ha chiesto di essere via via informata sull’iter giudiziario della vicenda dopo essersi detta «colpita» dalla storia che riguarda questo nucleo familiare. Salvini: «I tre piccoli sequestrati in maniera indegna» e ancora Sequestro indegno, preoccupante, pericoloso»

Il Corriere delle Sera

La visione della sinistra riguardo lo standard di vita della "Famiglia nel bosco"

Il caso ormai ha diviso l'opinione pubblica ed anche la politica. Personalmente mi ritrovo con quanto pubblicato da LaSinistraQuotidiana, soprattutto in questa consideranzione di cui faccio menzione: " ritengo non incompatibile la vita vicino o nel bosco con un adeguamento della casa a standard più consoni per tutta la famiglia: perché non avere corrente elettrica quando, evitando di allacciarsi ad una rete, si può ottenere mediante l’installazione di pannelli solari? Perché non avere una conduttura fognaria e un bagno come si deve, garantendosi così una igiene consona e, soprattutto, con le temperature invernali del centro Italia, di dover uscire da casa per fare i propri bisogni? Quello che ritengo possibile è una mediazione tra la vita nei boschi e la vita nella cosiddetta “società civile”; I ragazzi possono andare a scuola e al contempo continuare a vivere come hanno fatto sino ad ora, lontani dal contesto urbano. I genitori possono amare la natura e i tutti gli animali ma devono farlo in un contesto di totale sicurezza: questo lo devono ai loro figli, oltre che a sé stessi. Non sempre si ha ragione, non sempre si ha per forza torto. Il governo si è immischiato improvvidamente in una vicenda di cui gli enti dello Stato e delle comunità locali preposti si stavano occupando entro i sacri termini di Legge. Marco Sferini 28/11/2025

Considerazioni personali

Quando ho iniziato a mostrare interesse per questo caso il mio scopo era di comprendere le reali condizioni di vita della famiglia: il contesto sociale, lo stato del Rudere destinato ad abitazione, l'aderenza alla normativa in materia di diritto all'assistenza sanitaria dei minori e all'istruzione scolastica. La situazione è oltremodo delicata: parliamo di "piccole vite in gioco" proprio nell'età in cui le influenze familiari, amicali ed istituzionali hanno un importante impatto nella formazione degli schemi cognitivi, nella costruzione delle relazioni di attaccamento, nello sviluppo riguardo la gestione delle emozioni. Le esperienze, la costruzione delle relazioni, il contesto scolastico sono tutti elementi che contribuiranno e avranno ripercussioni psicologiche e relazionali di notevole importanza. Ho ritenuto, pertanto, di affidarmi al contenuto dell'Ordinanza del Tribunale. Quello che personalmente non comprendo e non condivido sono state "le continue resistenze" dei genitori alle richieste del Tribuale, le quali ritengo siano assolutamente legittime, vista la situazione, e il rispondervi positivamente nel pieno interesse di genitori che desiderano tenere accanto a sé i propri figli. In realtà penso che i genitori abbiano voluto difendere le proprie convinzioni riguardo il proprio stile di vita, ma che lo abbiano fatto, forse neanche rendendosi conto, strumentalizzando i propri figli e trascinandoli alla fine in una situazione in cui tutti "ne hanno pagato le conseguenze". Chiedere 50.000,00 € in risposta agli accertamenti richiesti dalla pediatra, portare i figli in una trasmissione televisiva: tutto ciò alla fine ha solo procurato" l'allontanamento dei figli e la perdita della responsabilità genitoriale". Non comprendo la visione "permissiva" di lasciare "in pace questa famiglia" ; sono stati violati importanti principi costituzionali come l'art.30 che sancisce il diritto e dovere dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli ed inolre, la presenza del pediatra è obbligatoria e dovrebbe essere una priorità per un genitore interessarsi scrupolosamente della salute dei propri figli.

Aggiornamenti e Considerazioni personali

Nessuno condanna la scelta "ecologica della famiglia" ma esiste una via di mezzo che contempli il rispetto e la salvaguardia dell'ambiente e le scelte di vita "drastiche" adottate dalla famiglia all'interno dei boschi di Malpoli. Sono queste le motivazioni per le quali condivido l'azione del Servizio Sociale. Questo non significa che vivere a contatto con la natura sia da disprezzare. Di questi tempi la tecnologia ha avuto un impatto negativo sulle nuove generazioni al punto di sviluppare una nuova dipendenza: quella da cellulare, "riconosciuta non ancora come patologia nel DSM-5, ma è comunque considerata una dipendenza comportamentale. Non cosa da poco. Senza andare fuori tema il quesito in copertina a questa tesina che spero possa essere ritenuta "un lavoro apprezzato" è se l'intervento dei Servizi Sociali fosse davvero necessario. Mi ripeto nel ritenere che era "assolutamente necessario". Come conseguenza ai rifiuti dei genitori di collaborare alle richieste del Servizio Sociale lo stesso loro legale Avv.Giovanni Angelucci ha rimesso il mandato alla fine di dicembre. Ad oggi, febbraio 2026, non è ancora avvenuta una ricongiunzione della famiglia. Gli esperti della Asl di Vasto chiedono il ritorno dei tre bambini nel nucleo familiare, reputando i genitori un valido riferimento emotivo e "ritenendo indispensabile il favorire e ripristinare una consuetudine affettiva stabile, quale elemento fondamentale per il superamento delle manifestazioni di disagio evidenziate nei minori". Nel dibattito intervengono anche i medici della Neuropsichiatria infantile della Asl Lanciano Vasto Chieti dichiarando "indispensabile il favorire e ripristinare una consuetudine affettiva, nell'ottica di una necessaria condivisione con la famiglia degli obiettivi didattici, di adattamento alla collettività tra pari e di scelte per il benessere dei minori", si legge nella relazione, come riferiscono oggi alcuni quotidiani, tra cui il Corriere della Sera, il Messaggero e il Centro. "

Aggiornamenti e considerazioni personali

Dal Fatto Quotidiano, 13/03/2026 " Il papà avrebbe deciso di non dire nulla alla moglie allontanata venerdì scorso per i suoi atteggiamenti ostili. Negli uffici dei servizi sociali a Monteodorisio, all’incontro tenuto riservato fino all’ultimo, c’era anche la garante regionale per l’infanzia Alessandra De Febis (che ha smentito il presunto sciopero della fame di uno dei bambini). Dentro quell’ufficio il padre avrebbe mostrato un atteggiamento completamente diverso da quello delle settimane passate. Disponibilità totale, raccontano i presenti, verso le indicazioni del Tribunale per i minorenni dell’Aquila. Un passo che potrebbe cambiare il corso della vicenda. Il primo segnale concreto riguarda la casa. A inizio aprile l’uomo si trasferirà in un appartamento comunale a Palmoli, tra lo stadio e la scuola del paese. Tre stanze e un bagno, poco più di settanta metri quadrati, recentemente ristrutturati e alimentati da energia fotovoltaica. Un luogo semplice ma stabile, vicino al paese e alla scuola elementare". Un importante passo avanti. Nelle pagine precedenti ho espresso il mio disappunto riguardo le scelte genitoriali di Catherine e Nathan ma non possono trascurare le considerazioni degli esperti della Asl di Vasto e quelli dei Neuropsichiatri infantili della Asl di Lanciano. Dopotutto " L'art. 1 L. 4 maggio 1983, n. 184 (diritto alla famiglia) stabilisce che il minore ha il diritto di crescere ed essere educato nella propria famiglia." A questo punto, in qualità di studentessa al primo anno, non potendo certo esprimere un parere professionale, posso solo sperare che l'intervento dei Servizi Sociali abbia fatto comprendere ai coniugi i bisogni profondi, le esigenze e le necessità dei figli, al fine di costruire le condizioni per un sano sviluppo emotivo e comportamentale.

Per concludere........
" Un ricongiungimento tanto atteso"
Vorrei infine soffermarmi anche sul dolore che ha accompagnato tutta la vicenda. Dolore vissuto dai genitori nel vedere portarsi via i propri figli; il dolore dei minori che spaesati e spaventati sono stati per forza di cosa coinvolti dalla macchina istituzionale che si è messa in moto. Servizio che si è reso necessario e che è stato agito al fine di produrre il cambiamento auspicato.
  • Il ricongiungimento dei minori ai genitori è attualmente oggetto di valutazioni psichiatriche e giudiziarie
  • Il documento, redatto dall'equipe di psichiatri della Asl locale che ha incontrato i bambini, ha sottolineato l'urgenza di far tornare i bambini nel loro nucleo familiare
  • Assistenti sociali e psichiatri ritengono che la crescita dei piccoli Trevallion debba essere monitorata.
  • il consulente di parte Tonino Cantelmi ritiene che per “superare il disagio che i bambini manifestano, è necessario ricostruire al più presto l’unità familiare